Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

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(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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domenica 10 marzo 2013

CODICE DI COMPORTAMENTO PER GLI STATALI: INADEGUATO A MIGLIORARE I RAPPORTI CON LA PA, ALL'INDOMANI DELLA TRAGEDIA DI PERUGIA

A parte un dettaglio ormai consueto (la mancata consultazione, per altro non prevista come obbligatoria dalla norma di riferimento dei sindacati rappresentativi, di cui ci onoriamo, ormai si sarà capito, di non far parte) la prima anomalia che a noi salta all'occhio, parlando di questo nuovo codice, è l'asserita sua “novità”. Intendiamo dire che è veramente stupefacente che finora non fosse esistito, in maniera generalizzata, per tutti gli statali, un codice di questo tipo. In realtà qualcosa esisteva (ed esiste) su questi argomenti: una serie di circolari della funzione pubblica o delle varie amministrazioni che costituiva un insieme abbastanza disordinato di disposizioni nate per reagire a comportamenti censurabili che però non si colpivano (non si volevano colpire) perchè mancava, a priori, la regola generale (cioè riguardavano persone che non era opportuno colpire). E' a suo modo (in Italia abbiamo inventato pure questo) una specie di Testo Unico delle circolari (con buona pace di coloro che ritenevano che le circolari non avessero autonoma forza normativa).Quindi , prima perplessità, prima non esisteva nulla del genere. Forse, considerando che siamo nel 2013, c'è stato un po' di ritardo. Seconda perplessità: l'atto è stato adottato da un governo tecnico che poi si è scoperto guidato da un politico schierato, non prima ma dopo le elezioni , per evitare evidentemente di perdere qualche voto. In Italia attendiamo da tempo una legge seria contro la corruzione, una legge efficace contro il conflitto di interessi, una razionalizzazione e uno snellimento della Pubblica Amministrazione in nome di un giusto risparmio in presenza del debito pubblico che tutti conosciamo. Evidentemente però la montagna ha partorito un topolino: blocco degli stipendi a tutto il 2014 per gli statali, questo codice di comportamento, esuberi a migliaia di poveri cristi di impiegati pagati con un sussidio, amministrazioni che crescono nel numero, spese della PA che aumentano con riferimento all'acquisto di risorse. La digitalizzazione è un miraggio che neppure il varo tardivo in questi giorni dell'agenda da parte di Passera ha reso più tangibile: non ci crede, in realtà, nessuno.
Altra stranezza. Se intendiamo quella degli statali come una categoria omogenea (qualcuno parla di casta) che necessita di un recupero di credibilità , anche in presenza di una autorevolezza della PA che è crollata verticalmente, ebbene, calare un codice di questo tipo dall'alto (strano che qualcuno non se ne sia accorto) cancella definitivamente ogni credibilità della categoria verso l'esterno. Per il semplice motivo che non è altro che la codificazione di una serie di banali regole di buon senso imposta ad una massa che evidentemente è assimilata dal Governo ad un gregge di pecoroni disubbidienti e indisciplinati, oltre che fannulloni. Se ci pensate bene, neppure Brunetta era giunto a tanto. La sua guerra dava dignità alla categoria, cui si riconosceva una pericolosità propria di un nemico altrettanto forte come l'ex ministro. Qui si è tornati al passato, al quarantennio democristiano se non addirittura al ventennio. L'unico scopo è quello di avviare una escalation disciplinare con valenza essenzialmente espulsiva che sia d'ausilio all'operazione esuberi evidentemente debole nei suoi presupposti.
In realtà sarebbe stato salvato l'onore degli statali (riconosciamo però che la cosa non ha molto destato il loro interesse) l'adozione, come fanno le più importanti categorie professionali, di un codice di autoregolamentazione, che fosse recepito in un atto normativo. Esisteva un livello di mediazione per realizzare ciò: quello dei sindacati rappresentativi che però non hanno avuto il coraggio (o forse solo la prontezza di riflessi) di anticipare il governo su questo terreno. E, per inciso, nasce spontanea una domanda che ci permettiamo , come organizzazione sindacale nata da 9 mesi, di rivolgere ai nostri 3 milioni di colleghi: se la contrattazione e gli stipendi sono bloccati e se neppure su questo il governo desidera conoscere l'orientamento dei suoi “collaboratori” e dei loro sindacati, voi a marzo dell'anno scorso cosa avete votato a fare nelle elezioni delle RSU?
Il resto sono particolari. Ridicolo il limite ai regali ma soprattutto la differenziazione interna sulla base delle mansioni e dell'amministrazione di appartenenza. Gravissimo (e sintomatico) invece che non sia passato l'altro decreto che era in programma , quello che prevedeva limitazioni per i soli dirigenti, relativo alle condanne penali subite e al passaggio da ruoli politici alla dirigenza. Così come una inammissibile limitazione della libertà e della privacy quella di dichiarare a quali associazioni si sia iscritti. C'è chi subito ha inneggiato a una nuova storica svolta nel rapporto tra cittadini e PA. Caso vuole che questo codice abbia visto la luce casualmente in coincidenza dell'uccisione, a Perugia, presso la Regione Umbria, di due incolpevoli impiegate da parte di uno squilibrato le cui condizioni di salute certo non sono state migliorate (anzi) dal rapporto da lui avuto, negli ultimi mesi con la macchina burocratica. Rivolgiamo un pensiero alla memoria delle due povere colleghe, auspicando che fatti così terribili non abbiano a ripetersi. Diciamo però al Ministro Patroni Griffi , al suo successore e alle forze politiche di non dimenticare mai che la crisi nel rapporto tra cittadini, lavoratori, imprese e la PA non è tanto provocata dal patetico “lei non sa chi sono io” né dalla penna regalata al dirigente ma dal mancato pagamento dei debiti della PA ai privati, dalla durata biblica dei procedimenti, dai disservizi, dall'infedeltà e dalla corruzione. Non aiutano a risolvere ciò gli stipendi da fame degli impiegati, il blocco dei contratti, l'ottusità di certi dirigenti. Speriamo che i sindacati rappresentativi , da voi scelti nella scorsa tornata elettorale, sappiano adeguatamente parlare al nuovo governo di queste questioni.

