Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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venerdì 17 maggio 2013

RIFINANZIAMENTO CASSA IN DEROGA E PROROGA PRECARI P.A.: PRIMA CHE ANCHE QUESTI SOLDI FINISCANO (E POI?), FACCIAMO IN FRETTA QUELLO CHE IL NOVELLO QUARTETTO CETRA SINDACALE NON VUOLE (PER COLTIVARE SOLO IL SUO ORTICELLO)

L'esplosione della rivolta sociale è solo rinviata. Il governo Letta/Alfano (non poteva essere altrimenti) dice di aver trovato finalmente i soldi per rifinanziare la Cassa Integrazione “in deroga” e per prorogare fino al 31 dicembre i contratti dei precari della PA. Sulla CIG in deroga, non noi ma i tifosi dell'inciucio (tra cui Angeletti) fanno finta di cadere dalle nuvole lamentandosi che questi soldi provengano per metà “dai lavoratori” dato che sono stornati dagli incentivi ai premi di produttività e dai fondi per la formazione professionale. Forse non tutti sanno che quando sindacati di questo tipo urlano di dolore in nome di presunti “lavoratori” in realtà usano gli stessi come scudi umani perchè quei soldi tipicamente vanno a foraggiare principalmente la burocrazia sindacale.E poiché quel tipo di sindacati vede ormai solo nel denaro la propria ragione di esistenza, osserviamo che, non volendo, il governo ha pescato bene le risorse e i destinatari del rifinanziamento potranno dire, in tema di redistribuzione del reddito, che quanto non si è mai riuscito a fare nella società italiana è riuscito nel più ristretto panorama sindacale. Direbbero i sociologi (nonostante il pianto di Angeletti) che si sono realizzati in quel laboratorio dei primi elementi di giustizia sociale. Quanto alla proroga di 6 mesi dei contratti dei precari della PA, nessuno per ovvi motivi (cercate pure se volete) se l'è sentita di sollevare critiche specifiche. Il cuore direbbe di trovare una soluzione di stabilizzazione definitiva ma il cervello (non crediate, anche quello degli stessi precari) ci dice che né la proroga né la stabilizzazione (e tanto meno la cacciata) , in questo contesto, possono essere soluzioni oneste a una questione che per motivi ideologici nessuna delle forze politiche in campo sembra essere in grado di affrontare di petto.
E' indubbio: siamo in recessione e questo può giustificare la difficoltà di uscire dall'impasse. Ma il confronto con ciò che sta accadendo nel resto del mondo sviluppato e anche all'interno dell'Unione Europea dovrebbe farci riflettere e dovrebbe convincere il novello Quartetto Cetra (Camusso-Bonanni-Angeletti-Centrella) a lasciar perdere il vecchio repertorio e a cercarsi nuovi autori.
USA, Giappone e Regno Unito stanno crescendo. Nell'Eurozona i Paesi a noi paragonabili (per dimensioni) , Francia e Germania, se la stanno cavando meglio di noi. L'Italia ha un dato preoccupante soprattutto relativamente alla disoccupazione. Proprio lì, sul Lavoro, la Germania ha saputo cambiare marcia. Cosa che noi ancora non ci mettiamo in testa di fare. I più grossi sindacati di casa nostra non sembrano essere in grado di aiutare i lavoratori a attraversare il guado. Hanno paura di perdere potere, influenza, soldi. Sta ai lavoratori svegliarsi e scegliersi altri compagni di viaggio, pena la fame e l'emigrazione forzata dall'Italia.Altro passaggio critico è quello delle tutele e del mantenimento dei diritti. In Italia abbiamo una specificità: solo una consistente minoranza di imprenditori crede anche in una propria funzione sociale. Le Associazioni datoriali più seguite purtroppo risentono e nella peggiore delle ipotesi assecondano un atteggiamento egoistico, speculativo e piratesco di una ristretta maggioranza del mondo imprenditoriale e professionale. E questo è un grande problema, perchè la ritrovata competitività in un ambito di civiltà del mondo del lavoro richiede una qualità media dei protagonisti che difetta nel mondo datoriale. Ecco perchè qualsiasi processo di riforma (contrariamente a quanto ritenuto dalla corrente di pensiero Treu-Biagi-Sacconi-Damiano-Fornero) non può non vedere il rafforzamento di un soggetto pubblico che accompagni le novità con una vigilanza potenziata, intelligente, comprensiva o dura a seconda delle variabili esigenze, a tutela del soggetto più debole. Oltre al potenziamento, finchè la Giustizia non sarà in condizione di riorganizzarsi, dell'arbitrato come strumento privilegiato nella risoluzione (a costo zero per i lavoratori) delle controversie di lavoro.Perchè non esistono scorciatoie nel cammino verso più elevati livelli di civiltà nel mondo del lavoro e perchè non è giusto che, a seconda della maggioranza al potere, chi dovrebbe essere imparziale (la vigilanza statale) indossi l'una o l'altra maglietta.E a garanzia dei lavoratori va garantita accessibilità e pari dignità a tutte le organizzazioni sindacali in qualunque posto di lavoro, accantonando una volta per tutte le tentazioni di monopolizzare la rappresentanza e la contrattualistica. Diritti e garanzie, poi, uguali per tutti i singoli lavoratori, qualsiasi sia il loro contratto e la dimensione delle aziende in cui lavorano. In altre parole, l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori va esteso a tutti e l'art. 19 va riformato, prevenendo indebite e interessate operazioni di manipolazione della rappresentanza sindacale da parte dei soliti noti. Venga messo in soffitta pertanto l'accordo scellerato (in odore di porcellum) tra triplice e confindustria del giugno 2011.
