Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
Visualizzazione post con etichetta ALT-AGL. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALT-AGL. Mostra tutti i post
martedì 29 dicembre 2015
giovedì 22 ottobre 2015
NUOVI IMPORTANTI TITOLI E RICONOSCIMENTI PER IL DOTT. AVV. PAVEL AUREL, RESPONSABILE NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI ROMENI DELL'ALT-AGL
DOTT. AVV. PAVEL AUREL
CERTIFICATO DI TRADUTTORE RILASCIATO DAL MINISTERO
DELLA CULTURA DI BUCAREST (ROMANIA)
AUTORIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLA
GIUSTIZIA ROMENO AL SERVIZIO DI
PROFESSIONI GIURIDICHE CONNESSE
ATTESTATO DI MEDIATORE CIVILE E COMMERCIALE
martedì 3 giugno 2014
MINISTRO POLETTI: ALLA VIGILIA DELL'EXPO E ALLA LUCE DEI SEGUENTI GRAVISSIMI FATTI, NON LE SEMBRA OPPORTUNO DARE UNA "AGGIUSTATINA" AI VERTICI AMMINISTRATIVI E ISPETTIVI DELLA DIREZIONE REGIONALE DEL LAVORO DELLA LOMBARDIA E DELLA DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO DI MILANO?
da www.corriere.it
Si vendevano per un frigorifero, un viaggio ai Caraibi, un altro
a Disneyland Parigi, un orologio, un borsellino Louis Vuitton, un
condizionatore, soldi contanti. Gli ispettori del lavoro, perennemente
eccitati dall?idea di un regalo in arrivo, accettavano di tutto.
Vivevano in funzione delle mazzette, dei doni, degli euro consegnati in
una busta e dentro la confezione di un cd musicale. Del resto il
mantra, come sintetizzato da un altro della banda che falsificava i
tachigrafi dei camion e risparmiava multe ai guidatori e guai alle loro
aziende, era il seguente: «Tutto si può fare, basta pagare». Pensiero e
parole, per il dolore dell?Arma, dell?appuntato Antonio Sorrentino, lui
pure arrestato con i tre ispettori. Il carabiniere infedele Sorrentino
pilotava le denunce, le aggiustava . La Direzione milanese del lavoro è
nella bufera, per questo marcio che avanza: l?inchiesta, condotta dagli
stessi carabinieri che non hanno esitato a far piazza pulita, per prima
cosa al proprio interno, senza sconti, con decisione, è la seconda
tranche. Mesi fa già era finita in manette lady bustarella , al secolo
Maria Assunta Spanò, 49 anni, che, beccata e catturata, s?era subito
messa a cantare , vendendosi i soci. Lady bustarella aveva fatto nomi,
aveva spiegato come funzionavano i traffici sporchi, aveva elencato come
s?era arricchita nel corso degli anni. Con lei agiva il socio Stefano
Martinelli. Costui, presentato e introdotto nelle ditte di camion dalla
Spanò, assicurava agli imprenditori che con un software da lui
inventato si potevano alterare i dati dei tachigrafi. I camionisti
debbono rispettare, oltre che il codice della strada, precise
disposizioni sui tempi e i chilometri della guida. In caso di
infrazioni, rischiano la patente e il posto di lavoro. Ma in virtù delle
azioni criminali della banda, ci son stati camionisti che hanno evitato
di perdere anche 62 punti sulla patente e multe da migliaia di euro.
