Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
Visualizzazione post con etichetta morosità involontaria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morosità involontaria. Mostra tutti i post

domenica 10 marzo 2013

MILANO: 5 MILA LE CASE SFITTE ALER, 3000 QUELLE COMUNALI. MA QUANTE QUELLE OCCUPATE ABUSIVAMENTE?

Anche l'AIAM-AGL , Federazione Inquilini , Assegnatari e Mutuatari aderente alla confederazione AGL sollecita il Governatore Maroni e il Sindaco Pisapia ad affrontare prioritariamente la grave questione degli alloggi sfitti, a Milano, richiamando tutte le forze politiche e sociali ad una unità di intenti nell'affrontare sollecitamente l'emergenza abitativa di migliaia di famiglie, molte delle quali, in crisi, sono incappate in sfratti per involontaria morosità. Appare altresì urgente, per motivi di trasparenza e di rispetto della legalità, per evitare un pericoloso scollamento tra istanze delle famiglie bisognose e istituzioni, fare una volta per tutte chiarezza sull'annosa questione delle case sfitte occupate abusivamente, censendo le stesse e intervenendo in maniera graduale, accorta ma decisa, distinguendo tra situazioni di effettivo e urgente bisogno, magari non emerso per ritardi burocratici e quelle di ingiusta prevaricazione. Ed evitando discriminazioni tra famiglie rimaste in silenzio ed altre che hanno ritenuto opportuno tutelare i propri interessi attraverso movimenti di varia natura i quali se hanno il merito di aver posto all'attenzione dell'opinione pubblica situazioni emergenziali che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute saranno sicuramente i primi a desiderare che ogni cittadino acceda all'alloggio sociale in base al suo effettivo stato di bisogno.

lunedì 23 luglio 2012

SFRATTI PER MOROSITA':UNA DELLE TANTE EMERGENZE O UNA PRIORITA' NAZIONALE?

Dicono che essendo l'Italia una nazione nella quale i proprietari di casa sono la netta maggioranza, in realtà quella degli sfrattati sia una patologia, una zavorra che deve trascinarsi qualsiasi società sviluppata.E' vero che spesso la difficoltà di possedere casa si tramanda di padre in figlio. Si sa: i soldi chiamano soldi, il risparmio chiama risparmio. Dai tempi dei Vianella (ricordate la canzone "Semo gente dè borgata"?) si è sviluppato il contro-mito. Da una parte le formiche risparmiatrici del ceto medio, una vita silenziosa e anonima, ma ordinata e, dall'altra, i farfalloni, i romantici, quelli a cui i soldi fanno schifo e pazienza se i figli hanno problemi, i soldi finiscono prima del 27 e la padrona di casa, non pagata o pagata in ritardo promette che andrà dall'avvocato e li farà cacciare.Due modi di vivere che hanno attraversato per decenni il nostro Paese. E' cambiato lo sfondo, più metropolitano e tecnologico, ma la sostanza è rimasta quella . Vedi i film in bianco e nero del neorealismo e ci ritrovi tante cose, della tua gioventù e dei giorni d'oggi. Diventa quasi un orgoglio, in queste vite comunque squallide, non essere diventati "come quelli " sia da una parte che dall'altra.E il conflitto si fa più aspro nel caso di matrimoni "misti", già , poichè è vero che l'Italia sta diventando più lentamente multietnica ma, in realtà, ci siamo ben allenati con gli incroci tra ricchi e poveri, tra formiche e cicale, coi figli (confusi) che non mediano ma scelgono l'uno o l'altro modo di vivere.Tutto all'interno degli stessi nuclei famigliari. Oggi leggevamo di qualcuno che si dichiara contrario alla patrimoniale perchè darebbe il colpo decisivo al ceto medio.E' come se, affondando la nave e dovendo tutti salire sulle scialuppe, qualcuno cerchi di rallentare le operazioni per assicurarsi che la composizione di esse rispetti le proporzioni dei ceti sociali.Anche a rischio che qualcuno possa rimetterci la pelle.Davanti alla morte non esiste differenza di classe: tutti gli esseri umani ne hanno terrore alla stessa maniera. L'ideale sarebbe che fosse azzerata l'evasione fiscale. Ma non ci siamo riusciti dal dopoguerra, difficilmente potremmo farlo in pochi mesi. Un modo ci sarebbe: occupare militarmente i paradisi fiscali e espropriarne le ricchezze, così come si vanno a invadere gli stati canaglia. Realistico?No, perchè finirebbe il gioco e il potere di solito non si autoelimina.L'evasione quindi resterà per anni un fantasma inafferrabile ed è meglio stare coi piedi per terra e capire come se ne esce in maniera normale (pur nella straordinarietà).
Torniamo al ceto medio che scomparirebbe con la patrimoniale.Con quest'ultima non è mai morto nessuno. Anche se per un pò di tempo molti dovessero (ricordate l'"austerità"?) abbassare il loro tenore di vita, sicuramente, appena possibile, superata la bufera, potrebbero (sempre che ci siano arrivati per merito e non per lignaggio) tornare nel ceto medio. Quando affonda la nave, si sale sulla scialuppa, ci si stringe, si salva la pelle e si torna poi alla vita normale.Ecco perchè ci saranno per molto tempo due bisogni, quello abitativo e quello alimentare che , al di là della sospensione degli sfratti e degli ammortizzatori sociali, dovranno forzatamente trovare soluzioni strutturali per un periodo indeterminabile, in attesa che l'Italia possa tornare ai fasti del boom economico.
La casa quindi: l'esigenza di blocco ad oltranza degli sfratti (finchè la situazione non si sarà normalizzata), anche a scapito della proprietà immobiliare, assume ormai una importanza prioritaria in termini di ordine pubblico e di mantenimento della civile convivenza.Senza di questa, il concetto stesso di proprietà potrebbe essere messo in  discussione. Nel frattempo, via libera alle iniziative delle istituzioni per realizzare una politica vera della casa. Censimento case sfitte, utilizzo del patrimonio pubblico non per saldare debiti ma per convertirlo in alloggi popolari a basso costo. Ciò per chi la casa non ce l'ha (le graduatorie già esistono da anni, sono quelle delle case popolari).Per chi già è in casa popolare, indifferibile è mettere in atto interventi di manutenzione per recuperare standard minimi di decenza. A Milano è in atto un interessante coinvolgimento, nella soluzione di questi problemi, dei Comitati degli inquilini che dialogano con il Comune. Negli anni '70 in poche settimane vennero approvate a maggioranza leggi speciali contro il terrorismo. Oggi, a differenza di allora, quelli che muoiono non sono politici, magistrati, poliziotti o giornalisti: sono persone umili che si suicidano perchè non sanno dove andare a dormire coi loro figli o sono vecchietti che cadono per il crollo di un balcone in cui stavano innaffiando i fiori.La vita umana ha la stessa dignità, indipendentemente dal ceto sociale di appartenenza.