Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro

Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
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venerdì 20 giugno 2014

E' SIN DALLA SUA NASCITA CHE L'AGL SOSTIENE LA STESSA TESI.MASSIMO RISPETTO PER CHI SCIOPERA MA ORMAI E' UN'ARMA SPUNTATA.GLI SCIOPERI NEI TRASPORTI SONO CONTROPRODUCENTI: SPOSTANO L'OPINIONE PUBBLICA DALLA PARTE DEI GOVERNANTI CUI SI CHIEDE DI POR FINE AI DISAGI.LO SCIOPERO NEL PUBBLICO IMPIEGO AVVANTAGGIA CHI DIRIGE LA BUROCRAZIA PERCHE' FA RISPARMIARE SOLDI CHE VANNO A FINIRE NEI PREMI DEI DIRIGENTI VENDUTI.E ANCHE IN CASO DI PROTESTA DURA OGNI DANNO E' SCARICATO SUL CONTRIBUENTE, CIOE' SUL LAVORATORE STESSO.MA ALLORA I LAVORATORI DEVONO STARE FERMI E SUBIRE? NO, DEVONO SEMPLICEMENTE CAMBIARE IL MODO DI COMBATTERE,COLPIRE I VERI RESPONSABILI DELLA LORO CONDIZIONE E ANDARSENE DAI VECCHI SINDACATI ("CONFEDERALI", "AUTONOMI "E "ANTAGONISTI") DIRETTI DA VECCHI E NUOVI TROMBONI IN DIVISA DA TRIBUNO DELLA PLEBE CHE, COME ACCADE PER I GENERALI DEGLI ESERCITI IN DECADENZA, SANNO SOLO ORGANIZZARE PARATE (GLI SCIOPERI) A USO E CONSUMO DELLA AUTOCONSERVAZIONE DEL PROPRIO RUOLO E DEI PROPRI PRIVILEGI.NON C'E' NULLA DI PIU' PREZIOSO DEL PROFITTO PER L'IMPRENDITORE PRIVATO E DELLA INTOCCABILITA' DELLA POLTRONA PER CHI COMANDA LA BUROCRAZIA.PORTAFOGLIO E CADREGA:E' LI' CHE BISOGNA COLPIRE!PERCHE' I VOSTRI "SINDACALISTI" NON LO FANNO GIA'?POSSIBILE CHE NON L'ABBIATE CAPITO?PERCHE' FANNO FINTA DI DIFENDERE VOI MA, DI NASCOSTO, PER AVERE FAVORI PER SE' STESSI, SI METTONO D'ACCORDO PROPRIO CON I VOSTRI PADRONI O I VOSTRI DIRIGENTI.SI CHIAMA "SINDACALISMO ALL'ITALIANA": CAPISCI AMME'!

                                          (nella foto: il Sen. Prof. Pietro Ichino)

dal sito del Sen. Prof. Pietro Ichino
http://www.pietroichino.it

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SCIOPERI CHE HANNO SEMPRE MENO SENSO

