Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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domenica 15 giugno 2014
#mariannastavoltanienteprigionieri RIFORMA P.A.:SCINTILLE SINDACATI-GOVERNO.CAMUSSO:”DA RENZI CI ASPETTAVAMO PIU' CORAGGIO”.AGL:”HAI RAGIONE,DISTACCHI E PERMESSI DOVEVANO TOGLIERVELI TUTTI, NON SOLO LA META'”.CGIL E UIL:”DELUDENTE,SI ACCANISCE CONTRO I LAVORATORI”.AGL:”QUINDI NON CONTRO DI VOI, CHE NOTORIAMENTE NON AVETE MAI LAVORATO”.LA CISL:”FAREMO UNA PROTESTA GANDHIANA,SENZA FARE CASINO”.AGL:”QUINDI INIZIATE A DIGIUNARE, RINUNCIANDO AGLI STIPENDI?ERA ORA!”.BONANNI:”OGNI TANTO CI SI TIRA QUALCHE CALCIO DI MULO”.AGL:”LA BESTIOLINA STAVOLTA HA MIRATO BENE”.UNADIS(IL SINDACATO GIALLO DELLA DIRIGENZA):”SARA' UNO SPOILS-SYSTEM BECERO;PER IL DIRIGENTE IL POSTO FISSO ARRIVERA' SOLO DOPO 3 ANNI DI PROVA E UN ULTERIORE ESAME FINALE”.AGL: “E' MUSICA PER LE NOSTRE ORECCHIE, NON CERTO PER QUELLE DEI MAMMASANTISSIMA CHE HANNO SPONSORIZZATO,DA DECENNI, LE NOMINE DEI DIRIGENTI DI STATO SU CERTE PREZIOSE POLTRONE MINISTERIALI”. #matteoavanticosìcheraddoppiivoti
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venerdì 13 giugno 2014
sabato 5 aprile 2014
E' IN ATTO UNA CAMPAGNA DENIGRATORIA SULLA DIRIGENZA DELLO STATO? PER ADIR-AGL NO:E' SOLO UNA STRAORDINARIA OCCASIONE.
E' preoccupante che un dirigente dello
Stato possa sentirsi a disagio per quello che si legge sui giornali
sulle riforme in arrivo e sui motivi che le impongono. E' un vero
dirigente (cioè un vero timoniere) chi ha paura della tempesta in
arrivo? No, evidentemente è solo uno che è riuscito a raggiungere
un titolo di studio elevato per facilitazioni familiari e a fare
carriera per cordate. Ma privo di passione, se, appena può, si
acquieta, appagato, su un posto pubblico, come l'ultimo dei
disoccupati organizzati. Quando (speriamo presto) verrà abolito il
valore legale del titolo di studio (che è un po' come la licenza
pagata milioni dai tassisti) la finirà, chi non si sente sicuro
delle sue qualità vere, di sbandierare lauree e specializzazioni che
sappiamo tutti come si ottengono in Italia, da chi e in cambio di
cosa. Quindi stiamo calmi, restiamo coi piedi per terra e parliamo di
cose concrete, non di targhette dorate. Se poi riteniamo che i
concorsi pubblici siano seri e selettivi allora due sono le cose: o
chi lo dice ci è o ci fa. Finiamola di prendere in giro gli
italiani. Occhio: non stiamo dicendo che siamo impreparati o in mala
fede ma solo che per convincere gli italiani della giustezza di una
tesi non possiamo prenderli impunemente per i fondelli. Che poi chi
dirige lo Stato risponda alla nazione e ai cittadini è vero. Ma solo
se prima è stato accontentato il politico. Non quello di turno, che
appare mettendoci la faccia ma quello occulto e permanente, che
piazza il dirigente che vuole al posto in cui “serve”.Ecco la
differenza:loro vogliono essere autonomi dalla politica per servire
di nascosto il loro padrino. Noi vogliamo che il dirigente sia al
servizio della nazione e dei cittadini rappresentati da quel politico
che alle elezioni abbia avuto i voti veri dal popolo e risponda ad
esso anche relativamente alla scelta di dirigenti capaci. Quando vi
dicono che sono contro lo spoils-system non è perchè temono di
perdere il posto ma perchè è il loro puparo che verrebbe meno e
che quindi si tutela tramite loro.
