Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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giovedì 13 novembre 2014

COMUNE DI MILANO: C'E' TEMPO FINO AL 12 DICEMBRE 2014. Al via i patti di riscatto sociale per il sostegno al reddito

                                  IL SINDACO DI MILANO, GIULIANO PISAPIA

Dal sito del Comune di Milano http://www.comune.milano.it  

Ai disoccupati con grave disagio economico, 1.200 euro in cambio di attività per sé e per la comunità. I moduli disponibili anche in 78 sedi dei servizi sociali. Assessore Majorino: “Investiti nei patti 2,4 milioni di euro, chiediamo al Governo i 2,6 milioni di euro inutilizzati della ‘social card’”
Milano, 12 ottobre 2014 – Un sostegno al reddito in cambio dell’impegno a fare qualche cosa per sé e qualcosa per La comunità. Partono domani i patti di riscatto sociale introdotti dal Comune di Milano come nuovo modello di sostegno al reddito. Da lunedì 13 ottobre, sarà possibile ritirare e consegnare presso le sedi dei servizi sociali territoriali e scaricare qui a lato la modulistica per richiedere il contributo e accedere al patto. L’iniziativa è rivolta a persone senza lavoro e in una situazione di disagio economico grave. L’Amministrazione comunale ha investito nei patti di riscatto sociale 2,4 milioni di euro che permetteranno di aiutare 2.041 persone. A ciascun beneficiario saranno assegnati 1.200 euro, una tantum e in due tranche: la prima di 400 euro con la sottoscrizione del patto col Comune, la seconda di 800 euro dopo sei mesi e dopo la verifica del percorso effettuato. Il patto consiste nella partecipazione del beneficiario a un programma di reinserimento lavorativo e sociale proposto e seguito dai Servizi sociali, attraverso borse lavoro, formazione, laboratori occupazionali e, su base volontaria, anche svolgendo attività di volontariato aiutando la collettività del proprio quartiere.
“Dal 13 ottobre – spiega l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – inizieremo ad aiutare chi ancora non riceve o non ha ricevuto in passato un sostegno economico da parte del Comune, offrendo non solo un sussidio, ma chiedendo alla persona di sottoscrivere con il Comune un patto di riscatto impegnandosi in un percorso di reinserimento lavorativo. Con i 2,4 milioni di euro investiti riusciremo a dare un contributo a più di duemila persone, ma il nostro obiettivo è di arrivare a raddoppiare il numero dei beneficiari utilizzando i 2,6 milioni di euro che a causa dei criteri troppo restrittivi imposti dall’Inps sono ancora inutilizzati. Costruiremo infine un elenco di potenziali beneficiari, anche tra coloro che non riceveranno il sostegno questa volta perché  privi dei requisiti, al fine di tenerli informati su ulteriori iniziative che faremo".
“Questa Amministrazione, come mai successo prima – ha ricordato Majorino –  ha destinato alla lotta alla povertà contributi economici per cento milioni di euro a fronte di una domanda di sussidi triplicata nel giro di due anni. Per la prima volta, attraverso il patto di riscatto sociale non sarà dato solo un contributo economico, ma sarà fornito un intervento in favore della persona chiamata a fare qualche cosa per sé e qualche cosa, su base volontaria, anche per la comunità in cui vive. Lo facciamo a Milano e in Italia per la prima volta. Crediamo che tale Patto possa essere proposto come modello anche a livello nazionale e chiediamo quindi al Governo di seguirci e di sostenerci”.
Per accedere ai contributi e sottoscrivere il patto sarà indispensabile presentare l’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che viene rilasciato gratuitamente nei  Caf (Centri di assistenza fiscali). Vi potranno accedere solo coloro che hanno un Isee inferiore ai 6.000 euro e sono residenti a Milano da almeno un anno. Tra gli altri requisiti dovranno avere una età compresa tra i 18 e i 65 anni, essere disoccupati e non aver ricevuto di recente contributi da parte di Inps e Comune (Fondo Anticrisi 2012). Non potrà partecipare al bando chi ha reiterate inadempienze economiche verso il Comune superiori a 5.000 euro o ad  esempio gli occupanti abusivi delle case popolari.
Nella composizione della graduatoria sarà data priorità alle famiglie con più figli minori e a singoli in stato di difficoltà.
Il bando resterà aperto dal 13 ottobre fino a venerdì 12 dicembre 2014. I moduli di iscrizione saranno disponibili dal 13 ottobre e presso tutti gli uffici dei Servizi sociali in città. Una volta compilati e corredati dell’Isee in corso di validità i moduli potranno essere consegnati sempre negli uffici dei Servizi sociali. Sono 78 le sedi disponibili: Punti di orientamento e informazione, Nuclei distrettuali disabili, Uffici di via San Tomaso 3, Servizi per adulti in difficoltà, Servizi sociali delle famiglie, Centri multi servizi anziani.
In allegato la sintesi dei criteri di accesso al bando