RIFLESSIONI DOPO ALCUNI SCIOPERI FALLITI, DALLA RAI ALLA MASERATI, DALLA SPEZIA A GRUGLIASCO
Intervista a cura di Alberto Brambilla, pubblicata su Il Foglio il 18 giugno 2014
Da forma eccezionale di protesta libera dei lavoratori che fu, secondo la concezione originaria dei padri costituenti, lo sciopero si è ridotto a una forma di contestazione anacronistica e inefficace, quando si parla di manifestazioni aziendali, rituale e impopolare, quando si parla di servizi pubblici. Gli “scioperi all’ultimo minuto”, “quelli dell’ultima ora (prima della chiusura)”, quelli “per allungare il weekend” (del venerdì o del lunedì nei trasporti locali) sono per la grande maggioranza riti logori con cui il sindacato “manifesta debolezza, mostrando di non saper dare segni di vita diversi da questo e più producenti”. La pensa così Pietro Ichino, giuslavorista, senatore di Scelta civica, ex Pd. A sollevare la riflessione è il caso dello stabilimento Fiat di Grugliasco dove lunedì la Fiom ha realizzato uno sciopero di un’ora per protestare contro i turni e le condizioni di lavoro concordati tra Fiat e gli altri sindacati firmatari del contratto aziendale (Fiom quindi esclusa) per fare fronte alla crescente richiesta di Maserati lì prodotte. Evento “assolutamente incomprensibile”, ha risposto Fiat con un duro comunicato, in uno stabilimento “che sta creando posti e opportunità di lavoro”, rianimato dopo sette anni di fermo e diventato il perno del rilancio globale di Fiat-Chrysler con la promessa di un miliardo di euro di investimenti da parte dell’ad Sergio Marchionne. Il successo numerico dello sciopero è discusso. Per Fiom avrebbe raggiunto picchi del 30 per cento di adesioni in certi reparti. Per Fiat solo dell’11 per cento, con 11 vetture prodotte in meno. Anche dal punto di vista della Fiom il risultato è “contropruducente”, dice Ichino: tanto che il segretario Maurizio Landini “farà bene a considerare che da esiti come questo viene confermata la debolezza del suo sindacato, intesa come capacità di raccogliere un consenso maggioritario, ma anche come capacità di sintonizzarsi con un nuovo sistema di relazioni industriali non più corrispondente al paradigma anacronistico dell’antagonismo tra imprenditore e lavoratori”. In uno stabilimento dove la Cgil – èra pre-Marchionne – aveva una percentuale bulgara, un sondaggio Fiom della settimana scorsa ha ricevuto solo per il 20 per cento di adesioni (476 su 2.000 schede distribuite) con un lavoratore su tre che si diceva rappresentato anche dalle altre sigle. “Lo sciopero è efficace se dimostra la volontà dei lavoratori di manifestare il proprio consenso con le scelte del sindacato. Negli anni Settanta si scioperava magari solo per un quarto d’ora al fischio del delegato sindacale, e si fermavano tutti: era il segno della forza organizzativa del sindacato, della sua piena presa sui lavoratori”. Perché la conflittualità persiste nonostante un contratto aziendale che, in teoria, dovrebbe ridurla? “Quando si esprime nella forma dello sciopero, la riduzione della conflittualità non è determinata dallo spostamento della contrattazione dal centro alla periferia, ma dalla contesto di piena dall’esposizione dell’impresa alla concorrenza globale”, dice Ichino.
“Soprattutto se le imprese operano in un contesto globale perché i lavoratori percepiscono che se si indebolisce l’azienda si fa un regalo ai competitor – dice Ichino, d’altronde la competizione per Fiat si sente: le immatricolazioni europee sono in ripresa ma a ritmi più contenuti rispetto ai concorrenti – e perciò, a maggiore ragione, nel vedere l’inefficacia di uno sciopero un lavoratore potrebbe i lavoratori tendono dunque a preferire un giorno di paga a uno di protesta inefficace”. Così è andata con lo sciopero mancato di Pasquetta in un ipermercato di La Spezia: i dipendenti hanno lavorato snobbando la chiamata della Cgil, altro caso clamoroso. Ma tra mobilitazioni numericamente esigue e successo discutibile che senso ha lo sciopero nel XXI secolo? “Per i padri costituenti era un’arma estrema, eccezionale. Poi, negli ultimi quarant’anni lo sciopero ha subito una degenerazione – dice Ichino –; è quasi scomparso dal settore manifatturiero per diventare una forma di lotta utilizzata quasi esclusivamente nel terziario, in quello dei servizi e soprattutto nei trasporti. E qui la sua efficacia si esprime non tanto nel produrre un danno al datore di lavoro – il quale anzi trae sovente un vantaggio economico dallo sciopero, vedi le aziende del trasporto pubblico locale che nel giorno di stop non hanno usura dei mezzi né consumo di carburante – quanto nel produrre un danno alla cittadinanza, finalizzato a una pressione sui poteri pubblici”. E’ qui che la protesta ha perso Perdendo il “carattere di eccezionalità”, la protesta ha “assunto frequentemente un carattere marcatamente opportunistico, con il grave issimo difetto di confondere tutti nel gruppo degli scioperanti, tra chi vuole solo approfittare di un weekend lungo e chi invece manifesta reale consenso alle istanze sindacali”. Ciò ha tolto allo sciopero “il valore morale che originariamente aveva e ha isolato il sindacato suscitandogli contro l’ostilità dell’opinione pubblica prevalente”. Com’è stato nel caso dei tagli governativi alla Rai con la retromarcia del sindacato dei giornalisti, l’Usigrai, da una protesta impopolare che ha diviso i confederali (Cgil e Uil intransigenti, Cisl dialogante). Quale altra forma di contestazione allora? “Non ci si deve preoccupare troppo se lo sciopero perde il carattere della ‘normalità sindacale’ che ha assunto negli ultimi decenni, recuperando la natura eccezionale che deve essergli propria”, dice Ichino. “La negoziazione delle condizioni di lavoro deve basarsi sulla ‘madre di tutte le sanzioni’ di cui i lavoratori dispongono: la minaccia di porre la loro professionalità al servizio di altri. Usare il mercato del lavoro minacciando efficacemente non lo sciopero, che distrugge ricchezza e fa danno anche agli scioperanti stessi, ma l’ingaggio di un imprenditore diverso. Nell’economia globalizzata questo è diventato sempre più a portata di mano, quando c’è un sindacato che sa fare il proprio mestiere.
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martedì 3 giugno 2014