Ma all'autolesionismo non c'è limite:
già, perchè è di questo che si tratta quando si crede di tutelare
una categoria raccontando ai cittadini pure corbellerie, come quella
che lo stato funziona con imparzialità, che tutela i diritti e offre
servizi. Ma che diavolo di capitano è quello che dimostra di non
conoscere (o di far finta di ignorare) le condizioni della sua nave?
Qualcuno penserà che tutta questa
discussione avviene per un rinnovato idealismo ed interesse per la
Costituzione, per il funzionamento dello stato, per i bisogni dei
cittadini più umili. Ma che? Questi finti paladini della categoria
te lo dicono chiaro e tondo:saremmo stati zitti se non stesse girando
l'idea di abbassarci gli stipendi. Ecco come si distrugge la
credibilità della dirigenza, ecco come dai la dimostrazione al
dirigente in buona fede che anni di contributi sindacali sono stati
soldi buttati. Si dice che se il cittadino conoscesse cosa è e cosa
fa la pubblica amministrazione allora capirebbe. Spiegateci allora
perchè avete ridotto al rango di carta igienica la legge 241 del
1990, la legge sulla trasparenza amministrativa. In questi anni che
battaglie avete condotto in merito?O non siete stati invece voi ad
affossarla?
Ma l'acqua sale e le vie di fuga non si
trovano. Allora cosa fa il comandante?Si prende le sue responsabilità
e lascia per ultimo la nave? No, cerca di scaricare chi gli fa
concorrenza, denigrandolo. Da una parte i manager delle partecipate
vengono senza appello marchiati come servi della politica (ma come: e
le capacità?Siamo proprio sicuri che uno , dal privato, dove c'è la
vera competizione e selezione, quella del profitto, arrivi a ottenere
quegli incarichi solo col calcio nel sedere?E poi:non erano i vostri
idoli, punti di riferimento, modelli?Non volevate diventare come
loro?), senza tener conto (vedi la recente vicenda di Moretti, su cui
siamo però d'accordo con Della Valle) che quelli un po' di capacità
ce l'hanno e se lasciano il pubblico un lavoro nel privato lo
trovano. Siamo sicuri che questo valga anche per i dirigenti
statali?Poi scaricano i dirigenti esterni a tempo determinato. Servi,
a loro dire, del clientelismo e con retribuzioni fuori controllo e
dannose. Ma come, non erano colleghi in gamba da tutelare?Alla faccia
della solidarietà tra categorie della stessa confederazione!
Ma se volete suicidarvi, fatelo da soli
ma soprattutto in fretta. Non auto seviziatevi come, per esempio
quando cercate di far credere ai cittadini che siete soggetti alla
valutazione (ma quale?Notoriamente i dirigenti si valutano
reciprocamente e tutti raggiungono tutti i risultati prefissati) che
rispondete del vostro agire (certo, avendo l'avvocato dello stato
pagato dalla collettività ) e siete passibili di licenziamento (si,
su Marte).
In epoca di digitalizzazione poi (che
avreste dovuto gestire voi e che annulla il deficit dell'età) voler
scaricare i collaboratori più anziani è veramente penoso.
No,non ci siamo. Il problema della
dirigenza pubblica italiana siete voi, sindacalisti della dirigenza
dei miei stivali.
Se l'obbiettivo è retribuzioni più
giuste, uno stato migliore, una pa più efficiente la soluzione sola
è lo spoils-system e quindi tempo determinato per tutti. Il
dirigente non sarà più il membro di una casta ma dovrà essere
scelto dai politici eletti dal popolo in un sistema democratico di
alternanza con una legge elettorale che faccia emergere la volontà
popolare. Per realizzare un programma .Cambiare non conservare.
Mandando a casa, a termine del mandato, sia il politico che il
dirigente che non abbiano servito i cittadini o, peggio, violato le
leggi. Questo, si , è condivisibile da parte di tutti i cittadini,
rispetto ai quali voi avete una colpa enorme: quella di averli messi
in condizione, in questi anni, di odiare i dirigenti pubblici. Non
sappiamo se riusciremo a risollevarci dalla terra bruciata che avete
creato. Ci proveremo.