Sei in totale, a quest?ultimo giro, gli arrestati. Del carabiniere
Sorrentino, 48 anni, abbiamo detto. Si aggiungano altri tre ispettori
della Direzione del lavoro che incassavano e due imprenditori che
pagavano. Gli ispettori: Giuseppe De Fina (57 anni), Elio Montini (56) e
Giuseppe Pellerito (51). Gli imprenditori: Salvatore Castaldi (44i) e
Pietro Ciprì (41). Nelle pagine di custodia firmate dal gip Giuseppe
Gennari scorrono avidità e incassi fraudolenti, denaro in cambio di
«controlli leggeri», e scorrono questi titolari d?azienda che anziché
indignarsi, denunciare, non fiatavano: vedevano com?era il sistema e si
adattavano, senza alcun scrupolo morale. Le ispezioni di Spanò e
compagnia erano piuttosto visite di piacere, un caffè, quattro
chiacchiere e due risate, insomma una farsa. E intanto si ignoravano
camionisti che bruciavano le tappe, guidavano stanchi morti e andavano a
folle velocità, per consegnare prima la merce e ricevere un premio in
busta paga. Le indagini sono dei carabinieri del Nucleo tutela del
lavoro: in sei mesi, trenta gli episodi accertati. Gli ingranaggi erano
così oliati che gli arrestati si permettevano di far gli snob. Sentite
un racconto della Spanò: «De Fina non mancava mai di farmi pesare quanto
mi aiutasse e tutte le volte che io gli chiedevo di darmi una mano
nelle verifiche, mi sentivo in obbligo e allora lui chiedeva qualcosa...
Disse che aveva bisogno di un condizionatore Daikin con due split...
Lo voleva color argento... Ricevetti a casa il prodotto... De Fina venne
a ritirare ma quando scoprì che era bianco e non argento si arrabbiò
molto...».
(01 giugno 2014) - Corriere della Sera
da www.ilgiorno.it
L?operazione? Sei arresti. Tra loro ispettori del lavoro, due imprenditori, un carabiniere infedele: «Se pagano faccio tutto»
Fermata la banda del tachigrafo
Si vendevano ai camionisti per frigoriferi, condizionatori e viaggi ai Caraibi Griffati «In cambio la ditta mi ha regalato una borsa e un portafogli di Louis Vuitton»
Galli Andrea
Pagina 05(01 giugno 2014) - Corriere della Sera
da www.ilgiorno.it
Cronotachigrafi dei tir truccati, sei arresti
Il gruppo, formato da tre ispettori
del lavoro, un appuntato dei carabinieri e due imprenditori nel settore
dell'autotrasporto, in cambio di mazzette, faceva evitare le sanzioni
agli autisti dei tir in caso di violazioni. In sei mesi almeno 30 gli
episodi accertati
Milano, 31 maggio 2014 - Sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri a Milano nei confronti di tre ispettori del lavoro, un appuntato dei carabinieri e due imprenditori nel settore dell'autotrasporto, accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, corruzione, concussione, falso materiale.
Il gruppo di ispettori offriva agli imprenditori la possibilita' di truccare i cronotachigrafi dei tir (una sorta di scatola nera del mezzo che registra velocita', distanze percorse e altri parametri) e di evitare le sanzioni in caso di violazioni in cambio di una mazzetta. In genere la percentuale era del dieci per cento per multe che potevano superare anche i 30mila euro o, ancora peggio, costare la patente agli autotrasportatori.
In sei mesi sono almeno 30 gli episodi accertati dai militari del Nucleo Tutela del lavoro, che hanno lavorato in stretta connessione con l'ispettorato. L'inchiesta nasce come costola di un'altra indagine avviata la scorsa estate, quando ad essere arrestati furono un'ispettrice e l'ideatore di un software utilizzato nella truffa. Tra le sei ordinanze di custodia firmate dal gip Giuseppe Gennari, eseguite ieri su richiesta del pm del tribunale di Milano Giovanni Polizzi, 4 sono ai domiciliari e due in carcere: il carabiniere, che prestava servizio nell'hinterland di Milano (che aveva un ruolo di consulente) e un ispettore (accusato anche di aver effettuato controlli fuori dall'orario di lavoro e di aver comunque incassato l'indennita' di servizio).
da www.milano.corriere.it
All’estero il tesoro degli ispettori
2 giugno 2014 | 11:12
Milano, 31 maggio 2014 - Sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri a Milano nei confronti di tre ispettori del lavoro, un appuntato dei carabinieri e due imprenditori nel settore dell'autotrasporto, accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, corruzione, concussione, falso materiale.