Ma dove occorre mettere le mani, una volta per tutte, una volta preparato il campo di gioco? I CCNL vanno mantenuti ma completati da contratti territoriali e aziendali che possano derogarli. Qualcuno ricorderà che oltre (naturalmente) a Sacconi solo noi, a livello nazionale abbiamo colto gli spunti interessanti del famoso articolo 8. Pur trattandosi da parte di Sacconi di una marchetta pro Fiat e pro Marchionne, l'errore di gran parte del mondo sindacale è stato però quallo di lasciare in mani inadeguate (e malintenzionate) la bandiera del nuovo e della flessibilità. Occorre superare tutte le precedenti riforme liberalizzando i contratti di lavoro anche andando oltre a quanto fatto in Germania.Giusto detassare completamente le nuove assunzioni. Giusto premiare la produttività con norme più organiche e generalizzate ma sacrosanto valorizzare i contratti di solidarietà o la partecipazione dei lavoratori all'azionariato d'impresa in coerenza con una seria valutazione delle effettive prospettive di mercato di una azienda. Lasciar fallire le aziende decotte e fuori mercato ma salvaguardare, con l'apporto responsabile dei lavoratori, quelle che possono essere rilanciate, specie in territori difficili (esempio la Sardegna) dove lo Stato potrebbe fare molto instaurando zone franche dal punto di vista fiscale. Due questioni vanno infine affrontate una volta per tutte, in maniera corretta. Il reddito di cittadinanza al posto degli attuali ammortizzatori sociali. Vanno superate le resistenze degli altri sindacati che si frappongono ogni qual volta una scelta diminuisca il loro ruolo. Ma va anche scongiurato (e questo accade da anni con la CIGO e la CIGS) il fenomeno della perdita di stimoli e motivazioni da parte dei lavoratori con la durata eccessiva dei trattamenti. E poi una volta per tutte va debellata la schiavitù nel mondo del lavoro: quella apertamente illegale (il caporalato, rimasto indifferente alla strombazzata stretta repressiva sterilmente e fumosamente dettata dalla CGIL) e quella legalizzata delle cooperative. Va tolta una volta per tutte la vigilanza ai vigilati (le Centrali cooperative che revisionano per conto dello Stato le loro stesse cooperative che pagano loro la quota associativa) e affidata completamente allo Stato, dando più poteri agli ispettori, almeno finchè non sarà fatta pulizia di tutti gli amministratori delinquenti. Va immediatamente sanata la posizione degli extracomunitari che lavorano, vanno chiusi i CIE e va offerta a questi esseri umani, anche per prevenire gravi fatti delinquenziali, una alternativa alla schiavitù e al degrado. La polemica sullo ius soli è sospetta in quanto è chiaro che è condotta non per fare il bene degli esseri umani ma perchè si spera o si teme che l'afflusso di nuovi elettori possa cambiare gli equilibri elettorali.
Quanto alla proroga dei contratti precari della PA, la stessa (è bene che si dica la verità a questa gente) è un semplice rinviare il problema. Vorremmo dire a quei lavoratori, per lo più giovani, di affrancarsi dalla pelosa solidarietà dei sindacati dei lavoratori pubblici che fingono di tutelarli. La possibilità per loro di conservare un posto di lavoro, valorizzare l'esperienza fatta e la loro professionalità è nella costruzione di una nuova PA. Proprio quello che temono i sindacati pubblici “rappresentativi” collusi con politica e dirigenza. La Pubblica Amministrazione italiana, così come la conosciamo, è vicina alla scadenza semplicemente perchè è divenuta impopolare e spesso inutile agli occhi dei cittadini.Più volte abbiamo indivuduato nelle Banche e nello Stato i nodi della crisi italiana. E in particolare nell'attuale personale pubblico, sia funzionari che dirigenti, un elemento fondamentale del cambiamento. Solo chi è “dentro” infatti può, al contrario del resto dei cittadini che sono all'esterno, comprendere e indicare ai soggetti preposti dove va usato il bisturi, dove le manette e dove invece andrebbero sviluppate nuove competenze e immesse, tramite i processi di mobilità interna, nuove risorse umane. Il personale di ruolo è restio a mettersi in gioco, per timore di perdere benefici consolidati. A nostro parere potrebbero essere proprio i precari della PA il soggetto motore per perseguire soluzioni nuove e rivoluzionarie, all'interno delle Amministrazioni, proprio perchè è più incerto il proprio destino. Temiamo invece che seguire la linea illusionistica di CGIL-CISL-UIL (state con noi perchè prima o poi vi faremo assumere tutti) possa portare al disastro. Un po' come è accaduto al resto del personale pubblico che, dopo anni di sacrifici, di rinuncia (col meccanismo delle RSU farlocche e della rappresentatività truccata) alla vera democrazia partecipativa, di sostegno economico a sindacati in realtà comandati dai direttori del personale, di debolezza e involontaria complicità nel non affrontare i temi della produttività legata a una effettiva pubblica utilità, è stato mandato allo sbaraglio da quei stessi sindacati nei confronti dell'opinione pubblica (già avevano la nomea di fannulloni e raccomandati prima ancora dell'avvento di Brunetta) tanto che nessuno si scandalizza più, in Italia, se per tre milioni di lavoratori l'adeguamento economico è stato, è e sarà bloccato per anni.
In conclusione, poiché la realtà muta in maniera sempre più convulsa e la puzza di zolfo aumenta, sarebbe ora che i la maggioranza dei lavoratori privati e pubblici chiedesse a CGIL-CISL-UIL la restituzione dei propri cervelli e portafogli indebitamente a loro lasciati in custodia da trent'anni.
Ce la farà?