ADIR-AGL ALLEANZA MANAGER, PROFESSIONISTI, ALTE PROFESSIONALITA', DIRIGENTI PUBBLICI E PRIVATI
http://adir-agl.blogspot.it/
lunedì 13 gennaio 2014
ADIR-AGL “UNA RACCOMANDAZIONE A RENZI: NON ASCOLTARE I CONSIGLI PELOSI DEI GROSSI E COMPROMESSI SINDACATI DELLA DIRIGENZA”
Crediamo che l'esperienza di questi
anni ci detti la regola numero uno: mai e poi mai accada che la
dirigenza pubblica, anche contro la sua volontà, si trovi ad avere
la piena responsabilità della gestione della pubblica
amministrazione. Alla dirigenza pubblica serve altro: un potere
politico che sappia e faccia il proprio mestiere, obbiettivi concreti
e misurabili, una valutazione oggettiva (mai realizzata),meritocrazia
(e non favoritismi come finora) e, soprattutto, l'adozione dello
Spoils System più che fantomatici criteri di trasparenza , di
rotazione e di selezione dei migliori irrealizzabili, come la
storia dimostra da decenni, in un sistema concepito come il nostro
attuale. La Pubblica Amministrazione italiana è ormai una specie di
area contaminata dalle radiazioni della corruzione e del servilismo
nella quale nascono mostri in spregio alle leggi della natura. In
particolare non valgono alcune regole consolidate dell'organizzazione
aziendale, ad esempio che se il dirigente è assunto a tempo
indeterminato è più motivato, investe nella sua formazione ed è
più propenso a guardare a soluzioni a più lungo termine. Macchè?
Altro che servizio alla Nazione! Se il dirigente pubblico è a tempo
indeterminato , semplicemente, cercherà di farsi innanzitutto gli
affari suoi senza limitazioni temporali e, solo invia residuale, di
non schiacciare i piedi a chi potrebbe parlare male di lui nelle alte
sfere o a fare favori “a buon rendere”. Questo è il frutto del
lavoro dei grossi (non grandi) sindacati della dirigenza che in
maniera sotterranea hanno convinto anche i più giovani che l'unica
strada che conta è quella dell'illegalità e del sopruso.
Ora che c'è la possibilità che avanzi
un innovatore ( Renzi ) in grado di scompaginare un assetto
vergognoso della dirigenza pubblica, costoro mettono le mani avanti,
chiedendo addirittura di avere posti garantiti negli uffici di
diretta collaborazione nazionali , regionali e locali (ma sulla base
di quale esperienza concreta di vita e di lavoro, quella delle
scartoffie?) che i dirigenti non vengano trasformati in “Yes men”.
Ma perché, adesso cosa sono? Degli eroi dell'imparzialità e
dell'autonomia, della legalità e del rispetto della Costituzione? Ma
non fateci ridere! E' proprio dalla realtà medievale dell'attuale
dirigenza italiana che occorre partire per attuare una vera riforma.
Spoils System (modificando la Costituzione, se necessario), dirigenti
a tempo, nominati da politici autenticamente eletti dal popolo
(riforma legge elettorale, quindi) non imparziali (nel periodo
dell'esercizio delle loro funzioni non dovranno essere giudici ma
rispettare le leggi senza favoritismi) e non distinti ma , in maniera
trasparente, leali collaboratori della politica eletta dal popolo che
li nominerà. Non certo impegnati quindi in giochini finalizzati alla
continuazione del loro potere personale anche oltre la successiva
scadenza elettorale (come oggi accade, incontestabilmente,
dapperttutto in Italia), tanto da essere disponibili anche a non
denunciare fenomeni di illegalità. Premi? Si, ma solo a chi denunci
il malaffare, al di sopra e al di sotto di loro.
Solo adesso, che siete alle strette,
vi viene in mente di copiare quanto fanno da anni in Usa e Francia?
Ma con quale coraggio evocate realtà di altri pianeti nelle quali un
dirigente pubblico medio italiano si troverebbe nell'impossibilità
di sopravvivere, come un pesce fuor d'acqua e verrebbe inviato a
friggere patatine o a raccogliere l'uva in pochi giorni?
