Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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lunedì 4 gennaio 2016

LA FAIDA INTERNA ALL'AMMINISTRAZIONE FISCALE


AGL: si muove (benissimo) la Giustizia, Renzi abbassa le tasse e cosa succede all'interno dell'Amministrazione Finanziaria? Va avanti una pluriennale faida tra vertici (sostenuti dai sindacati compartecipi) che nominano dirigenti dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale e alcuni altri sindacati sostenuti da chi non è riuscito a diventare dirigente in questi anni che, per via solo giudiziaria (non avendo i numeri tra il personale per imporre sindacalmente un cambiamento), sabotano ogni iniziativa dei vertici volta a uscire da questo impasse.
Bello spettacolo! Soprattutto grande dimostrazione di attaccamento del personale del Fisco ai superiori interessi della Nazione!
L'ultima volta avevamo "consigliato" a Renzi, per una volta, di mettersi d'accordo con Salvini e Berlusconi per introdurre anche in Italia la Flat-Tax. Confermiamo questa nostra indicazione. Ma come cittadini e contribuenti vorremmo anche che si pensasse a mandare a casa una volta per tutte gente che da anni pensa prima ai cazzi suoi (cioè a restare dirigente o a vendicarsi per non esserlo divenuto) e poi (ma male, visti i risultati a tutti i livelli) a far bene il proprio lavoro!

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fonte: www.tiscali.it

Cassazione assolve azienda siciliana che evade l'Iva a causa della crisi

La sentenza di condanna era stata pronunciata dalla Corte di appello di Catania 

Redazione Tiscali
La Cassazione ha annullato con rinvio una condanna della Corte di appello di Catania per ommesso versamento dell’Iva del rappresentante legale di una cooperativa siciliana. Le motivazioni della Cassazione - “Serve una prova rigorosa del fatto che la violazione del precetto penale sia dipesa da un evento decisivo del tutto estraneo alla sfera di controllo del soggetto” ha scritto la Cassazione motivando la decisione.

Fallimento dell'unico cliente prima della scadenza del pagamento -

Ed in effetti gli eventi danno ragione alla cooperativa che ha visto fallire il suo unico cliente proprio nell’imminenza della data di scadenza del pagamento delle imposte. Per la Cassazione “la Corte di appello di Catania ha mancato del tutto di valutare la specifica situazione che ha causato il dissesto dell’impresa”.

Caso classificabile come "evasione di sopravvivenza" - Ora la causa tornerà al tribunale di Catania per una nuova valutazione complessiva. La cronaca economica di questi ultimi anni ha portato alla ribalta diversi di “evasione di sopravvivenza”. Nel caso in questione la cooperativa ha preferito utilizzare le scarse risorse finanziarie a disposizione per pagare gli stipendi di Natale dei dipendenti.

Una buona notizia in un Paese "malato" di tasse - In un Paese come l’Italia flagellato da un lato da una diffusa evasione e dall’altro da una oppressione fiscale dello Stato nei confronti di chi le tasse le paga, ogni tanto arriva anche qualche notizia che lascia sperare in un futuro diverso.

 

 

mercoledì 30 dicembre 2015

GRAZIE ARAN PER AVERCELO DETTO SOLO ORA!



 AGL: ringraziamo l'ARAN per averlo reso noto dopo l'approvazione della Legge di Stabilità 2016! Con i cessi di sindacalisti di cui siamo dotati in Italia, soprattutto nel Pubblico Impiego, sebbene pagati ogni anno da ognuno di voi lavoratori iscritti minimo 150 euro all'anno di trattenute, se la notizia fosse stata data prima, avrebbero trovato il modo di farvi togliere altri soldi dal governo! 
Invece di andare a rompere le scatole alla Consulta e alla Corte Europea di Giustizia non sarebbe stato meglio partecipare a un serio processo di riforma dall'interno della PA, come sindacati, invece di impuntarsi come i somari? Se nessuno vi ascolta forse è perchè quanto dite non vale nulla, ci avete mai riflettuto sopra?

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fonte: www.ansa.it

P.a: Aran, giù stipendi ma in decennio pre-blocco +40%

Tra il 2010 e il 2014 retribuzioni di fatto pro-capite -1% 

Le retribuzioni pro-capite di fatto nel pubblico impiego sono scese di circa l'1% da quando è iniziato il blocco contrattuale, ma se tra il 2010 e il 2014 la dinamica cumulata è stata "negativa", nei "dieci anni precedenti si è registrato un incremento attorno al 40%". Così l'Aran, nel suo ultimo rapporto.

domenica 29 novembre 2015

Revival anni '80 . La Camusso ieri a Roma per guardarsi Ufo robot, avvolta da uno scialle lavato con Furlan, con un Barbagallo appollaiato sulla spalla (e 26 sigle sindacali intorno a farle da Puffi)

AGL: con la manifestazione di ieri confederali e autonomi hanno iniziato a seppellire definitivamente le speranze di aumento stipendiale dei lavoratori pubblici. Non potrà esserci sciopero (se non per gli attivisti sindacali rimborsati) per evidenti vuoti nelle tasche dei lavoratori. La Camusso se la prende con Poletti dicendogli che non sa come è fatto il lavoro. Senonchè, quello è uno che negli ultimi anni il lavoro prima con il movimento cooperativo ora con il Jobs Act lo ha creato, la Camusso e gli altri suoi compari sono stati capaci solo di accompagnare al camposanto lavoratori e aziende con il corteo funebre della Cassa Integrazione. Proprio loro, invece, hanno dimostrato di non capirci più niente di lavoro e di pubblico impiego in particolare. Sognano ancora infornate di massa di disoccupati sindacalizzati da parte dello Stato (come fece la legge 285 negli anni '70 che molti oggi leggono come il de profundis della pubblica amministrazione italiana) ma non capiscono che non ci sono più i soldi per farlo (col debito pubblico) i referenti politici (il PCI delle grandi intese) le giustificazioni operative (con l'informatizzazione gli investimenti vanno indirizzati nelle tecnologie, non nel capitale umano). Povero Poletti costretto a inviare messaggi così avanzati a queste melanzane! Dovrebbe sapere che per questi qui gli obiettivi da raggiungere non sono risultati a favore dei cittadini utenti ma, nella Pubblica Amministrazione, la scusa per grattare compensi incentivanti maggiori per i rappresentanti sindacali interni in sede di ripartizione di retribuzione accessoria. Da anni e anni. Di quale mondo del lavoro parla la Camusso (a proposito, dove lavorava prima di iniziare la carriera sindacale)? Come può utilizzare l'ora lavoro come parametro per settori tra loro più diversi? Vada magari a lezione da Barbagallo che dopo anni di docenza all'Università del Pesce di Palermo ha elaborato le linee della Rivoluzione Industriale 4.0. Ma si sbrighi, prima che Cina , India o la Nasa ce lo portino via a suon di milioni...E poi la Furlan, che si scandalizza per i bassi aumenti che si delineano. Una non comunista come lei dovrebbe salutare positivamente il fatto che a livello sindacale si siano accettate le leggi del libero mercato. Ma se da anni, con le vostre scelte scellerate avete condotto fuori mercato il lavoro pubblico, come fate a sorprendervi del fatto che nessuno (lo Stato, i Governi di ogni colore, gli elettori in grande maggioranza) sia disposto a tirar fuori un euro per finanziarlo?
Ecco l'amara verità: il lavoro pubblico, in Italia, così com'è (grazie soprattutto a voi sindacati confederali e autonomi) non serve a nulla. Tutti i governi, non potendo licenziare in massa, hanno bloccato le uniche due cose possibili: il turn-over e gli aumenti di stipendio. C'è chi ve lo dice e chi non ve lo dice. Chi lo fa di nascosto e chi palesemente per prendere voti.
Il cittadino, quando ne avrebbe bisogno, salta, aggira, elude la Pubblica Amministrazione. Perchè non solo non serve a nulla ma può pure danneggiare o rovinare la tua vita.
Ognuno si faccia un esame di coscienza e verifichi se ciò, nella propria vita, è risultato vero o falso.
Landini poi è uno spettacolo. E' l'unico che chiaramente ti indica come uscire dalla crisi. Lui è l'unico che si capisca, quando parla, che ti dia una soluzione.Quale? Quella in base alla quale occorre proprio fare diametralmente il contrario di quanto lui dice. Pertanto: dare priorità alla qualità e non alla quantità del lavoro, Dare la possibilità a chi vuole di lavorare di più , per quanti anni vuole e lasciare a casa, con un assegno sociale, quelli che non ne hanno voglia o rimanendo fanno solo danni (soprattutto nella pubblica amministrazione). Decontrattualizzare e rilegificare il rapporto di lavoro di tanti settori del pubblico impiego, diminuire l'importanza del contratto nazionale e capovolgere la gerarchia delle fonti contrattuali. Spazio a contratti aziendali perchè i tempi sono cambiati: gli analfabeti e i ruffiani ci sono ancora, ma non tra i lavoratori bensì solo tra i rappresentanti sindacali confederali e autonomi.
Infine tre questioni su cui i sindacati sono sempre in difficoltà: il precariato, gli aumenti alle forze dell'ordine e i licenziamenti degli assenteisti.
Nulla è cambiato nelle classiche posizioni perdenti dei sindacati. Che sia un valore positivo il poter cambiare lavoro nella vita frequentemente e che non si possa diventare tutti impiegati statali (per i quali la stabilità tra un po' non esisterà più) ai leader sindacali non vuole entrare nel cervello nemmeno col trapano. Aspettiamo il XXII secolo , a questo punto. Che aumenti di stipendio abbiano solo un valore simbolico (5, 7 , 80, 150 euro che siano) non lo si vuole dire perchè altrimenti crollerebbe tutto il teatrino. Perchè , riguardo alle forze dell'ordine, il cui mantenimento in periodi come questi presenta costi proibitivi, a nessuno dei sindacati è mai venuto in mente di superare il problema, rimettendo in discussione il monopolio statale della sicurezza? Ma intanto, quanti posti di lavoro produrrebbe un incremento della fabbricazione di armi da difesa liberamente acquistabili da ogni cittadino (cambiando le leggi esistenti) così come possibile in USA? La CISL, per esempio, oltre a riprodurre nella propria bandiera le strisce di quella americana potrebbe promuovere queste novità. Licenziamenti degli assenteisti. E' vero, già possibili con le norme esistenti, non applicate però proprio per la connivenza e lo scambio di favori fra dirigenza e sigle sindacali. Ma qui il problema è un altro: ci vorrebbero licenziamenti per esuberi, nel Pubblico Impiego che in Italia sono stati sempre tabù. Ecco, i Sindacati facciano un elenco delle pubbliche amministrazioni e delle relative funzioni che non servono a niente. Vuoi vedere che sarebbe recuperato il valore di mercato del posto pubblico e il cittadino vedrebbe nella PA qualcosa di utile, meritevole di essere premiato con onerosi aumenti stipendiali?
P.S.: ci stavamo dimenticando dei Puffi, ossia delle 26 sigle sindacali di contorno. Non preoccupatevi. A Natale, quando si fa l'albero, vengono tirate fuori, dagli scatoloni, palle e pallette, stelle e nastrini. Vedrete che dopo le Feste tornerete al vostro posto (anche in base agli accordi sulla rappresentanza che i confederali stanno firmando a tutto spiano con i datori di lavoro) ... Non era proprio Barbagallo che ai tempi dello sciopero della scuola si era lamentato dicendo: ci hanno chiamato a un incontro alla Funzione Pubblica, come organizzazioni rappresentative e mi sono trovato intorno decine di sigle sindacali. E mi sono (e ho) chiesto: e questi chi sono?....

