Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it

venerdì 1 maggio 2015

L'OSSESSIONE DELLA CAMUSSO PER I PENSIONATI E PER I DISOCCUPATI

(nella foto, di tanti anni fa, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, manifesta la sua ossessione  all'allora Premier Monti per i provvedimenti del suo Ministro del Lavoro Elsa Fornero sulle pensioni, uno dei quali ieri dichiarato incostituzionale dalla Consulta)

Tanti, tanti anni dopo, l'1 MAGGIO 2015, unitamente agli attuali segretari generali di UIL e CISL (Barbagallo e Furlan) , leader notoriamente appartenenti alla generazione dei trentenni (quindi bambini all'epoca di Monti e della Fornero) esprime dichiarazioni del seguente tenore:

“Il blocco della perequazione sulle pensioni oltre 3 volte il minimo, che "non sono alte", "era una norma ingiusta e la Corte costituzionale lo ha confermato: è la dimostrazione che bisogna mettere mano alla legge Fornero che è piena di ingiustizie ed è una delle ragioni della crescita della disoccupazione". Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando in occasione del Primo maggio a Pozzallo.”

“(...)è l’occasione per la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, per tornare all’attacco del governo Renzi sul dramma della disoccupazione. Le cui cifre «dicono esattamente qual è la vera emergenza del Paese. Per questo domani, primo maggio, il pensiero non può che essere rivolto al lavoro quale necessità fondamentale. Dovrebbe essere questa l’ossessione quotidiana di chi ci governa, ma non mi pare che lo sia».” 

AGL: BENE LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE. BENE CHE SI RESTITUISCANO 5 MILIARDI AI PENSIONATI. ABBIAMO PERO' UN SOGNO: CHE I 5 MILIARDI VENGANO RECUPERATI NON DA UNA COLLETTIVITA' GIA' MASSACRATA DI TASSE MA DAI PATRIMONI DI CGIL-CISL-UIL E DA QUELLI PERSONALI DELLA PROF.SSA FORNERO E DEI MEMBRI DELL'ALLORA GOVERNO MONTI.

EVVIVA IL PRIMO MAGGIO. CHE SIA LA FESTA DEI BAMBINI LAVORATORI SFRUTTATI NEL MONDO E DA LIBERARE. E NON LA RICORRENZA SPORCATA DAI DELINQUENTI (DA LICENZIARE) CHE ATTUANO SCIOPERI SELVAGGI NEI TRASPORTI PUBBLICI ROVINANDO LA VITA A PENDOLARI, ANZIANI E PERSONE UMILI CHE NON POSSONO PERMETTERSI L'AUTOMOBILE



giovedì 23 aprile 2015

VIVA IL 25 APRILE! (QUANDO GLI ITALIANI NON DELEGAVANO LA LORO SICUREZZA A CHI NON SE NE INTERESSAVA)

Non tutti gli sconosciuti sono cattivi , tu però non dimenticare mai di accoglierli con il sorriso e un buon fucile carico nella mano destra. Il sorriso serve qualche volta, ma il fucile serve sempre.

mercoledì 1 aprile 2015

FINALMENTE PUBBLICATO IL LAVORO DI CARLO COTTARELLI: PER AGL LA RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA E' L'ASSOLUTA PRIORITA', LA PREMESSA PER RIDURRE LE TASSE E PER CONTRASTARE LA POVERTA'. DIECI, CENTO, MILLE COTTARELLI!

CLICCA SUL SEGUENTE LINK PER CONSULTARE LA DOCUMENTAZIONE DELL'EX COMMISSARIO ALLA SPENDING REVIEW:
http://revisionedellaspesa.gov.it/revisioneaperta.html