martedì 18 dicembre 2012

PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: IL SALVATAGGIO

DA IL MESSAGGERO DEL 17.12.2012

Precari, ecco chi si salverà nel pubblico impiego

La proroga dei contratti a luglio riguarderà soprattutto gli enti locali e il servizio sanitario nazionale. Parte la trattativa tra i sindacati e l’Aran per definire durata, intervalli e deroghe per il lavoro flessibile

LA MAPPA

ROMA Lavorano per Regioni e Comuni e per il Servizio sanitario nazionale. Sono soprattutto loro i precari della pubblica amministrazione che possono trovare una temporanea salvezza nella proroga dei contratti triennali al 31 luglio 2013. La modifica è stata presentata dal governo al Senato e inserita nella legge di stabilità. La mappa di chi entra e chi esce ha bisogno ancora di una serie di passaggi per chiarirsi definitivamente. Il primo, è l’accordo quadro che i sindacati sono chiamati a concludere con l’Aran per definire le regole relative ai contratti a tempo determinato sia per quanto riguarda la loro durata (massimo 36 mesi, ma è prevista la deroga nel caso di contrattazione collettiva), sia per l’intervallo tra un contratto e l’altro, che per definire i casi di proroghe e rinnovi. Con ogni probabilità tutto ciò avverrà a gennaio nonostante l’intenzione del ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi fosse di stringere i tempi e di arrivarci entro fine 2012. Non è stato possibile e anche questa è una delle ragioni della proroga che riguarderà i contratti triennali in essere al 30 novembre e che scadranno a breve per essere prorogati fino, al massimo, alla fine di luglio.
La proroga non sarà automatica. E questa è una delle ragioni che renderanno la norma meno ampia di quanto si fosse pensato. Intanto non ci rientrano i 130.000 precari della scuola (per il comparto valgono regole diverse), oltre la metà dell’esercito dei 250.000 contratti a termine utilizzati nella pubblica amministrazione. Riguarderà solo marginalmente l’amministrazione centrale poiché sono pochi, appena 14.893 (quasi 6 mila nella Ricerca e Università), i precari utilizzati nei ministeri ed enti. Si concentrerà invece soprattutto nell’oceano dei 100.052 precari utilizzati dagli enti locali, la metà dei quali lavorano nelle Regioni a statuto ordinario (e nei relativi Comuni), un numero quasi alla pari con il gruppone del Servizio sanitario nazionale (35.194).
L’emendamento del governo prevede che i contratti possano essere prorogati, ferme restando le leggi in vigore. Quindi, rispetto dei vincoli finanziari e delle compatibilità con le piante organiche rivisitate dalla spending review. In altre parole, non potrà essere prorogato il contratto se il posto non c’è più. Lo stabiliranno, caso per caso, le singole amministrazioni. Un caso a parte è quello dei ricercatori: molti di loro non gravano sulla pubblica amministrazione, lavorano su progetti finanziati da dotazioni europee e quindi le amministrazioni possono prorogare i contratti per salvaguardare il completamento dei progetti (è il caso del rinnovo recentissimo, fino al 2016, per i precari dell’Istituto nazionale di sismologia). Restano fuori dalla proroga, infine, le altre tipologie di contratto flessibile come i co.co.co o i contratti di somministrazione.
L’altra parte dell’emendamento riguarda la stabilizzazione dei precari riservando loro una quota del 40% dei posti nei concorsi pubblici. Per usufruirne, però, bisogna innanzitutto che si facciano i concorsi; per parteciparvi occorre vantare 3 anni di esperienza di lavoro con l’amministrazione che indice il bando. Senza riserva possono accedere i cococo che hanno maturato almeno tre anni di contratti. Un decreto del presidente del consiglio stabilirà i dettagli tecnici entro il 31 gennaio. 
Barbara Corrao