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Fonte: www.repubblica.it

Pubblico impiego, Camusso: "Sciopero? Decideremo come proseguire mobilitazione"

In piazza oltre 30mila persone, secondo gli organizzatori, per chiedere lo sblocco dei contratti nella Pa. La leader Cgil: "Poletti vuole apparire cone Ufo robot". Barbagallo: "Contratto entro l'anno"
ROMA - "L'idea" che emerge è quella di un "ministro che non conosce com'è fatto il lavoro" e "vuole apparire come Ufo robot, per risolvere tutti i problemi. Ma le condizioni non vanno che peggiorando". Così la leader Cgil, Susanna Camusso, ha commentato, nel corso della manifestazione del pubblico impiego, le parole del ministro Giuliano Poletti, che ieri aveva detto di non utilizzare solo l'ora-lavoro come riferimento per i contratti. "L'idea che ha il ministro - ha sottolineato Camusso - è che non ci siano più delle regole per i diritti dei lavoratori. Il ministro non conosce com'è fatto il lavoro, il rapporto che c'è tra la fatica e il tempo dei lavori. Vorrei vederlo a tradurre ciò che ha detto nella concretezza del lavoro quotidiano delle persone. Forse - ha evidenziato Camusso - un ministro del Lavoro dovrebbe sapere di cosa parla".
Critico anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: "Il ministro del lavoro Poletti è entrato a gamba tesa sulla questione dei rinnovi contrattuali e questo non va bene. Io parlo da 6 mesi di rivoluzione industriale 4.0 e lui credo non sappia cosa sia. Se dobbiamo discutere seriamente - ha detto Barbagallo - noi siamo pronti, ma se pensano attraverso slogan giornalistici di fare un attacco ulteriore alla contrattazione per un neo liberismo selvaggio, hanno sbagliato tempo e modo". Poi, dal palco, ha aggiunto: "Se non si fa il contratto subito, entro l'anno, la prossima manifestazione non sarà né di sabato né di domenica".

"C'è voluta la Corte costituzionale per dire che il contratto è un diritto dei lavoratori, ma il governo fa finta di non sentire e offre 5 euro dopo sei anni, ma non c'è diginità in questo, si vergogni il governo",  ha detto il segretario generale della Cisl, Annmaria Furlan.

Di offesa nei confronti dei lavoratori parla il leader della Fiom, Maurizio Landini: "Sinceramente questa idea di superare l'orario di lavoro è un'offesa alle persone che invece, per quanto lavorano, sono retribuite troppo poco", ha detto commentando le parole del ministro del Lavoro. Per Landini il problema è che "l'orario di lavoro bisognerebbe ridurlo e redistribuirlo per aumentare l'occupazione": un'ipotesi però che appare lontana "in un paese in cui l'età di pensionamento è a 70 anni e l'orario di lavoro tra i più alti d'Europa". Metalmeccanici e lavoratori del pubblico impiego sono insieme in piazza oggi a Roma perché, spiega Landini, "il contratto è un diritto di tutti" anche se il governo "ha voglia di favorire al scomparsa del contratto nazionale". Cosa "inaccettabile perché resta uno strumento di tutela generale che invece va rafforzato, non indebolito o cancellato", conclude.



Più di trentamila in piazza. Il corteo dei lavoratori del pubblico impiego e della scuola per lo sblocco dei contratti nella Pa, circa 30 mila persone, secondo gli organizzatori, è partito da piazza della Repubblica a Roma. In testa, dietro lo striscione che è lo slogan della manifestazione 'Contratto subito', ci sono i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, insieme ai segretari generali delle diverse categorie oggi in piazza. Dopo sei anni di attesa e due rinnovi persi, i sindacati chiedono un contratto "vero" per gli oltre tre milioni di lavoratori pubblici e oggi hanno cercato di dar voce al disagio dei 700 mila addetti di terzo settore e privato sociale.

Poco ottimismo. Camusso ha sottolineato che "con queste cifre è evidente che non si riesce a fare un rinnovo del contratto. Ma intanto si apra prima la discussione e si vedrà di conseguenza che c'è bisogno di cambiare le cifre", ha detto, parlando del rinnovo del contratto del pubblico impiego. Non sembra esserci spazio per l'ottimismo sulle prossime mosse del governo che, secondo il numero uno del sindacato, si è presentato "come il governo della modernizzazione, invece siete il governo dell'unilateralità come il pupazzo Ercolino sempre in piedi che oscillava, ma poi tornava sempre allo stesso punto; faceva giocare i bambini. ma non fa andare avanti il Paese". E ha proseguito: "Dopo 7 anni di blocco non si può immaginare di dare 7 euro ai lavoratori. Dopodiché il tema non è rincorrere le cifre, ma la volontà del governo di non aprire al rinnovo dei contratti", ha detto ancora Camusso, rinviando a una decisione prossima l'ulteriore proseguimento della mobilitazione. A chi chiede se si programma uno sciopreo generale, Camusso ha risposto: "Decideremo sulla base delle risposte che riceveremo". Una cosa è certa, ha proseguito la leader dal palco: il sindacato non si fermerà. "Non ci fermeremo se non mettete risorse in legge di stabilità". Se si arriva "al 15 dicembre" e nulla cambia, allora, aggiunge "avete sbagliato i conti", ha detto ancra, sottolineando che è necessario smettere di fare propaganda: "Si è utilizzato il superamento del precariato per dividere i lavoratori". Quanto alle forze dell'ordine, per Camusso "i problemi non si risolvono con un bonus, ma serve il contratto".

Assenze e licenziamenti. Non bisogna puntare l'attenzione solo sugli assenteisti, ma anche sui dirigenti che non fanno rispettare le regole. Di questo è convinta la leader della Cgil: "Il ministro ha un chiodo fisso", ha risposto ai giornalisti che le hanno chiesto un commento alle dichiarazioni del ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, sui licenziamenti dei lavoratori pubblici assenteisti. "Il ministro dovrebbe porsi la domanda di perché succedono cose di questo tipo e dove stavano dirigenti ed amministratori. Bisogna chiedersi - ha concluso - perché non applicano le regole che ci sono".
 

sabato 28 novembre 2015

PD E MOVIMENTO 5 STELLE, DOPO DUE ANNI, FANNO PROPRIO UN CAVALLO DI BATTAGLIA DELL'AGL, FIN DAL 2013: PREMI E GARANZIA DELL'IMMUNITA' AI DIPENDENTI PUBBLICI CHE DENUNCIANO IL MALAFFARE INTERNO

AGL: noi lo dicemmo e lo proponemmo sin dalla nostra (recente) nascita, in tanti articoli. Finalmente qualcuno ci ha ascoltato.E qui sarà interessante vedere cosa faranno i sindacati del Pubblico Impiego. Sicuramente avranno difficoltà ad avallare una norma che distrugge il castello di interessi sul quale hanno prosperato per decenni e in nome del quale hanno portato alla rovina economica i loro assistiti.

fonte: www.ilgiornale.it

Il fisco incoraggia i delatori: premi a chi denuncia i corrotti

Alla Camera la proposta di legge che invita i dipendenti pubblici a fare la spia sulle violazioni dei capi. Garantiti anonimato e bonus in denaro. Ed è allarme tra gli esperti


venerdì 11 luglio 2014

RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:TUTTI LO PENSANO MA NESSUNO HA IL CORAGGIO DI DIRLO. COME AFFERMO' REAGAN PER GLI USA, ANCHE IN ITALIA LO STATO E' IL PROBLEMA, NON LA SOLUZIONE.L'UNICA POSSIBILITA' PER IL LAVORATORE PUBBLICO DI CONSERVARE IL POSTO DI LAVORO E DI AVERE STIPENDI PIU' ALTI E' DI CONVINCERE L'OPINIONE PUBBLICA DI SERVIRE A QUALCOSA IN UNA ORGANIZZAZIONE RINNOVATA PER FINANZIARE LA QUALE IL CONTRIBUENTE CONDIVIDA CHE VALGA LA PENA PAGARE LE TASSE. PARTIRE DUNQUE DALLA VERITA', NON DALLE MENZOGNE CHE I SINDACATI DEL LAVORO PUBBLICO STANNO PROPINANDO AI LAVORATORI E AI POLITICI, SOSTENENDO TESI INDIFENDIBILI E DESTINATE ALLA SCONFITTA. SAREBBERO DISPOSTI A MORIRE PUR DI SERVIRE FINO ALL'ULTIMO I LORO VERI PADRONI, I CATTIVI DIRIGENTI PUBBLICI , A LORO VOLTA BUONI SOLO, IN QUALSIASI STAGIONE E INDIPENDENTEMENTE DALLA BANDIERA, A PROPORSI COME ZERBINI DELLA CATTIVA POLITICA, PUR DI CONSERVARE LA PROPRIA POLTRONA LAUTAMENTE STIPENDIATA . QUANDO INVOCATE , A DIFESA DEL VECCHIO, I PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA, SIAMO SICURI CHE I POVERI PADRI COSTITUENTI SI RIVOLTANO NELLA TOMBA. VERGOGNATEVI , PARASSITI FANNULLONI. I LAVORATORI SAPRANNO, UTILIZZANDO UN BUON INSETTICIDA, LIBERARSI DI VOI PURIFICANDO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, BENE COMUNE.


domenica 8 settembre 2013

PER NOI DELL'AGL..........LA CONTRATTAZIONE PUBBLICA......... E' UNA CAGATA PAZZESCA!!!!!

