Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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giovedì 3 gennaio 2013

NEL 2012 1.180 MORTI SUL LAVORO: INTERVENTO DI MARCO BAZZONI

                                                            (nella foto: Marco Bazzoni)

Fonte: Blog di Beppe Grillo, www.beppegrillo.it

"Il 2012 si è concluso e anche quest'anno ci sono stati tantissimi morti sul lavoro e non mi stancherò mai di dirlo, ancora chiamati impropriamente ed in modo ipocrita "morti bianche". 1180 lavoratori non hanno fatto più ritorno a casa nel 2012, perchè uccisi dall'insicurezza sul lavoro. Un tema, quello delle stragi sul lavoro, troppo spesso dimenticato, ignorato e di cui non si è detto una sola parola in campagna elettorale. Non c'è stato un governo che ha fatto qualcosa di concreto per fermare queste stragi. L'unica cosa che sono stati in grado di fare è quella di stravolgere il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08), voluto dal Governo Prodi, che è stato modificato in senso fortemente negativo dal Governo Berlusconi, con il Decreto Legislativo 106/09, che ha dimezzato le sanzioni ai datori di lavoro, ai dirigenti, ai preposti, in alcuni casi ha sostituito l'arresto con l'ammenda, ha introdotto la salvamanger, che deresponsabilizza i datori di lavoro in caso di delega e subdelega, ha prorogato di 90 giorni l'obbligo della redazione della valutazione dei rischi (DVR) per le nuove imprese, ecc. E questa è solo una parte del problema, perchè andrebbe ricordato che in questi anni non è stato fatto nulla per aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro nelle aziende. Come fanno 1850 tecnici della prevenzione delle Asl a controllare 4-5 milioni di aziende sparse in tutta Italia? C'è un problema evidente di scarsità di controlli per la sicurezza sul lavoro, ma non c'è stato un Governo che abbia fatto qualcosa per aumentarli. E' dal 2006 che vado dicendo che la sicurezza sul lavoro andrebbe insegnata fin dalle scuole elementari, come si fa in Francia: è così difficile fare un decreto legge, per farla insegnare nelle scuole? Quando si è voluto, sono stati fatti decreti legge per qualsiasi cosa, poi quando si chiedono per cose importanti nessuno ti sta ad ascoltare. Non dimentichiamolo mai: gli studenti di oggi, saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani.
Inoltre, manca la certezza della pena per i responsabili delle morti sul lavoro. Normalmente i processi per le morti sul lavoro si risolvono o con pene talmente basse, che i datori di lavoro non lo vedono neanche con il binocolo il carcere o peggio ancora con la beffa della prescrizione. Quando tutto ciò accade, per i familiari è come se il loro caro fosse morto una seconda volta. Un paese civile come si definisce lo Stato Italiano non si può permettere tutti questi omicidi sul lavoro (un termine forte lo so, ma sicuramente più realistico della presa in giro "morti bianche"). E' così difficile da capire? Ed intanto, mentre i lavoratori continuano a morire sui luoghi di lavoro, nessuno fa nulla per fermare questo triste bollettino di guerra.

Marco Bazzoni, Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze"

lunedì 20 agosto 2012

RICORDIAMO ANCORA MATTEO ARMELLINI. FIRMIAMO LA PETIZIONE PER LA REVISIONE DEL TU 1124/1965

Già dal 25.7.2012 ci eravamo occupati, come Sindacato AGL, di questo caso:
http://agl-sicurezza-lavoro.blogspot.it/2012/07/vergogna-ma-se-volete-potete-iniziare.html

Ora abbiamo appreso di questa meritoria iniziativa, una petizione alla quale abbiamo immediatamente aderito personalmente e invitiamo tutti voi a farlo.
Eccone il testo:

PETIZIONE PER LA REVISIONE DEL T.U, 1124/1965


Petizione: Venga rivisto il testo unico 1124/1965 che regola il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro.

L'assegno di rimborso UNA TANTUM di spese funerarie, di euro 1936, 80 consegnato dall'Inail a Paola Armellini, la madre di Matteo, l'operaio morto il 5 Marzo 2012, schiacciato sotto il crollo del palco per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, suona come un "pugno nello stomaco".
E' vero che la vita di una persona non ha prezzo, ma risarcire la famiglia con una cifra assurda è davvero una presa in giro, l'ennesima umiliazione!
L'Inail ci tiene a precisare che "non poteva dare di più" e che questi soldi non sono un risarcimento, ma "il contributo per le spese per il funerale".

La si può mettere come si pare, fatto sta che la vita di Matteo Armellini è stata valutata dall'Inail solo euro 1936,80!

L'articolo 85 del Testo unico 1124/1965 prevede che hanno diritto alla rendita a superstite, in caso di infortuni mortali, coniugi e figli e, se assenti, gli ascendenti viventi e a carico del defunto, che contribuiva quindi al loro mantenimento".

Visto che Matteo Armellini non aveva nè moglie, nè dei figli e che non contribuiva al mantenimento dei suoi genitori, la sua famiglia non ha diritto ad una rendita mensile.
In questi giorni ho letto di tanta indignazione a livello politico, peccato però, che come spesso, anzi, sarebbe meglio dire, come sempre accade in Italia, questa indignazione non si è tradotta in dei fatti concreti.
Nè il Governo Monti, nè la maggioranza che l'appoggia (Pdl, Pd,Udc), ha detto una sola parola, sul fatto che andrebbe profondamente modificato il testo unico 1124 del 30 giugno 1965, che regola l'indennizzo e il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro a cui l'Inail è tenuto.
Neanche il Ministro Fornero, che ha detto più volte che "la sicurezza sul lavoro sarà centrale nel lavoro del governo e nel suo impegno personale, ha detto nulla.
Inoltre, che il "tesoretto" Inail, derivante dagli avanzi di bilancio annuale, che è depositato presso un conto infruttifero del Ministero del Tesoro, che ammonta a ben 18,5 miliardi di euro, venga utilizzato dallo Stato Italiano per ripianare i debiti, lo trovo una cosa scandalosa, una vergogna!

Chiedo quindi al Governo Monti, che sia rivisto quanto prima il DPR 1124/1965 "Testo unico assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali":

e l'utilizzo del "tesoretto" Inail, i cui soldi dovrebbero essere usati per tutelare meglio gli infortunati sul lavoro, per aumentare le rendite "da fame" agli invalidi sul lavoro e per aumentare le rendite ai familiari delle vittime del lavoro.
Perchè la vita di un operaio, non venga più valutata solo euro 1936,80 euro.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze



N.B Chi vuole aderire alla petizione, invii un'email di adesione a: bazzoni_m@tin.it indicando nominativo, azienda, qualifica e città