MINISTRO POLETTI: ALLA VIGILIA DELL'EXPO E ALLA LUCE DEI SEGUENTI GRAVISSIMI FATTI, NON LE SEMBRA OPPORTUNO DARE UNA "AGGIUSTATINA" AI VERTICI AMMINISTRATIVI E ISPETTIVI DELLA DIREZIONE REGIONALE DEL LAVORO DELLA LOMBARDIA E DELLA DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO DI MILANO?

da www.corriere.it

L?operazione? Sei arresti. Tra loro ispettori del lavoro, due imprenditori, un carabiniere infedele: «Se pagano faccio tutto»

Fermata la banda del tachigrafo

Si vendevano ai camionisti per frigoriferi, condizionatori e viaggi ai Caraibi Griffati «In cambio la ditta mi ha regalato una borsa e un portafogli di Louis Vuitton»


Si vendevano per un frigorifero, un viaggio ai Caraibi, un altro a Disneyland Parigi, un orologio, un borsellino Louis Vuitton, un condizionatore, soldi contanti. Gli ispettori del lavoro, perennemente eccitati dall?idea di un regalo in arrivo, accettavano di tutto. Vivevano in funzione delle mazzette, dei doni, degli euro consegnati in una busta e dentro la confezione di un cd musicale. Del resto il mantra, come sintetizzato da un altro della banda che falsificava i tachigrafi dei camion e risparmiava multe ai guidatori e guai alle loro aziende, era il seguente: «Tutto si può fare, basta pagare». Pensiero e parole, per il dolore dell?Arma, dell?appuntato Antonio Sorrentino, lui pure arrestato con i tre ispettori. Il carabiniere infedele Sorrentino pilotava le denunce, le aggiustava . La Direzione milanese del lavoro è nella bufera, per questo marcio che avanza: l?inchiesta, condotta dagli stessi carabinieri che non hanno esitato a far piazza pulita, per prima cosa al proprio interno, senza sconti, con decisione, è la seconda tranche. Mesi fa già era finita in manette lady bustarella , al secolo Maria Assunta Spanò, 49 anni, che, beccata e catturata, s?era subito messa a cantare , vendendosi i soci. Lady bustarella aveva fatto nomi, aveva spiegato come funzionavano i traffici sporchi, aveva elencato come s?era arricchita nel corso degli anni. Con lei agiva il socio Stefano Martinelli. Costui, presentato e introdotto nelle ditte di camion dalla Spanò, assicurava agli imprenditori che con un software da lui inventato si potevano alterare i dati dei tachigrafi. I camionisti debbono rispettare, oltre che il codice della strada, precise disposizioni sui tempi e i chilometri della guida. In caso di infrazioni, rischiano la patente e il posto di lavoro. Ma in virtù delle azioni criminali della banda, ci son stati camionisti che hanno evitato di perdere anche 62 punti sulla patente e multe da migliaia di euro. Sei in totale, a quest?ultimo giro, gli arrestati. Del carabiniere Sorrentino, 48 anni, abbiamo detto. Si aggiungano altri tre ispettori della Direzione del lavoro che incassavano e due imprenditori che pagavano. Gli ispettori: Giuseppe De Fina (57 anni), Elio Montini (56) e Giuseppe Pellerito (51). Gli imprenditori: Salvatore Castaldi (44i) e Pietro Ciprì (41). Nelle pagine di custodia firmate dal gip Giuseppe Gennari scorrono avidità e incassi fraudolenti, denaro in cambio di «controlli leggeri», e scorrono questi titolari d?azienda che anziché indignarsi, denunciare, non fiatavano: vedevano com?era il sistema e si adattavano, senza alcun scrupolo morale. Le ispezioni di Spanò e compagnia erano piuttosto visite di piacere, un caffè, quattro chiacchiere e due risate, insomma una farsa. E intanto si ignoravano camionisti che bruciavano le tappe, guidavano stanchi morti e andavano a folle velocità, per consegnare prima la merce e ricevere un premio in busta paga. Le indagini sono dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro: in sei mesi, trenta gli episodi accertati. Gli ingranaggi erano così oliati che gli arrestati si permettevano di far gli snob. Sentite un racconto della Spanò: «De Fina non mancava mai di farmi pesare quanto mi aiutasse e tutte le volte che io gli chiedevo di darmi una mano nelle verifiche, mi sentivo in obbligo e allora lui chiedeva qualcosa... Disse che aveva bisogno di un condizionatore Daikin con due split... Lo voleva color argento... Ricevetti a casa il prodotto... De Fina venne a ritirare ma quando scoprì che era bianco e non argento si arrabbiò molto...».