Il governo Enrico Letta I non sembra, ormai tutti ne sono convinti, aver apportato vere novità nell'approccio che da decenni, ormai, le classi dominanti hanno di fronte alla questione del Pubblico Impiego. Questo Esecutivo, in pratica, non ha realizzato finora quasi nulla e il fatto che solo nell' affrontare le emergenze della Pubblica Amministrazione abbia trovato modo di mettere le mani in qualcosa di concreto è l'ennesima dimostrazione, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di come tra Centro Sinistra e Centro Destra vi sia accordo solo su un fatto: la PA così come è, deve essere soppressa, lentamente e dolcemente, così come si fa per dei cani che invecchiano inesorabilmente e che ci hanno accompagnato per anni, standosene lì, in un cantuccio, buoni buoni e consumando poco o niente.
Gli stessi Sindacati del Pubblico Impiego, tutti, grandi e piccoli, vecchi e giovani, rappresentativi o meno, sembrano ormai solo patetiche vittime di un destino inesorabile. Costretti a dire qualcosa, a giustificare le trattenute mensili di adesione, ad urlare qua e là, ogni tanto, contro lo scandalo di turno, non sanno neppure loro come giustificare la loro esistenza, che posto trovare nel vecchio presepe, a quale direttore generale portare i loro (nostri) doni.
E , “diciamolo” (come direbbe Ignazio) neanche i semplici dipendenti, più o meno stabili, se la passano meglio, dal punto di vista umorale (anche perchè da quello economico e materiale ormai hanno fatto l'abitudine a una vita di ascesi e preghiera). Continuano a ringraziare e a baciare per terra per avere da così tanto tempo un posto “sicuro” (ovviamente tutti giurano e spergiurano di aver affrontato, in ogni epoca, un durissimo e selettivo concorso, di non aver mai avuto raccomandazioni) , guardano alla Grecia e dicono che no, da noi, simili cose agli statali non potranno mai accadere perchè noi siamo una grande nazione, continuano in maggioranza ad aderire ai grandi sindacati (anche perchè quelli piccoli, che non hanno mai sfondato, o sono fotocopie degli stessi o vivacchiano in vicinanza del limbo del cinque per cento – attenti a non sbilanciarsi perchè la cosa potrebbe costar cara alle successive elezioni rsu – o sono falsamente conflittuali, pronti, se capita l'occasione, nel Pubblico, a vendere di tutto e di più di sé stessi) e, ovviamente hanno votato in massa (e continueranno a farlo) proprio per il Centro Destra e Centro Sinistra a cui da anni danno tutto senza mai aver ricevuto nulla se non la promessa (come le vacche sacre in India) che qualunque cosa accada il posto verrà salvaguardato anche a costo di dover ridursi a brucare solo l'erbetta, qua o là.
Si sentono lamenti sul fatto che sia stata usata l'estate per questa nuova operazione sul Pubblico Impiego ma anche qui siamo all'ipocrisia. La conflittualità vera, in questo settore, per i motivi di cui sopra, è inesistente e ciò che avviene ce lo possiamo aspettare in ogni stagione. I grandi sindacati, tutti politicamente rappresentati, anche da loro ex colleghi, in questo governo, non faranno mai sciopero generale né lo minacceranno. Ce ne è alle viste uno, ad ottobre, dei sindacati alternativi ma, come di consueto è e sarà solo un segnale di debolezza e impotenza, addirittura controproducente per i lavoratori (per le loro tasche) e velleitario poiché, ormai è scientificamente dimostrato, il dipendente pubblico italiano, finchè non sarà sul lastrico, mai e poi mai trarrà conseguenze politiche dalle proprie lotte (e disavventure) sindacali. Pensiamo all'esempio più recente, quello degli esodati, organizzati e fatti sfilare dal sindacato di riferimento del partito che più di ogni altro ha voluto il governo che li ha condannati. Quindi cornuti e mazziati a ciclo continuo e perpetuo, per di più contenti di esserlo (ciò accade quando il partito diventa una religione: muori contento e riconoscente del tuo destino di cui sei stato l'artefice).
L'ennesimo blocco degli stipendi quindi, conseguente al blocco dei contratti. Intendiamoci: dal punto di vista emotivo una persona che vive nel mondo del lavoro e il cui lavoro è difendere i diritti dei lavoratori non può, in prima battuta, non commuoversi e indignarsi per questo abuso continuato cui sono sottoposti da anni i lavoratori pubblici italiani. Ma, in seconda battuta, si capisce, a naso, che c'è qualcosa che non va in questa ribellione che, proprio perchè di lunga data, ormai assomiglia più a un rito che ad altro.
Il blocco degli stipendi, si dice. Un argomento polemico spesso usato da chi giustifica i tagli alla P.A. È che le statistiche dimostrano che, ohibò, negli ultimi anni gli stipendi pubblici sono invece aumentati e, dicono costoro, per di più in maniera insopportabile nei confronti del settore privato.La risposta (ritualmente) è ovvia e semplice. Si fa la media del pollo di Trilussa, non possono essere calcolati assieme gli stipendioni dei dirigenti e gli stipendiucci degli impiegati, non si tiene conto della concomitante crescita del precariato e delle consulenze spesso inutili (in presenza di competenze interne inutilizzate) e, molte volte, elargite agli amici degli amici. Il problema è che questa stucchevole contesa avviene, forse qualcuno se ne dimentica, sul campo di uno stadio in cui, sugli spalti vi è la gran massa dei lavoratori privati e degli imprenditori,dei pensionati privati e dei disoccupati che il posto pubblico lo hanno sentito raccontato solo nelle favole e, al netto di certe reminiscenze, soprattutto da parte della popolazione non esattamente legata agli scambi politico-elettorali che avvengono a Roma. Per cui occorrerebbe rendersi conto che certe polemiche, alla lunga, stancano, riguardando comunque una minoranza che pur vivendo su un altro pianeta condiziona pesantemente l'esistenza di tutti noi.E forse questa è una delle ragioni della scarsa sensibilità dell'opinione pubblica nei confronti delle problematiche di questa parte del mondo del lavoro , attenzione che invece si ridesta quando il cittadino e l'impresa hanno a che fare con la burocrazia. Poi accade che questi votino e mandino al governo i nemici acritici e grossolani di tutto ciò che è apparato pubblico. I quali senz'altro sono poi i soggetti meno adatti a concepire serie e costruttive riforme della pubblica amministrazione. Capito ora perchè chi scrive da anni insiste nell'invitare i lavoratori pubblici ad occuparsi prima della burocrazia e poi, resisi presentabili, anche delle giuste retribuzioni?Certo, una questione di equità stipendiale esiste nella Pubblica Amministrazione e fa parte dell'annoso problema dei bassi stipendi nel mondo del lavoro dipendente italiano rispetto all'Europa. Tema scomodo, fra l'altro. Come farebbero infatti i Sindacati che campano sulla strumentalizzazione dei precari ad ammettere che esiste una parte di precariato per scelta, da parte di quei soggetti che, grazie al fatto di non aver portato i propri cervelli all'ammasso, si sono fatti due conti e hanno capito, per il momento, che passare a un lavoro dipendente non dirigenziale significherebbe iniziare a fare veramente la fame?E, per continuare ad essere impertinenti, come farebbero i Sindacati e i partiti che da anni ci dicono che i dipendenti sono gli unici a pagare tutte le tasse ad ammettere che a conti fatti non può essere materialmente possibile che uno possa davvero mantenere una famiglia con uno stipendio del genere e che quindi è costretto al lavoro nero, quindi a evadere imposte e contributi in combutta col proprio datore di lavoro nascosto (privato)? Perchè costoro non guardano in faccia alla realtà, perchè non propongono, come noi facciamo da tempo, che i lavoratori pubblici possano essere liberati dalle trattenute, eliminando la figura del sostituto d'imposta, che sia consentito loro di poter fare, alla luce del sole, un secondo e un terzo lavoro, senza proibizioni e conseguenze disciplinari o sanzionatori. Perchè non è consentito dal modello costituzionale di Pubblico Impiego? Andiamo. Perfino la Chiesa sta ridiscutendo il celibato per i preti, figuriamoci se in Italia non potrebbe essere possibile modificare le leggi nel senso di dare la possibilità a chi ha voglia di lavorare di farlo nella legalità. Ma, purtroppo, la questione delle retribuzioni insufficienti nel pubblico non finisce qui. C'è troppa corruzione in Italia e non riguarda solo comportamenti dall'Alto. Riflettiamo una buona volta sul perchè gran parte degli uffici che si occupino di controlli, vigilanza e ispezioni in Italia abbiamo così tanti “problemi” a dispiegare le proprie potenzialità. Si, è vero, perchè il potere politico non vuole perdere voti e non ci va con la mano pesante. Si, è vero, perchè avere uffici efficienti richiede risorse e in tempi di spending review queste vengono tolte, con ovvi riflessi. Ma la realtà è anche un'altra: i bassi stipendi sono una tentazione a compiere atti illeciti e quando questi comportamenti sono diffusi si crea un sistema che fa comodo a molti e che spinge tanti a non essere poi così incisivi a richiedere aumenti adeguati, evidentemente perchè certe risorse sono reperibili altrove.E, come noto, molte volte il malaffare e l'economia malata è molto più efficiente degli apparati che si comportano con pulizia ed onestà.Capito ora perchè noi, a differenza degli altri, da tempo sosteniamo che per il dipendente pubblico onesto il nemico da combattere è quello che potrebbe essergli a fianco o albergare nella stanza del direttore? Perchè sosteniamo che la pulizia può venire solo dall'interno perchè solo da lì è possibile accorgersi di cose invisibili dall'esterno, anche da parte di soggetti attrezzatissimi, come la Magistratura e le forze dell'ordine? E che questo sia l'unico modo per arrivare al risultato (retribuzioni dignitose) perchè altrimenti non si è credibili nei confronti dell'opinione pubblica, quella che vota, quella che fa vincere partiti che ancora potrebbero essere conquistati a un'idea di riforma della Pubblica Amministrazione?
Chi ha buona memoria rammenta che l'ultimo vero adeguamento degli stipendi pubblici avvenne di iniziativa dell'ex Ministro Cirino Pomicino, e non per spinta sindacale ma per logiche politiche.Potrebbe essere una scorciatoia interessante ma non più praticabile non tanto perchè l'Italia non è più quella di allora ma, paradossalmente (e drammaticamente) perchè i Sindacati sono ANCORA quelli di allora e incapaci, di conseguenza, di agire in un nuovo contesto e nuove logiche, per i nostri interessi.
E non a caso ciò comporta l'impossibilità da parte loro di sfatare un altro tragico mito la cui presenza blocca in un certo senso l'evoluzione del Lavoro Pubblico e degli addetti che ci sono dentro: la CONTRATTAZIONE.
Cari signori: la contrattazione (nel pubblico) è una cagata pazzesca! Provate a ripeterlo con noi dell'AGL e forse, con un po' di esercizio, potremo iniziare a svegliarci da questa ipnosi collettiva che dura dagli anni ottanta. Non che il risveglio di per sé risolva il problema. Eliminarla è un'impresa immane. Su di essa campano da decenni i Sindacati, le Burocrazie ministeriali, i manager di stato, i monopoli che grazie ad essa hanno cambiato faccia e si sono appropriati del meglio delle aziende pubbliche, con le false privatizzazioni e liberalizzazioni.Addirittura, per celebrarla, da anni è stata concepita una finta dialettica democratica interna, articolata sulle RSU, appetite dagli stessi sindacati per la gran quantità di privilegi che possono garantire (permessi, distacchi, inciuci con i direttori periferici e centrali). Perfino i sindacati conflittuali le venerano , quasi fossero delle istituzioni nate dalla Resistenza e non invece una maniera per ammettere al banchetto dei soldi pubblici sindacalisti fedeli e ruffiani che godono nell'ottenere vantaggi a scapito dei loro colleghi per decenni, entrando come capi classe che segnano sulla lavagna buoni e cattivi e andandosene in pensione, alla fine, col grado di maggiordomi del dinosauro di turno. Una volta con la carriera sindacale si poteva diventare dirigente. Adesso manco quello, perchè sembra drammaticamente crollato, tra i candidati, il livello di alfabetizzazione.
