Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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martedì 10 luglio 2012

IL TIRO ALLA FUNE SULLA PELLE DEI MALATI

Almeno i lavoratori attivi possono alzare la voce. I malati, no. A loro costa tanta fatica arrabbiarsi contro la spending review.Settemila posti letto in meno negli ospedali pubblici a partire dal 2013.Orribile trasposizione, dalla macchina burocratica agli ospedali, del motto: "affamare la bestia per costringerla a ridurre le proprie dimensioni". Fatichiamo a individuare quale razionalizzazione ne possa scaturire. Se lo spreco nasce da procedure distorte occorre correggere quelle, non i risultati (di cui stanno beneficiando comunque esseri umani in stato di bisogno).Tutti contenti: l'Europa, la Corte dei Conti, ecc. (ma loro non frequentano i nostri ospedali).Ma forse è il colpo decisivo alla sanità pubblica, a vantaggio di quella privata. Gettate al vento tutte le buone intenzioni, quelle di premiare le Regioni virtuose (che, in base alle prime reazioni, sono le più in.....te) e quelle di mettere le più sciupone (ma anche malridotte, sempre a danno dei meno abbienti) , le loro classi dirigenti, di fronte alle proprie responsabilità. In attesa di un compiuto Federalismo, permetteteci di tifare per le Regioni, quelle più serie, sperando che vincano contro le inumane decisioni del Ministero dell'Economia. Siete la nostra unica speranza, qualunque sia il vostro colore politico.Se a questo aggiungiamo l'ira di farmacisti, chirurghi ospedalieri e ricercatori , stavolta non indirizzata (sembra) a tutela di privilegi ma a chiedere la salvezza di un sistema e dei suoi standard minimi, esprimiamo la nostra soddisfazione per questa assunzione di responsabilità. Sicuramente anche gli altri lavoratori faranno sentire la propria voce anche perchè c'è il concreto rischio stavolta di perdere centinaia di posti di lavoro.Avanti così dunque, con determinazione e continuità. Non diamo tregua ai grigi burocrati del Tesoro.

sabato 9 giugno 2012

VICEMINISTRO GRILLI, LO RIPETEREBBE AD UNA PLATEA DI AMMALATI?

(nella foto, il Vice Ministro dell'Economia, Vittorio Grilli)

Ieri a S.Margherita il convegno dei giovani industriali. Dice il Vice Ministro dell'Economia Grilli:
in gran parte la lotta agli sprechi è già stata fatta quando sono stati tagliati i budget dei ministeri. Ora bisogna estendere questi tagli su tutto il territorio nazionale. Ridimensionare la Pubblica Amministrazione, renderla più piccola, ridare all'economia privata gran parte di quello che fa oggi il settore pubblico, accompagnando la riforma con una riduzione del patrimonio pubblico, immobiliare e delle municipalizzate. In modo che lo Stato possa garantire l'essenziale al costo giusto e chiudere il resto. Un ridisegno della società. 
Diciamo noi: dall'inizio del governo Monti gli sprechi sono maggiori, i tagli ai ministeri sono un inganno , le poltrone si stringono, poi si moltiplicano (a fisarmonica) , gli alti dirigenti statali guadagnano sempre di più e il piccolo impiegato pubblico è alle soglie della povertà. L'economia privata (non quella dei piccoli artigiani ma dei grandi speculatori) è, in occidente, la prima responsabile del dissesto. E le banche (autorevolmente rappresentate da Grilli) sono in prima linea, colpevolmente, in questo disastro. Ai privati non basta. Vogliono ammortizzare i propri costi comprando a basso prezzo la parte buona della PA e buttare via quella che a loro non serve e che semmai è essenziale per i più poveri. Poi, quando il barile sarà raschiato, andranno all'estero.

Prima o poi saranno fermati, quando si tornerà alla democrazia, da una politica che si riapproprierà del proprio ruolo e che, a differenza di Grilli, saprà dire cosa verrà tagliato e cosa no. Nel frattempo però sia chiaro che: non è vero che il privato sia il bene e il pubblico il male. In Italia hanno fatto a gara a chi combinava più danni. Il problema è nel manico: chi dirige deve perseguire gli interessi della collettività, prima ancora di quelli personali. E' scritto nella Costituzione e molti se ne sono dimenticati. E' la premessa per ogni riforma delle strutture amministrative e per ogni liberalizzazione. E, visto che l'esempio è essenziale, chi comanda deve avere la stessa faccia in tutte le occasioni. Il Viceministro Grilli ce lo dimostri andando a ripetere le stesse cose nella sala di aspetto di un ospedale.