Il gruppo di ispettori offriva agli imprenditori la possibilita' di truccare i cronotachigrafi dei tir (una sorta di scatola nera del mezzo che registra velocita', distanze percorse e altri parametri) e di evitare le sanzioni in caso di violazioni in cambio di una mazzetta. In genere la percentuale era del dieci per cento per multe che potevano superare anche i 30mila euro o, ancora peggio, costare la patente agli autotrasportatori.
In sei mesi sono almeno 30 gli episodi accertati dai militari del Nucleo Tutela del lavoro, che hanno lavorato in stretta connessione con l'ispettorato. L'inchiesta nasce come costola di un'altra indagine avviata la scorsa estate, quando ad essere arrestati furono un'ispettrice e l'ideatore di un software utilizzato nella truffa. Tra le sei ordinanze di custodia firmate dal gip Giuseppe Gennari, eseguite ieri su richiesta del pm del tribunale di Milano Giovanni Polizzi, 4 sono ai domiciliari e due in carcere: il carabiniere, che prestava servizio nell'hinterland di Milano (che aveva un ruolo di consulente) e un ispettore (accusato anche di aver effettuato controlli fuori dall'orario di lavoro e di aver comunque incassato l'indennita' di servizio).
da www.milano.corriere.it
Il caso
All’estero il tesoro degli ispettori
Le ditte: obbligati alla mazzetta
Auto e ville in Sudamerica con le bustarelle. Il giallo del piano anticorruzione
di Andrea Galli
Ma chi controllava i controllori? E gli ultimi tre ispettori arrestati, godevano di coperture? Possibile che nessuno mai si sia fatto una domanda pur conoscendo, perché lui faceva di tutto per pubblicizzarlo, l’abissale divario tra il salario e il tenore di vita dell’ispettore del lavoro Giuseppe Pellerito? Se è stata chiusa l’inchiesta dei carabinieri sullo scandalo dei tachigrafi, alterati dai dipendenti della Direzione del lavoro in cambio di soldi e regali, gli accertamenti investigativi proseguono. Dopo i sei in manette (oltre appunto ai tre ispettori, ci sono due imprenditore e un appuntato dei carabinieri) ci sono tanti misteri da decifrare e scoperchiare. Bisogna vedere se, per esempio, oltre a quello dei tachigrafi ci sia un altro settore professionale oggetto di ruberie e cattivi comportamenti. E quanti altri Pellerito ci potrebbero essere fra i suoi colleghi? Per la cronaca Pellerito, nato a Milano nel 1962 e qui in città residente in via Damiano Chiesa, è quello descritto da Maria Assunta Spanò, classe ‘53, originaria di Reggio Calabria, residente a Siziano, in provincia di Pavia, lei pure ispettore del lavoro, già arrestata sempre per bustarelle, e grande accusatrice con le sue confessioni del sistema-tachigrafi.
Il tenore di vita sospetto
Ha
detto Spanò su Pellerito: «Conduce un tenore di vita assolutamente
sproporzionato al suo reddito da lavoro, anche a detta di altri
colleghi, possiede una barca in Croazia, una casa in Messico... e oltre
tutto lavora part-time», peraltro con uno stipendio da statale. E
pensare che nelle Direzioni del lavoro c’è, ci sarebbe anche un piano
anti-corruzione da rispettare. Il piano, per esempio, prevede una
rotazione degli incarichi di capo-ufficio, ma il turnover sarebbe
soltanto sulla carta. Altro tema da approfondire riguarda i rimborsi
spesa presentati dagli ispettori e il fatto che molti di loro evitino
perfino di passare per l’ufficio ma stiano fuori tutto il giorno,
comportandosi come liberi professionisti, senza rendere conto a nessuno
del proprio operato. E allora, forse, in assenza d’un argine
all’interno, era difficile pretendere che potesse esserci all’esterno,
dove peraltro i titolari delle ditte di camion visitate dagli ispettori
hanno dimostrato di volersi adattare da subito alle mazzette. Ha
raccontato uno degli arrestati ai carabinieri: «Andai da Pellerito e
poiché lui insisteva nel voler controllare la Zama, gli dissi che io
avevo in verifica l’Eurotrans che sapevo interessare a lui, e in effetti
lui mi disse che quella ditta non gliela dovevo toccare e non dovevo
elevare alcuna violazione, al limite potevo contestare 150 euro di
violazioni e lui avrebbe fatto altrettanto con la Zama. Io però gli
dissi che la verifica alla Eurotrans era già stata completata e che
l’avevo già aiutato, quindi non potevo e non volevo fare come lui mi
aveva chiesto. Ho contestato alla Eurotrans 5.000 euro di sanzioni.