Ma come è possibile contrattare le retribuzioni (e non il nulla, come si usa fare da un po') quando le stesse sono stabilite da una legge dello Stato?E c'è, nel rapporto di lavoro, qualcosa di più importante della prestazione e della corrispondente retribuzione?Se il pubblico deve rimanere tale allora prendiamo atto che la contrattazione (e le piattaforme contrattuali, con o senza richieste di aumenti retributivi) non serve a nulla e è, nella peggiore delle ipotesi, una presa in giro e un imbroglio. Anzi, lo strumento per introdurre,come una flebo, nelle viscere della pubblica amministrazione, delle immonde schifezze che esistono solo in Italia e di cui ci si dovrebbe vergognare. Altra cosa è se si pensa a un altro modello di “pubblico”. C'è ad esempio, in questi giorni, chi ipotizza che anche per i Ministeri possa avviarsi un processo di privatizzazione analogo a quello che interessò le Poste. Ma c'è chi dice che occorra ritornare a un Pubblico senza contrattazione. Cosa che poi è avvenuta per le Amministrazioni “importanti” in Italia , mai toccate, in realtà , dal passaggio dal diritto pubblico a quello privato. Retribuzioni per decreto, quindi, o per contratto “recepito” da un atto politico? Parliamone . Ma...sorpresa: stranamente, avete sentito se in giro esiste qualche sindacato che su questo voglia coinvolgere i lavoratori? Qualche sindacato ha mai protestato relativamente alla differenza di trattamento ricevuta da Amministrazioni diverse, in passato, riguardo al processo di privatizzazione del rapporto di lavoro? No. Perchè?Ovvio. L'amministrazione che rimane pubblica ha un trattamento migliore, il sindacato interno la considera una vittoria da non sbandierare però, perchè , è risaputo, nella PA se godi di qualche privilegio è meglio non farlo sapere poiché a qualcuno potrebbe venir voglia di togliertelo.Ma qualcosa non quadra: le confederazioni cosa ci stanno a fare? Non erano nate per scongiurare i corporativismi, per unire i lavoratori per il progresso di tutta la classe degli sfruttati?Eppure ognuna di esse ha un responsabile per ogni comparto e singola amministrazione.E' evidente che se anche qualche dirigente sindacale inquadrato volesse sollevare, al loro interno, il problema rischierebbe di avere problemi: perdere il distacco, dover tornare alla “produzione”, essere sostituito dal primo che è in fila magari più propenso a farsi gli affari suoi, a non sollevare problemi la cui trattazione è inopportuna.Ma c'è un altro problema. Gran parte dei partiti al governo hanno appaltato ai loro sindacati di riferimento la trattazione di queste questioni. Il parlamentare spesso non capisce nulla di questi problemi e in carenza di input è improbabile che si attivi. Capito ora perchè quando si deve intervenire, per motivi di bilancio, sulla PA, si parla solo di tagli e non di riforme organiche? E i tagli chi li subisce, l'apparato sindacale o il singolo dipendente? Capito ora perchè è interesse vitale del pubblico dipendente italiano se vuole avere un futuro mollare questi sindacati, chiudere il rubinetto, affamare loro così come loro stanno affamando voi?Come AGL lo diciamo dalla nostra nascita e non ci stancheremo di farlo.
Quella del destino dei precari è una commedia che ormai dura da troppe puntate. Come noto i precari servono a questa PA perchè costano di meno rispetto all'assunzione di personale di ruolo. Chi in questi anni (Letta da ultimo ma prima ci aveva provato la Fornero) ha mostrato interesse per le tesi di chi pretendeva l'innalzamento di una barriera anti precariato e ci ha provato, lo ha fatto non per convinzione ma per seguire una moda. Tanto che, come giustamente qualcuno ha detto , spiegandolo bene anche dal punto di vista tecnico, si tratta di “finte” assunzioni.Tutti sanno che il precariato nel mondo del lavoro aumenterà perchè è una esigenza dell'economia (alternative praticabili non esistono e tentativi diversi hanno fallito).
Noi dell'AGL abbiamo deciso di esistere perchè c'è l'esigenza che in Italia qualcuno, anche sul precariato, dica parole di verità e la smetta di prendere in giro i lavoratori (precari e non) e i cittadini. Ripetiamo parola per parola e confermiamo quanto dicemmo già dai tempi della Fornero. C'è una cosa, per noi, da non fare: attribuire valore al lavoro stabile e disvalore al lavoro non stabile. Abbiamo già detto più volte che vanno considerate con il massimo rispetto le esigenze di chi ha o ha avuto il posto fisso e si aspetta di mantenerlo fino ad una pensione che sia più dignitosa di adesso così come di coloro che sono in debito con la società (pensiamo ai precari della scuola) per aver fatto parte, loro malgrado, di una umanità sfortunata in cui sono stati illusi da un miraggio, quello appunto, del posto fisso. Queste fasce di popolazione non vanno punite ma accompagnate verso un miglioramento, graduale , della loro condizione. Sarà difficile (sappiamo quale peso abbia il debito pubblico) ma va fatto innanzitutto per un principio di dignità. Ma arriverà il momento (e su questo dobbiamo deciderci a voltare pagina) che nella società italiana non esistano più i termini “posto fisso” e “lavoro precario” così come oggi intesi. Quella è la direzione verso cui andare, certo, gradualmente. Un lavoratore quindi che abbia sempre una fonte di reddito anche nei periodi di passaggio, la possibilità di cambiare serenamente il lavoro più volte nella sua vita, di fare carriera, di formarsi, di migliorare. Sia nel pubblico che nel privato. E questo, in un prossimo futuro dovrà valere per tutti. Perchè l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sul posto di lavoro. Parimenti non dovrà esistere più di fatto il concetto di precario sinonimo di ricattato, malpagato e sfruttato e senza prospettive di serena esistenza. Su questa, che è innanzitutto una battaglia culturale, constatiamo che nessuno è impegnato seriamente. Male, poiché significa che si stanno difendendo rendite di posizione o si sta sfruttando la disperazione delle fasce più marginali del mondo del lavoro. Di solito per guadagnarci sopra e per fini elettorali.
Ripetiamo fino alla noia che di questi tempi occorre essere onesti intellettualmente e rispondere alla domanda: vogliamo fare qualcosa che comporti più spesa pubblica? Dove troviamo i soldi?Per noi vanno reperiti, subito, non con nuove tasse ma con risparmi di spesa proprio nella pubblica amministrazione, salvaguardando tutti gli attuali posti di lavoro e dismettendo pezzi di pubblica amministrazione inutili, ridefinendo le funzioni e attuando una veloce mobilità interna del personale da amministrazione a amministrazione. Proposte più specifiche? Ascoltiamo proprio SU QUESTO e non su improbabili piattaforme contrattuali (con o senza soldi) i dipendenti pubblici , senza la mediazione di sindacati o dirigenti (che potrebbero avere interesse all'autoconservazione) ma, ad esempio, online, in pochi giorni. Non preoccupatevi: chi ci lavora dentro sa come riformare davvero la Pubblica Amministrazione. Perchè i Sindacati non accetteranno mai questa consultazione? Sicuramente ci siete arrivati da soli! Basta con la demagogia pelosa, con le battaglie contro i mulini a vento , come l'evasione fiscale che nessuno di coloro che è al potere vuole veramente combattere poiché significherebbe combattere (ivi compresi i maggiori sindacati)contro sé stessi. Cerchiamo invece di riorganizzare il Fisco in maniera moderna e non bizantina, in modo realistico, semplice e non demenziale e un risultato alla fine l'otterremo. Basta poi con l'invidia sociale che sta riaffiorando con questa polemica sull'IMU.
Noi eravamo (e continueremo a essere) per l'eliminazione per tutti della stessa. Contrariamente a quanto affermato da tanti ideologhi schierati, riteniamo che le imposte non debbano avere valenza punitiva (penalizzare in maniera fine a se stessa le ricchezze accumulate) ma essere modulate in maniera da creare la combinazione più credibile affinchè alla fine della fiera, il risultato sia maggior reddito prodotto e ricchezza generata.
Chi sono in Italia i proprietari di quegli immobili di recente sommersi fino al collo dall'IMU? Fondamentalmente dei risparmiatori (perchè il canale fondamentale del risparmio in Italia è l'investimento immobiliare).E quindi, per lo più, lavoratori. Per di più indebitati per i mutui contratti. Analoghe perplessità abbiamo sempre avuto per altri due totem spesso evocati sempre dalla stessa corrente di pensiero. Le tasse sulle transazioni finanziarie (che aspettiamo ad abolire la Tobin Tax che sta per radere al suolo il mercato finanziario nazionale e i connessi posti di lavoro?) e quelle sul lusso. Non cancellano le ingiustizie ma tagliano le gambe a settori che creano lavoro e reddito, dirottando altrove denaro e investimenti. E creando quindi le condizioni per maggiore disoccupazione, alla lunga e bassi stipendi nel breve. E quando si dice che queste risorse andrebbero a finanziare servizi essenziali, si mente sapendo di mentire. Perchè tutti sappiamo che il grosso di esse (anche nei Comuni, indipendentemente dal loro colore politico) va a alimentare la macchina burocratica, le consulenze concesse a amici degli amici e gli appalti inutili. Le famiglie e i più deboli abbandonati sono e tali continueranno ad essere. Non è possibile che nelle Amministrazioni pubbliche si pratichi costantemente la politica dei due tempi: prima i soldi (da divorare) poi riforme, razionalizzazione, dimagrimento, riorganizzazione (mai visti). E' un gigantesco imbroglio che solo una minoranza degli italiani, per il momento è riuscita a cogliere e a trasformare in controproposta politica. Il risparmio va agevolato, non disincentivato (ci risulta che paesi più evoluti del nostro stiano facendo proprio il contrario ).I proprietari degli immobili interessati continuano (e questo è un danno) ad avere idee poco chiare sulle loro prospettive di risparmio, sul destino dei loro soldi, sull'opportunità o meno di consumare di più.Ricordiamoci delle decine di migliaia di posti di lavoro che stanno andando in fumo nel settore dell'edilizia e capiremo quanto sia urgente porsi il problema di trovare altrove i soldi per garantire giuste retribuzioni ai lavoratori pubblici.
In altre parole, crediamo che ai cittadini interesserebbe sapere di più quando la PA comincerà a essere riorganizzata seriamente e non se qualche ricco in più piange in qualche paradiso naturale o fiscale.
Risparmiamoci quindi annunci di lotte prossime, inutili e non più credibili. Quel che occorre è un intervento chirurgico su obbiettivi mirati, condivisi dai lavoratori, dai cittadini e dall'opinione pubblica. E lasciare al loro destino i sindacati traditori e quelli che, anche in buona fede, sono stati capaci solo di farvi perdere, in tutti questi anni. Prima vi deciderete, cari lavoratori, prima ci riusciremo!