E ancora pensate che per svicolare
dalla spending review e dagli sprechi qualcuno cada nel tranello di
dilazionare ancora i tempi di accertamento (e risarcimento alla
collettività) creando autorità “terze” ad hoc quando dovreste
invocare, invece, l'immediato intervento di Corte dei Conti e GdF?
Le prospettive della parte sana della
dirigenza pubblica italiana, in un sistema pubblico che sta
collassando, che è odiato dai cittadini in quanto tenuto in vita da
sempre più tasse, non possono che essere legate a questa doverosa
rivoluzione, l'unica che possa produrre consenso popolare e di
conseguenza assicurare un futuro vero, non tanto ai grossi sindacati
dirigenziali corresponsabili dello sfascio quanto a chi oggi,
nonostante tutto, svolge onestamente e in buona fede la professione
di dirigente.
ADIR-AGL
ALLEANZA MANAGER,
PROFESSIONISTI, ALTE PROFESSIONALITA', DIRIGENTI PUBBLICI E PRIVATI
sabato 29 dicembre 2012
CONTRO I SINDACATI CORPORATIVI DEI DIRIGENTI STATALI SIAMO DALLA PARTE DI GIAVAZZI,ALESINA E DI COLORO CHE, SE DIRIGENTI, SERVANO IL PAESE E NON SE' STESSI E I LORO PADRINI
Levata di scudi dei sindacati
corporativi della dirigenza statale contro l'articolo di Giavazzi e
Alesina intitolato: “I distruttori delle riforme”
Per chi non ricordasse, clicchi sul
seguente link:
Si esordisce con banalità belle e
buone, dichiarando di rappresentare la dirigenza che vuole le
riforme. Ma tutti in Italia vogliono le riforme. Solo con un piccolo
particolare: che nessuno precisa quali siano le riforme che si
vogliono, quindi è sottinteso che, dato che nel mondo del lavoro
nessuno è masochista, il criterio sia quello “purchè non vengano
lesi i nostri interessi” (e questi, invece, ogni categoria sa
benissimo quali siano).Altra ipocrisia, quella di presumere che la
dirigenza sia abituata a rispettare le leggi, quando è ormai
comunemente acquisita la convinzione che in Italia (Giovanni
Giolitti) “Per i cittadini le leggi si applicano, per gli amici si
interpretano, per alcuni si eludono “. E poiché il politico si
occupa di politica e di farle, le leggi, e l'impiegato dipende dal
dirigente, ormai dovrebbe essere scontato che sia quella del
dirigente la figura più rilevante di quella delicata fase.
Che certa dirigenza non voglia essere
eletta, lo sapevamo. Ovvio: per non dover rendere conto a nessuno dei
propri abusi . Ma nessuno ha mai chiesto questo (l'elettività). Quel
che si pretende è che la dirigenza faccia funzionare lo Stato al
meglio, coordinandosi e non remando contro dei politici che siano
eletti dal popolo.Se il dirigente, come avviene ora, ha la libertà
di ostacolare l'esplicarsi della volontà popolare è come se si
inserisse della sabbia in un motore. Se la maggioranza
dell'elettorato dà fiducia a una determinata coalizione è giusto
che alla stessa venga messa a disposizione la macchina migliore
possibile, scegliendosene gli uomini che la compongono, in modo da
non avere alibi in caso di fallimento, pagando l'incapacità con la
mancata rielezione.E se un dirigente dimostra capacità e
applicazione in un quinquennio perchè non potrebbe vedersi
riconfermato nell'incarico? Quale politico, anche di parte avversa,
avrebbe interesse a non farlo? Questa storia poi che i dirigenti non
possano operare perchè i politici non sanno fare le leggi non la
beve più nessuno.Tutti sanno ad esempio che la Fornero ha toppato
sulla vicenda esodati non perchè era con la testa fra le nuvole ma
perchè tradita dai dirigenti del suo Ministero cui aveva affidato,
giustamente, l'elaborazione della riforma dal punto di vista
tecnico.Chi ha pagato per questo svarione che ha rovinato la vita a
migliaia di persone? Ancora stiamo aspettando che in quel Dicastero
qualcuno venga avvicendato da gente più preparata colpevole solo di
non far parte di cordate di padrini presenti e passati (ma ancora
presenti...).Potremmo fare decine di altri esempi come questo.Lo
Spoils System istituzionalizzerebbe questa sana pulizia periodica,
liberando la PA da dirigenti incapaci che tolgono lavoro ad altri
dirigenti più preparati e bravi.Quelli che “adattano” le
proposte di efficientamento della PA non sono i politici i quali
vanno e vengono e spesso non sanno neppure come è fatta
l'amministrazione di cui vengono nominati ministri (tanto sanno che
stando così le cose, sarebbe fatica sprecata cercare di apprendere e
quindi si affidano al capo di gabinetto o a referenti interni magari
conosciuti in passato) ma i padrini, quelli che vogliono mantenere i
posti inutili per gli amici incapaci o peggio.