Dalla Eurotrans ricevetti come regalia 3.000 euro in una busta in mezzo a
un giornale dal responsabile della ditta Marco Stefano che mi disse:
«Sono disposto a tutto, faccia lei».
La regola di mercato
I titolari delle aziende nemmeno lo mettevano in discussione: bisognava
inchinarsi agli ispettori, bisognava aggiustare , e loro si
comportavano di conseguenza. Del resto, come ha spiegato uno di loro, la
questione è molto semplice: «La bustarella è una sorta di regola di
mercato. Nel senso che tutti gli altri pagano e tu che cosa fai? Imiti
la concorrenza». Siano piccoli o grandi appalti, siano le opere
pubbliche o i tachigrafi dei camion, poco cambia: ci si mette d’accordo.
Ci s’ingegna. Ci sono stati imprenditori che, in mancanza di denaro
contante pronto per il versamento, hanno donato quel che avevano. In un
caso, anche un bancale di pellet; l’ispettore corruttore aveva una stufa
e il pellet capitava a meraviglia. Fu caricato su un camion e portato a
destinazione.
giovedì 10 aprile 2014
venerdì 19 luglio 2013
ARRESTATO PER ESTORSIONE DATORE DI LAVORO "PART-TIME"
www.ansa.it
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/19/Pagava-dipendenti-meta-dovuto-arrestato_9046089.html
""""""""""
Pagava dipendenti metà dovuto, arrestato
A Lamezia Terme assunti con part-time lavoravano 8-10 ore
19 luglio, 16:37Secondo l'accusa, così facendo, l'imprenditore avrebbe guadagnato 270 mila euro."""""""""
sabato 8 giugno 2013
CON L'ARRIVO DI COSTEL IONITA L'AGL DIVENTA SEMPRE PIU' FORTE TRA GLI AUTOTRASPORTATORI ROMENI !
(nella foto: Costel Ionita)
COSTEL IONITA, a cui diamo il benvenuto e al quale facciamo i migliori auguri di buon lavoro, è stato appena nominato:
* Vice Responsabile Nazionale AUTOTRASPORTATORI Romeni dell'ALT-AGL (Alleanza Lavoratori TRASPORTI aderente alla Confederazione AGL)
* Vice Segretario degli Autotrasportatori ALT-AGL in Romania
* Vice Segretario dell'ALEI-AGL (Alleanza Lavoratori EMIGRATI E IMMIGRATI aderente alla Confederazione AGL) in Romania.
Questi sono i suoi recapiti:
cell.: 3275956303 ; e-mail: pavel-pavel@live.it
e questi i suoi siti Internet sindacali di riferimento:
http://alt-agl.blogspot.it
http://alei-agl.blogspot.it
http://agl-europa.blogspot.it
COSTEL IONITA, a cui diamo il benvenuto e al quale facciamo i migliori auguri di buon lavoro, è stato appena nominato:
* Vice Responsabile Nazionale AUTOTRASPORTATORI Romeni dell'ALT-AGL (Alleanza Lavoratori TRASPORTI aderente alla Confederazione AGL)
* Vice Segretario degli Autotrasportatori ALT-AGL in Romania
* Vice Segretario dell'ALEI-AGL (Alleanza Lavoratori EMIGRATI E IMMIGRATI aderente alla Confederazione AGL) in Romania.
Questi sono i suoi recapiti:
cell.: 3275956303 ; e-mail: pavel-pavel@live.it
e questi i suoi siti Internet sindacali di riferimento:
http://alt-agl.blogspot.it
http://alei-agl.blogspot.it
http://agl-europa.blogspot.it
mercoledì 5 giugno 2013
PAVEL AUREL, UNO DEI LEADER DEGLI AUTOTRASPORTATORI ROMENI , ENTRA IN AGL !