CONTRASTARE LA POVERTA': ANCHE AGL CONDIVIDE LA PROPOSTA DI BEPPE GRILLO SUL REDDITO DI CITTADINANZA

dal sito www.beppegrillo.it

"""""""""(...)Finalmente si comincia a parlare dei problemi dei cittadini, quelli che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, quelli che non riescono nemmeno più a comprare le medicine o a pagare il mutuo perché hanno perso il lavoro. Persone sempre più ricattabili dalla mafia, cittadini che non sono più liberi e che sono stati abbandonati completamente dallo Stato.(...)
Dare il reddito di cittadinanza a circa 9 milioni di persone, come prevede la nostra proposta, costa 16 miliardi e mezzo di euro, importo che rappresenta solo il 2% della spesa pubblica italiana.  (...)
La povertà va contrastata come hanno già fatto quasi tutti i Paesi dell'Europa tranne Italia, Grecia ed Ungheria(...)
E' necessario ridare dignità a tutti coloro che l'hanno persa e che oggi sono a rischio povertà. Persone che hanno bisogno di ricevere un sostegno economico per poter sopravvivere e che sono disposte a mettersi in gioco, formarsi, riqualificarsi ed essere reinserite nel mondo del lavoro attraverso anche la creazione di nuove start up innovative, rendendosi libere da ogni ricatto.
Si tratta di una vera e propria manovra economica diretta ad aiutare i giovani, i disoccupati i pensionati, le partite Iva, ovvero tutti coloro che non percepiscono alcun reddito o che percependolo non riescono a soddisfare da soli i propri bisogni. Una misura che fa aumentare i consumi dei beni primari e che, quindi, influisce direttamente sulle piccole e medie imprese che vedendo aumentare i propri profitti, dando il via ad un circolo virtuoso per i lavoratori e per le imprese.
Il sostegno economico può essere percepito integralmente, quando il beneficiario non ha alcun reddito o parzialmente, quando il beneficiario è già percettore di un reddito basso. Facciamo qualche esempio su come influirebbe il reddito di cittadinanza nella vita di alcune persone.
- una donna vedova che percepisce 500 euro al mese di pensione, grazie al reddito di cittadinanza avrebbe diritto a percepire un totale di 780 euro netti al mese, ovvero, vedrebbe il proprio reddito aumentato di altri 280 euro netti al mese.
- una famiglia composta da 2 genitori che hanno perso il lavoro e che non percepiscono alcun ammortizzatore sociale, con 2 minori di 14 anni a carico avrebbero diritto, non solo a percepire un reddito totale di euro 1.638 euro netti al mese ma, anche ad essere accompagnati dallo Stato per essere reinseriti nel mondo del lavoro dandogli così la possibilità di riprendere la propria vita in mano.
- una ragazza madre, con un figlio minore di 14 anni a carico, che non percepisce alcun reddito, avrebbe diritto a percepire un massimo di 1.014 euro netti al mese nonché ad essere accompagnata dallo Stato per essere reinserita nel mondo del lavoro.
- una famiglia composta da due genitori, di cui uno con lavoro part time a 500 euro al mese e l'altro disoccupato, con 3 figli di cui uno minore di 14 anni, avrebbero diritto a percepire un massimo di 1.684 euro netti al mese. Il genitore disoccupato avrebbe diritto, inoltre, a ricevere l'aiuto per l'inserimento lavorativo, ed i 2 figli maggiorenni potrebbero portare avanti i propri studi avendo diritto a percepire la propria quota sul reddito.
- un single che perde improvvisamente il lavoro piuttosto che ritrovarsi nella più totale disperazione avrebbe diritto a percepire 780 euro netti al mese finché non trova un altro lavoro.
Servono tutti i consensi possibili per far diventare realtà questa misura. Per dare la possibilità ai cittadini di riprendersi in mano la propria vita.
La società civile ne ha confermato l'urgenza. Ora tocca ai partiti politici""""""""""

CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK SI PUO' CONSULTARE LA PROPOSTA DI LEGGE DEL M5S
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/area_stampa_1/comunicati_stampa/PROPOSTA%20DI%20LEGGE%20reddito%20di%20cittadinanza.pdf

PER AGL, SALVINI E BERLUSCONI SULLA FLAT TAX HANNO RAGIONE: SMETTIAMOLA DI PERDERE TEMPO E MANDIAMO IN SOFFITTA UN SISTEMA FISCALE ITALIANO DEMENZIALE NEL QUALE GLI UNICI A PAGARE LE TASSE SONO I LAVORATORI DIPENDENTI!

Aliquota unica si può - Alvin Rabushka spiega perché e come fare la flat tax al 15%

venerdì 27 marzo 2015

ROBERTO FASCIANI (AGL) INTERVIENE SULLA MANIFESTAZIONE DI LANDINI DOMANI A ROMA

                                                        Roberto Fasciani (AGL)


"LANDINI: LA FOGLIA DI FICO CHE INIZIA UNA VERTENZA CONTRO LE VERGOGNE CHE COPRE DA ANNI"

per leggere l'articolo, clicca sul seguente link:

http://roberto-fasciani.blogspot.it/2015/03/landini-la-foglia-di-fico-che-inizia.html

mercoledì 25 marzo 2015

AGL RINGRAZIA IL GOVERNO PER L'ASCOLTO

Era il 12 luglio scorso quando, a seguito di un grave fatto di cronaca riguardante le cooperative, ponevamo dieci domande al Governo Renzi

http://agl-alleanzageneraledellavoro.blogspot.it/2014/07/cooperative-le-dieci-domande-dellagl-al.html

Sono passati pochi mesi e il Governo è passato dalle parole ai fatti:
*agenzia unica ispettiva per semplificare e razionalizzare un'attività che era divenuta incapace di incidere sulla realtà
*contributo biennale di revisione tolto a una vigilanza cooperativa dimostratasi all'acqua di rose 
*legge sulla rappresentanza per sfoltire la giungla dei falsi sindacati e del loro sottobosco clientelare
*possibilità di raccogliere denunce anonime contro dirigenti e funzionari pubblici infedeli
*l'istituzione di una Polizia del Lavoro
*Il Jobs Act che ci restitusce credibilità nei confronti degli investitori esteri riguardo alle regole del mondo del lavoro.

