Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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giovedì 16 agosto 2012

BANCHE: IL MINISTRO GRILLI GIOCA A NASCONDINO CON I SINDACATI


Allora, questi decreti attuativi del Fondo di Solidarietà per i Bancari saranno stati firmati o no dal Ministro dell'Economia Grilli?
Per Milano Finanza sì. Ma Sindacati e ABI cadono tra le nuvole. Lo avevano chiesto con una lettera il mese scorso poi non se ne era saputo più nulla.
http://borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=1021543&lang=it
Dopo la tornata di scioperi in grandi aziende bancarie di fine luglio, in effetti sono ripresi incontri con le organizzazioni sindacali. Tuttavia ancora si è in una fase in cui non si è ben capito se vi sia serietà di intenti o solo la voglia di prendere tempo.Questa scelta comunicativa di Grilli (non ha infatti nè confermato nè smentito) è inquietante e presenta una strana analogia con quanto accaduto in passato, laddove certi politici venivano avvertiti dagli organi di stampa dell'esistenza di un quasi certo "avviso di garanzia" a loro carico. E' un comportamento tipico che viene adottato quando vi è una lotta tra poteri, in vista di una resa dei conti la cui conclusione è già segnata.
E' il massimo della mancanza di rispetto e la dice lunga sulla considerazione delle legittime istanze dei lavoratori che il Governo ha ricavato dai recenti scioperi bancari e della scarsa preoccupazione per quello generale, annunciato,  che verrà a settembre. I lavoratori bancari si rendano conto di non avere speranze se continueranno ad avvalersi di questi sindacati senza spina dorsale. Senza voler considerare poi la figura barbina fatta dall'ABI, la quale evidentemente è stata scavalcata di fatto, da altre entità,  nella sua funzione di rappresentanza delle aziende.

sabato 9 giugno 2012

VICEMINISTRO GRILLI, LO RIPETEREBBE AD UNA PLATEA DI AMMALATI?

(nella foto, il Vice Ministro dell'Economia, Vittorio Grilli)

Ieri a S.Margherita il convegno dei giovani industriali. Dice il Vice Ministro dell'Economia Grilli:
in gran parte la lotta agli sprechi è già stata fatta quando sono stati tagliati i budget dei ministeri. Ora bisogna estendere questi tagli su tutto il territorio nazionale. Ridimensionare la Pubblica Amministrazione, renderla più piccola, ridare all'economia privata gran parte di quello che fa oggi il settore pubblico, accompagnando la riforma con una riduzione del patrimonio pubblico, immobiliare e delle municipalizzate. In modo che lo Stato possa garantire l'essenziale al costo giusto e chiudere il resto. Un ridisegno della società. 
Diciamo noi: dall'inizio del governo Monti gli sprechi sono maggiori, i tagli ai ministeri sono un inganno , le poltrone si stringono, poi si moltiplicano (a fisarmonica) , gli alti dirigenti statali guadagnano sempre di più e il piccolo impiegato pubblico è alle soglie della povertà. L'economia privata (non quella dei piccoli artigiani ma dei grandi speculatori) è, in occidente, la prima responsabile del dissesto. E le banche (autorevolmente rappresentate da Grilli) sono in prima linea, colpevolmente, in questo disastro. Ai privati non basta. Vogliono ammortizzare i propri costi comprando a basso prezzo la parte buona della PA e buttare via quella che a loro non serve e che semmai è essenziale per i più poveri. Poi, quando il barile sarà raschiato, andranno all'estero.

Prima o poi saranno fermati, quando si tornerà alla democrazia, da una politica che si riapproprierà del proprio ruolo e che, a differenza di Grilli, saprà dire cosa verrà tagliato e cosa no. Nel frattempo però sia chiaro che: non è vero che il privato sia il bene e il pubblico il male. In Italia hanno fatto a gara a chi combinava più danni. Il problema è nel manico: chi dirige deve perseguire gli interessi della collettività, prima ancora di quelli personali. E' scritto nella Costituzione e molti se ne sono dimenticati. E' la premessa per ogni riforma delle strutture amministrative e per ogni liberalizzazione. E, visto che l'esempio è essenziale, chi comanda deve avere la stessa faccia in tutte le occasioni. Il Viceministro Grilli ce lo dimostri andando a ripetere le stesse cose nella sala di aspetto di un ospedale.