Il Dott. Pavel Aurel, a cui diamo il
benvenuto e al quale facciamo i migliori auguri di buon lavoro, è
stato appena nominato:
* Responsabile Nazionale Autotrasportatori Romeni dell'ALT-AGL (Alleanza Lavoratori Trasporti aderente alla Confederazione AGL)
* Segretario degli Autotrasportatori ALT-AGL in Romania
* Segretario dell'ALEI-AGL (Alleanza Lavoratori Emigrati e Immigrati aderente alla Confederazione AGL) in Romania.
Questi sono i suoi recapiti:
cell.: 0039-3208877745; 3319682677; 0040 727 03 7777
* Responsabile Nazionale Autotrasportatori Romeni dell'ALT-AGL (Alleanza Lavoratori Trasporti aderente alla Confederazione AGL)
* Segretario degli Autotrasportatori ALT-AGL in Romania
* Segretario dell'ALEI-AGL (Alleanza Lavoratori Emigrati e Immigrati aderente alla Confederazione AGL) in Romania.
Questi sono i suoi recapiti:
cell.: 0039-3208877745; 3319682677; 0040 727 03 7777
e-mail: consulente.pavelaurel@gmail.com
e questi i suoi siti Internet sindacali di riferimento:
http://alt-agl.blogspot.it
http://alei-agl.blogspot.it
http://agl-europa.blogspot.it
e questi i suoi siti Internet sindacali di riferimento:
http://alt-agl.blogspot.it
http://alei-agl.blogspot.it
http://agl-europa.blogspot.it
mercoledì 24 ottobre 2012
TRASPORTO AEREO: ALTRO CHE CRESCITA!
La dismissione (a seguito di privatizzazione)di Alitalia e il passaggio ad Alitalia-Cai (costata circa 30 mila posti di lavoro, compreso l'indotto, a partire dal 2008)ha tutt'altro che rilanciato il settore. Arrivano, da lì, costantemente e inesorabilmente, cattive notizie. Il ricorso a massicci licenziamenti, nei fatti e nelle intenzioni è tutt'altro che arginato. La situazione delle retribuzioni (contratto scaduto da mesi), per chi ancora lavora, non è certo diversa dal resto del lavoro dipendente in Italia (mal comune, mezzo gaudio). Ivi compreso il processo di precarizzazione dei rapporti di lavoro in essere, presenti e, ovviamente, futuri.Le condizioni dei lavoratori, dal punto di vista normativo, sono stagnanti. Il processo di esternalizzazione di alcune attività strategiche (come la manutenzione) prosegue in maniera regolare, costante e serena, come il corso di un grande fiume che nulla e nessuno può fermare. Altro che piani industriali di rilancio. I più maligni (ma la platea si sta allargando) ipotizzano che dietro a questa deriva ci sia la capacità dei francesi di portare a termine un graduale processo di impossessamento di quanto di buono (tanto) è ancora rimasto nell'aviazione civile del nostro Paese.Siamo quindi al paradosso che per poter tutelare i nostri interessi nazionali occorra affidarsi agli stranieri sperando che abbiano più sensibilità del gruppo di investitori che a suo tempo furono , in maniera così sospetta, incensati e glorificati.E' urgente che il governo torni a occuparsi della questione del rilancio, perchè ci sarebbero le condizioni, visto l'oggettivo incremento del numero dei passeggeri e delle merci trasportate, per combinare qualcosa di buono, una volta tanto,per l'economia del nostro Paese.Ma la domanda sorge spontanea: in merito all'operato dei privati cui è stata affidata la gestione di questi delicati passaggi, alle loro scelte, da parte di chi rappresenta il pubblico interesse c'è un adeguata attenzione? Non si ritiene arrivata l'ora di fare una inversione di marcia, tornando a valorizzare il capitale umano, contrastando processi di impoverimento che rischiano di divenire irreversibili? Non crede il governo che il mondo del lavoro aeroportuale abbia già dato tanto, troppo e che infierire ancora utilizzando selvaggiamente licenziamenti, precarietà, delocalizzazioni, esternalizzazioni, bassi salari, dia in sostanza un segnale nefasto a una economia che invece avrebbe bisogno di fiducia?Noi speriamo solo che oltre a una maggiore attenzione del governo vi sia anche un comportamento limpido e responsabile di tutti i sindacati. E' sano dividersi su opinioni diverse e trasparentemente esposte in pubblico in merito a un piano industriale, lo sarebbe meno se accadesse che alcune sigle ritenessero che, date le rilevanti risorse economiche in gioco, possano trovare spazio e giustificazioni il collaborazionismo con gli speculatori e gli avventurieri ai danni degli interessi di tutti.
