Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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martedì 16 aprile 2013

IL TAPPO DELLA BUROCRAZIA SUL RIMBORSO DI 40 MILIARDI ALLE IMPRESE

Contrariamente a quel che appare, occorre sapere che la spinta al rimborso dei crediti delle imprese nei confronti delle PA non viene asolutamente dal governo italiano e dalla sua burocrazia nè dalle forze politiche che hanno governato finora.Come per tante altre innovazioni avute in questi anni in Italia , l'impulso decisivo viene dalla Commissione Europea ed è il prodotto di un lavoro di tre anni.Si tratta in realtà di una sconfitta della burocrazia italiana, in quanto il decreto è stato un atto obbligato per uniformarsi alle direttive europee.Nei prossimi mesi la Banca d'Italia, il Ministero dell'Economia, la Regioneria Generale dello Stato, i Ministeri, tutte le Pubbliche Amministrazioni faranno di tutto pur di rallentare e ritardare questo impegno. Già la tempistica per fornire al governo da parte di ogni PA l'elenco dei debiti (qualcosa che non si è fatto per anni e che si vorrebbe realizzare in due settimane) appare fuori dalla realtà e gli esperti concordano che tutto l'apparato del decreto non sia altro che il progetto di un gigantesco rubinetto non in grado di erogare alcunchè, se non, almeno, di fatto, tra una decina di mesi.Ossia quando tante imprese saranno cessate e tanti imprenditori ancora suicidatisi.Una enorme, gigantesca presa in giro che non sta denunciando nessuno , all'interno delle Pubbliche Amministrazioni, men che meno i sindacati i quali nella peggiore delle ipotesi sono collusi con l'alta dirigenza, nella migliore sono timorosi di evidenziare inefficienze per eventuali reazioni dell'opinione pubblica che portino a chiedere ulteriori tagli occupazionali nel pubblico impiego.E costoro non si rendono conto di aver perso una irripetibile occasione per schierare i funzionari pubblici con la parte produttiva del paese togliendoli dalle grinfie dei parassiti raccomandati col colletto bianco. E' indubbio infatti che la popolarità dei dipendenti pubblici (quella che manca loro da trent'anni e che pian piano li ha condotti al decadimento professionale e retributivo) cambierebbe di colpo se dimostrassero di sapersi meglio scegliere le amicizie e i sindacati e di avere a cuore innanzitutto la salute del loro assistito (il cittadino) anche se l'ospedale in cui lavorano (la loro amministrazione) ha vistose carenze strutturali.

sabato 23 marzo 2013

CREDITI DELLE IMPRESE FORNITRICI NEI CONFRONTI DELLA P.A.: CI SIAMO DIMENTICATI L'ISTITUTO DELLA “COMPENSAZIONE” TRA CREDITI E DEBITI VERSO L'ERARIO?

Qualche tempo fa evocammo una bufala per qualificare la novità della Srl “senza spese notarili “(ma con carico fiscale intatto) . Ecco possiamo ora dire che grazie a Passera quella bufala ha trovato il marito: il “rimborso” alle imprese dei crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. E' un coro di lamentele e delusioni da parte di tutte le organizzazioni datoriali e le grandi e piccole imprese. Perfino l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha preso coraggio e dopo la bufera Mussari il nuovo presidente ha sfacciatamente partecipato al coro criticando il governo. Come si diceva in campagna (continuiamo nel filone zootecnico”) è un po' “il bue che dice cornuto all'asino”.
Ma ciò che è più comico è il seguito. Data per scontata l'impossibilità di trovare i soldi occorrenti per tener fede alla promessa (che, al contrario della restituzione dell'IMU, era stata fatta da tutti in campagna elettorale) è un fiorire di ipotesi su quale sia il soggetto cui infliggere il salasso. In particolare ora si parla delle entrate dei Comuni e delle Regioni (non si parla per pudore delle provincie che tutti danno per abolite e invece sono ancora lì come se niente fosse).
Nessuno ricorda invece che il problema sarebbe già risolto se si consentisse piena e generalizzata applicazione di un principio di civiltà da anni recepito nella nostra normativa: la possibilità che il contribuente (tali sono le imprese di cui si parla) possa compensare i debiti verso l'Erario con i crediti vantati nei suoi confronti. Certo, diminuirebbe di colpo il gettito e questo non potrebbe permetterselo una macchina burocratica ipertrofica e autoreferenziale, difetti dei quali abbiamo parlato più volte in altri interventi. Indicando anche la soluzione: riorganizzando da zero la Pubblica Amministrazione, costringere le banche, se necessario minacciandole di esproprio, a concedere credito alle imprese, smetterla di ammazzare di tasse il Paese. E se fosse proprio questo l'oggetto del contendere e il motivo dello stallo politico?