lunedì 26 novembre 2012

RAPPRESENTATIVITA' SETTORE PUBBLICO: PATRONI'S SECRET

Questo post , nell'ambito del settore pubblico, pensiamo sia il più importante tra quelli da noi finora scritti. Come nella Piovra, andiamo al cuore del problema, tocchiamo la cupola. Ricordate a marzo le elezioni RSU? Al termine delle quali tutti si dichiararono vittoriosi? Dopo le quali furono dati numeri proposti in mille maniere?Ecco, ora abbiamo il risultato finale certificato, Comparto per comparto, area per area. Con , per ogni organizzazione, voti e numero iscritti. E Assange non centra nulla.
Cliccate sul seguente link:
Domandiamoci prima di tutto perchè solo noi (che non c'entriamo niente, come avrebbe cantato Povia) vi forniamo subito questi numeri:perchè siamo nati solo 6 mesi fa
Poi conservateveli fino a tutto il 2015, almeno, quando imprecherete, saprete con chi prendervela, in percentuale.
Inoltre, guardando ai risultati di coloro che non hanno raccolto una delega e/o non hanno beccato un voto, potrete sempre immaginare cosa sarebbe stato se aveste colto l'attimo e provato l'avventura. Ma, come si sa, ogni lasciata è persa.
Pensate alla goduria di chi ha conquistato la rappresentatività e che invidierete perchè “conta “ qualcosa, può partecipare agli incontri con i dirigenti, già pregusta i favori da chiedere e da ricevere, già starà spuntando la lista dei regali promessi in campagna elettorale. E anche se non mantenesse, chissenefrega, ormai quel che è fatto è fatto e per 3 anni nessuno può ripensarci. Un pensiero anche a chi pur non facendo nulla per il proprio sindacato ha usufruito e continuerà a farlo del distacco sindacale , pagato dallo Stato, cioè dal contribuente (anche da voi) a maggior ragione dopo l'entusiastica conferma ricevuta dal corpo elettorale. E ai permessi sindacali, tanti, di cui fruiranno solo i sindacati di serie A (la serie B , in questo contesto, dura 3 anni). Interessa solo il pubblico? No, perchè in base all'accordo sulla produttività, per volontà di CISL, UIL, UGL (in attesa che la Camusso ceda alla corte di Monti e Passera i quali allo scopo hanno relegato in cucina la Fornero) questo sarà il futuro della rappresentatività anche nel settore privato. Una bella auto a 4 posti con uno o due seggioloni su cui a turno si accomoderanno alcuni sindacati più piccoli cui, per non disturbare, verrà messo in bocca il biberon. Alcuni di voi ricorderanno l'avvio degli organi collegiali della scuola. Organismi che sin dall'inizio non contavano nulla (e è stato così per anni) che però erano l'occasione per contarsi e per mettere un tappo istituzionale e burocratico alle battaglie di massa. Non contano nulla le RSU, pubbliche e private, non conteranno nulla i lavoratori nel prossimo sistema e sarà così per anni. Altri elementi emergono dall'analisi dei tabulati. Per esempio che esiste quasi un sindacato per ogni dipendente. Segno che i propositi di cambiamento si scontreranno sempre con una volontà superiore in Italia: quella di ogni gruppo d'interesse, corporativo, anche riferito a singole amministrazioni , di trarre vantaggio dal creare una sigla. Da questa considerazione si potrebbe desumere che il voto dei lavoratori nella pubblica amministrazione è , fondamentalmente, un voto di tipo clientelare. Ma non sta bene, non è politicamente corretto dirlo e noi non infrangeremo questa regola. Anche perchè c'è qualcosa che non quadra. Infatti le clientele presuppongono l'esistenza di un bene o di un privilegio anche piccolo cui accedere.Qui