Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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giovedì 17 dicembre 2015

Banche salvate, l’annuncio di Renzi: «Cantone gestirà gli arbitrati» Il premier al Tg5: «Preferirei che i casi non fossero gestiti da Consob e Bankitalia ma da Anac. Faremo tutto il possibile perché chi è stato truffato possa avere i soldi»

AGL: bravissimo Presidente Renzi. Questo è il segnale che l'Italia pulita attendeva.


Il Dott. Raffaele Cantone è entrato in magistratura nel 1991. È stato sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli fino al 1999, anno in cui è entrato nella Direzione distrettuale antimafia napoletana di cui ha fatto parte fino al 2007. Si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi, riferite anche nel noto best seller di Roberto Saviano, Gomorra, riuscendo ad ottenere la condanna all'ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo fra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto 'e Mezzanott, Walter Schiavone, detto Walterino, Augusto La Torre, Mario Esposito e numerosi altri. Si è occupato anche delle indagini sulle infiltrazioni dei clan casertani all'estero; in particolare in Scozia, dove è stata individuata una vera e propria filiale del clan La Torre di Mondragone dedita al reinvestimento in attività imprenditoriali e commerciali di proventi illeciti, in Germania, Romania ed Ungheria dove esponenti del clan Schiavone durante la latitanza si erano stabiliti ed avevano acquistato beni immobili ed imprese. Ha curato il filone di indagini che hanno riguardato gli investimenti del gruppo Zagaria a Parma e Milano facendo condannare per associazione camorristica un importante immobiliarista di Parma. Vive tutelato dal 1999 e sottoposto a scorta dal 2003 in quanto gli investigatori scoprirono un progetto di un attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei Casalesi.

sabato 12 dicembre 2015

RISPARMIATORI ROVINATI: UNA RIFLESSIONE SUL SENSO DELL'ONORE DEI VERTICI DI BANCA D'ITALIA E DELLA CONSOB

AGL: domandiamo al grande scrittore Andrea Camilleri, autore, nel 2007, dell'articolo seguente pubblicato su www.lastampa.it se ritiene che dopo quanto successo negli ultimi 8 anni (e in particolare nella settimana appena passata)  la stragrande maggioranza del popolo italiano, di fede cattolica, sarebbe ancora d'accordo nel dissuadere i personaggi ai vertici di Banca d'Italia, Consob e delle banche in genere, dal trarre le estreme conseguenze di un rigoroso rispetto del senso dell'onore (ammesso che in loro ve ne sia ancora - o ve ne sia mai stata - traccia)...

fonte www.lastampa.it

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L’Italia non rischia un Matsuoka

Il ministro giapponese si è ucciso avendo trasgredito l’obbligo all’onestà assoluta. Se l’usanza si diffondesse da noi porterebbe a un rovinoso spopolamento
31/05/2007
Apprendo dai giornali e dalle tv che il ministro giapponese dell’Agricoltura Toshikatsu Matsuoka, facente parte dell’attuale governo presieduto da Shinzo Abe, si è impiccato perché accusato, pare con solido fondamento, di essere coinvolto in scandali finanziari. Ha obbedito a quell’antico codice di condotta giapponese che si chiama Bushido e che obbliga, tra l’altro, prima di tutto all’onestà assoluta nell’esercizio delle proprie funzioni. La faccenda, come cittadino italiano, mi preoccupa enormemente. Perché temo il contagio, allo stesso modo dell’influenza aviaria. Prima di Matsuoka, mi era capitato di leggere di tanto in tanto che manager giapponesi che avevano condotto al fallimento le aziende da loro guidate si erano buttati giù dall’alto di un grattacielo o avevano fatto addirittura harakiri come i samurai di una volta.

Le mie parole vogliono in qualche modo contribuire a scongiurare la spaventosa possibilità che anche nel nostro amato paese si diffonda una simile barbara usanza che porterebbe in breve l’Italia a un rovinoso spopolamento di industriali, di imprenditori, di manager pubblici, a un pericoloso depauperamento di quelle eccelse intelligenze che guidano le sorti delle nostre capacità produttive. Da noi fortunatamente è invalso l’uso che un manager che ha completamente fallito, che so, la gestione delle Ferrovie, invece di sentirsi costretto al suicidio, sia trasferito, dopo aver ricevuto un’ultramiliardaria liquidazione, a gestire l’Alitalia; che un banchiere, tante volte inquisito per bancarotta, non solo rimanga al suo posto, ma possa anche estendere, con fusioni e accorpamenti, il suo personale potere tra il plauso dei politici che sperano, in ginocchio attorno al tavolo del banchetto, che venga loro gettato qualche osso. Fallisce la Cirio? Fallisce la Parmalat? I piccoli risparmiatori vengono defraudati dei loro risparmi? Viviamo in un paese cattolico. Se si commette un errore, ci si confessa e si viene assolti. Il suicidio, come si sa, è un peccato mortale. Tenetelo presente, industriali e manager italiani: non lasciatevi, per carità, contagiare.  """

