Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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venerdì 11 luglio 2014

ANCHE L'AGL E' D'ACCORDO CON IL MOVIMENTO 5 STELLE NELLA GIUSTA BATTAGLIA CHE STA CONDUCENDO IN PARLAMENTO CONTRO IL POS OBBLIGATORIO

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO
http://www.beppegrillo.it

"POS obbligatorio: le reazioni di commercianti e artigiani #tePOSsino


Il M5S da sempre è a fianco delle PMI. Per questo attraverso una risoluzione in commissione Finanze abbiamo chiesto al Governo di:
1) fare in modo che fino al 30 giugno 2015 l'obbligo riguardi soltanto i soggetti con almeno 200mila euro di fatturato;
2) escludere dal vincolo tutte le nuove attività per almeno due anni;
3) prevedere che i costi delle transazioni siano a carico delle banche.
Inoltre il M5S in Lombardia ha presentato una mozione, approvata dal Consiglio, che chiede che la Regione Lombardia si attivi presso il Governo per sospendere il provvedimento che rende obbligatorio il POS per le piccole imprese fino a quando i costi del servizio bancario non saranno in linea con la media europea
"Il 30 giugno 2014 è entrata in vigore la legge sul pos. La norma è molto contradditoria e ha creato molta confusione, soprattutto alle categorie più colpite, che si dicono indignate. L’introduzione dei sistemi di pagamento elettronici era già stata disposta in un decreto del 2012, tenuta congelata fino ad oggi.
Vediamo quali sono i punti essenziali della legge:
1) Gli interessati al provvedimento sono i professionisti, gli artigiani e i piccoli esercenti (si contano circa 1,5 milione di persone) che hanno l’obbligo di munirsi del pos
2) I pagamenti superiori a 30 euro devono essere effettuati tramite carta di credito e bancomat ogni volta che il cliente lo richiede ma anche con bonifico e assegno
3) E’ stato calcolato che il pos costa di media 1200 - 1700 euro l’anno a carico del commerciante
4) Al momento non sono previste sanzioni a chi non accetta pagamenti con pos
5) Rimane invariata la possibilità di pagare in contanti fino a un limite massimo di 1000 euro
Il Segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi si è già opposto a questa manovra e denuncia l’ingiustizia di un provvedimento che mira a mettere in difficoltà economica gli artigiani: “Milioni d’imprese (…) sono costrette a sostenere dei costi inutili: autotrasportatori, imprese di costruzioni che lavorano per il pubblico, aziende metalmeccaniche, tessili, dell’abbigliamento o della calzatura che lavorano in subfornitura; le imprese di pulizie che prestano servizio presso gli studi privati o negli enti pubblici e i commercianti all’ingrosso”.
La norma sul pos è stata introdotta col fine di limitare l’evasione fiscale dei liberi professionisti e nel mirino ci sono soprattutto: idraulici, elettricisti, falegnami, antennisti, manutentori di caldaie e tutti gli artigiani che effettuano lavori “a casa della gente”. Il principio di applicazione di questa norma è basato sulla tracciabilità fiscale, ma allora viene da chiedersi che affidabilità hanno dei dati parziali, visto che non sono previste multe per chi non si adegua. Questa è la prima contraddizione evidente. La seconda riguarda invece le banche. Sì, perché, come sempre, alla fine chi ci guadagna sono loro. Commercianti e artigiani contestano le commisioni bancarie, troppo alte rispetto il resto dell’Europa e del mondo.
A quanto pare malcontenti e malumori non sono passati inosservati e il Ministro Federica Guidi ha convocato un incontro previsto per il 16 luglio. Convocati il Ministero dello Sviluppo economico, il Ministero del Tesoro e il consorzio Bancomat.
In questi giorni assistiamo a un’informazione parziale. Si vuole far credere alla gente che artigiani e commercianti siano contro l’obbligo del pos per poter evadere, ma non è così! Noi abbiamo incontrato diversi onesti liberi professionisti e titolari di piccole attività, li abbiamo conosciuti e abbiamo parlato con loro. La vera notizia è questa: tutti sono d’accordo sulla comodità dell’utilizzo del pos e sulla necessità di combattere l’evasione. Il problema è un altro: nessuno ci deve rimettere a scapito delle banche.
Ascoltate le testimonianze che abbiamo raccolto e se anche voi avete una storia da raccontare inviateci il vostro video scrivendo #tePOSsino nei tag di youtube e nel titolo e lasciate i vostri commenti su twitter." LaCosa"

giovedì 28 novembre 2013

ALAPMI-AGL (Lavoratori Artigianato e PMI) : PER LE PICCOLE IMPRESE MENO TASSE E BUROCRAZIA MA ANCHE DIRITTI, SOLDI E PARI DIGNITA' PER I LAVORATORI. SOLO COSI' POTRANNO VERAMENTE SOPRAVVIVERE