praticamente si tratta di aspirare a e dividersi il nulla. Quindi una gigantesca e ridicola allucinazione di massa .A meno che non si attribuisca un valore al pulire la sedia al direttore di turno prima che la riunione inizi. Parliamo allora di un condizionamento di tipo socio culturale che interessa gran parte della platea del lavoro pubblico, soprattutto in certe zone del Paese, dove la Pubblica Amministrazione è traguardo sociale più ambito . Ossia, l'illusione che conquistando un posto fisso si entri in qualche modo in un contesto privilegiato e che se, durante la propria vita lavorativa si è furbi e si sa fregare il collega si può fare “carriera”. Senonchè ciò poteva valere per le passate generazioni. Ora ci sono i contratti bloccati su base decennale, gli stipendi da fame, le punizioni disciplinari, i dirigenti nella posizione dei signorotti medievali, la corruzione eretta a sistema che risorge tra una retata e l'altra, la vendita del servizio ai privati non nell'interesse pubblico, una collettività che non ha più soldi, massacrata dal fisco e che piuttosto si farebbe mutilare pur di non dare più soldi a questa Pubblica Amministrazione da paese delle banane. Perfettamente funzionale a tutto ciò è la presenza, in tutti i settori, nella stessa maniera, dei soliti sindacati, col solito numero di iscritti, coi soliti voti. Noterete che le organizzazioni più rumorose (i “conflittuali”), che vi bombardano di e-mail (e lo fanno da anni) ottengono un risultato striminzito, non sfondano. Poi ce ne sono altre, di cui non avete mai sentito parlare, non avete mai letto una e-mail, che ottengono stabilmente risultati ottimi. Ma non si sa neppure cosa propongono. E' evidente che, nella più fedele tradizione del sindacato autonomo è gente che “sa” lavorare, “sa” cosa interessa veramente all'impiegato medio e ha conquistato una sua credibilità dando prova di saper “far ottenere” ciò che è più richiesto. Ovviamente nella massima discrezione.
Non sappiamo cosa accadrà nel 2015, tra tre anni. Molto dipenderà dal quadro sociale e politico di allora che ovviamente è imprevedibile. Crediamo, molto realisticamente, che la scelta di ogni pubblico impiegato (ma, per quanto detto, ormai, di ogni lavoratore, anche privato) sarà tra l'essere protagonista di future trasformazioni o quella di aspettare passivamente e di di vedere cosa accada, cercando, auspicabilmente, di riuscire a conservare il posto, anche lavorando praticamente gratis (come sta avvenendo di fatto da un po' di tempo). Quel che è certo è che il quadro presente nei tabulati dell'ARAN è rappresentativo non già di una conquistata partecipazione o protagonismo dei lavoratori quanto dell'inutilità di organismi concepiti per mettere guinzaglio e museruola ai lavoratori stessi o quanto meno a quelli, una minoranza, ancora un po' vivaci . Per fortuna la storia ci insegna che anche costruzioni più complesse potranno essere bypassate e quindi ignorate da chi vorrà, prima o poi, prendere in mano il proprio destino.
L'AGL, pur rispettando la volontà democratica espressa da migliaia di lavoratori e questi organismi che debbono essere considerati, a loro modo, delle "Istituzioni”, è comunque orgogliosa di non far parte di questo inganno e di avere le mani libere da interessi e rapporti imbarazzanti. Utilizzeremo questa libertà da vincoli per raccontarvi la nostra verità e per proporre le nostre soluzioni innovative e contro corrente, nel panorama sindacale italiano , come abbiamo tentato di fare sin dalla nostra fondazione.