domenica 24 febbraio 2013

PRECARI SCUOLA: 300 MILA CAUSE?

Un docente precario di educazione fisica e di sostegno ha fatto causa al MIUR per mancata stabilizzazione e ha ottenuto dal giudice del lavoro di Trapani un risarcimento di più di 150 mila euro.
Il giudice ha tenuto conto dei recenti orientamenti della giurisprudenza e delle norme nazionali e comunitarie a tutela dei lavoratori e riconosciuto all'insegnante i danni subiti per lucro cessante e danno emergente causati dalla mancata stabilizzazione. E per i possibili mancati contratti.La domanda è: visto l'elevato tasso di complicità dei sindacati rappresentativi con le gerarchie ministeriali questa notizia verrà adeguatamente diffusa? E si faranno avanti sindacati disposti ad organizzare e coordinare la possibilità che 300.000 precari possano essere dal futuro governo stabilizzati o risarciti? E eventuali sentenze favorevoli saranno eseguibili o verranno riversate su noi contribuenti con una ulteriore mazzata fiscale?
Per quanto ci compete, rileviamo solo che ha inciso più, sulla questione, una sentenza della magistratura che l'azione di anni di sindacati forti e rappresentativi solo sulla carta che non hanno saputo fare, come forze sociali, il loro dovere. Se i lavoratori, nel Pubblico Impiego, vorranno ottenere qualcosa e presto dovranno evidentemente affidarsi a Sindacati non compromessi con la Politica e con l'Alta Dirigenza e che puntino più al sodo.Non sempre ci sarà un Giudice a Berlino...

martedì 13 novembre 2012

PATRONI GRIFFI TWITTA (CIOE' CINGUETTA) DURANTE L'INCONTRO CON I SINDACATI RAPPRESENTATIVI

"Più di 4.000 esuberi tra dipendenti della Pubblica Amministrazione

Lo ha comunicato via Twitter il ministero della Funzione pubblica durante l'incontro con i sindacati sulle eccedenze

Pubblicato il 13/11/12 da TMNews in Economia
Roma, 13 nov. (TMNews) - Ammontano a 4.028 gli esuberi, tra gli impiegati, nella Pubblica amministrazione. Lo ha comunicato, via Twitter, il ministero della Funzione pubblica mentre è in corso l'incontro con i sindacati per illustrare i numeri delle eccedenze nella P.A.Il provvedimento di riduzione delle piante organiche riguarda 50 amministrazioni centrali. In seguito - ha spiegato il ministero - ci sarà un ulteriore provvedimento che riguarderà l'Inps, il ministero della Giustizia e gli enti parco.
Le 4.028 unità in eccedenza riguardano, in particolare, il personale non dirigenziale."

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Commento ALP-AGL

Ricordiamo ai lavoratori pubblici che il 28 settembre, con lo sciopero generale del pubblico impiego, alcuni dei  sindacati rappresentativi e alcuni di quelli conflittuali vi avevano fatto regalare alle Pubbliche Amministrazioni la trattenuta di un giorno di lavoro.Che altri sindacati rappresentativi avevano sostenuto che non era il momento di scioperare perchè c'erano margini di trattativa. Che altri sindacati rappresentativi e/o conflittuali annunciavano che avrebbero organizzato chissà quali sommovimenti di milioni di lavoratori.
Come avevamo ampiamente previsto, trattandosi di iniziative rituali e sterili, il governo se ne sarebbe infischiato. Così come il Ministro Patroni Griffi oggi che addirittura twitta di fronte alle "temute controparti" alla vigilia del gigantesco sciopero europeo di domani 14 novembre che farà risparmiare solo soldi allo Stato (che li dirotterà in premi ai fedeli dirigenti, come è avvenuto, a tappeto, nel Ministero del Lavoro) e disagi ad altri lavoratori per il blocco dei trasporti pubblici.
Cari lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, se siete contenti così, continuate a votare, ad iscrivervi, a farvi fare trattenute a beneficio di questa gente che dice di rappresentarvi.E buona fortuna a chi sta per perdere il lavoro.

lunedì 29 ottobre 2012

PUBBLICO IMPIEGO, BUONUSCITA: DOPO CAROSELLO IL GOVERNO MANDA A DORMIRE I SINDACATI

Il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge riguardante la questione del prelievo illegittimo del 2,5% ai fini della buonuscita a far data dal 1° gennaio 2011.
Con esso il Governo ha dato attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 223/2012, abrogando l’articolo 12, comma 10 del Decreto Legge n. 78/2010 e facendo tornare così la buonuscita dei dipendenti pubblici al regime del TFS, più vantaggioso del calcolo del TFR introdotto nel 2010.In parole povere: non ci sarà nessuna restituzione di denaro (chi aveva prenotato una vacanza alle Maldive è meglio che dia disdetta).
Quindi a tutti quei sindacati che avevano tratto spunto per preannunciare ricorsi (ovviamente non a carico loro ma dei lavoratori) , alzare un polverone e ritrovare una identità perduta, è stato infilato velocemente e dolcemente qualcosa di consistente nel posto che tutti immaginiamo.
La domanda che si fanno tutti, ora, nel pubblico impiego, è: cosa potrà tenere svegli i sindacati, visto che i contratti sono bloccati da e per anni, le retribuzioni sono da fame ma non potranno essere aumentate in nessun modo perchè i sindacati da trent'anni hanno accettato una finta contrattazione che pone un limite superiore agli incrementi legato alle risorse stanziate dalle Leggi di Stabilità (e, per molto tempo, no Martini no party, ossia: no soldi no aumenti), da anni i Ministri della Funzione Pubblica incontrano i più grandi sindacati solo per comunicare le loro decisioni, le RSU sono belle ma inutili, perchè non contano nulla, all'inizio degli anni '90 i sindacati dettero il via libera alla costituzione di una dirigenza strapagata, sperando di avere qualcosa in cambio (in realtà - ed è la sola cosa che tiene in vita i sindacati rappresentativi del Pubblico Impiego- distacchi e permessi sindacali). In effetti quelli, oltre alla mano,  si sono presi il braccio, costituendo una casta di semi-dei, più potente dei politici (questi ultimi vengono e vanno) loro invece restano tutta la vita (e oltre?) e per prima cosa hanno piallato con lo strumento disciplinare quelle punte, nel sindacato ma anche nel personale, che potevano loro dare fastidio.Da ultimo sta per essere abbattuto l'ultimo tabù: il licenziamento (preceduto da mobilità al 60% dello stipendio) dei pubblici dipendenti che andrà avanti nelle amministrazioni più deboli (e a più alta numerosità e diffusione sul territorio) innanzitutto e, in quelle più forti, verrà di molto attenuato (e, subito dopo, coi risparmi attuati, verranno indetti "concorsi" per assumere figli e nipoti al posto degli epurati).
E il sindacato? Serve, serve (altrimenti c'è il rischio che qualcuno di poco gradito occupi quegli spazi). Ma i sindacalisti devono essere educati, silenziosi, bravi, buoni e pettinati. E dire sempre di sì.
Se qualcuno si agita troppo (come è avvenuto in questi giorni per la questione della buonuscita) poco male. Il piccolo fuori programma (il Carosello) è finito quindi...tutti a dormire!

mercoledì 10 ottobre 2012

LEGGE DI STABILITA: E ADESSO I SINDACATI DEL PUBBLICO IMPIEGO FARANNO LA SOLITA RICHIESTA DI INCONTRO?