Altra perla è quella di rivendicare
maggiore attendibilità per il solo fatto di essere riusciti a essere
ricompresi nelle OO.SS. Rappresentative in alcune aree della
dirigenza.Ma come? Non avevamo detto che la dirigenza è al servizio
dello Stato, quindi dei cittadini? E si ha presente cosa pensano i
cittadini della Pubblica Amministrazione diretta, in ogni ramo, da
anni, da chi ha vinto un concorso ed è stato nominato con i
meccanismi che tutti conosciamo?Cerchiamo quindi innanzitutto di
ripristinare livelli minimi di decenza nei comportamenti di fronte
all'opinione pubblica (esempio: perchè i dirigenti del Ministero del
Lavoro non restituiscono i premi di recente elargiti a pioggia, senza
effettivi criteri meritocratici dalla Fornero,
chiedendo innanzitutto che siano
rideterminati , rendendo pubblici non solo le somme ma soprattutto
quali obbiettivi si sarebbero raggiunti da ognuno tali da
giustificare l'eventuale premio?E restituendo ciò che avanza allo
Stato?) dopo, ma solo dopo, una categoria di lavoratori potrà dire
la sua su un problema (l'eventuale adozione di un sistema di spoils
system) che , ovviamente, è soprattutto di interesse generale e solo
di riflesso categoriale. Non c'è di peggio, per ogni Casta, che le
proprie questioni vengano portate in piazza da chi, per giunta, come
gli illustri professori, non può venir colpito dalle ritorsioni di
una Pubblica Amministrazione che al suo interno, ci risulta, non a
caso, sia divenuta molto più spietata nell'utilizzo dello strumento
disciplinare finalizzato a non far trapelare verità scomode. E chi è
deputato ad avviare l'azione disciplinare?Guarda caso: il dirigente.
La reazione scomposta della dirigenza a
questi rilievi di Giavazzi e Alesina si sta quindi trasformando in un
boomerang per la Casta dirigenziale rivelando all'opinione pubblica
che esiste da anni una questione di democrazia e di limitazione di
diritti che va risolta (è noto che per il dipendente pubblico, in
conflitto col dirigente, l'attuale normativa preveda una tutela
giurisdizionale pressochè inesistente).
E' addirittura comico che dirigenti
sindacali pubblici abbiano elaborato un manifesto (mandandolo al
Corriere della Sera ) non per dire chiaramente cosa loro ritenessero
giusto ma per far recitare a un ipotetico cittadino una specie di
poesia di natale in cui egli descrivesse il suo ideale di dirigente
statale. Cioè, questi signori sono talmente abituati a fare il bello
e il cattivo tempo che addirittura trattano il cittadino come quel
pappagallo in braccio al ventriloquo cui viene fatto dire di tutto e
di più secondo i propri comodi.
