Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
Visualizzazione post con etichetta Sindacati "rappresentativi". Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sindacati "rappresentativi". Mostra tutti i post

domenica 3 maggio 2015

SCIOPERO GENERALE SCUOLA 5 MAGGIO: VEDRETE CHE GLI SCHETTINI A CAPO DEI SINDACATI ITALIANI RIUSCIRANNO NELL'OBBIETTIVO DI FAR SALTARE L'ASSUNZIONE ANCHE DEI 100.000 PRECARI

L'ultima trovata di CGIL-CISL-UIL e degli autonomi: sciopero generale della scuola. Cosa otterranno i lavoratori?
Vediamo i precedenti grandi risultati in questi anni (specie dal 1993 in poi) dei sindacati confederali e dei loro “concorrenti” autonomi:

  • gli stipendi e i salari più bassi dell'Occidente capitalistico
  • pensioni da fame risultato delle riforme fatte da loro passare
  • il blocco ultra decennale dei contratti del pubblico impiego
  • uso stupido degli ammortizzatori sociali, col risultato di aver azzerato in Italia ogni ricollocazione , ogni mobilità da un posto all'altro, ogni risorsa per provare qualcosa di nuovo nel mondo del lavoro
  • aver convinto l'opinione pubblica che i risultati delle lotte degli anni settanta siano un danno per il Paese
  • incapacità a impedire gli scioperi selvaggi nei servizi pubblici
  • esclusione dei lavoratori dalla partecipazione agli utili d'impresa e dal coinvolgimento nelle politiche aziendali e industriali
  • mancanza in Italia di un reddito di cittadinanza che contrasti la povertà
  • avere fatto perdere alla scuola pubblica la sfida, di immagine e competitività, nei confronti della scuola privata e di quella religiosa

Oggi loro , responsabili nell'aver indirizzato anni fa decine di migliaia di ormai ex giovani, prevalentemente meridionali, verso la scuola e l'insegnamento, intesa come valvola di sfogo occupazionale e , attraverso la mitizzazione dell'intellettuale organico, come strumento di fallita egemonia culturale nella società italiana, si trovano a dover dare alla scuola le ultime risposte urgenti a loro disposizione, senza avere più ministri disposti a fare da sponda e con migliaia di stabili e precari che già di fatto si sono tramutati in “insegnanti-massa” e quindi, prima o poi, destinati a finire in bocca a movimenti populisti che propongano loro finte rivoluzioni.

L'UNICO RISULTATO CHE SI OTTERRA' CON LO SCIOPERO DEL 5 MAGGIO SARA' DI RENDERE DEFINITIVO L'ISOLAMENTO POLITICO DEGLI INSEGNANTI STABILI E DEI PRECARI. L'ALTERNATIVA E' DIALOGARE E COLLABORARE CON CHI NON HA RESPONSABILITA' PER I DISASTRI PASSATI E SI SFORZA DI PROPORRE QUALCOSA DI NUOVO PER LA SCUOLA, PER RENDERLA ALL'ALTEZZA DELLE SFIDE DI OGGI (E NON DI QUELLE DEGLI ANNI OTTANTA) . E DI MOLLARE QUEI SINDACATI CAPACI SOLO DI DIRE DEI NO E CHE, COME SCHETTINO, SOLO UNA COSA RIESCONO A FARE BENE: ORGANIZZARE SPETTACOLI (SCHETTINO SULLA NAVE, I SINDACATI IN PIAZZA SAN GIOVANNI) PRIMA CHE LA BARCA AFFONDI.

mercoledì 25 marzo 2015

AGL RINGRAZIA IL GOVERNO PER L'ASCOLTO

Era il 12 luglio scorso quando, a seguito di un grave fatto di cronaca riguardante le cooperative, ponevamo dieci domande al Governo Renzi

http://agl-alleanzageneraledellavoro.blogspot.it/2014/07/cooperative-le-dieci-domande-dellagl-al.html

Sono passati pochi mesi e il Governo è passato dalle parole ai fatti:
*agenzia unica ispettiva per semplificare e razionalizzare un'attività che era divenuta incapace di incidere sulla realtà
*contributo biennale di revisione tolto a una vigilanza cooperativa dimostratasi all'acqua di rose 
*legge sulla rappresentanza per sfoltire la giungla dei falsi sindacati e del loro sottobosco clientelare
*possibilità di raccogliere denunce anonime contro dirigenti e funzionari pubblici infedeli
*l'istituzione di una Polizia del Lavoro
*Il Jobs Act che ci restitusce credibilità nei confronti degli investitori esteri riguardo alle regole del mondo del lavoro.

Invidiamo i dipendenti del Ministero delle Infrastrutture che nelle prossime settimane, prima della nomina del nuovo Ministro, beneficeranno di un'opera di pulizia e di ristrutturazione interna senza precedenti ad opera dell'unica personalità , Matteo Renzi, che in questo momento ha la forza, la credibilità e il sostegno della parte sana del Paese.
Preghiamo il Presidente Mattarella, che ringraziamo, di riservare un analogo trattamento, appena ve ne sarà la possibilità e l'occasione, ad analoghe Amministrazioni Centrali dimostratesi recalcitranti.