(immagine da www.pixabay.com)

Da www.ansa.it : “””””””””

'Pagati non per lavorare, ma per scioperare'

'Troppe tasse, vorrei assumere ma non ci riesco'

27 novembre, 17:25

SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) - Pagati non per lavorare ma per scioperare. Succede a Santa Margherita Ligure dove un impresario edile, Fabrizio Martin, ha assicurato lo stipendio della giornata ai suoi dipendenti che si è portato in piazza per protestare.
Martin è l'esponente locale di Icr (Imprese che resistono), giovane associazione di commercianti, artigiani, piccole imprese e partite Iva chiamati a raccolta oggi per una serrata nazionale di quattro ore contro le tasse troppo alte. "Vorrei assumere un dipendente in più - rivela Martin - ma non ci riesco. A me un lavoratore costa 3.800 euro al mese, in tasca al dipendente vanno 1.500 euro; 1.700 sono di tasse e 500 di cassa edile. Non è possibile andare avanti così". Aggiunge: "Vorrei una legge che mi dicesse: assumi a un costo più basso e poi se io, Stato, in cantiere trovo un lavoratore in nero tu chiudi. Oggi invece chi vuole fare le cose in regola non ce la fa. E prolifera il lavoro nero, tanto l'imprenditore al massimo prende 2.000 euro di multa e finita lì". Nel Tigullio circa 250 attività hanno aderito alla serrata.”””””””””

COMMENTO ALAPMI-AGL Lavoratori Artigianato e Piccole e Medie Imprese:

L'AGL guarda con interesse a queste nuove associazioni (ICR. CONFAPRI, ecc.) che danno voce alle imprese che stanno per morire nel nostro Paese. Condividiamo molte delle loro proposte e non escludiamo futuri contatti, confronti e iniziative comuni. Come ALLEA (lavoratori edilizia) http://allea-agl.blogspot.it da tempo ci siamo scagliati contro l'obbligo di adesione alla Cassa Edile (partita con le migliori intenzioni ma oggi, di fatto, l'ennesimo regalo della burocrazia ministeriale a carrozzoni di emanazione sindacale) e come ALP (lavoratori pubblici) http://alp-agl.blogspot.it abbiamo fatto molto di più, attraverso precise proposte , per dire chiaramente che è ingiusto che il lavoro dipendente venga tassato in quella maniera e in quelle dimensioni, suggerendo ai lavoratori del settore come rendersi protagonisti del cambiamento, riscattandosi una volta per tutte dall'immagine con cui vengono dipinti. Aggiungiamo pure un ulteriore costo, quello della piccola corruzione a beneficio di funzionari pubblici infedeli, che molte PMI sono costrette a subire. Una cosa però la vorremmo dire: così come queste nuove esperienze associative stanno mettendo l'accento su argomenti trascurati dal grande associazionismo imprenditoriale e dalle grandi imprese, dicendo cose sacrosante, dimostrino di essere innovativi anche su un altro piano , non meno importante: la necessità che si volti pagina in merito al comportamento recente, di ogni tipo di impresa o datore di lavoro, nei confronti dei diritti di ogni lavoratore. Se è vero infatti che imprenditore e lavoratore nelle micro, piccole e medie imprese sono molte volte solidali perchè vivono gomito a gomito , altrettanto frequentemente accade che questi ambiti lavorativi si trasformino in inferno per tante persone che spesso, anche sindacalmente, restano sole, senza tutele e garanzie, vittime di leggi ingiuste là dove limitano le prerogative sindacali per le aziende sotto i 15 dipendenti. Un lavoro sicuro e dignitoso non è un lusso ma è condizione affinchè qualsiasi impresa possa sopravvivere ed essere competitiva valorizzando il fattore più prezioso. Non si chieda quindi ai lavoratori, seppure anch'essi afflitti dalla crisi di rappresentanza delle loro vecchie organizzazioni sindacali, in nome della lotta per la sopravvivenza, di contribuire a costruire nuove ingiustizie né a rinunciare a far valere , tramite un sano conflitto sociale, irrinunciabile nelle democrazie e nelle economie libere, le loro legittime e più moderne istanze
Per saperne , comunque, di più:
SITO CONFAPRI http://www.confapri.it/

ALAPMI-AGL Alleanza Lavoratori Artigianato e Piccole e Medie Imprese aderente alla AGL