Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
Visualizzazione post con etichetta AGL Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AGL Milano. Mostra tutti i post

giovedì 4 dicembre 2025

LI KAI NUOVA SEGRETARIA PROVINCIALE MILANO DI ALASU-AGL

 

Li Kai è stata nominata Segretario Provinciale ALASU-AGL di Milano (Alleanza Lavoratori Atipici e Socialmente Utili, comparto di AGL). 
https://alasu-agl.blogspot.com/  (3778221504, li.kai713713@gmail.com )

EMANUELE MERO NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE MILANO ALAI-AGL


 Emanuele Salvatore Mero è stato nominato Segretario Provinciale ALAI-AGL di Milano (Alleanza Lavoratori Agro Industria, comparto di AGL).
https://alai-agl.blogspot.com/  (3389603759, e.mero@libero.it )

martedì 17 settembre 2024

JIHANE ABIRA NUOVO RESPONSABILE COMUNALE MILANO AGL INQUILINI

 

Jihane Abira nuova responsabile comunale Milano AIAM-AGL Alleanza Inquilini Assegnatari Mutuatari.A Jihane gli auguri di buon lavoro da tutta l' AGL. http://aiam-agl.blogspot.com/ 

lunedì 8 agosto 2022

LA DOTT.SSA TAMARA NUGAEV NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE DI MILANO DELL'ALP-AGL ALLEANZA LAVORATORI PUBBLICI

 


La Dott.ssa Tamara Nugaev è il nuovo Segretario Provinciale di Milano dell'ALP-AGL, Alleanza Lavoratori Pubblici aderente alla Confederazione AGL.

Siti di riferimento: https://alp-agl.blogspot.com/ e https://agl-lombardia.blogspot.com/ .

Recapiti sindacali della Dott.ssa Nugaev: e-mail: tamara.nugaev.sindacato@gmail.com; cell. 3485159630.

Alla Dott.ssa Tamara Nugaev gli auguri di buon lavoro da tutta l'AGL.


venerdì 26 novembre 2021

CORINA SINDILARU RESPONSABILE ALCAMS-AGL MUNICIPIO 2 MILANO

CORINA SINDILARU (corinasindilaru.agl@gmail.com telefono 3248771988) nominataResponsabile Municipio 2 Milano (MI) dell'ALCAMS-AGL, Alleanza Lavoratori Commercio, Alberghi, Mense e Servizi.

domenica 6 giugno 2021

MERINA SIRIWARDENA NUOVA RESPONSABILE DI MILANO DI AGL SRI LANKA


 DA OGGI Merina Tharani Perera SIRIWARDENA MUTUPORUTHOTAGE E' LA NUOVA RESPONSABILE DI MILANO DI AGL SRI LANKA, NELL'AMBITO DELL'ALEI-AGL.

Recapiti: 3515654154, merina.tharanee@gmail.com; 

A MERINA GLI AUGURI DI BUON LAVORO DA TUTTA L'AGL.

mercoledì 10 agosto 2016

NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE DI MILANO DELL'ALCOM-AGL (lavoratori della comunicazione)

Adrian Eduardo Adan Gonzalez è il nuovo Segretario Provinciale di Milano dell'ALCOM-AGL , Alleanza Lavoratori della Comunicazione. Sito di riferimento: http://alcom-agl.blogspot.it , cell.3926604642, e-mail: ballagasmorejon@gmail.com . Ad Adrian gli auguri di buon lavoro da parte di tutta l'AGL.

venerdì 20 febbraio 2015

NUOVO RESPONSABILE ALCAMS-AGL ZONA 4 MILANO

                                                     Donato Amato

Donato Amato (cell. 3398288524) è il nuovo responsabile per la Zona 4 di Milano (Porta Vittoria, Porta Romana, Forlanini, Monluè, Rogoredo) della Federazione ALCAMS (Alleanza Lavoratori Commercio,Alberghi, Mense, Servizi) aderente alla Confederazione AGL (Alleanza Generale del Lavoro).
A Donato i complimenti e i migliori auguri da tutta l'AGL.