Cogliamo l'occasione per rivolgere un commosso e pietoso pensiero alle altre organizzazioni sindacali, del pubblico impiego e del lavoro privato, delle quali ci sfugge la comprensione del loro ruolo e della loro utilità, prima, durante e dopo il blocco dei contratti, le elezioni delle RSU, i grandi scioperi contro il Jobs Act, le assunzioni alla Fiat, la vendita della Pirelli ai cinesi.

Speriamo almeno che dopo tanti anni di solerte lavoro di lingua ognuno dei dirigenti beneficiari adotti a distanza, per riconoscenza, un fedele ma abbandonato delegato sindacale (confederale, autonomo o conflittuale).

martedì 7 ottobre 2014

INCONTRO DI RENZI CON I SINDACATI-MAMMUTH. POLITICAMENTE CORRETTO MA CONCRETAMENTE INUTILE PERCHE' DA TEMPO NON SONO PIU' REALMENTE RAPPRESENTATIVI DI CHI LAVORA MA SOLO DI CHI CAMPA DI TASSE.

Penoso epilogo stamattina di mesi di incomunicabilità. I vertici di CGIL-CISL-UIL-UGL non hanno avuto neppure un'impennata di orgoglio.In pochi minuti è stata sancita la loro inutilità. Il Governo parla un linguaggio di riforme troppo moderno perchè sia recepito da questi ruderi.Andrà di fatto avanti senza di loro, nonostante loro e le future nostalgiche parate, come quella del 25 ottobre, di un regime di concertazione che non esiste più.
L'AGL ritiene che lo Statuto dei Lavoratori, quindi anche l'art. 18, vada modificato in direzione di quanto indicato dal Governo in quanto queste vecchie norme ormai sono dannose sia per chi lavora che per chi il lavoro lo sta cercando.L'ideale sarebbe il sistema americano ma ci rendiamo conto che sarebbe un salto troppo grosso per l'Italia. Certo che (e la Spagna lo dimostra) la direzione per attrarre investimenti è quella e sarebbe bene evitare di perdere tempo, pena l'emigrazione senza ritorno dei lavoratori italiani verso l'estero.Buona l'idea di mettere in busta paga il TFR su base volontaria e giuste le cautele che si stanno adottando per prevenire una crisi finanziaria delle PMI.E bene anche perchè più TFR si sottrae ai Fondi Previdenziali fallimentari di CGIL-CISL-UIL (che non a caso vi si stanno opponendo con insolita veemenza) meglio è. Bravo Renzi a rompere le uova nel paniere della Triplice anche prospettando una legge sulla rappresentanza. E' incostituzionale e truffaldino l'Accordo in materia dei sindacati con Confindustria e il Governo lo deve mandare all'aria.Siamo, sin dai tempi di Sacconi, per lo sviluppo della contrattazione aziendale e territoriale che aderisca meglio alle diverse realtà del Paese e promuova una maggiore produttività. Vanno spazzati via il dumping contrattuale, la falsa cooperazione e lo sfruttamento degli extracomunitari attraverso la fissazione del salario minimo. Il precariato va superato innanzitutto da un punto di vista culturale, passando a un sistema in cui tutti, nessuno escluso, passino da un lavoro all'altro senza traumi o privilegi anacronistici. Le politiche attive del lavoro e la vigilanza dovranno essere trasformate in maniera consequenziale. Così come gli ammortizzatori sociali. Ichino ha ragione nell'individuare nel contratto di ricollocazione una possibile via per superare un sistema di Cassa Integrazione che lega per anni lavoratori a posti di lavoro che non torneranno più.E infine la riforma della Pubblica Amministrazione. Va accelerata con determinazione. I processi avviati da Renzi richiedono risorse ingenti? Benissimo, purchè non vengano aumentate le tasse e sia ridotto il cuneo fiscale. Dove recuperare? Dalla Spending Review che va portata alle estreme conseguenze, riguardo alla macchina pubblica. Occorre, in fretta, equiparare in tutto e per tutto ai lavoratori privati i tre milioni e passa di dipendenti pubblici e, poiché la pacchia è veramente finita, è ora che lo Stato si disfi di ciò che ha di più caro, ossia, di qualche Ministero. Come si fa? Analogamente a quanto accaduto col Teatro dell'Opera di Roma. Ma facciamo presto.


venerdì 27 giugno 2014

RIFORMA DELLA PA: I GRANDI SINDACATI, PRESENTI NEL CNEL, SEMPRE PIU' NEL PALLONE (A SPESE DEL CONTRIBUENTE)


da http://blog.quotidiano.net

Camera con vista

di Giancarlo Mazzuca, direttore de "Il Giorno"


Cnel sfiducia chi taglia

 27 giugno 2014
NESSUN GIORNALE ha riportato la notizia, ma, l’altro giorno, è successo un fatto non certo strano, che dimostra come le ultime resistenze della Casta sono dure a morire perché lo slogan che gira nel Palazzo è uno solo: finché c’è vita, c’è speranza.