Governo: le misure presenti nella Legge di Stabilità
Il Consiglio dei Ministri ha definito le misure che saranno presenti nella Legge di Stabilità.
Tra queste:
"STATALI: viene confermato il blocco dei contratti fino al 2014. Per gli anni 2013 e 2014 non sarà erogata neanche l'indennità di vacanza contrattuale. Dal 2015 l'indennità di vacanza contrattuale sarà calcolata sulla base dell'inflazione programmata. "
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AGL Lavoratori Pubblici :

e ora gli altri Sindacati "rappresentativi" del Pubblico Impiego chiederanno ai lavoratori di programmare l'aggiunta a ciò delle future trattenute per altri 2 o 3 inutili scioperi generali? O non sarebbe bene che chi ha "trattato" fino ad oggi lasciasse il mestiere di sindacalista?
E venisse mandato al diavolo, una volta per tutte, questo indecente sistema di determinazione della rappresentatività (compresi i privilegi solo per alcuni sindacati) , una presa in giro che dura ormai da anni?

mercoledì 5 settembre 2012

IERI L'INCONTRO TRA I SINDACATI RAPPRESENTATIVI DEL PUBBLICO IMPIEGO E IL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PATRONI GRIFFI

Siamo entrati in possesso di un filmato della riunione con le dichiarazioni finali dei partecipanti. Purtroppo per un disguido sono andati persi i nomi scritti in sovraimpressione.Sappiamo per certo però che uno di loro era il portavoce unitario designato dai sindacati rappresentativi del  pubblico impiego. Qualcuno saprebbe dirci quale sia tra i  cinque personaggi?

martedì 31 luglio 2012

I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: CONTINUA L'INCANTESIMO DI PATRONI GRIFFI

Il Ministro-Mago Patroni Griffi continua a ipnotizzare i sindacati rappresentativi del pubblico impiego.Dopo aver fatto apparire il mostro (i licenziamenti) , dopo lo zucchero filato (l'intesa del 3 maggio) , dopo aver spento la luce il 25 luglio e lasciato in un buio inquietante la parte sindacale, dopo
averla risvegliata con una doccia gelata con l'approvazione della spending review il 30 luglio e dopo aver evocato l'orco dei ventimila licenziamenti nel pubblico impiego ha  proiettato nelle menti confuse dei pur esperti rappresentanti sindacali l'immagine di un bivio. Uno strano bivio che a un certo punto, dopo qualche miglio, si ricongiungerà e porterà sotto terra i nostri amici (poco male) ma soprattutto i lavoratori pubblici italiani.Già CGIL,UIL e UGL si sono buttati a sinistra (lo sciopero e la solo apparente barricata che più che altro li metterà al riparo, loro e le loro coscienze, dall'ira dei lavoratori) . La CISL invece ha preso il ramo di destra: no allo sciopero, continuare a seguire gli esperimenti del Ministro a settembre, cercare di rendere presentabile il tutto attraverso la trasformazione , all'ARAN, dell'intesa del 3 maggio in accordo quadro sulle relazioni sindacali. Il Ministro continua a ripetere incessantemente la formula magica: "licenziamenti, prepensionamenti, mobilità" , gli apprendisti stregoni CISL assicurano che no, il Ministro non licenzierà nè esoderà nessuno.
Come AGL magari non saremo ancora così esperti, tuttavia alcuni concetti ci sembrano chiari e non sembra che i trucchi di Patroni Griffi stiano facendo grande effetto su di noi.
Innanzitutto: Patroni Griffi (peraltro persona serissima e preparatissima) ha perso ogni credibilità come Ministro della Funzione Pubblica. Dall'inizio del suo mandato ha detto e scritto tutto e il contrario di tutto.E per di più ha sberlinato innanzi agli occhi dell'opinione pubblica sindacati la cui serietà ed autorevolezza fino ad oggi non era stata mai messa così in discussione (una volta, se ricordate, in Italia i Sindacati erano temutissimi e rispettati). Si abbia la decenza , visto che dobbiamo recuperare qualche punto nell'immagine-Paese, da parte delle maggiori confederazioni, di chiederne le dimissioni e/o lui stesso abbia l'orgoglio di capire di aver sbagliato dicastero (forse lo Spettacolo sarebbe stato  più adatto a lui, anche considerata la lontana parentela col grande regista che portava lo stesso cognome).
Secondo, come era buona norma fare una volta, i sindacati rappresentativi chiedano di trattare direttamente con Monti, nel frattempo. Gli facciano intendere però, preventivamente, anche ad agosto, che senza una P.A. che lo supporti qualsiasi tentativo di cambiare il Paese sarebbe velleitario. E, per dimostrarglielo, più che organizzare scioperi generali, cominciamo a fare vedere al governo cosa significa paralizzare per un congruo intervallo di tempo  una singola Amministrazione (chiaramente una di quelle che contino qualcosa e non quelle che fungono da cimitero degli elefanti dirigenziali). Facciamo un pò i "camionisti" della P.A. quindi.
Avrete già capito quindi che per l'AGL sono inutili sia nuovi scioperi generali sia trattative con Patroni Griffi (i cui impegni sarebbero sconfessati a stretto giro di posta- i precedenti conteranno pure qualcosa - da lui stesso)
Due sono le condizioni da pretendere: la presenza del Ministero dell'Economia in ogni fase delle future trattative con impegni scritti da parte dello stesso sulla sostenibilità di bilancio delle soluzioni che si andranno a concordare col Presidente del Consiglio; l'edificazione di una vera e propria Linea Maginot che fissi due pregiudiziali assolute e non negoziabili: 1) prepensionamenti solo volontari 2) nessun licenziamento di presunti esuberi nè quelli risultanti dalle presenti piante organiche nè quelli che potrebbero emergere dalla revisione delle stesse (e qui le altre confederazioni farebbero bene a non lasciare sola la CISL a trattare di queste cose col Governo). Come più volte abbiamo detto, la bandiera che il movimento sindacale pubblico deve far propria senza più esitare è quella della "mobilità dei dipendenti pubblici da una amministrazione all'altra nell'interesse dei cittadini" (è sempre e solo stata evocata solo a parole) e non della mobilità come anticamera del licenziamento (i 24 mesi all'80% dello stipendio).  Quindi i posti nella P.A. vanno difesi e mantenuti, tutti.Non facciamo del blocco del turn over nè una sciagura nè un tabù: c'è stato (111 mila posti in meno calcolati negli ultimi anni), è un portato naturale del progresso tecnologico che non va rallentato solo per perpetuare una PA anche ammortizzatore sociale e bacino elettorale o per non far perdere l'esercito a dirigenti pupilli della politica o su quelle poltrone per eredità Non c'è bisogno di istituire commissioni di studio per sapere quali pubbliche amministrazioni in Italia non servono a nulla (non per colpa di chi ci lavora dentro ma per obsolescenza di norme e funzioni, nonchè per fallimento di modelli organizzativi della PA che solo in Italia residuano) e quali potrebbero essere invece, se supportate da nuovo personale e da adeguati supporti informatici, potenzialmente, fattore di rinascita del ruolo della PA. Non c'è più tempo, sbrighiamoci a farlo.
Da ultimo, i dipendenti pubblici vigilino su comportamenti che spiace perfino interpretare in maniera così maliziosa. E' evidente che la scelta della CISL è una ciambella lanciata a una maggioranza in difficoltà per consentirle di guadagnare tempo e dilazionare il più possibile scelte traumatiche che potrebbero avere sgradevoli effetti elettorali. Così come è palese che l'apparente intransigenza dell'altra parte dei sindacati, quella più bellicosa , oggettivamente remi nella stessa direzione di chi, da destra e da sinistra, voglia portare il prima possibile il governo Monti a cadere  e a monetizzare a livello elettorale la brutta figura.
Riflettano i lavoratori pubblici e comprenderanno che la battaglia non viene fatta, dai più grandi sindacati rappresentativi, a loro tutela e in loro nome ma per entità terze che continueranno in futuro a deprimere le pubbliche funzioni che dovrebbero innanzitutto essere al servizio dei più deboli.
Ci appelliamo pertanto a tutti i lavoratori pubblici e a tutte le forze sindacali che hanno a cuore la loro condizione affinchè non si imbocchi nè l'una nè l'altra strada e si vada invece diritti, costruendo un nuovo sentiero che ci porti, dopo tanti anni, ad essere protagonisti della costruzione del nuovo.

mercoledì 25 luglio 2012

IL MINISTRO PATRONI GRIFFI BIDONA I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PUBBLICO IMPIEGO


Era partito con preoccupanti preannunci di licenziamento nel pubblico impiego. Poi, con una giravolta, si era dimostrato, nel Governo Monti, il più malleabile con i sindacati del lavoro pubblico. I quali, in gran parte, contenti di aver trovato un "Direttore" (loro non possono fare a meno di direttori) così "umano", avevano con lui firmato un accordo con il quale speravano di rientrare in circolo. Ci hanno sviolinato questo accordo per settimane. Poi è arrivata la doccia fredda della spending review con lo storico taglio degli Statali. Increduli, ne hanno chiesto conto al Direttore, chiedendogli che mantenesse le sue promesse. Silenzio. Poi la convocazione, il 17 luglio, per oggi 25 a Palazzo Vidoni. Ma lui non si presenta perchè è impegato al Senato e propone l'aggiornamento a lunedì 30 luglio. Ma il 30 luglio l'iter parlamentare sarà concluso e, come ama fare la CISL, ci sarà solo da allargare le braccia rassegnati. Ciò mentre in Spagna gli statali stanno combinando cose mai viste. Ma questi sindacati, al di là delle deleghe e dei voti alle RSU sono veramente rappresentativi del vostro modo di essere, lavoratori pubblici italiani? Sarebbe ora che ci iniziate a riflettere sopra. Per ora tenetevi questo bidone, cercate di godervi le vacanze e vedrete che riscossa a settembre con lo sciopero generale di un giorno della CGIL. Già al governo stanno tremando tutti.......

sabato 14 luglio 2012

SPAGNA-ITALIA (tra Sindacati dei Lavoratori Pubblici):UN ALTRO 4-0?