martedì 3 giugno 2014

MINISTRO POLETTI: ALLA VIGILIA DELL'EXPO E ALLA LUCE DEI SEGUENTI GRAVISSIMI FATTI, NON LE SEMBRA OPPORTUNO DARE UNA "AGGIUSTATINA" AI VERTICI AMMINISTRATIVI E ISPETTIVI DELLA DIREZIONE REGIONALE DEL LAVORO DELLA LOMBARDIA E DELLA DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO DI MILANO?

da www.corriere.it

L?operazione? Sei arresti. Tra loro ispettori del lavoro, due imprenditori, un carabiniere infedele: «Se pagano faccio tutto»

Fermata la banda del tachigrafo

Si vendevano ai camionisti per frigoriferi, condizionatori e viaggi ai Caraibi Griffati «In cambio la ditta mi ha regalato una borsa e un portafogli di Louis Vuitton»


Si vendevano per un frigorifero, un viaggio ai Caraibi, un altro a Disneyland Parigi, un orologio, un borsellino Louis Vuitton, un condizionatore, soldi contanti. Gli ispettori del lavoro, perennemente eccitati dall?idea di un regalo in arrivo, accettavano di tutto. Vivevano in funzione delle mazzette, dei doni, degli euro consegnati in una busta e dentro la confezione di un cd musicale. Del resto il mantra, come sintetizzato da un altro della banda che falsificava i tachigrafi dei camion e risparmiava multe ai guidatori e guai alle loro aziende, era il seguente: «Tutto si può fare, basta pagare». Pensiero e parole, per il dolore dell?Arma, dell?appuntato Antonio Sorrentino, lui pure arrestato con i tre ispettori. Il carabiniere infedele Sorrentino pilotava le denunce, le aggiustava . La Direzione milanese del lavoro è nella bufera, per questo marcio che avanza: l?inchiesta, condotta dagli stessi carabinieri che non hanno esitato a far piazza pulita, per prima cosa al proprio interno, senza sconti, con decisione, è la seconda tranche. Mesi fa già era finita in manette lady bustarella , al secolo Maria Assunta Spanò, 49 anni, che, beccata e catturata, s?era subito messa a cantare , vendendosi i soci. Lady bustarella aveva fatto nomi, aveva spiegato come funzionavano i traffici sporchi, aveva elencato come s?era arricchita nel corso degli anni. Con lei agiva il socio Stefano Martinelli. Costui, presentato e introdotto nelle ditte di camion dalla Spanò, assicurava agli imprenditori che con un software da lui inventato si potevano alterare i dati dei tachigrafi. I camionisti debbono rispettare, oltre che il codice della strada, precise disposizioni sui tempi e i chilometri della guida. In caso di infrazioni, rischiano la patente e il posto di lavoro. Ma in virtù delle azioni criminali della banda, ci son stati camionisti che hanno evitato di perdere anche 62 punti sulla patente e multe da migliaia di euro. Sei in totale, a quest?ultimo giro, gli arrestati. Del carabiniere Sorrentino, 48 anni, abbiamo detto. Si aggiungano altri tre ispettori della Direzione del lavoro che incassavano e due imprenditori che pagavano. Gli ispettori: Giuseppe De Fina (57 anni), Elio Montini (56) e Giuseppe Pellerito (51). Gli imprenditori: Salvatore Castaldi (44i) e Pietro Ciprì (41). Nelle pagine di custodia firmate dal gip Giuseppe Gennari scorrono avidità e incassi fraudolenti, denaro in cambio di «controlli leggeri», e scorrono questi titolari d?azienda che anziché indignarsi, denunciare, non fiatavano: vedevano com?era il sistema e si adattavano, senza alcun scrupolo morale. Le ispezioni di Spanò e compagnia erano piuttosto visite di piacere, un caffè, quattro chiacchiere e due risate, insomma una farsa. E intanto si ignoravano camionisti che bruciavano le tappe, guidavano stanchi morti e andavano a folle velocità, per consegnare prima la merce e ricevere un premio in busta paga. Le indagini sono dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro: in sei mesi, trenta gli episodi accertati. Gli ingranaggi erano così oliati che gli arrestati si permettevano di far gli snob. Sentite un racconto della Spanò: «De Fina non mancava mai di farmi pesare quanto mi aiutasse e tutte le volte che io gli chiedevo di darmi una mano nelle verifiche, mi sentivo in obbligo e allora lui chiedeva qualcosa... Disse che aveva bisogno di un condizionatore Daikin con due split... Lo voleva color argento... Ricevetti a casa il prodotto... De Fina venne a ritirare ma quando scoprì che era bianco e non argento si arrabbiò molto...».