È il caso del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia del lavoro - una volta chiamato, pomposamente, la “terza Camera” - che il governo Renzi ha deciso di abolire rispettando, ovviamente, i tempi necessari (a fine anno?) per il suo scioglimento, essendo un organo costituzionale. Dunque, succede che, nell’ultima assemblea, il segretario generale, Franco Massi, è assente: viene subito votata una mozione che lo sfiducia per la quarta volta in tre anni. Sono presenti 36 consiglieri su 65, non ha partecipato al voto il presidente Marzano: 21 (soprattutto i sindacalisti) sono favorevoli alla mozione, 9 (terzo settore e Confcommercio in particolare) contrari, mentre 6 (soprattutto i rappresentanti di Confindustria) si astengono. Peccato solo che Massi è proprio quel grand commis dello Stato che ha dimostrato sul campo come si possono tagliare drasticamente le spese del Cnel.

Se, infatti, nel periodo 2010-2012, il Consiglio costava, mediamente, 18,2 milioni di euro ogni dodici mesi per sfornare 34 documenti e appena due disegni di legge, nell’ultimo triennio il costo annuale è sceso a 12,7 milioni, cinque e mezzo in meno, per produrre 30 documenti, 3 disegni di legge e 3 notiziari telematici. In tal modo, è stato, così, restituito allo Stato il 35% dei fondi di dotazione percepiti. Non era mai successo.
Caro Renzi, con tutta la tua buona volontà, sarà dura, molto dura, vincere definitivamente la battaglia anti-spreco...
giancarlo.mazzuca@ilgiorno.net

venerdì 4 aprile 2014

I SINDACATI RAPPRESENTATIVI DEL PUBBLICO IMPIEGO A COLLOQUIO COL MINISTRO MADIA...CHE LI TRATTA COME PALLINE DEL FLIPPER

Le risultanze dei primi incontri tra governo Renzi e sindacati del pubblico impiego offrono un quadro desolante del ritardo che queste organizzazioni, ancora una volta, rischiano di far scontare ai poveri , ma sonnolenti , lavoratori italiani. Che non ci fossero soldi per i rinnovi contrattuali lo si sapeva ancor prima dell'avvento di questo governo. E' da anni che lo sappiamo. Nonostante tutto, Renzi sarà il primo, dopo anni, a rimpinguare le buste paga, producendo, di fatto, gli effetti di un rinnovo economico del contratto. In poche parole un politico riformatore, da solo, ha realizzato quanto una pletora di sindacati , confederali o autonomi o conflittuali, non e' riuscita a fare, con il piccolo particolare, cari lavoratori, di avervi fatto buttare dieci volte di più in scioperi inutili, illusori, rituali e propagandistici. Alla faccia del sindacato che dialoga! Si tratta a pesci in faccia l'unico che mette in tasca i soldi ai lavoratori, dopo aver pomiciato per anni , tutti loro, neanche con i ministri ma con i tirapiedi dei direttori generali di ogni amministrazione. Vergogna! Il Ministro Madia ha detto la verità. Aumenti o nuovi concorsi per stabilizzare i precari solo se questa PA saprà produrre risparmi. La spending review , se si tratta di togliere soldi a chi vive la PA come un privilegio, e' quanto di piu di sinistra ci possa essere. La smettano i sindacati cosiddetti antagonisti di fare il gioco dei dinosauri della PA che usano come scudi umani, per sopravvivere, poveri disgraziati che guadagnano, nel pubblico, poco piu di 1000 euro al mese. Il futuro di quei lavoratori e' nella fine dei centri di privilegio e di chi li dirige. Chi ancora piange per i tagli lineari, passati,presenti e futuri non ha compreso (facendo pagare questo suo ritardo a chi rappresenta) che in Italia, almeno finchè non cambieranno gli italiani, solo tagli lineari potranno essere realizzati, perché appena ne vuoi fare uno mirato, mille mani di lobbisti cercano di deviarti il tiro e alla fine, se spari, lo puoi fare solo in aria. Se qualcuno pensa che vi  sia esatta coincidenza tra noi e il punto di vista della Madia, sbaglia, poiché noi siamo per i prepensionamenti nel pubblico ma che non necessariamente producano nuove assunzioni . Ciò avvenga solo se, a seguito di una vera digitalizzazione della PA, vi sia assoluto bisogno di forza lavoro. Basta con i concorsi finalizzati a rendere la PA una valvola di sfogo della disoccupazione .Il vero interesse dei lavoratori pubblici e di tutti i cittadini è che la spending review di Cottarelli sia realizzata fino in fondo, che Renzi porti a compimento le sue riforme di portata storica. E che tutti i sindacati collaborino a questa opera di pulizia che se avviene in questi mesi in maniera cosi traumatica è perchè, evidentemente, dagli anni '80 ad oggi o non si è fatto nulla o, peggio, solo danni.
Da ultimo un appello a Renzi. Oggi hai ridotto le prerogative (permessi e distacchi) solo ai dirigenti. Ma perché non cominciamo a dire che permessi e distacchi pagati dallo Stato nel settore pubblico vanno aboliti e se un sindacato abbisogna di un lavoratore in permesso sindacale lo stesso deve essere pagato da quel sindacato? Faremmo cosi contenta la Camusso che è contro i prepensionamenti nel pubblico perchè dovrebbero allora essere fatti anche nel privato.


