Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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martedì 24 novembre 2015

REDDITO DI AUTONOMIA IN LOMBARDIA

                               Il Governatore della Lombardia ROBERTO MARONI

(tratto dal sito di Regione Lombardia www.regione.lombardia.it

Regione Lombardia ha avviato la sperimentazione “Reddito di autonomia” approvando, nella seduta dell’8 ottobre 2015, un pacchetto di misure rivolte ai cittadini lombardi in condizione di difficoltà.

Sono state individuate cinque azioni a favore di famiglie con redditi bassi, di persone fragili (anziani e disabili) e di disoccupati che hanno finito la cassaintegrazione o la mobilità.

Sono stati stanziati 50 milioni di euro per gli ultimi tre mesi del 2015 e 200 milioni per il 2016. Queste risorse potranno essere ulteriormente incrementate se nella legge di stabilità, che il Governo nazionale presenterà entro pochi giorni, saranno previste maggiori risorse per la Regione Lombardia.

Gli interventi previsti sono:


Per le famiglie

  • Esenzione dal pagamento del  "superticket" ambulatoriale
per le famiglie con reddito familiare complessivo fino a 18.000 euro

Decorrenza: dal 15 ottobre 2015.
Modalità di accesso: autocertificazione del reddito imponibile presso l’ASL di competenza territoriale.
Per maggiori informazioni visita la pagina del sito della Direzione Generale Welfare.

  • Bonus bebè
contributo economico una tantum di 800 euro per i secondi nati e di 1000 euro dal terzo figlio in poi, quale sostegno socio-economico al percorso di  crescita del bambino

Decorrenza: per i nati nel periodo 8 ottobre 2015 - 31 dicembre 2015.
Modalità di accesso: l'Ospedale comunica a Regione Lombardia l'avvenuta nascita. Regione Lombardia invia una comunicazione all'interessato in cui saranno fornite le indicazioni per presentare la richiesta.
Requisiti: reddito ISEE non superiore a 30.000 euro, residenza in Lombardia di entrambi i genitori da almeno 5 anni.
Per informazioni: rivolgersi direttamente ai consultori pubblici o a quelli privati accreditati.
Per maggiori informazioni visita la pagina del sito della Direzione Generale Reddito di autonomia e inclusione sociale

 
  • Bonus Affitti
contributo una tantum fino a un massimo di 800 euro per le famiglie, residenti in uno dei 155 Comuni ad elevata tensione abitativa, che abbiano un contratto di affitto sul libero mercato (realtivo all'abitazione principale).
 
Decorrenza: dal 2 novembre 2015.
Modalità di accesso: partecipazione a bandi regionali aperti dal 2 novembre al 15 dicembre 2015. 
Requisiti: reddito ISEE/FSA compreso tra 7.000,01 e 9.000,00 euro, residenza in Lombardia da almeno 5 anni.
Per maggiori informazioni visita la pagina del sito della Direzione Generale Casa 

Per gli anziani e i disabili

  • Assegno di autonomia per anziani
voucher di 400 euro al mese, per dodici mesi, per garantire l'autonomia personale e relazionale delle persone anziane attraverso prestazioni di cura della persona e del domicilio nonchè attività della vita sociale e delle relazioni attraverso anche la frequenza di centri/servizi dedicati.
 
Destinatari: persone di età superiore a 75 anni, con una compromissione funzionale derivante dallo stato iniziale di demenza /Alzheimer o altre patologie di natura psicogeriatrica.
Decorrenza: presentazione delle domande dal 1° dicembre 2015 .
Modalità di accesso: secondo le modalità stabilite da un avviso che verrà pubblicato nel mese di novembre.
Requisiti: reddito ISEE di riferimento fino a 10.000 euro, residenza in Lombardia da almeno 5 anni.

 
  • Assegni di autonomia per disabili
voucher di 400 euro al mese finalizzato a sostenenre percorsi di autonomia della persona disabile in rapporto al nucleo familiare nonchè percorsi di inclusione in contesti sociali e nella vita di relazione.

Destinatari:
giovani e adulti disabili medio/gravi
Decorrenza: presentazione delle domande dal 1° dicembre 2015 .
Modalità di accesso: secondo le modalità stabilite da un avviso che verrà pubblicato nel mese di novembre.
Requisiti: reddito ISEE di riferimento fino a 10.000 euro, residenza in Lombardia da almeno 5 anni.


Per i disoccupati

  • Progetto di Inserimento Lavorativo (PIL)
Indennità di partecipazione, per la fruizione di servizi di orientamento, formazione e accompagnamento alla ricerca del lavoro previsti da Dote Unica Lavoro.
 