Galli Andrea
Pagina 05
(01 giugno 2014) - Corriere della Sera





da www.ilgiorno.it

Cronotachigrafi dei tir truccati, sei arresti

giovedì 14 novembre 2013

UNA PROPOSTA DEL SINDACATO DIRIGENTI DELL'AGL PER FAR FRONTE DA SUBITO ALLE NUOVE POVERTA': OGNI MESE, META' STIPENDIO DEL DIRIGENTE PUBBLICO MESSO A DISPOSIZIONE , VOLONTARIAMENTE, DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI RESIDENZA



E' notizia di oggi: per l'OCSE i dirigenti pubblici italiani sono i più pagati del mondo, quasi il triplo della media.
Nel frattempo diviene sempre più insopportabile i fenomeno degli anziani che non riuscendo ad arrivare alla fine del mese sono costretti a rovistare tra i rifiuti dei mercati rionali e dei supermercati per mettere insieme un misero pasto.
Come già avvenuto da parte di molti calciatori che si sono ridotti lo stipendio per senso di responsabilità in questa tremenda crisi, riteniamo che anche i dirigenti pubblici italiani, non tutti responsabili di queste assurde distorsioni retributive, debbano schierarsi dalla parte del Bene e del Prossimo, dando per primi l'esempio. L'ADIR-AGL, nel continuare ad auspicare la riforma della Pubblica Amministrazione e del sistema pensionistico, certo di non immediata realizzazione, propone per intanto a tutti i dirigenti pubblici italiani, nell'emergenza, di destinare d'ora in poi, volontariamente, ogni mese, ai Servizi Sociali del proprio Comune di residenza, metà del proprio stipendio. Sapranno sicuramente questi Uffici destinare queste prime risorse a chi veramente ne ha più urgente ed immediato bisogno. E chiediamo che il Ministero della Funzione Pubblica renda noto l'elenco di quei dirigenti che vorranno partecipare a questa iniziativa. Quanto ne sarebbe importante il successo, per ridare credibilità alla dirigenza, alla pubblica amministrazione e alla possibilità del nostro Paese di riprendersi!

ADIR-AGL

*****************************************************************

“””””””””Ocse:dirigenti Pa Italia più pagati,quasi triplo media

solo per 28% cittadini fiducia in governo

14 novembre, 14:21

I senior manager della pubblica amministrazione centrale italiana sono i più pagati dell'area Ocse, con uno stipendio medio di 650 mila dollari, oltre 250 mila in più dei secondi classificati (i neozelandesi con 397 mila dollari) e quasi il triplo della media Ocse (232 mila dollari). Lo rileva l'Ocse, con dati aggiornati al 2011. In Francia, un dirigente dello stesso livello guadagna in media 260 mila dollari all'anno, in Germania 231 mila e in Gran Bretagna 348 mila. Negli Stati Uniti, la retribuzione media è di 275 mila dollari.

(...)”””””””””