domenica 10 marzo 2013

CODICE DI COMPORTAMENTO PER GLI STATALI: INADEGUATO A MIGLIORARE I RAPPORTI CON LA PA, ALL'INDOMANI DELLA TRAGEDIA DI PERUGIA

A parte un dettaglio ormai consueto (la mancata consultazione, per altro non prevista come obbligatoria dalla norma di riferimento dei sindacati rappresentativi, di cui ci onoriamo, ormai si sarà capito, di non far parte) la prima anomalia che a noi salta all'occhio, parlando di questo nuovo codice, è l'asserita sua “novità”. Intendiamo dire che è veramente stupefacente che finora non fosse esistito, in maniera generalizzata, per tutti gli statali, un codice di questo tipo. In realtà qualcosa esisteva (ed esiste) su questi argomenti: una serie di circolari della funzione pubblica o delle varie amministrazioni che costituiva un insieme abbastanza disordinato di disposizioni nate per reagire a comportamenti censurabili che però non si colpivano (non si volevano colpire) perchè mancava, a priori, la regola generale (cioè riguardavano persone che non era opportuno colpire). E' a suo modo (in Italia abbiamo inventato pure questo) una specie di Testo Unico delle circolari (con buona pace di coloro che ritenevano che le circolari non avessero autonoma forza normativa).Quindi , prima perplessità, prima non esisteva nulla del genere. Forse, considerando che siamo nel 2013, c'è stato un po' di ritardo. Seconda perplessità: l'atto è stato adottato da un governo tecnico che poi si è scoperto guidato da un politico schierato, non prima ma dopo le elezioni , per evitare evidentemente di perdere qualche voto. In Italia attendiamo da tempo una legge seria contro la corruzione, una legge efficace contro il conflitto di interessi, una razionalizzazione e uno snellimento della Pubblica Amministrazione in nome di un giusto risparmio in presenza del debito pubblico che tutti conosciamo. Evidentemente però la montagna ha partorito un topolino: blocco degli stipendi a tutto il 2014 per gli statali, questo codice di comportamento, esuberi a migliaia di poveri cristi di impiegati pagati con un sussidio, amministrazioni che crescono nel numero, spese della PA che aumentano con riferimento all'acquisto di risorse. La digitalizzazione è un miraggio che neppure il varo tardivo in questi giorni dell'agenda da parte di Passera ha reso più tangibile: non ci crede, in realtà, nessuno.
Altra stranezza. Se intendiamo quella degli statali come una categoria omogenea (qualcuno parla di casta) che necessita di un recupero di credibilità , anche in presenza di una autorevolezza della PA che è crollata verticalmente, ebbene, calare un codice di questo tipo dall'alto (strano che qualcuno non se ne sia accorto) cancella definitivamente ogni credibilità della categoria verso l'esterno. Per il semplice motivo che non è altro che la codificazione di una serie di banali regole di buon senso imposta ad una massa che evidentemente è assimilata dal Governo ad un gregge di pecoroni disubbidienti e indisciplinati, oltre che fannulloni. Se ci pensate bene, neppure Brunetta era giunto a tanto. La sua guerra dava dignità alla categoria, cui si riconosceva una pericolosità propria di un nemico altrettanto forte come l'ex ministro. Qui si è tornati al passato, al quarantennio democristiano se non addirittura al ventennio. L'unico scopo è quello di avviare una escalation disciplinare con valenza essenzialmente espulsiva che sia d'ausilio all'operazione esuberi evidentemente debole nei suoi presupposti.
In realtà sarebbe stato salvato l'onore degli statali (riconosciamo però che la cosa non ha molto destato il loro interesse) l'adozione, come fanno le più importanti categorie professionali, di un codice di autoregolamentazione, che fosse recepito in un atto normativo. Esisteva un livello di mediazione per realizzare ciò: quello dei sindacati rappresentativi che però non hanno avuto il coraggio (o forse solo la prontezza di riflessi) di anticipare il governo su questo terreno. E, per inciso, nasce spontanea una domanda che ci permettiamo , come organizzazione sindacale nata da 9 mesi, di rivolgere ai nostri 3 milioni di colleghi: se la contrattazione e gli stipendi sono bloccati e se neppure su questo il governo desidera conoscere l'orientamento dei suoi “collaboratori” e dei loro sindacati, voi a marzo dell'anno scorso cosa avete votato a fare nelle elezioni delle RSU?
Il resto sono particolari. Ridicolo il limite ai regali ma soprattutto la differenziazione interna sulla base delle mansioni e dell'amministrazione di appartenenza. Gravissimo (e sintomatico) invece che non sia passato l'altro decreto che era in programma , quello che prevedeva limitazioni per i soli dirigenti, relativo alle condanne penali subite e al passaggio da ruoli politici alla dirigenza. Così come una inammissibile limitazione della libertà e della privacy quella di dichiarare a quali associazioni si sia iscritti. C'è chi subito ha inneggiato a una nuova storica svolta nel rapporto tra cittadini e PA. Caso vuole che questo codice abbia visto la luce casualmente in coincidenza dell'uccisione, a Perugia, presso la Regione Umbria, di due incolpevoli impiegate da parte di uno squilibrato le cui condizioni di salute certo non sono state migliorate (anzi) dal rapporto da lui avuto, negli ultimi mesi con la macchina burocratica. Rivolgiamo un pensiero alla memoria delle due povere colleghe, auspicando che fatti così terribili non abbiano a ripetersi. Diciamo però al Ministro Patroni Griffi , al suo successore e alle forze politiche di non dimenticare mai che la crisi nel rapporto tra cittadini, lavoratori, imprese e la PA non è tanto provocata dal patetico “lei non sa chi sono io” né dalla penna regalata al dirigente ma dal mancato pagamento dei debiti della PA ai privati, dalla durata biblica dei procedimenti, dai disservizi, dall'infedeltà e dalla corruzione. Non aiutano a risolvere ciò gli stipendi da fame degli impiegati, il blocco dei contratti, l'ottusità di certi dirigenti. Speriamo che i sindacati rappresentativi , da voi scelti nella scorsa tornata elettorale, sappiano adeguatamente parlare al nuovo governo di queste questioni.