Invidiamo i dipendenti del Ministero delle Infrastrutture che nelle prossime settimane, prima della nomina del nuovo Ministro, beneficeranno di un'opera di pulizia e di ristrutturazione interna senza precedenti ad opera dell'unica personalità , Matteo Renzi, che in questo momento ha la forza, la credibilità e il sostegno della parte sana del Paese.
Preghiamo il Presidente Mattarella, che ringraziamo, di riservare un analogo trattamento, appena ve ne sarà la possibilità e l'occasione, ad analoghe Amministrazioni Centrali dimostratesi recalcitranti.

Cogliamo l'occasione per rivolgere un commosso e pietoso pensiero alle altre organizzazioni sindacali, del pubblico impiego e del lavoro privato, delle quali ci sfugge la comprensione del loro ruolo e della loro utilità, prima, durante e dopo il blocco dei contratti, le elezioni delle RSU, i grandi scioperi contro il Jobs Act, le assunzioni alla Fiat, la vendita della Pirelli ai cinesi.

Speriamo almeno che dopo tanti anni di solerte lavoro di lingua ognuno dei dirigenti beneficiari adotti a distanza, per riconoscenza, un fedele ma abbandonato delegato sindacale (confederale, autonomo o conflittuale).

lunedì 23 marzo 2015

CARLOS SALAZAR RESPONSABILE IN ECUADOR DELLA FEDERAZIONE LATINO-AMERICANA DELL'AGL

Carlos Salazar (e-mail salazar.carlos360@gmail.com )è stato nominato responsabile in Ecuador e per l'Ecuador della Federazione ALAL (Alleanza Lavoratori America Latina) della Confederazione AGL (Alleanza Generale del Lavoro).
A Carlos i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutta l'AGL!

mercoledì 4 marzo 2015

ANVG, Milano 14 marzo, ore 16, gli Arditi 1944-1945

Sabato 14 marzo, alle ore 16,00, in Milano, via Duccio di Boninsegna 21/23, nuovo evento associativo.
Sarà con noi il ricercatore storico universitario Federico Ciavattoni (Università di Pisa), autore del libro "Gli specialisti. I reparti arditi ufficiali e la squadra X nella lotta antipartigiana"
L'evento è organizzato con l'Associazione Nazionale Arditi d'Italia (ANAI). 
Vi aspettiamo

Andrea Benzi

Presidente della Federazione di Milano dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra "Manlio e Gioachino Savaré"

TUTTE LE VIE SON PIANE ALL'ANIMOSO

martedì 3 marzo 2015

IL BELLISSIMO DISCORSO DI PAPA FRANCESCO AI SOCI DI COOPERATIVE

Il Santo Padre non finisce mai di stupirci. Mai avevamo ascoltato un trattato così profondo e illuminante sul tema. Riportiamo qui il discorso nella sua versione integrale, affinchè in questo settore si cambi veramente strada e il Governo Renzi ne faccia proprio il programma. Solo una cosa vorremmo aggiungere, noi che di cooperazione ci occupiamo sin dalla nostra fondazione. E' ARRIVATO IL MOMENTO CHE, COSI' COME ACCADUTO PER I MAFIOSI, VENGANO SCOMUNICATI ANCHE QUEI "DIRIGENTI" DEL MINISTERO DEL LAVORO E DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CHE NEGLI ULTIMI VENTI ANNI NE HANNO COMBINATE DI TUTTI I COLORI PER SMANTELLARE IL SISTEMA DI VIGILANZA PUBBLICO SULLE COOPERATIVE, PROCURANDO DANNI MORALI E MATERIALI A MIGLIAIA DI BRAVE PERSONE CHE HANNO FATTO AFFIDAMENTO SULLE COOPERATIVE E DANNI PER MILIARDI ALL'ERARIO CHE CI PIACEREBBE VENISSERO PRIMA O POI CALCOLATI DALLA CORTE DEI CONTI PER LA DEBITA OPERA DI RECUPERO, NON DIFFICILE, CONSIDERANDO PENSIONI D'ORO E VILLE HOLLYWOODIANE. QUESTI SIGNORI HANNO DISTRUTTO LA CREDIBILITA' DI QUELLA FUNZIONE STATALE TANTO CHE NESSUNO OGGI OSEREBBE METTERE IN DUBBIO LA RAGIONEVOLEZZA DI UNA RIDUZIONE DI RISORSE AD ESSA DESTINATE DETTATA DA ALTRE PRIORITA'. NONOSTANTE QUESTO SABOTAGGIO DI STATO, I SALVATORI DEI VALORI COOPERATIVI SONO STATI GUARDIA DI FINANZA, CARABINIERI E MAGISTRATURA AI QUALI RIVOLGIAMO UN CALOROSO RINGRAZIAMENTO, ANCHE A NOME DEI LAVORATORI DELLE COOPERATIVE.