martedì 16 aprile 2013

GIUGNO 2013: BASTA CASSA IN DEROGA, FALLISCANO AZIENDE DECOTTE, SI AL REDDITO DI CITTADINANZA PER TUTTI

Siamo radicalmente contrari alla iniziativa di oggi a Roma di CGIL-CISL-UIL. E' dal 2007 che lo Stato italiano per la Cassa in deroga ha speso senza costrutto circa 70 miliardi. Al contrario degli altri strumenti, come la CIGS, infatti, la CIG in deroga non è finanziata dalle aziende.Ora , secondo i calcoli delle istituzioni preposte, è previsto per il giugno prossimo l'esaurimento dei fondi per erogarla. Oggi pomeriggio il Ministro Fornero (a seguito dell'annuncio relativo al bisogno urgente di un altro miliardo per tappare la falla) incontrerà le parti sociali (solo quelle vallette del Governo) per cercare sostegno a iniziative di rifinanziamento. Il Ministro Fornero non dia retta ai piagnistei pelosi di CGIL-CISL-UIL, corresponsabili dello sfascio economico del Paese. E i lavoratori non si facciano ingannare da questi furbastri, ai quali è involontariamente sfuggito un paragone sintomatico: quello con i soldi che la Pubblica Amministrazione starebbe per rimborsare alle imprese che vantano crediti con essa.Una bufala quella, così come è un bidone, negli animi dei vertici sindacali , la CIG in deroga.L'unico vero interesse dei lavoratori e dei loro figli è far fallire presto le aziende ormai alla frutta, per lasciare il posto ad altre, italiane o straniere, più dinamiche e competitive. E combattere per utilizzare ogni futura risorsa per il  reddito di cittadinanza (basterebbero, in questa fase di emergenza, 1000 euro al mese), abbassando le tasse sui cittadini e le imprese. E poi abolendo il prima possibile l'Irap, non aumentando l'Iva, ritardando la Tares.Risparmiando pesantemente e in maniera sanguinosa sui costi della politica e della Pubblica Amministrazione, amputandola di quei rami che non solo non funzionano ma non servono più a nulla, tagliando gli stipendi e le pensioni di chi guadagna troppo senza aver dato nessun aiuto al Paese ed essendosi arricchito con lo Stato. Come dicono (giustamente, solo su questo) i sindacati, i soldi si possono trovare: la Cassa Depositi e Prestiti, per esempio. Aggiungiamo noi: e con i risparmi di cui sopra.Certo, occorre la volontà politica, soprattutto da parte di chi si dice progressista. Sia per approvare nuove leggi ma, soprattutto, per far affondare un sistema economico produttivo fallito che sta portando il Paese nel baratro.