martedì 13 novembre 2012

PATRONI GRIFFI TWITTA (CIOE' CINGUETTA) DURANTE L'INCONTRO CON I SINDACATI RAPPRESENTATIVI

"Più di 4.000 esuberi tra dipendenti della Pubblica Amministrazione

Lo ha comunicato via Twitter il ministero della Funzione pubblica durante l'incontro con i sindacati sulle eccedenze

Pubblicato il 13/11/12 da TMNews in Economia
Roma, 13 nov. (TMNews) - Ammontano a 4.028 gli esuberi, tra gli impiegati, nella Pubblica amministrazione. Lo ha comunicato, via Twitter, il ministero della Funzione pubblica mentre è in corso l'incontro con i sindacati per illustrare i numeri delle eccedenze nella P.A.Il provvedimento di riduzione delle piante organiche riguarda 50 amministrazioni centrali. In seguito - ha spiegato il ministero - ci sarà un ulteriore provvedimento che riguarderà l'Inps, il ministero della Giustizia e gli enti parco.
Le 4.028 unità in eccedenza riguardano, in particolare, il personale non dirigenziale."

**********************************************************

Commento ALP-AGL

Ricordiamo ai lavoratori pubblici che il 28 settembre, con lo sciopero generale del pubblico impiego, alcuni dei  sindacati rappresentativi e alcuni di quelli conflittuali vi avevano fatto regalare alle Pubbliche Amministrazioni la trattenuta di un giorno di lavoro.Che altri sindacati rappresentativi avevano sostenuto che non era il momento di scioperare perchè c'erano margini di trattativa. Che altri sindacati rappresentativi e/o conflittuali annunciavano che avrebbero organizzato chissà quali sommovimenti di milioni di lavoratori.
Come avevamo ampiamente previsto, trattandosi di iniziative rituali e sterili, il governo se ne sarebbe infischiato. Così come il Ministro Patroni Griffi oggi che addirittura twitta di fronte alle "temute controparti" alla vigilia del gigantesco sciopero europeo di domani 14 novembre che farà risparmiare solo soldi allo Stato (che li dirotterà in premi ai fedeli dirigenti, come è avvenuto, a tappeto, nel Ministero del Lavoro) e disagi ad altri lavoratori per il blocco dei trasporti pubblici.
Cari lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, se siete contenti così, continuate a votare, ad iscrivervi, a farvi fare trattenute a beneficio di questa gente che dice di rappresentarvi.E buona fortuna a chi sta per perdere il lavoro.

lunedì 12 novembre 2012

PREMIO MASSIMO AI DIRIGENTI DEL MINISTERO DEL LAVORO

Dal sito
http://notizie.tiscali.it/socialnews/Caglini/4966/articoli/QUANDO-IL-CATTIVO-ESEMPIO-VIENE-DALL-ALTO.html

"""""""""Quando il (cattivo) esempio viene dall’alto: premio massimo ai dirigenti del ministero del Lavoro

di Pepe Caglini

Ogni santo giorno che il buon Dio manda sulla terra tante persone cercano di migliorare dal basso questo paese agendo nel loro piccolo ambito, impegnandosi, rischiando, pagando magari di persona. Ogni santo giorno che il buon Dio manda sulla terra, altre persone, dall’alto, sabotano sistematicamente ciò che fanno le prime così che tutto il buon lavoro va a ramengo e quando si fa un passetto avanti è solo per farne precipitosamente due indietro.