dal sito www.avvenire.it

Fratelli e sorelle, buongiorno! Quest’ultima [si riferisce al coro] è stata la "cooperativa" più melodiosa! Complimenti! Grazie per questo incontro con voi e con la realtà che voi rappresentate, quella della cooperazione. Le cooperative sfidano tutto, sfidano anche la matematica, perché in cooperativa uno più uno fa tre! E in cooperativa, un fallimento è mezzo fallimento. Questo è il bello delle cooperative! Voi siete innanzitutto la memoria viva di un grande tesoro della Chiesa italiana. Infatti, sappiamo che all’origine del movimento cooperativistico italiano, molte cooperative agricole e di credito, già nell’Ottocento, furono saggiamente fondate e promosse da sacerdoti e da parroci. Tuttora, in diverse diocesi italiane, si ricorre ancora alla cooperazione come rimedio efficace al problema della disoccupazione e alle diverse forme di disagio sociale. Oggi è una regola, non dico normale, abituale… ma tanto spesso si vede: "Tu cerchi lavoro? Vieni, vieni in questa ditta". 11 ore, 10 ore di lavoro, 600 euro. "Ti piace? No? Vattene a casa". Che fare in questo mondo che funziona così? Perché c’è la coda, la fila di gente che cerca lavoro: se a te non piace, a quell’altro piacerà. E’ la fame, la fame ci fa accettare quello che ci danno, il lavoro in nero... Io potrei chiedere, per fare un esempio, sul personale domestico: quanti uomini e donne che lavorano nel personale domestico hanno il risparmio sociale per la pensione? Tutto questo è assai noto. La Chiesa ha sempre riconosciuto, apprezzato e incoraggiato l’esperienza cooperativa. Lo leggiamo nei documenti del Magistero. Ricordiamo il grido lanciato nel 1891, con la Rerum Novarum, da Papa Leone XIII: "tutti proprietari e non tutti proletari". E vi sono certamente note anche le pagine dell’Enciclica Caritas in Veritate, dove Benedetto XVI si esprime a favore della cooperazione nel credito e nel consumo (cfr nn. 65-66), sottolineando l’importanza dell’economia di comunione e del settore non profit (cfr n. 41), per affermare che il dio-profitto non è affatto una divinità, ma è solo una bussola e un metro di valutazione dell’attività imprenditoriale. Ci ha spiegato, sempre Papa Benedetto, come il nostro mondo abbia bisogno di un’economia del dono (cfr nn. 34-39), cioè di un’economia capace di dar vita a imprese ispirate al principio della solidarietà e capaci di "creare socialità". Risuona, quindi, attraverso di voi, l’esclamazione che Leone XIII pronunciò, benedicendo gli inizi del movimento cooperativo cattolico italiano, quando disse che, per fare questo, «il Cristianesimo ha ricchezza di forza meravigliosa» (Enc. Rerum novarum, 15). Queste, e molte altre affermazioni di riconoscimento e di incoraggiamento rivolte ai cooperatori da parte della Chiesa sono valide e attuali. Penso anche allo straordinario magistero sociale del beato Paolo VI. Tali affermazioni le possiamo confermare e rafforzare. Non è necessario perciò ripeterle o richiamarle per esteso. Oggi, vorrei che il nostro dialogo non guardi solo al passato, ma si rivolga soprattutto in avanti: alle nuove prospettive, alle nuove responsabilità, alle nuove forme di iniziativa delle imprese cooperative. E’ una vera missione che ci chiede fantasia creativa per trovare forme, metodi, atteggiamenti e strumenti, per combattere la "cultura dello scarto", quella che oggi viviamo, la "cultura dello scarto" coltivata dai poteri che reggono le politiche economico-finanziarie del mondo globalizzato, dove al centro c’è il dio denaro. Globalizzare la solidarietà - questo si deve globalizzare, la solidarietà! - oggi significa pensare all’aumento vertiginoso dei disoccupati, alle lacrime incessanti dei poveri, alla necessità di riprendere uno sviluppo che sia un vero progresso integrale della persona che ha bisogno certamente di reddito, ma non soltanto del reddito! Pensiamo ai bisogni della salute, che i sistemi di welfare tradizionale non riescono più a soddisfare; alle esigenze pressanti della solidarietà, ponendo di nuovo, al centro dell’economia mondiale, la dignità della persona umana, come è stato detto da voi. Come direbbe ancora oggi il Papa Leone XIII: per globalizzare la solidarietà "il Cristianesimo ha ricchezza di forza meravigliosa!". Quindi non fermatevi a guardare soltanto quello che avete saputo realizzare. Continuate a perfezionare, a rafforzare e ad aggiornare le buone e solide realtà che avete già costruito. Però abbiate anche il coraggio di uscire da esse, carichi di esperienza e di buoni metodi, per portare la cooperazione sulle nuove frontiere del cambiamento, fino alle periferie esistenziali dove la speranza ha bisogno di emergere e dove, purtroppo, il sistema socio-politico attuale sembra invece fatalmente destinato a soffocare la speranza, a rubare la speranza, incrementando rischi e minacce. Questo grande balzo in avanti che ci proponiamo di far compiere alla cooperazione, vi darà conferma che tutto quello che già avete fatto non solo è positivo e vitale, ma continua anche ad essere profetico. Per questo dovete continuare a inventare - questa è la parola: inventare - nuove forme di cooperazione, perché anche per le cooperative vale il monito: quando l’albero mette nuovi rami, le radici sono vive e il tronco è forte! Qui, oggi, voi rappresentate valide esperienze in molteplici settori: dalla valorizzazione dell’agricoltura, alla promozione dell’edilizia di nuove case per chi non ha casa, dalle cooperative sociali fino al credito cooperativo, qui largamente rappresentato, dalla pesca all’industria, alle imprese, alle comunità, al consumo, alla distribuzione e a molti altri tipi di servizio. So bene che questo elenco è incompleto, ma è abbastanza utile per comprendere quanto sia prezioso il metodo cooperativo, che deve andare avanti, creativo. Si è rivelato tale di fronte a molte sfide. E lo sarà ancora! Ogni apprezzamento e ogni incoraggiamento