*****************************************************************

Se la pensione non basta la spesa si fa tra i rifiuti

Maria Sorbi - Mer, 13/11/2013 - 07:14
“””””””Arriva mentre il mercato sta per sbaraccare, attorno alle due del pomeriggio. Tanto la merce sui banchi non gli interessa, è troppo cara. Lui va in cerca degli scarti tra i cumuli di cassette di legno gettate negli angoli.
E lì trova sempre qualcosa: cespi di insalata ancora buona, resti di cavoli e carciofi, qualche finocchio malconcio ma, tutto sommato, mangiabile. Basta non fare troppo gli schizzinosi e la spesa è fatta.
Così, al mercato-bene di via Cesariano, a pochi passi dall'Arena, fa provviste un anziano, habitué della zona. Non è un barbone, né uno che vive di stenti per la strada. È semplicemente uno a cui la pensione non basta, uno che tira a campare. E allora eccolo attraversare la doppia corsia di via Melzi d'Eril con la sua busta della spesa già usata e ripiegata chissà quante volte. La porta, ancora vuota, dietro la schiena, va di buon passo sulle sue Adidas con la para, si guarda attorno e un po' dissimula l'imbarazzo per la missione settimanale tra le bancarelle. Poi si china, fruga con pazienza tra gli scarti e scova frutta e verdura.
Nel frattempo gli ambulanti smontano i loro tendoni. «Non immagina quanta gente così c'è» commenta una venditrice mentre ritira le cassette di cachi ancora intonsi snobbati dalle sciure del quartiere. A sentire i fruttivendoli dietro alle bilance, sono parecchie le persone che vanno a fare la spesa tra i cumuli di rifiuti del mercato. Quelli dove nemmeno i cani chic dell'isolato si fermano a nasare qualcosa da addentare. Andrea e suo padre, che da una vita hanno un banco di primizie in via Cesariano, per risparmiare a tanta povera gente l'umiliazione di chinarsi a cercare qualche foglia di insalata di scarto, alla fine della giornata preparano un po' di sacchettini di verdura di seconda scelta o rimasta invenduta e li regalano a chi non può. «Guardi che anche le signore di un certo livello hanno dimezzato la spesa, mica soli i poveretti» commentano gli ambulanti. Insomma, prima le famiglie mandavano le colf a riempire sacchi di frutta esotica e verdure selezionatissime, ora hanno ridotto quantità e qualità.
«Lavoro in questo mercato da oltre dieci anni - conferma all'angolo un venditore mentre sistema i sacchi di noci - e devo ammettere che è un disastro. Non solo nell'ultimo anno le vendite sono calate ma ci sono sempre più persone, soprattutto anziani, che ci chiedono roba ammaccata pur di pagare meno. O che vanno a cercare tra le cassette da gettare via».
Questo accade in un mercato del centro. Ma le stesse scene si vedono ovunque: a Papiniano e, motivo in più, nei mercati di periferia. Idem all'Ortomercato il sabato mattina. A darcene conferma è Ketty Capra, in rappresentanza degli ortofrutticoli. «Ormai tra gli scarti non frugano più solo stranieri e barboni - racconta - ma anche persone che non diresti mai e tanti anziani. Spesso le famiglie, soprattutto alla fine del mese, ci chiedono se avanziamo qualcosa o se abbiamo roba di scarsa qualità per risparmiare un po'». La seconda scelta insomma è diventata merce preziosa. Tanto che anche gli ambulanti che vanno a rifornirsi in via Lombroso la comprano in quantità molto maggiori rispetto al passato. È una regola del mercato: l'offerta segue la crescita della domanda. “””””””””