Questo è il senso della firma apposta dal ministro Fornero per autorizzare il premio massimo previsto nel contratto di lavoro di tutti i 188 dirigenti del suo ministero. Si fanno degli incredibili sforzi, in questo disgraziato paese, per far passare il concetto di merito in ambienti refrattari a qualsiasi idea di concorrenza e di selezione? Si cerca di far capire che si tratta dell’unica via perché qualsiasi riforma possa trovare pratica attuazione – al di là degli annunci che lasciano il tempo che trovano – e perché i conti possano essere rimessi sotto controllo? Tutte sciocchezze, avevamo ancora una volta scherzato e peggio per voi che ci avete creduto.

Quando un gesto del genere non viene fatto da un oscuro dirigente di un qualche periferico ente ma dal Ministro in persona, cioè proprio dalla figura che più di tutte le altre dovrebbe rappresentare l’autorità dello Stato insieme alla sua volontà di dare precisi segnali alla popolazione, l’effetto è devastante. Il messaggio è: voi, che non contate nulla, continuate pure ad illudervi di poter un giorno azzerare i nostri privilegi; noi, che tutto possiamo, staremo molto attenti a che ciò non avvenga perché tutto si può toccare ma non certi equilibri.

Dire, come ha detto il ministro, che non poteva non firmare questa autentica presa in giro perché le valutazioni dei dirigenti in questione erano tecnicamente ineccepibili (sarebbero stati raggiunti, pensate un po’, tutti gli obbiettivi assegnati l’anno precedente, peccato che noi non ce ne siamo accorti visto come stanno andando le cose in quel ministero) equivale a considerare gli italiani un branco di sprovveduti. Chi è infatti che non sa che quando si stabiliscono tre livelli di performance in un qualsiasi gruppo di lavoratori – queste grosso modo le regole per i dirigenti di cui parliamo – i migliori, coloro cioè che conquistano il premio massimo, in genere non superano il 10% circa della popolazione interessata?

E che se anche presso il ministero presieduto dalla signora Fornero si fosse verificata la stessa situazione che empiricamente si forma in qualsiasi medio ambiente di lavoro (cosa in realtà improbabile visto che non siamo in Francia, dove i dirigenti del settore pubblico sono generalmente più qualificati di quelli del settore privato) il numero dei dirigenti classificati con il massimo punteggio non avrebbe dunque potuto superare la ventina di persone? No, il ministro Fornero, storcendo in verità un po’ il naso, bontà sua, firma però questa perla di ignoranza, di ipocrisia e di improntitudine bella e buona. Così, in giro per il mondo, avranno un altro buon motivo per ridere di noi e per ammirare la nostra inesauribile capacità di inventare materiale per chi vive di satira (Crozza ringrazia). Qualcuno, nell’entourage del Presidente Monti, si sta chiedendo in questo momento come faranno a darla da bere ancora per molto ai loro referenti europei, così prodighi di lodi per il recupero della credibilità italiana, con questi comportamenti che stanno ad indicare tutto il contrario?

Può anche darsi che per imperscrutabili motivi burocratici – sappiamo bene quanto questo sia un campo minato e pieno di sorprese – il ministro non avesse altra scelta che quella di firmare il ridicolo e soprattutto diseducativo provvedimento, oppure dimettersi. Ebbene la sciagurata ha scelto di firmare, perdendo così (non dimettendosi) una magnifica occasione di realizzare dal vivo uno straordinario spot pubblicitario – che oltretutto non sarebbe costato nulla ai contribuenti – a favore del merito, della meritocrazia, della selezione e della concorrenza.