rischiano però di rimanere generici. Voglio offrirvi, invece, alcuni incoraggiamenti concreti. Il primo è questo: le cooperative devono continuare ad essere il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle nostre comunità locali e della società civile. Di questo non è capace il sentimento. Per questo occorre mettere al primo posto la fondazione di nuove imprese cooperative, insieme allo sviluppo ulteriore di quelle esistenti, in modo da creare soprattutto nuove possibilità di lavoro che oggi non ci sono. Il pensiero corre innanzitutto ai giovani, perché sappiamo che la disoccupazione giovanile, drammaticamente elevata – pensiamo, in alcuni Paesi d’Europa, il 40, 50 per cento – distrugge in loro la speranza. Ma pensiamo anche alle tante donne che hanno bisogno e volontà di inserirsi nel mondo del lavoro. Non trascuriamo gli adulti che spesso rimangono prematuramente senza lavoro. "Tu che cosa sei?" - "Sono ingegnere" – "Ah, che bello, che bello. Quanti anni ha?" – "49"- "Non serve, vattene". Questo accade tutti i giorni. Oltre alle nuove imprese, guardiamo anche alle aziende che sono in difficoltà, a quelle che ai vecchi padroni conviene lasciar morire e che invece possono rivivere con le iniziative che voi chiamate "Workers buy out", "empresas recuperadas", nella mia lingua, aziende salvate. E io, come ho detto ai loro rappresentanti, sono un tifoso delle empresas recuperadas! Un secondo incoraggiamento - non per importanza - è quello di attivarvi come protagonisti per realizzare nuove soluzioni di Welfare, in particolare nel campo della sanità, un campo delicato dove tanta gente povera non trova più risposte adeguate ai propri bisogni. Conosco che cosa fate da anni con cuore e con passione, nelle periferie delle città e della nostra società, per le famiglie, i bambini, gli anziani, i malati e le persone svantaggiate e in difficoltà per ragioni diverse, portando nelle case cuore e assistenza. La carità è un dono! Non è un semplice gesto per tranquillizzare il cuore, è un dono! Io quando faccio la carità dono me stesso! Se non sono capace di donarmi quella non è carità. Un dono senza il quale non si può entrare nella casa di chi soffre. Nel linguaggio della dottrina sociale della Chiesa questo significa fare leva sulla sussidiarietà con forza e coerenza: significa mettere insieme le forze! Come sarebbe bello se, partendo da Roma, tra le cooperative, alle parrocchie e agli ospedali, penso al "Bambin Gesù" in particolare, potesse nascere una rete efficace di assistenza e di solidarietà. E la gente, a partire dai più bisognosi, venisse posta al centro di tutto questo movimento solidale: la gente al centro, i più bisognosi al centro. Questa è la missione che ci proponiamo! A voi sta il compito di inventare soluzioni pratiche, di far funzionare questa rete nelle situazioni concrete delle vostre comunità locali, partendo proprio dalla vostra storia, con il vostro patrimonio di conoscenze per coniugare l’essere impresa e allo stesso tempo non dimenticare che al centro di tutto c’è la persona. Tanto avete fatto, e ancora tanto c’è da fare! Andiamo avanti! Il terzo incoraggiamento riguarda l’economia, il suo rapporto con la giustizia sociale, con la dignità e il valore delle persone. E’ noto che un certo liberismo crede che sia necessario prima produrre ricchezza, e non importa come, per poi promuovere qualche politica redistributiva da parte dello Stato. Prima riempire il bicchiere e poi dare agli altri. Altri pensano che sia la stessa impresa a dover elargire le briciole della ricchezza accumulata, assolvendo così alla propria cosiddetta "responsabilità sociale". Si corre il rischio di illudersi di fare del bene mentre, purtroppo, si continua soltanto a fare marketing, senza uscire dal circuito fatale dell’egoismo delle persone e delle aziende che hanno al centro il dio denaro. Invece noi sappiamo che realizzando una qualità nuova di economia, si crea la capacità di far crescere le persone in tutte le loro potenzialità. Ad esempio: il socio della cooperativa non deve essere solo un fornitore, un lavoratore, un utente ben trattato, dev’essere sempre il protagonista, deve crescere, attraverso la cooperativa, crescere come persona, socialmente e professionalmente, nella responsabilità, nel concretizzare la speranza, nel fare insieme. Non dico che non si debba crescere nel reddito, ma ciò non basta: occorre che l’impresa gestita dalla cooperativa cresca davvero in modo cooperativo, cioè coinvolgendo tutti. Uno più uno tre! Questa è la logica. "Cooperari", nell’etimologia latina, significa operare insieme, cooperare, e quindi lavorare, aiutare, contribuire a raggiungere un fine. Non accontentatevi mai della parola "cooperativa" senza avere la consapevolezza della vera sostanza e dell’anima della cooperazione. Il quarto suggerimento è questo: se ci guardiamo attorno non accade mai che l’economia si rinnovi in una società che invecchia, invece di crescere. Il movimento cooperativo può esercitare un ruolo importante per sostenere, facilitare e anche incoraggiare la vita delle famiglie. Realizzare la conciliazione, o forse meglio l’armonizzazione tra lavoro e famiglia, è un compito che avete già avviato e che dovete realizzare sempre di più. Fare questo significa anche aiutare le donne a realizzarsi pienamente nella propria vocazione e nel mettere a frutto i propri talenti. Donne libere di essere sempre più protagoniste, sia nelle imprese sia nelle famiglie! So bene che le cooperative propongono già tanti servizi e tante formule organizzative, come quella mutualistica, che vanno incontro alle esigenze di tutti, dei bambini e degli anziani in particolare, dagli asili nido fino all’assistenza domiciliare. Questo è il nostro modo di gestire i beni comuni, quei beni che non devono essere solo la proprietà di pochi e non devono perseguire scopi speculativi. Il quinto incoraggiamento forse