domenica 13 ottobre 2013

EXPO 2015: LA FOGLIA DI FICO DEI SINDACATI CONFEDERALI E’ TRASPARENTE

E’ con profonda delusione che stiamo assistendo , in questi mesi che ci stanno avvicinando all’Expo 2015, alla squallida e piatta convergenza di ogni forza politica su un ‘ uniforme vulgata riguardante i presunti benefici occupazionali di questa manifestazione.
Chi ancora perde tempo a seguire le occasioni pubbliche in cui compaiono i politici avrà notato come questi siano assidui e immancabili frequentatori delle innaugurazioni, di qualsiasi opera si tratti, fosse pure di un nuovo vespasiano di plastica in un giardinetto pubblico.
E’ frutto cio’ della deteriore americanizzazione all’italiana della vita politica, nella quale la scadenza elettorale e la poltrona da occupare pro tempore sono diventate tutto.
E l’expo 2015 non sta sfuggendo a questa regola. Ci piacerebbe prendercela solo con i politici, ma non puo’ bastare, poiche’ i sindacati confederali sono da tempo in prima fila in questa messa in scena.
Sarebbe facile, quasi come sparare sulla croce rossa, esprimere timori su quali garanzie possa dare un governo regionale diretto da una forza politica che sappiamo quali prove abbia dato di saper essere davvero impermeabile alle infiltrazioni della criminalita’ organizzata.
Ma anche se volessimo dare a questo assetto di governo una seconda chance, non ci pare sia poi stata operata una netta cesura in relazione alla travagliata storia avuta dall’apparato politico chiamato a gestire commissarialmente l’organizzazione della manifestazione. Non possiamo, ad esempio, dimenticare che le cose dal 2008 hanno  cominciato a muoversi solo a partire da quando , nel 2013 l’attuale amministratore ha visto venir meno la presenza di un commissario generale pluriindagato per un lungo periodo e nonostante questo rimasto in sella.
Ma non intendiamo imbastire la solita polemica sul fatto che determinati appalti siano stati comunque, nonostante le buone intenzioni, inquinati dalla presenza di entità imprenditoriali oggetto tuttora di accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria.
I posti di lavoro, come il denaro, non profumano. Potrebbe scaturire buona occupazione anche per opera di imprese discutibili. L’importante e’ che quando determinati imprenditori vengono arrestati il soggetto pubblico non pensi solo a metterli in galera e a sequestrare ma a mettere in condizione nuovi soggetti puliti di subentrare e far ripartire i lavori, nell’interesse anche del mantenimento dei livelli occupazionali.
E qui e’ il primo punto storicamente debole della politica e del sindacalismo italiano, incapace di far pesare la propria forza per impedire, ad esempio, che quando questi obbligati passaggi di mano debbano avvenire cio’ accada nella certezza dell’assenza di conflitti di interesse. Facendo quindi pensar male ossia immaginare che qualche prudenza sia dettata da legami non chiari con le precedenti gestioni improvvisamente interrotte dall’intervento della Magistratura. L’esempio dell’ILVA e’ fin troppo vicino ed istruttivo.
Cosa non ci piace dell’intervento sindacale che ha prodotto la firma a fine luglio tra Expo 2015 e Triplice sindacale del protocollo sul Sito Espositivo che frutterà i seguenti posti di lavoro: 340 apprendisti, 195 stagisti e 18.500 volontari?
Non tanto il realismo. Sappiamo bene che e’ dovere di qualsiasi sindacalista, nelle condizioni date, adoperarsi  affinche’ qualcosa si muova. Meglio anche pochi posti di lavoro, anche se precari, che il deserto assoluto e la delocalizzazione che poi significa sfruttamento di altri lavoratori.
Ma qui si e’ davvero esagerato e in maniera scandalosa. L’adozione di quelle tipologie di impiego e solo di quelle snatura ogni visione avanzata di possibile flessibilità finalizzata a una visione moderna del processo di entrata dei giovani nel mondo del lavoro.Il messaggio ò chiaro: i contributi se possibile non vanno pagati, a beneficio delle aziende, qualunque cosa combinino, e anche a scapito dei lavoratori.E significa mettere la firma su un ben preciso concetto: e’ possibile creare nuove occasioni di lavoro solo tollerando il lavoro nero legalizzato. E’ vero, non c’e’ la firma “diretta”delle Istituzioni, sotto quel protocollo. Non ce la possiamo in teoria prendere con nessun responsabile politico. Ma e’ anche peggio: in pratica , con la riproposizione di un vecchio cavallo di battaglia di certo sindacalismo “i problemi li risolvano le parti sociali e il governo se ne stia fuori” di fatto condiviso da forze politiche, di maggioranza e di opposizione, e’ tutto il sistema che ha dato l’avallo politico alla fine del diritto del lavoro. Perche’ d’ora in poi le leggi regoleranno il nulla (il lavoro che non c’e’) e gli accordi tra i sindacati complici il lavoro nero, l’unico che conviene e piace alle aziende.
Da ultimo ci domandiamo come mai da una parte i sindacati seppelliscano le norme sul lavoro e dall’altra gli stessi partecipino a manifestazioni politico-partitiche a sostegno dell’art. 1 della costituzione. Forse questa Costituzione piace cosi’ tanto a loro perche’ finora gli ha consentito impunemente di creare tanti danni alle categorie che dovrebbero difendere? O perche’ si sentono tutelati meglio, nei loro interessi da un articolo fantasma (il 39) che inapplicato e’ meglio che lo rimanga il piu’ a lungo possibile?
E poi, cari colleghi dei sindacati confederali, come mai le vostre proposte contro la disoccupazione giovanile contemplano solo mega assunzioni pubbliche che mai si realizzeranno (per gli evidenti problemi di finanza pubblica) e non invece una precisa critica e proposta alternativa nei confronti di un modello di sviluppo (quello dei grandi eventi come l’Expo 2015 o la TAV o le Olimpiadi presenti e future) che non ha potuto e non potra’ assicurare ne’ uno sviluppo sostenibile ne’ (anche volendo essere minimalisti),tantomeno, stabile e buona occupazione?
Ma ormai la frittata e’ fatta, a Milano. Sappiano i lavoratori, anche quelli che lavoreranno a termine in Expo, che quei sindacati firmatari sono rappresentativi, si, ma solo delle rersponsabilità nel disastro esistenziale che vi procureranno. E che, grazie a dio, non esauriscono di certo il panorama del futuro sindacalismo italiano, dal passato glorioso.