Cosa sta succedendo in Spagna ai lavoratori pubblici? Leggete qui:
http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/spagna/2012/07/13/Spagna-lavoratori-pubblici-ancora-piazza-Madrid_7182101.html
In Italia?
A seguito del varo della Spending Review siamo in attesa che la CGIL verifichi se a settembre vi siano le condizioni per uno sciopero generale unitario con CISL, UIL, UGL. Scelta comprensibilissima, visto che a luglio da noi si muore dal caldo mentre in Spagna fa un freddo cane e i lavoratori si agitano anche per riscaldarsi un pò.Tradizionalmente i lavoratori pubblici italiani non applicano i blocchi stradali.Da noi sono proibiti dalla legge e vengono praticati, quando proprio non ne possono più, da quei mattacchioni dei metalmeccanici. Sorpresa: gli spagnoli hanno perso la 13^. Noi stiamo meglio: da anni la usiamo solo per pagare le tasse a gennaio.Perchè siamo più patrioti e guai se le casse dello Stato dovessero soffrire.Poi esce fuori la verità: in Spagna milioni di lavoratori sono arrabbiati anche per la riduzione dei permessi sindacali: si, perchè in Spagna ancora i permessi sindacali vanno direttamente a beneficio dei sindacalisti.Noi ci siamo autoregolamentati e anche in questo da anni siamo superiori: permessi e distacchi per lo più a parenti e amici dei sindacalisti.Per evitare i conflitti di interesse. In realtà noi italiani abbiamo una carta in più da giocare: la politica. subito dopo il varo della spending review si faceva molto affidamento sugli emendamenti parlamentari. Che come noto in Italia sono efficacissimi visto che i Governi quasi mai fanno ricorso al voto di fiducia. Ma qualcuno aveva ancora qualche dubbio. Appena però  i lavoratori pubblici hanno appreso che un noto leader politico ritornerà in campo, le figure di Patroni Griffi e Fornero hanno iniziato a dissolversi e all'orizzonte , in posa-Balotelli, la sagoma di Renato Brunetta ha restituito a tutti la fiducia che no, i lavoratori pubblici italiani non faranno la fine dei loro colleghi spagnoli.Perchè verranno posti in mobilità molto più velocemente........

lunedì 9 luglio 2012

SPENDING REVIEW: THE DAY AFTER


“La CGIL se farà uno sciopero generale lo farà unitario A SETTEMBRE “(cioè con CISL, UIL e, con le debite distanze, con l'UGL). “Non esclude però una mobilitazione a luglio, sulla sanità”. Quindi sicuramente il Paese non verrà bloccato. Se lo fosse stato ora il governo PDL-PD-UDC sarebbe entrato in crisi. E non può, perchè deve portare a termine il suo compito. Lui, e non altri. Monti, non i partiti che lo sostengono. L'energia di tutti i lavoratori italiani verrà quindi convogliata e liberata quando in Parlamento tutto sarà fatto e compiuto. La stessa Confindustria, con Squinzi, può permettersi, pubblicamente, in coro con la CGIL, di dire peste e corna del governo (indispettendo Monti, a cui certe cose non erano state dette neppure dai suoi allievi all'Università). CGIL, CISL, UIL, UGL sono i sindacati che hanno i loro referenti politici nei partiti che sostengono il governo, per questo alle consultazioni vengono invitati solo loro. Occorre ammettere però che sono gli unici sindacati a saper portare in piazza migliaia di lavoratori (i quali non sanno più a che santo votarsi per evitare il peggio del peggio). Quindi qualche merito l'avranno. Quanto meno sono i più convincenti e rassicuranti. Gli altri sindacati? Tutti molto (a me) simpatici ma , purtroppo, zero. Politicamente (non sono interlocutori della politica, tutt'al più ottengono ogni tanto una interrogazione parlamentare) , organizzativamente (le cifre sparate sugli iscritti sono da sempre oggetto di ironia) socialmente (poche iniziative, con poche persone, che non preoccupano nessuno). Ciò vale sia per i sindacati “autonomi” che per quelli “antagonisti”. Nonostante tutti gli iscritti a qualunque sindacato siano sicuramente appassionati alla causa e in buona fede (mentre, diciamoci la verità, molti dirigenti sindacali lo fanno solo per business). Purtroppo partecipare a un sindacato in Italia per i lavoratori significa essere presi per i fondelli. L'unica speranza, per il singolo lavoratore, è che in questa battaglia il vaso non caschi in testa proprio a lui ma al vicino. Chissà in quanti uffici pubblici già dirigenza e funzionari stanno facendo i conti su a chi toccherà. Un po' come a scuola, quando, con tabelle sofisticate, si cercava di capire a chi sarebbero toccate le prossime interrogazioni.

Quindi sta passando tutto, ma proprio tutto, quanto voluto dalla classe dirigente del nostro Paese in danno delle condizioni di vita dei lavoratori, pubblici e privati. Questo sistema politico è concepito per autoconservarsi (e ci riuscirà), questo sistema sindacale per tutelare se stessi e i potenti.

E il lavoratore/cittadino? Paralizzato. Dalla paura di essere licenziato, di non riuscire più a pagare il mutuo o di perdere la casa acquistata. Le banche ed Equitalia sono lì ad attenderci. Lotta sociale? Inutile perchè ci sono i sindacati a controllarci. Ribellione elettorale (Lega Nord, SEL, IDV, Grillo)? Impraticabile. Se ne andrebbe qualsiasi sicurezza di preservare quel poco che si è risparmiato. L'italiano è politicamente moderato perchè è prudente. Ma è chiaro che siamo sotto ricatto.Non cambierà nulla , almeno politicamente. Inutile minacciare il non voto o il voto in cambio dell'impegno a depotenziare la spending review. Soprattutto l'impiegato pubblico vota il singolo partito nella stessa proporzione in cui lo fa il resto dell'elettorato. E continuerà a farlo, per prudenza. Sono possibili exploit ma una volta sola. C'è poi un altro dato che condanna in partenza gli impiegati pubblici. Presso il resto dei cittadini la popolarità loro (e della P.A. Cui appartengono) è agli stessi livelli rasoterra di quella dei politici. La popolazione cioè manderebbe volentieri all'inferno la P.A. (con il suo contenuto umano) e la Politica (indipendentemente dall'appartenenza partitica). Difficile che gli uni o gli altri possano fungere da base per il riscatto dell'Italia.

Troppo tardi (CISL)pensare alla riorganizzazione per evitare i tagli. I tagli ci saranno e dovranno essere i cittadini, nel Day After, a pretendere di avere determinati servizi che da anni mancano o sono insufficienti indipendentemente se da un soggetto pubblico o privato. Altrimenti, sì che verrebbe meno la coesione e il senso stesso delle Istituzioni. Guardiamo alla realtà: il personale pubblico (funzionari e dirigenza) attualmente non ha più credibilità. Occorreva pensare prima a evitare di delegare, come propri rappresentanti, carrieristi senza scrupoli e traffichini, capaci solo di tutelare se stessi e men che meno di svolgere un ruolo propositivo.E di rafforzare sigle sindacali esistenti ad immagine e somiglianza dei partiti, garanti, per loro conto, dell'ordine sociale.

E' dal 1980 che la contrattazione è una finta contrattazione (è da allora infatti che su questo subiamo un vero e proprio lavaggio del cervello) e quindi da allora si è sviluppata una finzione, un teatrino, che ha portato solo danni e povertà, che ha raso al suolo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. L'appiattimento retributivo e di carriera ha demotivato tutto il personale e, dal 1993, la scandalosa retribuzione che hanno cominciato a percepire “dirigenti” promossi per raccomandazione ha completato il lavoro. E poi la corruzione, il malaffare, il nepotismo, e chi più ne ha più ne metta.

La falsa privatizzazione ha ucciso una PA già cadavere. Finora si era tirato avanti perchè le risorse ancora bastavano. Ora la festa è finita e molti ci rimetteranno posto e pensione.Anche perchè la retribuzione è talmente bassa che se di nascosto non ce la erogassero neppure ce ne accorgeremmo. Vale a poco l'allarme sulla fine dei servizi essenziali. In pratica già sono inesistenti o se ci sono, pura illusione. Ognuno di noi, raccontando episodi vissuti in prima persona, potrebbe attestarlo.

Siamo d'accordo nel cercare di riorganizzare la PA attraverso una concertazione tra Governo e parti sociali ma tra queste ultime debbono essere ricomprese anche le organizzazioni dei consumatori. E poi insistiamo, fino alla noia: occorre una alleanza tra chi lavora in buona fede nella PA e i cittadini/utenti esterni ad essa. Questa è l'unica cosa che temono i governanti, i banchieri, la partitocrazia, le gerarchie sindacali. Andiamo oltre queste forme organizzative dei lavoratori, oltre queste divisioni artificiose in sigle sindacali. Se la contrattazione deve essere finta, meglio che venga abolita. Se i meccanismi di rappresentatività diventano la maniera per rendere impossibile e impotente una vera dialettica, aboliamoli, torniamo all'assetto precedente. Se gli interessi dei lavoratori della PA e quelli costituzionalmente tutelati degli altri cittadini sono entrambi compromessi dal crollo di un sistema economico e sociale, poniamoci l'interrogativo se abbia ancora senso una legge sulla limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

E infine finiamola con gli opportunismi anche interni alla fascia dei lavoratori pubblici “normali”. Ci facciano capire, anche attraverso forme democratiche di consultazione, quali forme di lotta siano disposti a adottare se, cioè, sono veramente disposti a tutto , determinati a rivoltare questa Pubblica Amministrazione, le sue assurdità e i suoi privilegi, come un calzino.