Importo: commisurato al valore dei servizi effettivamente fruiti dalla persona, per un massimo di 1800 euro per sei mesi.
Decorrenza: dal 15 ottobre 2015.
Modalità di accesso: attraverso gli Operatori accreditati per Dote Unica Lavoro.
Requisiti: disoccupazione da oltre 3 anni,  non fruizione di alcuna integrazione al reddito, ISEE del nucleo familiare non superiore a 18.000 euro, residenza o domicilio in Lombardia.


Per maggiori informazioni visita la pagina del sito della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro


 
Via via che verranno definite le modalità operative e i criteri per beneficiare delle varie iniziative,  i cittadini saranno informati attraverso il sito di Regione Lombardia, i social media istituzionali Facebook e Twitter (@LombardiaOnLine) e gli organi di stampa.

E' possibile ricevere informazioni chiamando il call center regionale 800 318.318 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 21.00 e il sabato dalle 8.00 alle 20.00).

Guarda il Video "Il reddito di autonomia in Lombardia"

domenica 24 marzo 2013

LOMBARDIA: NELL'ATTESA DEL NUOVO, AI LAVORATORI NON RESTA CHE PIANGERE

In Lombardia, da qualche settimana, c'è un nuovo governatore il quale , forse memore della lontana esperienza come Ministro del Lavoro, ha inaugurato il proprio mandato incontrando i dirigenti regionali della Triplice sindacale (alla faccia della novità). I quali, quasi sorpresi da tale apertura ed esposizione mediatica, non si sono risparmiati in complimenti ed apprezzamenti. Pur facendo presente che si aspettano da lui fondamentalmente soldi per tamponare l'emergenza sociale che, se andrà avanti di questo passo, rischia di mettere in discussione l'esistenza delle istituzioni nazionali e locali nonché degli stessi sindacati storici.
Qualche organo di stampa, evocando la consapevolezza che da sempre si ha a Milano di essere un po' il laboratorio di tutto quanto sa produrre di nuovo il Paese, ha cercato di personalizzare questa chance di ripresa, individuando le presunte punte di diamante, coloro che in un futuro lontano ricorderemo (speriamo!) essere stati protagonisti della salvezza. Un po' come quelle squadre che, avvicinandosi i mondiali, mettono in vetrina i loro campioni. Sappiamo però non essere infrequente che qualcuno di essi, alla fine della rassegna, deluda , a vantaggio, magari, di qualche altro protagonista che emerge all'improvviso da dietro le quinte. Una delle caratteristiche dei nostri tempi è l'assunzione dell'”impresa” quale bene assoluto. Una volta si era consapevoli che qualsiasi evoluzione non avrebbe potuto verificarsi senza un contributo determinante del mondo del lavoro, inteso come quello dei dipendenti (all'epoca gli atipici non erano diffusi come ora) . Oggi, addirittura, viene , consciamente o meno, identificato il mondo del lavoro e della produzione come costituito unicamente dalle imprese o dagli imprenditori. Il lavoro dipendente o precario viene percepito come una palla al piede, gente incapace di farsi da sé, che accampa solo diritti e si rifiuta di accettare doveri, che vuole essere mantenuta, appunto da chi produce e tira la carretta. Ne discende la svalutazione di tutti coloro che, ad esempio, dirigono i sindacati, conferendo eventualmente, piccoli riconoscimenti solo a quei sindacalisti più responsabili, disponibili al dialogo e al compromesso con quello che una volta si chiamava padronato. Il nostro non è ancora un paese straccione e non c'è dubbio che gran parte di coloro che compongono la classe dirigente imprenditoriale conservano un portamento e dei modi che ancora fanno intravvedere le tracce di quella che tempo fa si chiamava aristocrazia industriale. Sempre in Lombardia, anche la politica, più velocemente che altrove (siamo a Milano, no?) ha saputo cambiare volto (solo quello). L'attuale presidente ha ormai una lunga storia politica ed istituzionale e certe uscite ed episodi rivoluzionari sono solo un lontano ricordo. Sembrerebbe, quindi, uno schieramento pienamente all'altezza dei compiti che l'attendono. Ma qualcosa ci dice che questa è soltanto una speranza che ha poca possibilità di trasformarsi in realtà. Anche se nel salone i balli sono ripresi, l'iceberg si avvicina e i condottieri, per storia personale, non sono, ad una attenta analisi, così rassicuranti. Ad esempio un tratto che li accomuna è quello di essere dei superstiti della bufera che ha colpito i loro partiti e associazioni. E, come accade spesso, non sono sempre i migliori a sopravvivere ai disastri. Uno, ad esempio, è scampato a una mancata estinzione del proprio movimento, presente solo in una parte del paese e con obbiettivi perseguiti solo a parole ma lontani dal tradursi in fatti, dopo una ondata di scandali e sospetti di inquinamento ad opera della criminalità organizzata, dovendo fare fuori un capo vecchio, stanco e malato in fretta e furia, senza un convincente ricambio della classe dirigente. Tanto che il vecchio governatore , appartenente agli alleati/rivali, dopo vent'anni ha lasciato ma sarà difficile che il sistema di potere edificato lasci poi così libero di agire chi è subentrato. Un altro si è visto proiettato ai vertici della sua Associazione, pur , per sua ammissione, non possedendo i requisiti del leader carismatico, dopo la fine del mandato di una presidentessa tanto sensibile alle sirene politiche montiane quanto incapace di cogliere il tentativo, da parte del top manager della più grande industria italiana , solo per perseguire interessi del proprio gruppo, di delegittimare la ragion d'essere di quella storica associazione. Un altro di essi a sua volta subentrato , non di recente, non per meriti propri ma per tamponare il vuoto di un predecessore dimissionario coinvolto in scandali e vicende giudiziarie : Egli verrà ricordato solo per essere stato protagonista di un processo di unificazione delle confederazioni del commercio e dell'artigianato che ha prodotto un entità che oggi conta meno della somma degli addendi, categorie con le quali nessun governo ha mai stretto accordi in prima battuta ma ha solo e sempre chiesto la ratifica (irrefutabile) di intese già raggiunte con soggetti datoriali ben più potenti. Un altro ancora, fresco di nomina, è stato arruolato a causa dei problemi giudiziari dell'ex presidente relativi al periodo in cui egli era a capo di uno dei primi tre gruppi bancari del paese e oggi non trova di meglio che prenderci in giro dichiarando da una parte che vorrà banche indipendenti dalla politica e, subito dopo, che le stesse perseguiranno interessi sociali tramite le fondazioni (che tutti sappiamo essere il veicolo di influenza di certi partiti sulle banche stesse).
Tutti questi signori, rispettabilissimi, non ci spiegano però come sarà possibile, in queste condizioni, che la Lombardia abbia dallo Stato e dal Governo le risorse da redistribuire (seppur le promesse, alle parti sociali, sono state già fatte) e cosa intendano proporre, di nuovo, nelle relazioni sindacali, sempre che si sia convinti che un qualche contributo, dal mondo del lavoro, quello vero, sia necessario e desiderato. Poichè, forse non tutti se ne sono accorti, con questa storia della CGIL e della FIOM che dicono no a tutto (e bloccano qualsiasi modernità) da una parte e , dall'altra, che gli unici sindacati buoni (come gli indiani) sono quelli morti (ossia quelli che firmano con loro accordi in danno dei lavoratori) l'economia è ferma, i soldi non si vedono più, i giovani laureati emigrano e in mezzo rimangono lavoratori, famiglie e micro imprese con i mesi di vita contati. Se sono questi coloro a cui dovremo affidare la ripresa della Lombardia e dell'Italia allora potremo stare davvero freschi.