domenica 17 marzo 2013

DANIEL PLESEA: “INSIEME PER COSTRUIRE IL FUTURO DI TUTTI”

Saluto tutti i lavoratori del Commercio, del Turismo e dei Servizi della città e della provincia di Milano.
Vorrei presentarmi facendo cenno ad alcune mie importanti esperienze. Pur se relativamente giovane (36 anni) ho una lunga storia di lavoro in molti paesi d'Europa: Belgio, Germania, Francia, Olanda, Ungheria, Bulgaria, Russia, Moldavia, Turchia.
Ho sempre lavorato duramente e solo da poco tempo ho ritenuto fosse il momento di impegnarmi seriamente nel Sindacato. Allo scopo, soprattutto, di poter aiutare e difendere i lavoratori e , cosa più importante, di cercare di cambiare in maniera incisiva il sistema lavorativo e i processi di inserimento al lavoro.
In particolare , poi, non dobbiamo dimenticare che il mondo del lavoro vede ormai una altrettanto importante presenza sia degli uomini che delle donne.
E tutto ciò in una fase di crisi senza precedenti che richiede, ancor più di ieri, la capacità di creare rapporti, collegamenti, sinergie tra tutti gli ambiti produttivi coinvolti.
Ogni parte del mondo del lavoro ha la sua importanza per la nostra crescita economica e per il benessere delle famiglie.
Per questo motivo la mia Federazione cercherà di intervenire con pari forza e incisività in tutti questi settori, nessuno escluso.
Ho intravvisto in quanto fatto fin d'ora dall'AGL proprio questa mia tensione e ciò mi ha convinto ad accettare senza riserve e con entusiasmo la loro proposta che io mi impegnassi con tutto me stesso nell'attività di dirigente sindacale a tempo pieno.
Ho nella mia vita operato nei più vari campi (dal Turismo ai Lapidei) acquisendo numerose specializzazioni professionali . Questa concreta esperienza , indispensabile a mio parere per poter essere un buon sindacalista, sarà senz'altro fondamentale per far crescere il mio gruppo dirigente e la presenza dell'ALCAMS-AGL nelle Aziende. Metterò a disposizione di tutti il mio vissuto.
Mi aspetto di incontrarvi presto di persona e sono a vostra disposizione per affrontare e risolvere insieme ogni problema lavorativo, operando con rispetto per tutti i lavoratori e le Aziende di tutti i rami del nostro settore.

DANIEL PLESEA
Segretario Provinciale di Milano dell'ALCAMS-AGL


domenica 10 marzo 2013

MILANO: 5 MILA LE CASE SFITTE ALER, 3000 QUELLE COMUNALI. MA QUANTE QUELLE OCCUPATE ABUSIVAMENTE?