vi sorprenderà! Per fare tutte queste cose ci vuole denaro! Le cooperative in genere non sono state fondate da grandi capitalisti, anzi si dice spesso che esse siano strutturalmente sottocapitalizzate. Invece, il Papa vi dice: dovete investire, e dovete investire bene! In Italia certamente, ma non solo, è difficile ottenere denaro pubblico per colmare la scarsità delle risorse. La soluzione che vi propongo è questa: mettete insieme con determinazione i mezzi buoni per realizzare opere buone. Collaborate di più tra cooperative bancarie e imprese, organizzate le risorse per far vivere con dignità e serenità le famiglie; pagate giusti salari ai lavoratori, investendo soprattutto per le iniziative che siano veramente necessarie. Non è facile parlare di denaro. Diceva Basilio di Cesarea, Padre della Chiesa del IV secolo, ripreso poi da san Francesco d’Assisi, che "il denaro è lo sterco del diavolo". Lo ripete ora anche il Papa: "il denaro è lo sterco del diavolo"! Quando il denaro diventa un idolo, comanda le scelte dell’uomo. E allora rovina l’uomo e lo condanna. Lo rende un servo. Il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se però è una cooperativa autentica, vera, dove non comanda il capitale sugli uomini ma gli uomini sul capitale. Per questo vi dico che fate bene – e vi dico anche di farlo sempre più – a contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione. Fate bene, vi dico, perché, nel campo in cui operate, assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni di mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare. Lottate contro questo! Ma come lottare? Con le parole, solo? Con le idee? Lottate con la cooperazione giusta, quella vera, quella che sempre vince. L’economia cooperativa, se è autentica, se vuole svolgere una funzione sociale forte, se vuole essere protagonista del futuro di una nazione e di ciascuna comunità locale, deve perseguire finalità trasparenti e limpide. Deve promuovere l’economia dell’onestà! Un’economia risanatrice nel mare insidioso dell’economia globale. Una vera economia promossa da persone che hanno nel cuore e nella mente soltanto il bene comune. Le cooperative hanno una tradizione internazionale forte. Anche in questo siete stati dei veri pionieri! Le vostre associazioni internazionali sono nate con grande anticipo su quelle che le altre imprese hanno creato in tempi molto successivi. Ora c’è la nuova grande globalizzazione, che riduce alcuni squilibri ma ne crea molti altri. Il movimento cooperativo, pertanto, non può rimanere estraneo alla globalizzazione economica e sociale, i cui effetti arrivano in ogni paese, e persino dentro le nostre case. Ma le cooperative partecipano alla globalizzazione come le altre imprese? Esiste un modo originale che permetta alle cooperative di affrontare le nuove sfide del mercato globale? Come possono le cooperative partecipare allo sviluppo della cooperazione salvaguardando i principi della solidarietà e della giustizia? Lo dico a voi per dirlo a tutte le cooperative del mondo: le cooperative non possono rimanere chiuse in casa, ma nemmeno uscire di casa come se non fossero cooperative. E’ questo il duplice principio: non possono rimanere chiusi in casa ma nemmeno uscire di casa come se non fossero cooperative. No, non si può pensare una cooperativa a doppia faccia. Occorre avere il coraggio e la fantasia di costruire la strada giusta per integrare, nel mondo, lo sviluppo, la giustizia e la pace. Infine, non lasciate che viva solo nella memoria la collaborazione del movimento cooperativo con le vostre parrocchie e con le vostre diocesi. Le forme della collaborazione devono essere diverse, rispetto a quelle delle origini, ma il cammino deve essere sempre lo stesso! Dove ci sono le vecchie e nuove periferie esistenziali, dove ci sono persone svantaggiate, dove ci sono persone sole e scartate, dove ci sono persone non rispettate, tendete loro la mano! Collaborate tra di voi, nel rispetto dell’identità vocazionale di ognuno, tenendovi per mano! So che da alcuni anni voi state collaborando con altre associazioni cooperativistiche – anche se non legate alla nostra storia e alle nostre tradizioni – per creare un’Alleanza delle cooperative e dei cooperatori italiani. Per ora è un’Alleanza in divenire, ma voi confidate di giungere ad una Associazione unica, ad un’Alleanza sempre più vasta fra cooperatori e cooperative. Il movimento cooperativo italiano ha una grande tradizione, rispettata nel mondo cooperativistico internazionale. La missione cooperativa in Italia è stata molto legata fin dalle origini alle identità, ai valori e alle forze sociali presenti nel paese. Questa identità, per favore, rispettatela! Tuttavia, spesso le scelte che distinguevano e dividevano sono state a lungo più forti delle scelte che, invece, accomunavano e univano gli sforzi di tutti. Ora voi pensate di poter mettere al primo posto ciò che invece vi unisce. E proprio intorno a quello che vi unisce, che è la parte più autentica, più profonda e più vitale delle cooperative italiane, volete costruire la vostra nuova forma associativa. Fate bene a progettare così, e così fate un passo avanti! Certo, vi sono cooperative cattoliche e cooperative non cattoliche. Ma la fede si salva rimanendo chiusi in se stessi? Domando: la fede si salva rimanendo chiusi in se stessi? Rimanendo solo tra di noi? Vivete la vostra Alleanza da cristiani, come risposta alla vostra fede e alla vostra identità senza paura! Fede e identità sono la base. Andate avanti, dunque, e camminate insieme con tutte le persone di buona volontà! E questa anche è una chiamata cristiana, una chiamata cristiana a tutti. I valori cristiani non sono soltanto per noi, sono per condividerli! E condividerli con gli altri, con quelli che non pensano come noi ma vogliono le stesse cose che noi vogliamo. Andate avanti, coraggio! Siate creatori, "poeti", avanti!