martedì 13 novembre 2012

PATRONI GRIFFI TWITTA (CIOE' CINGUETTA) DURANTE L'INCONTRO CON I SINDACATI RAPPRESENTATIVI

"Più di 4.000 esuberi tra dipendenti della Pubblica Amministrazione

Lo ha comunicato via Twitter il ministero della Funzione pubblica durante l'incontro con i sindacati sulle eccedenze

Pubblicato il 13/11/12 da TMNews in Economia
Roma, 13 nov. (TMNews) - Ammontano a 4.028 gli esuberi, tra gli impiegati, nella Pubblica amministrazione. Lo ha comunicato, via Twitter, il ministero della Funzione pubblica mentre è in corso l'incontro con i sindacati per illustrare i numeri delle eccedenze nella P.A.Il provvedimento di riduzione delle piante organiche riguarda 50 amministrazioni centrali. In seguito - ha spiegato il ministero - ci sarà un ulteriore provvedimento che riguarderà l'Inps, il ministero della Giustizia e gli enti parco.
Le 4.028 unità in eccedenza riguardano, in particolare, il personale non dirigenziale."

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Commento ALP-AGL

Ricordiamo ai lavoratori pubblici che il 28 settembre, con lo sciopero generale del pubblico impiego, alcuni dei  sindacati rappresentativi e alcuni di quelli conflittuali vi avevano fatto regalare alle Pubbliche Amministrazioni la trattenuta di un giorno di lavoro.Che altri sindacati rappresentativi avevano sostenuto che non era il momento di scioperare perchè c'erano margini di trattativa. Che altri sindacati rappresentativi e/o conflittuali annunciavano che avrebbero organizzato chissà quali sommovimenti di milioni di lavoratori.
Come avevamo ampiamente previsto, trattandosi di iniziative rituali e sterili, il governo se ne sarebbe infischiato. Così come il Ministro Patroni Griffi oggi che addirittura twitta di fronte alle "temute controparti" alla vigilia del gigantesco sciopero europeo di domani 14 novembre che farà risparmiare solo soldi allo Stato (che li dirotterà in premi ai fedeli dirigenti, come è avvenuto, a tappeto, nel Ministero del Lavoro) e disagi ad altri lavoratori per il blocco dei trasporti pubblici.
Cari lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, se siete contenti così, continuate a votare, ad iscrivervi, a farvi fare trattenute a beneficio di questa gente che dice di rappresentarvi.E buona fortuna a chi sta per perdere il lavoro.

mercoledì 5 settembre 2012

IERI L'INCONTRO TRA I SINDACATI RAPPRESENTATIVI DEL PUBBLICO IMPIEGO E IL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PATRONI GRIFFI

Siamo entrati in possesso di un filmato della riunione con le dichiarazioni finali dei partecipanti. Purtroppo per un disguido sono andati persi i nomi scritti in sovraimpressione.Sappiamo per certo però che uno di loro era il portavoce unitario designato dai sindacati rappresentativi del  pubblico impiego. Qualcuno saprebbe dirci quale sia tra i  cinque personaggi?