Anche l'AIAM-AGL , Federazione Inquilini , Assegnatari e Mutuatari aderente alla confederazione AGL sollecita il Governatore Maroni e il Sindaco Pisapia ad affrontare prioritariamente la grave questione degli alloggi sfitti, a Milano, richiamando tutte le forze politiche e sociali ad una unità di intenti nell'affrontare sollecitamente l'emergenza abitativa di migliaia di famiglie, molte delle quali, in crisi, sono incappate in sfratti per involontaria morosità. Appare altresì urgente, per motivi di trasparenza e di rispetto della legalità, per evitare un pericoloso scollamento tra istanze delle famiglie bisognose e istituzioni, fare una volta per tutte chiarezza sull'annosa questione delle case sfitte occupate abusivamente, censendo le stesse e intervenendo in maniera graduale, accorta ma decisa, distinguendo tra situazioni di effettivo e urgente bisogno, magari non emerso per ritardi burocratici e quelle di ingiusta prevaricazione. Ed evitando discriminazioni tra famiglie rimaste in silenzio ed altre che hanno ritenuto opportuno tutelare i propri interessi attraverso movimenti di varia natura i quali se hanno il merito di aver posto all'attenzione dell'opinione pubblica situazioni emergenziali che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute saranno sicuramente i primi a desiderare che ogni cittadino acceda all'alloggio sociale in base al suo effettivo stato di bisogno.

venerdì 21 settembre 2012

LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA DEL WELFARE ALL'ITALIANA: LA STORIA DI PAOLA E LA STORIA DI CIRO

LA STORIA DI PAOLA (da www.virgilio.it ):

""""""""""MilanoItalia


La storia di Paola, la donna che vive con 200 euro al mese a Milano. Video

Venerdì, 21 settembre 2012 - 08:31:00
di Fabio Massa
Una storia incredibile. Nella Milano della settimana della moda, dei manager, c'è una parte oscura, povera, tragica. Nella metropoli c'è chi vive con 200 euro al mese. Duecento. Non un euro in più. Difficile a credersi, sembrerebbe. Per questo il conduttore televisivo Roberto Poletti, dopo la chiamata - in diretta durante Forte e Chiaro, la sua trasmissione su Antenna 3 - della signora Paola, che si lamentava appunto di vivere con 200 euro al mese, ha deciso di andare a verificare di persona. Microfono e telecamere, è andato a trovarla nella sua casa.
"Qui non pago l'affitto ormai da mesi - spiega Paola - Mi dispiace per il padrone di casa, ma non so che cosa fare. Ho sempre curato mio padre, che qualche tempo fa è morto. Con la sua eredità ho pagato l'affitto ancora per qualche mese. Poi non ce l'ho fatta più. Ero in attesa per una casa popolare, ma con il suo decesso sono scivolata in giù nelle graduatorie". Le condizioni di vita di Paola sono disperate: "Io mi faccio la doccia con l'acqua fredda perché lo scaldabagni elettrico consuma troppo. Che cosa mangio? Praticamente solo latte e biscotti. Sono andata anche alla parrocchia per chiedere aiuto. Mi hanno dato da mangiare qualche volta". Ma la cosa più agghiacciante arriva quando cala la sera. Perché Paola non accende la luce. Usa le candele: "Ho un sussidio di 200 euro, non posso permettermi di pagare le bollette".""""""""""

LA STORIA DI CIRO:

Ciro (Direttore Centrale Risorse Umane dell'INPS)

(da www.globalist.it )

""""""""""Prestito d'oro: l'Inps apre un'inchiesta
Il presidente dell'Istituto Mastrapasqua annuncia un audit sul prestito al dirigente.(...)
di Cinzia GubbiniUn'indagine interna affidata alla Direzione per la Sicurezza, guidata dall'ex generale della Guardia di Finanza Flavio Marica. L'Inps risponde così allo scandalo del prestito richiesto (e ottenuto, in quanto auto-firmato) dal direttore del personale dell'Istituto, Ciro (...). Il quale, qualche mese fa, avrebbe firmato una determina per se stesso per avere un prestito dall'Istituto di circa 155 mila euro a tasso agevolato. E' questa una concessione riservata ai dipendenti Inps: ma i prestiti - che hanno tassi molto favorevoli, del 2% - devono essere calcolati sulla base dello stipendio tabellare. E i dirigenti non possono avere più di 91 mila euro. Oltretutto esistono delle contingenze trimestrali. E Ciro (...)le avrebbe "scavalcate", adducendo motivi "gravi e urgenti". Un favore che a un qualsiasi dipendente non sarebbe mai stato concesso.(...)""""""""""