lunedì 28 gennaio 2013

L'AGL CHIEDE ALL'INPS DI SBLOCCARE LE ANTICIPAZIONI SULLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Dalla fine del 2012 l'INPS ha deciso di bloccare in tutta Italia le anticipazioni sulla Cassa Integrazione in deroga.E' un fatto gravissimo che rischia di mandare in rovina migliaia di famiglie. La giustificazione di questa decisione sarebbe un migliore monitoraggio sui flussi finanziari poichè all'INPS è venuto il dubbio che molte Regioni stiano erogando queste somme con poca selettività e un pò troppo facilmente. Incomprensibile la tardività di queste cautele, se si pensa che questi provvedimenti sono stati adottati all'inizio del 2012 nel rispetto di tutte le normative che richiedono dei preventivi accordi sindacali, a livello regionale e aziendale, il tutto conosciuto dall'INPS in tempo reale.E irritante è che l'INPS non abbia affrontato queste problematiche direttamente con i soggetti istituzionali preposti (le regioni) e a suo tempo e abbia deciso invece di pavoneggiare il proprio rigore di fronte a soggetti debolissimi : i lavoratori che hanno visto sospendere, non per propria responsabilità, la prestazione lavorativa.Ancora una volta una PA debole con i forti (altre PA potenti) e forte con i deboli (i lavoratori e le loro famiglie). Mettetevi nei panni di famiglie che hanno visto bloccati da ottobre questi pagamenti.E che non sanno quando tale situazione sarà recuperata.E' inutile chiedere incontri all'INPS: non c'è nulla da contrattare ma solo da rispettare, improrogabilmente, delle precise obbligazioni, ormai più che scadute. Chiediamo piuttosto a gran forza un intervento, in campagna elettorale, di tutti i partiti che ci facciano sapere se sono al corrente di quanto fatto e non fatto dall'INPS (e dagli enti accorpati) in questi ultimi tempi e cosa intendano fare , dopo le elezioni, di questi vertici, peraltro contestatissimi, nonostante l'ammirevole dedizione del personale di questi enti ai propri compiti di istituto. E che ovviamente, prima delle elezioni, ottengano il risultato di sbloccare i versamenti dovuti.

martedì 4 settembre 2012

AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA NEL SETTORE PESCA

Riportiamo, per opportuna conoscenza dei lavoratori del settore, ampio stralcio del testo dell'accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro il 7 agosto scorso per l'accesso anche nel settore Pesca agli ammortizzatori sociali in deroga:

""""""""""(...)
VISTO

I'accordo governativo del 17.07.12 con il quale si è disposta l'assegnazione della somma

complessiva di 30 milioni di euro finalizzati alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga per il

"Settore pesca".

VISTE

le successive istanze pervenute dalle Parti sociali presenti all'odiema riunione finalizzate alla

sottoscrizione del citato accordo.

VISTA

la legge del 12.11.2011, n.183,che all'art. 33, comma 21, prevede la concessione, per periodi non superiori a 12 mesi, in deroga alla normativa vigente, di trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilità e di disoccupazione speciale, anche con riferimento a settori produttivi ed aree regionali.

TUTTO CIO'VISTO,

le Parti raggiungono la seguente intesa.

1)Il presente accordo in sede governativa dispone l'assegnazione, a valere sulle risorse

destinate agli ammortizzatori sociali in deroga per l'annualità 2012, della somma

complessiva di 30 milioni di Euro finalizzati alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga per

il "Settore pesca", per l'anno 2012 e, comunque, sino ad esaurimento delle risorse assegnate,

anche tenuto conto delle istanze ad oggi giacenti e riferite alle annualità pregresse.

2)La CIG è erogata secondo le disposizioni in materia al personale imbarcato, dipendente e

socio lavoratore di cui alla L. 142/2001 delle Imprese di pesca interessate dallo stato di crisi

che ha investito il settore, e che benefici di un sistema retributivo con minimo monetario

garantito.

3)Il trattamento di integrazione salariale è riconosciuto in tutte le situazioni di crisi del settore,

anche collegate ai periodi di fermo biologico, in cui si renda necessario sospendere l'attività

lavorativa per cause non imputabili al datore di lavoro.

4)L'accesso alle misure di sostegno al reddito di cui al presente verbale potrà avvenire sulla

base di specifici accordi, comprensivi degli elenchi nominativi dei lavoratori beneficiari,

sottoscritti dalle Parti sociali presso le Istituzioni territoriali competenti a livello di una o più

marinerie e di successive istanze da presentare agli Uffici Inps competenti per territorio

entro e non oltre la data del I 5.01. 2013 .

5)L'INPS viene incaricato dell'ammissione ai trattamenti e dell'erogazione, nei limiti delle

risorse assegnate, delle prestazioni di CIG, sulla base del presente accordo, provvedendo,

inoltre al monitoraggio a livello centrale delle prestazioni erogate dalle Sedi periferiche.

6)Le Parti concordano, al fine di facilitare il monitoraggio di cui al punto precedente, di

ricorrere - per l'annualità 2012 - al pagamento diretto da parte dell'INPS dei trattamenti di

sostegno al reddito.(...)”””””””””