Le organizzazioni sindacali del lavoro pubblico che sono disposte a questo salto di qualità nella lotta per l'esistenza (dei lavoratori, delle loro famiglie e dei servizi) si facciano avanti e si impegnino unitariamente. Quelle intenzionate al doppio gioco vengano isolate e i loro fautori cambino mestiere, perchè il tempo della pazienza è finito.

sabato 30 giugno 2012

IL GOVERNO SI PREPARA A TAGLIARE DIECIMILA DIPENDENTI PUBBLICI?

Lunedì il Governo incontrerà Sindacati ed Enti Locali. Mancano 10 miliardi di euro.Il debito pubblico è di duemila miliardi di euro . Se ne potrebbe uscire con un aumento dell'IVA dal 21 al 23% ma è sconsigliabile perchè bloccherebbe la crescita.
Il ventaglio delle possibilità riguardo ai tagli comprende:imposta sulla casa, Province, pubblico impiego.Inutile negarlo: è su quest'ultimo che si sono accesi i riflettori.E' infatti illusorio pensare che questa sia la volta buona per la soppressione delle provincie e delle migliaia di enti strumentali che foraggiano il sottobosco politico.
Innanzitutto blocco delle tredicesime, delle telefonate verso i cellulari, riduzione importo dei buoni pasto.Poi 10.000 esuberi con messa in mobilità per 2 anni all'80% dello stipendio lordo.Si sta studiando una deroga alla riforma Fornero per mandare in pensione molti altri statali vicini ai 60 anni.Si mormora di tagli di un dirigente su 5 e un funzionario su 10.
Reazione dei sindacati? Prevedibilmente abbaieranno alla luna e ingoieranno il boccone. Come è avvenuto in passato in situazioni analoghe. Certo, non così traumatiche come questa spending review.
Si preparano, per migliaia di famiglie, spesso monoreddito e in situazione finanziaria non facile, di impiegati pubblici, tempi durissimi.La povertà, le mense della Caritas e i dormitori già sono nel concreto orizzonte dei pensionati pubblici futuri (si parla di pensioni al 40-50% dell'ultimo stipendio). Tra poco entreranno anche in quello di molti impiegati dai 55 anni in poi.
Ma anche per la Pubblica Amministrazione siamo a una svolta storica (qualcosa l'abbiamo visto, come un trailer, nella situazione greca). Salterà il patto non scritto che da decenni, in cambio di una stabilità di fatto del posto di lavoro, otteneva sostanziale accondiscendenza da parte dell'impiegato e delle sue rappresentanze. Probabilmente la PA porterà dentro se stessa una guerra dalle caratteristiche inedite. I sindacati interni non hanno il know how per gestirla e condurla. E' ipotizzabile il sorgere di soggetti sindacali con caratteristiche conflittuali (veri, non quelli che ci sono ora, che il giorno scrivono comunicati di fuoco e la notte si mettono d'accordo al pari degli altri con la dirigenza per fare carriera).
Altro fenomeno spiacevole che sicuramente si verificherà sarà la discriminazione concordata (come avviene nel privato) per far sì che tra gli esuberi vi siano soprattutto i soggetti più scomodi, per dirigenza e sindacati:gli indipendenti, quelli che producono più degli altri ma hanno il difetto di avere una dignità (a rischio, quando la gerarchia non è determinata dal merito ma dalle entrature) e di pensare con la propria testa. Ne verrà un danno enorme, un crollo qualitativo del personale, forze il colpo decisivo per la povera PA italiana e per i suoi cittadini-utenti-contribuenti, ancora più sfortunati.
Un consiglio: non delegate più a nessuno, diventate tutti sindacalisti e politici di voi stessi, colpite il privilegio prima che sia questo ad affossare la vostra vita. Se sapete qualcosa, parlate, denunciate, riferite. Ci sono segreti nella PA che voi soli conoscete perchè da anni siete lì dentro.Forse esiste ancora una parte dello Stato, che in buona fede, crede nella legalità e nella giustizia. Meglio combattere che attendere che la bufera passi.Se proprio è destino che dobbiate soccombere, vendete cara la vostra pelle.E se perderete il posto, non abbattetevi. Fuori della PA ci sono tante possibilità di affermarsi a vostra disposizione, se ne avete le qualità (che sicuramente non hanno dirigenti raccomandati che solo in questa PA potrebbero essere assunti: fuori non sopravviverebbero).

lunedì 25 giugno 2012

SPENDING REVIEW NELLA P.A.: QUELLO CHE I SINDACATI NON SANNO, NON POSSONO O NON VOGLIONO DIRE.

Dicono che in Italia non ci sia più l'unità sindacale. Non si direbbe, scorrendo le prese di posizione sulla Spending Review. L'unità programmatica e metodologica è a dir poco granitica. Si avvicina la fine del mondo, probabilmente (la Spending Review), e quindi tutti, ricchi e poveri, belli e brutti, piccoli e grandi pregano e si perdonano l'un l'altro.
Punto di partenza, una giusta osservazione: il Governo decreta senza consultarci. E' una novità di Monti? No, è una tradizione dei governi degli ultimi vent'anni, di destra, di centro e di sinistra. Chi governa è lì col mandato degli elettori, i quali (tranne chi ci lavora, per istinto di autoconservazione) non ne possono più di una PA fatta così e che a maggioranza vogliono che la PA serva a qualcosa di migliorativo della propria vita, sia più efficiente e dimagrisca nei costi. In realtà ci si accontenterebbe almeno che non fosse troppo esosa e assillante con il contribuente. Con o senza l'appoggio dei sindacati. Anzi, se questi urlano di dolore vuol dire che si è toccato dove era giusto farlo.E i sindacati? Non si tocchino più i lavoratori pubblici, loro hanno già dato, il turn over è bloccato, i contratti non si rinnovano più, i servizi rischiano di sparire a causa dei tagli lineari, per carità non si parli di licenziamenti di massa in questa fase senza speranza, ecc. ecc.
E' la solita commedia. La montagna dei tagli partorirà un topolino, si cercherà di non irritare l'elettore (che oggi viaggia, quella non manca mai, in un vero e proprio supermarket dell'antipolitica: ce n'è per tutte le tasche e per tutta la lunghezza della nostra penisola).Come quei poveri non vedenti (veri) che camminano per strada col bastone bianco, Monti e i suoi compagni di gita governativa staranno attenti ad aggirare tutti quegli ostacoli che sembrano troppo duri. Ma andranno comunque avanti, finchè serviranno ai partiti che non potevano, per manifesta inferiorità, gestire questa fase critica.Vogliono l'incontro con il Governo prima che la Spending Review sia attuata. Nella PA, in particolare, ci si chiede perchè la mano destra (Monti/Fornero) abbia agito non tenendo conto di quel che faceva l'altra mano (Patroni Griffi). Memoria corta: ci si è già scordati delle riunioni con i Ministri della Funzione Pubblica in cui non era presente neppure un ologramma di qualcuno del Ministero dell'Economia (i cordoni della borsa) a rassicurare sugli impegni?
Cori pertanto finti, rituali, ipocriti e impotenti. La vera sfida, per i Sindacati della PA è provare che l'attuale PA possa servire a qualcosa ossia per un motivo diverso da quello di essere ammortizzatore sociale per 50-60enni che se fatti fuori ingrosserebbero la massa degli esodati. In altre parole: stavolta i Sindacati dovrebbero incontrare non il Governo ma i cittadini che quel governo dice di rappresentare (non elettoralmente ma , nel disagio e nel fastidio, sì).Niente stati di agitazione, quindi, niente scioperi, ma proposte, piani alternativi. Pensate che c'è arrivato pure il governo (strumentalmente e teatralmente) a capire che qualcosa ai cittadini doveva essere chiesto direttamente.Se i sindacati sapessero coagulare non solo i desideri dei loro associati che, giustamente, nelle loro Amministrazioni, si sentono assediati e minacciati ma quelli di questi ultimi e di tutti i cittadini che lavorano al di fuori della PA, quale alibi resterebbe al governo dei banchieri?
Qui è lo spartiacque, la prova della verità per valutare chi e quali sindacati siano organici o meno alle logiche dei grandi gruppi finanziari. Perchè nelle piattaforme sindacali si parla genericamente di lotta all'evasione non dando altra soluzione che la conservazione e l'aumento del personale delle Agenzie Fiscali, organizzate così come sono e non si ha il coraggio di indicare cose più concrete e afferrabili per restituire i soldi ai ccittadini?Esempi: le consulenze esterne delle PA, i costi dei palazzi del potere, l'obbligo che un pubblico amministratore possa avere uno e un solo incarico alla volta, le spese militari, il ritiro dalle missioni estere, la fine delle agevolazioni fiscali alle confessioni religiose, il finanziamento pubblico a partiti e ad editoria, abbassamento degli stipendi dei dirigenti a poco sopra quello dei funzionari apicali, la scaricabilità di ogni spesa individuale dalle nostre tasse, riduzione e razionalizzazione delle istituzioni locali,ecc. Ecc.
Proposte vecchie, se vogliamo ma da anni tabù per tutti i sindacati in quanto troppo “politiche”. Ma cosa è rimasto della politica? Nulla, si viaggia a vista, elezione per elezione, cavalcando tutto e il contrario di tutto. Ma ora c'è la Spending Review. La domanda a cui non si può evitare di rispondere è: “come Stato dove recupero questi soldi?”La risposta sindacale (e delle forze sociali) non può essere: “non da me, perchè ho già dato” ma:”mi assumo la responsabilità, in nome dei cittadini , di tutti i cittadini, di indicarti questa soluzione e di sostenerti nel perseguirla”. Solo così i Sindacati della PA, i lavoratori della PA che essi dovrebbero rappresentare al meglio potranno riannodare quel legame e quella solidarietà che da vent'anni li separano dall'opinione pubblica e dal resto dei cittadini che lavorano e producono. E vincere, finalmente..