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/politiche+sociali+e+cultura+della+salute/patti_riscatto_sociale_sostegno_reddito
       

domenica 10 marzo 2013

MILANO: 5 MILA LE CASE SFITTE ALER, 3000 QUELLE COMUNALI. MA QUANTE QUELLE OCCUPATE ABUSIVAMENTE?

Anche l'AIAM-AGL , Federazione Inquilini , Assegnatari e Mutuatari aderente alla confederazione AGL sollecita il Governatore Maroni e il Sindaco Pisapia ad affrontare prioritariamente la grave questione degli alloggi sfitti, a Milano, richiamando tutte le forze politiche e sociali ad una unità di intenti nell'affrontare sollecitamente l'emergenza abitativa di migliaia di famiglie, molte delle quali, in crisi, sono incappate in sfratti per involontaria morosità. Appare altresì urgente, per motivi di trasparenza e di rispetto della legalità, per evitare un pericoloso scollamento tra istanze delle famiglie bisognose e istituzioni, fare una volta per tutte chiarezza sull'annosa questione delle case sfitte occupate abusivamente, censendo le stesse e intervenendo in maniera graduale, accorta ma decisa, distinguendo tra situazioni di effettivo e urgente bisogno, magari non emerso per ritardi burocratici e quelle di ingiusta prevaricazione. Ed evitando discriminazioni tra famiglie rimaste in silenzio ed altre che hanno ritenuto opportuno tutelare i propri interessi attraverso movimenti di varia natura i quali se hanno il merito di aver posto all'attenzione dell'opinione pubblica situazioni emergenziali che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute saranno sicuramente i primi a desiderare che ogni cittadino acceda all'alloggio sociale in base al suo effettivo stato di bisogno.

lunedì 8 ottobre 2012

CORO DELLA SCALA: PERCHE' LUI NO?ANCHE SE E' DELLA CISL......


Con una lettera inviata al Sovrintendente Stéphane Lissner (che proprio oggi abbiamo saputo che diverrà il prosimo direttore artistico dell'Opera di Parigi, a partire dal 2015, speriamo che conservi questo buon ricordo...) i Rappresentanti della Commissione Esaminatrice del Coro della Scala di Milano hanno denunciato l’assunzione con contratto professionale di un baritono andato in pensione.
Tutto ciò in violazione del Contratto Nazionale e delle graduatorie formate a seguito delle audizioni del maggio 2012.
Il baritono in pensione è Rappresentante Sindacale della Cisl e in passato , dicono, era stato molto severo nelle applicazione delle regole contrattuali.

Staremo a vedere come sistemeranno la cosa Pisapia e la direzione della Scala.

Ovviamente i lavoratori del coro vittime di questo scavalcamento sono infuriati e probabilmente adiranno azioni legali visto che dei sindacati interni (l'avvenimento lo dimostra) non sembra ci sia molto da fidarsi.

Una delle eccellenze meneghine quindi è definitivamente omogeneizzata alle tendenze imperanti. La Bocconi sappiamo quali frutti eccelsi abbia recentemente partorito. Nella Moda già si sussurra di stilisti che non fanno lavorare modelle non appartenenti a sindacati concertativi. Speriamo solo che alla Scala del Calcio, accanto a giocatori aderenti alla storica Associazione non ne spunti qualcuno con la tessera confederale. Oddio, a Milano chiuderebbero volentieri un occhio purchè si smuovesse la classifica........