Oh ministro Fornero, quanto sarebbe stato ascoltato questo spot, in tutti gli ambienti, sia in quelli produttivi dove si fa e sia soprattutto in quelli improduttivi dove invece si disfa e quanto esso avrebbe contribuito a comunicare che sì, è vero, il paese con questo governo ha veramente cambiato direzione e l’era dei sabotaggi nei confronti di quelli che si impegnano ogni santo giorno è proprio finita!
12 novembre 2012""""""""""
**********************************************
COMMENTO ALP-AGL Ministero del Lavoro
Siamo nati da 4 mesi e mezzo e, pertanto, non siamo tra le Federazioni e Confederazioni Sindacali rappresentative nè nel Ministero del Lavoro nè nel Pubblico Impiego. Per cui nè abbiamo partecipato ad alcuna riunione inerente l'argomento nè ne sapevamo nulla prima di leggere questo articolo. Attendiamo dagli interessati conferme, smentite o correzioni. Se la notizia fosse confermata la stessa (saranno d'accordo i dipendenti non dirigenti del Ministero) sarebbe la conferma di quale distanza vi sia tra chi dirige questo Dicastero e la realtà del mondo del lavoro. Rivolgiamo il nostro pensiero ai  morti sul lavoro, ai disoccupati, ai precari, ai cassintegrati, ai lavoranti in nero, ai pensionati, agli invalidi,ai lavoratori tutti , alle imprese, che pensavano, pensano ed erano pronti a ritenere che in Italia ci fosse un Ministero che si occupasse di loro, pur tra tante difficoltà e sacrifici (?).
Un altro pensiero va ai dipendenti del Ministero i quali non solo non hanno avuto accesso a questi premi ma non sono messi neppure in condizione di lavorare decentemente.
E da ultimo, la solidarietà nostra va ai sindacati rappresentativi del Ministero del Lavoro i quali , pur in un panorama disastroso come quello del sindacalismo pubblico, forse non meritavano una "tranvata" di quese dimensioni che distrugge ogni loro credibilità e rende inutile il lavoro di anni effettuato da coloro, al loro interno, che, seppur maldestramente, hanno agito in buona fede. 

martedì 31 luglio 2012

I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: CONTINUA L'INCANTESIMO DI PATRONI GRIFFI

Il Ministro-Mago Patroni Griffi continua a ipnotizzare i sindacati rappresentativi del pubblico impiego.Dopo aver fatto apparire il mostro (i licenziamenti) , dopo lo zucchero filato (l'intesa del 3 maggio) , dopo aver spento la luce il 25 luglio e lasciato in un buio inquietante la parte sindacale, dopo
averla risvegliata con una doccia gelata con l'approvazione della spending review il 30 luglio e dopo aver evocato l'orco dei ventimila licenziamenti nel pubblico impiego ha  proiettato nelle menti confuse dei pur esperti rappresentanti sindacali l'immagine di un bivio. Uno strano bivio che a un certo punto, dopo qualche miglio, si ricongiungerà e porterà sotto terra i nostri amici (poco male) ma soprattutto i lavoratori pubblici italiani.Già CGIL,UIL e UGL si sono buttati a sinistra (lo sciopero e la solo apparente barricata che più che altro li metterà al riparo, loro e le loro coscienze, dall'ira dei lavoratori) . La CISL invece ha preso il ramo di destra: no allo sciopero, continuare a seguire gli esperimenti del Ministro a settembre, cercare di rendere presentabile il tutto attraverso la trasformazione , all'ARAN, dell'intesa del 3 maggio in accordo quadro sulle relazioni sindacali. Il Ministro continua a ripetere incessantemente la formula magica: "licenziamenti, prepensionamenti, mobilità" , gli apprendisti stregoni CISL assicurano che no, il Ministro non licenzierà nè esoderà nessuno.
Come AGL magari non saremo ancora così esperti, tuttavia alcuni concetti ci sembrano chiari e non sembra che i trucchi di Patroni Griffi stiano facendo grande effetto su di noi.
Innanzitutto: Patroni Griffi (peraltro persona serissima e preparatissima) ha perso ogni credibilità come Ministro della Funzione Pubblica. Dall'inizio del suo mandato ha detto e scritto tutto e il contrario di tutto.E per di più ha sberlinato innanzi agli occhi dell'opinione pubblica sindacati la cui serietà ed autorevolezza fino ad oggi non era stata mai messa così in discussione (una volta, se ricordate, in Italia i Sindacati erano temutissimi e rispettati). Si abbia la decenza , visto che dobbiamo recuperare qualche punto nell'immagine-Paese, da parte delle maggiori confederazioni, di chiederne le dimissioni e/o lui stesso abbia l'orgoglio di capire di aver sbagliato dicastero (forse lo Spettacolo sarebbe stato  più adatto a lui, anche considerata la lontana parentela col grande regista che portava lo stesso cognome).
Secondo, come era buona norma fare una volta, i sindacati rappresentativi chiedano di trattare direttamente con Monti, nel frattempo. Gli facciano intendere però, preventivamente, anche ad agosto, che senza una P.A. che lo supporti qualsiasi tentativo di cambiare il Paese sarebbe velleitario. E, per dimostrarglielo, più che organizzare scioperi generali, cominciamo a fare vedere al governo cosa significa paralizzare per un congruo intervallo di tempo  una singola Amministrazione (chiaramente una di quelle che contino qualcosa e non quelle che fungono da cimitero degli elefanti dirigenziali). Facciamo un pò i "camionisti" della P.A. quindi.
Avrete già capito quindi che per l'AGL sono inutili sia nuovi scioperi generali sia trattative con Patroni Griffi (i cui impegni sarebbero sconfessati a stretto giro di posta- i precedenti conteranno pure qualcosa - da lui stesso)
Due sono le condizioni da pretendere: la presenza del Ministero dell'Economia in ogni fase delle future trattative con impegni scritti da parte dello stesso sulla sostenibilità di bilancio delle soluzioni che si andranno a concordare col Presidente del Consiglio; l'edificazione di una vera e propria Linea Maginot che fissi due pregiudiziali assolute e non negoziabili: 1) prepensionamenti solo volontari 2) nessun licenziamento di presunti esuberi nè quelli risultanti dalle presenti piante organiche nè quelli che potrebbero emergere dalla revisione delle stesse (e qui le altre confederazioni farebbero bene a non lasciare sola la CISL a trattare di queste cose col Governo). Come più volte abbiamo detto, la bandiera che il movimento sindacale pubblico deve far propria senza più esitare è quella della "mobilità dei dipendenti pubblici da una amministrazione all'altra nell'interesse dei cittadini" (è sempre e solo stata evocata solo a parole) e non della mobilità come anticamera del licenziamento (i 24 mesi all'80% dello stipendio).  Quindi i posti nella P.A. vanno difesi e mantenuti, tutti.Non facciamo del blocco del turn over nè una sciagura nè un tabù: c'è stato (111 mila posti in meno calcolati negli ultimi anni), è un portato naturale del progresso tecnologico che non va rallentato solo per perpetuare una PA anche ammortizzatore sociale e bacino elettorale o per non far perdere l'esercito a dirigenti pupilli della politica o su quelle poltrone per eredità Non c'è bisogno di istituire commissioni di studio per sapere quali pubbliche amministrazioni in Italia non servono a nulla (non per colpa di chi ci lavora dentro ma per obsolescenza di norme e funzioni, nonchè per fallimento di modelli organizzativi della PA che solo in Italia residuano) e quali potrebbero essere invece, se supportate da nuovo personale e da adeguati supporti informatici, potenzialmente, fattore di rinascita del ruolo della PA. Non c'è più tempo, sbrighiamoci a farlo.
Da ultimo, i dipendenti pubblici vigilino su comportamenti che spiace perfino interpretare in maniera così maliziosa. E' evidente che la scelta della CISL è una ciambella lanciata a una maggioranza in difficoltà per consentirle di guadagnare tempo e dilazionare il più possibile scelte traumatiche che potrebbero avere sgradevoli effetti elettorali. Così come è palese che l'apparente intransigenza dell'altra parte dei sindacati, quella più bellicosa , oggettivamente remi nella stessa direzione di chi, da destra e da sinistra, voglia portare il prima possibile il governo Monti a cadere  e a monetizzare a livello elettorale la brutta figura.
Riflettano i lavoratori pubblici e comprenderanno che la battaglia non viene fatta, dai più grandi sindacati rappresentativi, a loro tutela e in loro nome ma per entità terze che continueranno in futuro a deprimere le pubbliche funzioni che dovrebbero innanzitutto essere al servizio dei più deboli.
Ci appelliamo pertanto a tutti i lavoratori pubblici e a tutte le forze sindacali che hanno a cuore la loro condizione affinchè non si imbocchi nè l'una nè l'altra strada e si vada invece diritti, costruendo un nuovo sentiero che ci porti, dopo tanti anni, ad essere protagonisti della costruzione del nuovo.