venerdì 20 febbraio 2015

NUOVO RESPONSABILE ALCAMS-AGL ZONA 4 MILANO

                                                     Donato Amato

Donato Amato (cell. 3398288524) è il nuovo responsabile per la Zona 4 di Milano (Porta Vittoria, Porta Romana, Forlanini, Monluè, Rogoredo) della Federazione ALCAMS (Alleanza Lavoratori Commercio,Alberghi, Mense, Servizi) aderente alla Confederazione AGL (Alleanza Generale del Lavoro).
A Donato i complimenti e i migliori auguri da tutta l'AGL.

SABATO ORE 16 A MILANO IMPORTANTE INIZIATIVA ANVG


mercoledì 18 febbraio 2015

LA VICENDA DELL'AMMINISTRAZIONE DEL LAVORO CI DICE CHE LA MERITOCRAZIA SI STA DIFFONDENDO ANCHE NEL NOSTRO PAESE.SE VALI ZERO VIENI RIDIMENSIONATO DI CONSEGUENZA. UNA DIRIGENZA E I SINDACATI (E IL PERSONALE CHE RISPETTIVAMENTE LI HA SERVITI E SUPPORTATI - E CHE STA PER RIVOTARLI IN MASSA-) CHE VALGONO NULLA, VENGONO SEPPELLITI SENZA PIETA'

Chiediamo solo che le Prefetture vigilino, da qui a inizio 2016 affinchè determinati soggetti di questa "amministrazione" sul viale del tramonto non chiudano in bellezza la loro inutile carriera facendo gli ultimi danni a un'Italia che è bisognosa di riprendere a lavorare senza essere infastidita da raccomandati, miracolati e parassiti.
L'AGL, AL CONTRARIO DEGLI ALTRI SINDACATI, DICE UN CONVINTO SI AL BLITZ DEL GOVERNO.BRAVO PRESIDENTE RENZI,  BRAVO MINISTRO POLETTI: CHE SIA UNA RAZIONALIZZAZIONE RADICALE E IMPIETOSA.