martedì 31 luglio 2012

I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: CONTINUA L'INCANTESIMO DI PATRONI GRIFFI

Il Ministro-Mago Patroni Griffi continua a ipnotizzare i sindacati rappresentativi del pubblico impiego.Dopo aver fatto apparire il mostro (i licenziamenti) , dopo lo zucchero filato (l'intesa del 3 maggio) , dopo aver spento la luce il 25 luglio e lasciato in un buio inquietante la parte sindacale, dopo
averla risvegliata con una doccia gelata con l'approvazione della spending review il 30 luglio e dopo aver evocato l'orco dei ventimila licenziamenti nel pubblico impiego ha  proiettato nelle menti confuse dei pur esperti rappresentanti sindacali l'immagine di un bivio. Uno strano bivio che a un certo punto, dopo qualche miglio, si ricongiungerà e porterà sotto terra i nostri amici (poco male) ma soprattutto i lavoratori pubblici italiani.Già CGIL,UIL e UGL si sono buttati a sinistra (lo sciopero e la solo apparente barricata che più che altro li metterà al riparo, loro e le loro coscienze, dall'ira dei lavoratori) . La CISL invece ha preso il ramo di destra: no allo sciopero, continuare a seguire gli esperimenti del Ministro a settembre, cercare di rendere presentabile il tutto attraverso la trasformazione , all'ARAN, dell'intesa del 3 maggio in accordo quadro sulle relazioni sindacali. Il Ministro continua a ripetere incessantemente la formula magica: "licenziamenti, prepensionamenti, mobilità" , gli apprendisti stregoni CISL assicurano che no, il Ministro non licenzierà nè esoderà nessuno.
Come AGL magari non saremo ancora così esperti, tuttavia alcuni concetti ci sembrano chiari e non sembra che i trucchi di Patroni Griffi stiano facendo grande effetto su di noi.
Innanzitutto: Patroni Griffi (peraltro persona serissima e preparatissima) ha perso ogni credibilità come Ministro della Funzione Pubblica. Dall'inizio del suo mandato ha detto e scritto tutto e il contrario di tutto.E per di più ha sberlinato innanzi agli occhi dell'opinione pubblica sindacati la cui serietà ed autorevolezza fino ad oggi non era stata mai messa così in discussione (una volta, se ricordate, in Italia i Sindacati erano temutissimi e rispettati). Si abbia la decenza , visto che dobbiamo recuperare qualche punto nell'immagine-Paese, da parte delle maggiori confederazioni, di chiederne le dimissioni e/o lui stesso abbia l'orgoglio di capire di aver sbagliato dicastero (forse lo Spettacolo sarebbe stato  più adatto a lui, anche considerata la lontana parentela col grande regista che portava lo stesso cognome).
Secondo, come era buona norma fare una volta, i sindacati rappresentativi chiedano di trattare direttamente con Monti, nel frattempo. Gli facciano intendere però, preventivamente, anche ad agosto, che senza una P.A. che lo supporti qualsiasi tentativo di cambiare il Paese sarebbe velleitario. E, per dimostrarglielo, più che organizzare scioperi generali, cominciamo a fare vedere al governo cosa significa paralizzare per un congruo intervallo di tempo  una singola Amministrazione (chiaramente una di quelle che contino qualcosa e non quelle che fungono da cimitero degli elefanti dirigenziali). Facciamo un pò i "camionisti" della P.A. quindi.
Avrete già capito quindi che per l'AGL sono inutili sia nuovi scioperi generali sia trattative con Patroni Griffi (i cui impegni sarebbero sconfessati a stretto giro di posta- i precedenti conteranno pure qualcosa - da lui stesso)
Due sono le condizioni da pretendere: la presenza del Ministero dell'Economia in ogni fase delle future trattative con impegni scritti da parte dello stesso sulla sostenibilità di bilancio delle soluzioni che si andranno a concordare col Presidente del Consiglio; l'edificazione di una vera e propria Linea Maginot che fissi due pregiudiziali assolute e non negoziabili: 1) prepensionamenti solo volontari 2) nessun licenziamento di presunti esuberi nè quelli risultanti dalle presenti piante organiche nè quelli che potrebbero emergere dalla revisione delle stesse (e qui le altre confederazioni farebbero bene a non lasciare sola la CISL a trattare di queste cose col Governo). Come più volte abbiamo detto, la bandiera che il movimento sindacale pubblico deve far propria senza più esitare è quella della "mobilità dei dipendenti pubblici da una amministrazione all'altra nell'interesse dei cittadini" (è sempre e solo stata evocata solo a parole) e non della mobilità come anticamera del licenziamento (i 24 mesi all'80% dello stipendio).  Quindi i posti nella P.A. vanno difesi e mantenuti, tutti.Non facciamo del blocco del turn over nè una sciagura nè un tabù: c'è stato (111 mila posti in meno calcolati negli ultimi anni), è un portato naturale del progresso tecnologico che non va rallentato solo per perpetuare una PA anche ammortizzatore sociale e bacino elettorale o per non far perdere l'esercito a dirigenti pupilli della politica o su quelle poltrone per eredità Non c'è bisogno di istituire commissioni di studio per sapere quali pubbliche amministrazioni in Italia non servono a nulla (non per colpa di chi ci lavora dentro ma per obsolescenza di norme e funzioni, nonchè per fallimento di modelli organizzativi della PA che solo in Italia residuano) e quali potrebbero essere invece, se supportate da nuovo personale e da adeguati supporti informatici, potenzialmente, fattore di rinascita del ruolo della PA. Non c'è più tempo, sbrighiamoci a farlo.
Da ultimo, i dipendenti pubblici vigilino su comportamenti che spiace perfino interpretare in maniera così maliziosa. E' evidente che la scelta della CISL è una ciambella lanciata a una maggioranza in difficoltà per consentirle di guadagnare tempo e dilazionare il più possibile scelte traumatiche che potrebbero avere sgradevoli effetti elettorali. Così come è palese che l'apparente intransigenza dell'altra parte dei sindacati, quella più bellicosa , oggettivamente remi nella stessa direzione di chi, da destra e da sinistra, voglia portare il prima possibile il governo Monti a cadere  e a monetizzare a livello elettorale la brutta figura.
Riflettano i lavoratori pubblici e comprenderanno che la battaglia non viene fatta, dai più grandi sindacati rappresentativi, a loro tutela e in loro nome ma per entità terze che continueranno in futuro a deprimere le pubbliche funzioni che dovrebbero innanzitutto essere al servizio dei più deboli.
Ci appelliamo pertanto a tutti i lavoratori pubblici e a tutte le forze sindacali che hanno a cuore la loro condizione affinchè non si imbocchi nè l'una nè l'altra strada e si vada invece diritti, costruendo un nuovo sentiero che ci porti, dopo tanti anni, ad essere protagonisti della costruzione del nuovo.