domenica 10 marzo 2013

MILANO: 5 MILA LE CASE SFITTE ALER, 3000 QUELLE COMUNALI. MA QUANTE QUELLE OCCUPATE ABUSIVAMENTE?

Anche l'AIAM-AGL , Federazione Inquilini , Assegnatari e Mutuatari aderente alla confederazione AGL sollecita il Governatore Maroni e il Sindaco Pisapia ad affrontare prioritariamente la grave questione degli alloggi sfitti, a Milano, richiamando tutte le forze politiche e sociali ad una unità di intenti nell'affrontare sollecitamente l'emergenza abitativa di migliaia di famiglie, molte delle quali, in crisi, sono incappate in sfratti per involontaria morosità. Appare altresì urgente, per motivi di trasparenza e di rispetto della legalità, per evitare un pericoloso scollamento tra istanze delle famiglie bisognose e istituzioni, fare una volta per tutte chiarezza sull'annosa questione delle case sfitte occupate abusivamente, censendo le stesse e intervenendo in maniera graduale, accorta ma decisa, distinguendo tra situazioni di effettivo e urgente bisogno, magari non emerso per ritardi burocratici e quelle di ingiusta prevaricazione. Ed evitando discriminazioni tra famiglie rimaste in silenzio ed altre che hanno ritenuto opportuno tutelare i propri interessi attraverso movimenti di varia natura i quali se hanno il merito di aver posto all'attenzione dell'opinione pubblica situazioni emergenziali che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute saranno sicuramente i primi a desiderare che ogni cittadino acceda all'alloggio sociale in base al suo effettivo stato di bisogno.