dal sito www.ilsole24ore.com

Il decreto è pronto: dal 2016 l’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro. Risparmi per 26 milioni

Neanche un anno di tempo e l’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro potrebbe vedere la luce. Con un obiettivo preciso: «Razionalizzare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale». A prevederne il debutto da gennaio 2016 è la bozza di decreto attuativo del Jobs Act che, come anticipato dal Sole 24 Ore, approderà venerdì sul tavolo di Palazzo Chigi in quello che si preannuncia un Consiglio dei ministri più che ricco.
Una sede centrale, 18 territoriali e 6mila dipendenti
L’Agenzia dovrà integrare i servizi ispettivi oggi erogati da ministero del Lavoro, Inps e Inail. Secondo lo schema di Dlgs diffuso dall’Ansa, potrà contare su una sede centrale a Roma e su 18 sedi territoriali con 5.982 dipendenti, tra personale dirigenziale e non. Contestualmente saranno soppresse le attuali Direzioni interregionali e territoriali del lavoro, con il trasferimento dai relativi 85 uffici del personale amministrativo: circa mille persone andranno all’Agenzia, le restanti 1.760 unità verranno invece trasferite - si legge nella relazione tecnica - «anche in soprannumero, all’Inps, all’Inail o alle Prefetture-Uffici territoriali del Governo». Quanto al personale ispettivo, all’Agenzia confluirà quello del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (3.113 unità), dell’Inps (1.492 unità) e dell’Inail (377 unità), per un totale pari a 4.982 unità, oltre al personale di supporto e quello che, presso il ministero, si occupa di gestire il contenzioso (circa 1.000 unità)
Risparmi per 26 milioni di euro
Soltanto dai mancati canoni di locazione per le sedi delle attuali Direzioni del lavoro il governo stima di risparmiare più di 18 milioni di euro, che insieme a utenze, rifiuti e
manutenzione sale a 25 milioni di euro. La bozza specifica inoltre che gli immobili o le porzioni di immobili che l’Agenzia andrà ad occupare saranno «in via assolutamente prioritaria quelli rientranti nel patrimonio di Inps, Inail o di altre amministrazioni pubbliche, non messe a reddito».
Sindacati all’attacco: no blitz del governo
Il decreto non è ancora ufficiale e già levano gli scudi i sindacati del pubblico impiego. «Sull’Agenzia unica delle attività ispettive non tollereremo alcun blitz del Governo», sottolineano Cgil, Cisl e Uil. «Vogliamo una riforma condivisa con i lavoratori. Senza confronto la nostra reazione sarà durissima». Le federazioni hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori coinvolti nel riordino e hanno chiesto la convocazione immediata di un tavolo di confronto. Ricordando che da tempo invocano lo snellimento dei controlli sulle aziende, i sindacati attaccano: con l’ipotesi dell’Esecutivo «la toppa sarebbe peggiore del buco». Perché «si spalancherebbero le porte al caos organizzativo».

giovedì 12 febbraio 2015

Sabato 21 febbraio 2015, h 16,00 ANVG Milano, "Terrorizzare la nazione"

Sabato 21 febbraio, alle ore 16,00, in Milano, via Duccio di Boninsegna 21/23, avremo gradito ospite e relatore Sebastiano Sartori il quale illustrerà la sua ricerca storica, oggetto di pubblicazione, su un episodio noto ma non troppo conosciuto per ovvie compiacenze di potere e sudditanza neocoloniale.
Parleremo delle "bombe a farfalla" sganciate dagli Alleati sul territorio italiano durante la seconda guerra mondiale, bombe che causarono molte vittime e mutilazioni, in particolare fra i più piccoli.
Tanti di noi, residenti qui al nord, ne hanno sentito parlare dai propri genitori o nonni, anche le maestre a scuola ci mettevano in guardia e facevano prevenzione.
La percezione della Storia nazionale è Identità sopra ogni altra cosa.
Vi aspettiamo

Andrea Benzi

Presidente della Federazione di Milano dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra


lunedì 5 gennaio 2015

10 GENNAIO, A MILANO: INTERESSANTE DIBATTITO PUBBLICO SULL'EURO ORGANIZZATO DALLA ANVG


LA ANVG MILANO, IN FRANCIA, ONORA IL SACRIFICIO DEI VOLONTARI GARIBALDINI DELLE ARGONNE

Una delegazione della  Federazione di Milano dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra "Manlio e Gioachino Savaré" si è recata in Francia, presso il villaggio di Lachalade (Lorena, dipartimento della Mosa), a depositare una corona con nastro tricolore ai piedi del monumento, eretto nel 1932, celebrante il sacrificio dei Volontari Garibaldini delle Argonne.
L'Associazione e la Federazione di Milano sono state le uniche , a livello nazionale, a ricordare quei valorosi combattenti, caduti in terra di Francia.