mercoledì 3 ottobre 2012
SCIOPERO TRASPORTI: DOPO LO CHOC, RIFLETTIAMO E PROPONIAMO QUALCOSA DI NUOVO
Questo il resoconto e gli strascichi
Vorremmo innanzitutto dire che
manifestiamo la nostra solidarietà sia ai lavoratori dei trasporti
sia ai lavoratori (non del settore) che ieri hanno avuto grossi
problemi per recarsi al lavoro.
NON siamo solidali con l'ASSTRA, con le
Regioni, con il Governo, con i vertici delle Aziende di trasporto né
con l'Organismo di Garanzia e tanto meno con i vertici delle
Organizzazioni Sindacali promotrici dello sciopero. La
responsabilità di quanto successo è di tutti costoro, tranne che
dei lavoratori sopra richiamati.
L'ASSTRA farebbe bene a firmare, dopo 5
anni, il contratto di cui trattasi, il Governo e le Regioni a
sollecitarla e a fare attenzione che i fondi verso quelle aziende
vengano effettivamente dirottati verso le giuste destinazioni
evitando di tagliare la dove si creerebbe un danno irreparabile. A
volte si ha la sensazione che vi sia una sorta di complicità tra i
vertici delle Aziende di trasporto e quelli dei Sindacati, come se
fosse loro interesse comune mettere il coltello alla gola del
consumatore per spillare più soldi al contribuente. Sarebbe infatti
compito delle aziende vigilare che fatti come quello della
saracinesca tra metro 1 e 3 a Milano non si verifichino. Quelle
dell'Autorità di Garanzia poi sono le solite lacrime di coccodrillo
quando ormai la frittata è fatta. Il quesito che anche stavolta è
lecito porsi è: chi controlla l'Autorità di controllo?Chi verifica
che i soldi con cui è mantenuta siano effettivamente ben spesi?
E' certo che il modello di limitazione
del diritto di sciopero nei servizi pubblici ha fallito gli
obbiettivi.
Gli utenti hanno avuto (e, sembra,
prossimamente ne avranno ancor di più) pesanti disagi e danni, le
Aziende (che, come accade nel settore pubblico e in quello dei
servizi falsamente privatizzati) non ci hanno rimesso un euro, anzi,
hanno guadagnato le trattenute per lo sciopero e risparmiato gli
istituti collegati alla presenza al lavoro, oltre a essere
considerate, ora, tra le vittime dei lavoratori, i lavoratori ci
hanno rimesso relativamente alla loro immagine, il rinnovo del
contratto (che magari adesso scatterà, come contentino) non potrà
non subire gli effetti della spending review.
Tragicomica poi è stata la predica del
Corriere della Sera il quale sembra arrivato da Marte , mentre
sarebbe bene ricordare come da anni abbia sottovalutato i problemi
del trasporto pubblico, nell'esaltazione del trasporto privato ,
salvo mettere in sordina , vista la mala parata, i fallimenti della
strategia FIAT, delle industrie petrolifere, dei gestori di
autostrade e delle procedure di privatizzazione che hanno interessato
Alitalia e Ferrovie dello Stato, oltre al trasporto pubblico locale.
Basterebbe che il Corriere della Sera dirottasse anche parte delle
energie impiegate a beatificare Mario Monti verso una sollecitazione
al Ministro Passera di prendere in mano, una volta per tutte, i
destini di questo disgraziato trasporto popolare nel nostro Paese.