mercoledì 25 luglio 2012

IL MINISTRO PATRONI GRIFFI BIDONA I SINDACATI RAPPRESENTATIVI NEL PUBBLICO IMPIEGO


Era partito con preoccupanti preannunci di licenziamento nel pubblico impiego. Poi, con una giravolta, si era dimostrato, nel Governo Monti, il più malleabile con i sindacati del lavoro pubblico. I quali, in gran parte, contenti di aver trovato un "Direttore" (loro non possono fare a meno di direttori) così "umano", avevano con lui firmato un accordo con il quale speravano di rientrare in circolo. Ci hanno sviolinato questo accordo per settimane. Poi è arrivata la doccia fredda della spending review con lo storico taglio degli Statali. Increduli, ne hanno chiesto conto al Direttore, chiedendogli che mantenesse le sue promesse. Silenzio. Poi la convocazione, il 17 luglio, per oggi 25 a Palazzo Vidoni. Ma lui non si presenta perchè è impegato al Senato e propone l'aggiornamento a lunedì 30 luglio. Ma il 30 luglio l'iter parlamentare sarà concluso e, come ama fare la CISL, ci sarà solo da allargare le braccia rassegnati. Ciò mentre in Spagna gli statali stanno combinando cose mai viste. Ma questi sindacati, al di là delle deleghe e dei voti alle RSU sono veramente rappresentativi del vostro modo di essere, lavoratori pubblici italiani? Sarebbe ora che ci iniziate a riflettere sopra. Per ora tenetevi questo bidone, cercate di godervi le vacanze e vedrete che riscossa a settembre con lo sciopero generale di un giorno della CGIL. Già al governo stanno tremando tutti.......