Ognuno è libero di scrivere ciò che
crede come vuole, suggeriremmo però, per testare appieno il sostegno
popolare alle tesi di questi sindacati corporativi che ambiscono a
parlare anche in nome del popolo, di far visionare (e controfirmare,
per solidarietà) i punti del manifesto:
- a quei giovani laureati senza entrature che hanno sperimentato sulla loro pelle cosa significhi tentare di diventare dirigente pubblico tramite concorso
- a quei dipendenti pubblici che sanno effettivamente se è vero che i più bravi e solo loro possano diventare in Italia dirigenti pubblici
- a coloro che invano cercano su internet gli obbiettivi chiari e misurabili su cui si è convinti che si siano misurati i dirigenti
- agli impiegati che custodiscono i faldoni o i files contenenti le “valutazioni meritocratiche” di dirigenti verso altri dirigenti e a tutti gli studiosi che da decenni elaborano ipotesi su sistemi valutativi attendibili per i dirigenti
- agli impiegati che hanno lavorato fianco a fianco con dirigenti che hanno servito lo stato con poca dignità e poco onore, spesso silenti per timore
- ai cittadini e alle imprese che hanno ricevuto danni irreparabili a causa dei tempi e delle modalità di attuazione delle leggi da parte di dirigenti pubblici
- agli aspiranti dirigenti di giovane età che dovrebbero attendere che per 40 anni o più il dirigente possa esercitare la propria funzione, indipendentemente dai risultati e alla faccia delle attuali normative che prevedono il contratto a tempo determinato
- ai politici che si sono visti sistematicamente boicottati dalla dirigenza (e dai sindacati loro alleati) quando hanno tentato di cambiare qualcosa nel funzionamento del proprio dicastero, dovendosi arrendere
E' singolare che si trasformi la
realtà, non ammettendo che non è il cittadino che non vuole che il
dirigente sia amico del politico di turno ma è il dirigente che è
terrorizzato dall'eventuale amicizia del cittadino col politico.E
spinge il cittadino ad avvicinare il politico per chiedere un favore,
essendo questa l'unica condizione per avere, in tempi brevi, quanto
occorre a sé stesso o alla propria azienda per sopravvivere.E' tutto
il meccanismo quindi che è bloccato (soprattutto in certe zone del
paese). Il rimedio è in un cittadino con un maggiore senso civico,
in un politico correttamente scelto dal popolo disincentivato a
praticare la corruzione ma, soprattutto, in una dirigenza soggetta a
un rinnovamento periodico e predeterminato, per evitare incrostazioni
e deviazioni personalistiche o di gruppo di interesse.
I dirigenti italiani dovrebbero
smetterla di dare sostegno a questi falsi e fallimentari tutori
sindacali dei loro interessi. Perchè fallimentari? Perchè hanno
posto la dirigenza contro il popolo italiano, invece di renderla
protagonista del necessario cambiamento, condannandoli, alla lunga, a
una sicura sconfitta .Il cittadino non è stupido, comprende, quando
ha un rapporto di anni con un ufficio importante per la propria vita
e per il proprio lavoro, che se i politici (e i partiti) vanno e
vengono, gli impiegati sono tartassati, malpagati e umiliati e i
dirigenti mantengono la stessa poltrona per anni senza che ciò sia
giustificato da risultati, è nella dirigenza che c'è qualcosa che
non va. I sindacati della dirigenza se la prendono con i politici, ma
vi ingannano. Chi è dentro a queste realtà sa che vi sono figure
nell'ombra, tramite tra dirigenza e politici (e partiti) di turno,
spesso ex dirigenti e/o sindacalisti di quella amministrazione (i
padrini) , che pochi (i sindacati sicuramente)conoscono ma che tirano
le fila dei “movimenti” che contano. Che sono in grado di far
stare sulla stessa poltrona per anni lo stesso dirigente o di
avvicendarlo, mettendo ogni pedina al proprio posto, anche tramite
trasferimenti velocissimi. Spesso lo scambio di favori e il nepotismo
e non certo il pubblico interesse è il motore di questi movimenti.
E' umiliante che ancora in Italia una
persona brava e preparata che voglia fare carriera debba sottostare a
queste logiche e compromessi. Ecco, questo è ciò contro cui devono
combattere i dirigenti che intendano servire lo Stato e non altre
entità. Lo Spoils System è temutissimo da questo sistema perchè da
una parte promuoverebbe il periodico forzato cambiamento togliendo il
potere a questi “pupari” e dall'altra creerebbe un legame forte
tra cittadini elettori, politica, dirigenza per una PA più
efficiente, rendendo inutile il ruolo di questi convitati di pietra.
Come vedete, siamo di fronte ad un
altro esempio di come la nostra povera Carta Costituzionale (in
alcune parti, certamente, da cambiare) sia stata strumentalizzata per
scopi tutt'altro che alti.
Speriamo che le prossime elezioni
portino elementi di novità in materia.
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