Quanto ai lavoratori, anche se il
diritto di sciopero è sacro, ci appelliamo a loro affinchè non
danneggino più dei loro pari. La maniera ci sarebbe, anche se
toglierebbe spazio alle burocrazie sindacali. Non risulta che altre
categorie di lavoratori, quando scioperano, vadano a bloccare
l'esistenza dei lavoratori dei trasporti, impedendo loro di uscire di
casa e andare al lavoro. I lavoratori dei trasporti pertanto non
devono procurare a persone per bene come loro quei disagi che mai
essi vorrebbero per sé. Una maniera per dimostrare maturità (e
scaltrezza, ma per vincere occorre anche questa) sarebbe quella che
scioperassero solo i controllori e non il resto del personale. In
questa maniera i passeggeri viaggerebbero gratis senza difficoltà (e
la vostra popolarità, nei loro confronti, schizzerebbe alle stelle),
l'azienda (associata all'ASSTRA che, ribadiamo, va condannata per
questo suo atteggiamento) non incasserebbe nulla per quel giorno e,
eventualmente, gli altri lavoratori, con una colletta, potrebbero
rimborsare i controllori per la trattenuta subita.
Semplice, ma non si farà mai.
Altrimenti come giustificheremmo la presenza , il ruolo e i guadagni
di Autorità di Garanzia sugli scioperi, dei vertici sindacali e dei
giornalisti del Corriere della Sera che si occupano delle vostre
proteste “cattive” che mettono in crisi l'ordine dei tecnocrati?
venerdì 14 settembre 2012
FACCHINAGGIO: NOVITA' SU REQUISITI CAPACITA' ECONOMICO-FINANZIARIA E TECNICO-ORGANIZZATIVI
L’art. 10 del del D.Lgs. 147/2012 prevede, per le attività di facchinaggio, che l’iscrizione al Registro delle Imprese o all’Albo delle Imprese artigiane sia subordinata alla dimostrazione della sussistenza dei soli requisiti di onorabilità. Pertanto, non saranno più oggetto di accertamento i requisiti di capacità economico- finanziaria e tecnico- organizzativi.
venerdì 20 luglio 2012
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE:AL DI LA' DEL SOLITO SCIOPERO
Crediamo che il presidente dell'ASSTRA (l'associazione delle aziende del trasporto pubblico locale) questa volta abbia centrato la questione (e per questo invitiamo lui e l'ANAV a rinnovare al più presto il CCNL)
http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=7589
Siamo nel corso del solito sciopero che, oltre a creare disagio all'utenza, non la sensibilizza sul momento cruciale e unico che stiamo attraversando. I maggiori sindacati avrebbero fatto meglio ad evitarlo, a non chiedere questo sacrificio ai propri iscritti e ad impegnarli invece nel cercare di far capire al resto dei cittadini che occorre allearsi, tutti, affinchè il Governo, che ancora può, con un emendamento, tolga dalla spending review questo settore.Subito. Perchè tra qualche settimana rischieremo di farcela tutti a piedi o in auto, moto, bici (per chi se le può permettere). Un ulteriore colpo al nostro reddito e alla qualità della nostra vita.Ripetiamo: più si va avanti più si fa fatica a capire che idea abbia il Governo Monti del nostro Paese.
http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=7589
Siamo nel corso del solito sciopero che, oltre a creare disagio all'utenza, non la sensibilizza sul momento cruciale e unico che stiamo attraversando. I maggiori sindacati avrebbero fatto meglio ad evitarlo, a non chiedere questo sacrificio ai propri iscritti e ad impegnarli invece nel cercare di far capire al resto dei cittadini che occorre allearsi, tutti, affinchè il Governo, che ancora può, con un emendamento, tolga dalla spending review questo settore.Subito. Perchè tra qualche settimana rischieremo di farcela tutti a piedi o in auto, moto, bici (per chi se le può permettere). Un ulteriore colpo al nostro reddito e alla qualità della nostra vita.Ripetiamo: più si va avanti più si fa fatica a capire che idea abbia il Governo Monti del nostro Paese.
Iscriviti a:
Post (Atom)



