mercoledì 25 luglio 2012

IL MINISTRO PATRONI GRIFFI BIDONA I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PUBBLICO IMPIEGO


Era partito con preoccupanti preannunci di licenziamento nel pubblico impiego. Poi, con una giravolta, si era dimostrato, nel Governo Monti, il più malleabile con i sindacati del lavoro pubblico. I quali, in gran parte, contenti di aver trovato un "Direttore" (loro non possono fare a meno di direttori) così "umano", avevano con lui firmato un accordo con il quale speravano di rientrare in circolo. Ci hanno sviolinato questo accordo per settimane. Poi è arrivata la doccia fredda della spending review con lo storico taglio degli Statali. Increduli, ne hanno chiesto conto al Direttore, chiedendogli che mantenesse le sue promesse. Silenzio. Poi la convocazione, il 17 luglio, per oggi 25 a Palazzo Vidoni. Ma lui non si presenta perchè è impegato al Senato e propone l'aggiornamento a lunedì 30 luglio. Ma il 30 luglio l'iter parlamentare sarà concluso e, come ama fare la CISL, ci sarà solo da allargare le braccia rassegnati. Ciò mentre in Spagna gli statali stanno combinando cose mai viste. Ma questi sindacati, al di là delle deleghe e dei voti alle RSU sono veramente rappresentativi del vostro modo di essere, lavoratori pubblici italiani? Sarebbe ora che ci iniziate a riflettere sopra. Per ora tenetevi questo bidone, cercate di godervi le vacanze e vedrete che riscossa a settembre con lo sciopero generale di un giorno della CGIL. Già al governo stanno tremando tutti.......