giovedì 24 luglio 2014

COMPETITIVITA' : SOPPRESSA LA NORMA SULL'ANATOCISMO

Le commissioni Industria e Ambiente del Senato hanno votato la soppressione dell'articolo che comprende la capitalizzazione degli interessi.Via libera delle commissioni Ambiente e Industria del Senato alla sopressione della norma sull'anatocismo contenuta nel decreto legge Competitività. Sulla cancellazione dell'articolo 31 del provvedimento c'è stato il parere favorevole del governo.il provvedimento passa ora all'esame dell'Aula.L'articolo 31 del dl Competitività modificava il Testo unico bancario affidando al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) il compito di determinare modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni in conto corrente o di pagamento. Si trattava di una specifica precisazione dopo che la legge di Stabilità 2014 aveva lasciato la questione "aperta" con alcuni problemi di interpretazione: da una parte sembra ammettere la capitalizzazione degli interessi, ma dall'altra dice che questi non ne possono produrre di ulteriori. A questo punto torna a prevalere l'orientamento del Parlamento, che aveva ritenuto di abolire la norma proprio con la Stabilità, nonostante questa fosse caldeggiata da Bankitalia, Abi e Bce.Il capo del Servizio stabilità finanziaria della Banca d’Italia Giorgio Gobbi in audizione davanti alle commissioni Industria e Ambiente del Senato sul decreto per la competitività delle imprese così s’era espresso: “Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta la capitalizzazione degli interessi, cioè l’applicazione degli interessi composti, di cui un sistema come il nostro non potrebbe fare a meno. Nessuna economia di mercato può funzionare senza questo meccanismo”.Vergognoso.

domenica 10 febbraio 2013

IL GOVERNATORE DI BANKITALIA PREDICA BENE: MA LO LASCERANNO RAZZOLARE?

Anche noi abbiamo accolto con sollievo le affermazioni del Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco al Forex di Bergamo. In estrema sintesi (non è necessario che si ripercorrano gli antefatti in quanto sufficientemente noti) la Banca d'Italia vuole il prima possibile avere dal Parlamento il potere di rimuovere dai loro incarichi i manager bancari disonesti e invita a trovare il modo di non concedere a coloro di essi che abbiano condotto in rosso i bilanci delle aziende che stanno per lasciare trattamenti di liquidazione super milionari. Bene che si sia arrivati a prese di posizione di questa forza e rilevanza. Ma forse è troppo tardi rispetto a quel che è successo (per esempio in MPS, con l'importante particolare che nessuno, nell'opinione pubblica, è a conoscenza di tutto ciò che è veramente accaduto perchè la Magistratura è ben lungi dall'aver concluso il suo lavoro), non si sa se sufficiente rispetto a quello che sta per accadere (cedole ai soci di Intesa-San Paolo e riconoscimento utili alle Fondazioni in conseguenza di norme appena varate) e forse troppo presto considerando che, anche caduta la credibilità negli attuali vertici di MPS di poter rimediare da soli alla situazione di crisi (per ora hanno iniziato a pagare solo l'ex Mussari e alcuni di seconda fila) , tutti gli altri protagonisti (quelli cioè che dovrebbero garantire, oltre al Parlamento, a Visco di passare dalle intenzioni ai fatti) sono ancora gli stessi appartenenti al Gotha bancario italiano, quello criticato da tutti per gli intrecci perversi con la politica.E sappiamo che se in Italia c'è una cosa che la politica non farà mai è di autoriformarsi per rimediare ai guai da lei creati direttamente o indirettamente per mano degli uomini da essi scelti o ad essa imposti.
Qualcuno ipotizza che quanto fin qui emerso sia solo la punta di un iceberg che racchiude tutto il potere economico e bancario.
Ci permettiamo di suggerire al prossimo Parlamento, al contrario di quanto proposto dal Dott. Visco, di non lasciare in questa fase di emergenza il ruolo di controllore a una istituzione controllata (nel rispetto delle attuali norme di legge, per carità) dalle maggiori banche private italiane (tutte presenti al Forex di Bergamo con i loro massimi vertici) ma di “congelare” l'attuale situazione, far definitivamente accertare dalla Magistratura le responsabilità di ogni soggetto coinvolto, per scongelare poi l'iceberg in maniera controllata , per evitare che qualcuno, interessato, autogestendo lo scioglimento, faccia in modo che qualcun altro possa squagliarsi e squagliarsela dalle proprie colpe e soprattutto dai propri doveri risarcitori nei confronti della collettività.