Galli Andrea
Pagina 05
(01 giugno 2014) - Corriere della Sera





da www.ilgiorno.it

Cronotachigrafi dei tir truccati, sei arresti

mercoledì 3 ottobre 2012

SCIOPERO TRASPORTI: DOPO LO CHOC, RIFLETTIAMO E PROPONIAMO QUALCOSA DI NUOVO

Questo il resoconto e gli strascichi
Vorremmo innanzitutto dire che manifestiamo la nostra solidarietà sia ai lavoratori dei trasporti sia ai lavoratori (non del settore) che ieri hanno avuto grossi problemi per recarsi al lavoro.
NON siamo solidali con l'ASSTRA, con le Regioni, con il Governo, con i vertici delle Aziende di trasporto né con l'Organismo di Garanzia e tanto meno con i vertici delle Organizzazioni Sindacali promotrici dello sciopero. La responsabilità di quanto successo è di tutti costoro, tranne che dei lavoratori sopra richiamati.
L'ASSTRA farebbe bene a firmare, dopo 5 anni, il contratto di cui trattasi, il Governo e le Regioni a sollecitarla e a fare attenzione che i fondi verso quelle aziende vengano effettivamente dirottati verso le giuste destinazioni evitando di tagliare la dove si creerebbe un danno irreparabile. A volte si ha la sensazione che vi sia una sorta di complicità tra i vertici delle Aziende di trasporto e quelli dei Sindacati, come se fosse loro interesse comune mettere il coltello alla gola del consumatore per spillare più soldi al contribuente. Sarebbe infatti compito delle aziende vigilare che fatti come quello della saracinesca tra metro 1 e 3 a Milano non si verifichino. Quelle dell'Autorità di Garanzia poi sono le solite lacrime di coccodrillo quando ormai la frittata è fatta. Il quesito che anche stavolta è lecito porsi è: chi controlla l'Autorità di controllo?Chi verifica che i soldi con cui è mantenuta siano effettivamente ben spesi?
E' certo che il modello di limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici ha fallito gli obbiettivi.
Gli utenti hanno avuto (e, sembra, prossimamente ne avranno ancor di più) pesanti disagi e danni, le Aziende (che, come accade nel settore pubblico e in quello dei servizi falsamente privatizzati) non ci hanno rimesso un euro, anzi, hanno guadagnato le trattenute per lo sciopero e risparmiato gli istituti collegati alla presenza al lavoro, oltre a essere considerate, ora, tra le vittime dei lavoratori, i lavoratori ci hanno rimesso relativamente alla loro immagine, il rinnovo del contratto (che magari adesso scatterà, come contentino) non potrà non subire gli effetti della spending review.
Tragicomica poi è stata la predica del Corriere della Sera il quale sembra arrivato da Marte , mentre sarebbe bene ricordare come da anni abbia sottovalutato i problemi del trasporto pubblico, nell'esaltazione del trasporto privato , salvo mettere in sordina , vista la mala parata, i fallimenti della strategia FIAT, delle industrie petrolifere, dei gestori di autostrade e delle procedure di privatizzazione che hanno interessato Alitalia e Ferrovie dello Stato, oltre al trasporto pubblico locale. Basterebbe che il Corriere della Sera dirottasse anche parte delle energie impiegate a beatificare Mario Monti verso una sollecitazione al Ministro Passera di prendere in mano, una volta per tutte, i destini di questo disgraziato trasporto popolare nel nostro Paese.
Quanto ai lavoratori, anche se il diritto di sciopero è sacro, ci appelliamo a loro affinchè non danneggino più dei loro pari. La maniera ci sarebbe, anche se toglierebbe spazio alle burocrazie sindacali. Non risulta che altre categorie di lavoratori, quando scioperano, vadano a bloccare l'esistenza dei lavoratori dei trasporti, impedendo loro di uscire di casa e andare al lavoro. I lavoratori dei trasporti pertanto non devono procurare a persone per bene come loro quei disagi che mai essi vorrebbero per sé. Una maniera per dimostrare maturità (e scaltrezza, ma per vincere occorre anche questa) sarebbe quella che scioperassero solo i controllori e non il resto del personale. In questa maniera i passeggeri viaggerebbero gratis senza difficoltà (e la vostra popolarità, nei loro confronti, schizzerebbe alle stelle), l'azienda (associata all'ASSTRA che, ribadiamo, va condannata per questo suo atteggiamento) non incasserebbe nulla per quel giorno e, eventualmente, gli altri lavoratori, con una colletta, potrebbero rimborsare i controllori per la trattenuta subita.
Semplice, ma non si farà mai. Altrimenti come giustificheremmo la presenza , il ruolo e i guadagni di Autorità di Garanzia sugli scioperi, dei vertici sindacali e dei giornalisti del Corriere della Sera che si occupano delle vostre proteste “cattive” che mettono in crisi l'ordine dei tecnocrati?