L’art. 10 del del D.Lgs. 147/2012 prevede, per le attività di facchinaggio, che l’iscrizione al Registro delle Imprese o all’Albo delle Imprese artigiane sia subordinata alla dimostrazione della sussistenza dei soli requisiti di onorabilità. Pertanto, non saranno più oggetto di accertamento i requisiti di capacità economico- finanziaria e tecnico- organizzativi.
Confederazione Sindacale A.G.L. Alleanza Generale del Lavoro
(confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: c/o A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it
venerdì 14 settembre 2012
giovedì 13 settembre 2012
VOGLIAMO IL CONTANTE LIBERO E SENZA LIMITI, COME IN GERMANIA E IN OLANDA
Già da qualche settimana volevamo parlarne e l'articolo di due giorni fa del Prof. Luigi Marco Bassani
(leggi qui: http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=10-09-2012&pdfIndex=72) ce ne dà occasione.
Vorremmo, da parte nostra, aggiungere che sarebbe ora di eliminare, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, trattenute dalle buste paga, la figura del sostituto d'imposta e l'obbligo di aprire un conto corrente.
Il motivo è semplice: la pari dignità di ogni cittadino. Non è possibile che per il lavoratore dipendente sussista una presunzione di evasione fiscale e contributiva rispetto a un lavoratore di altro tipo.
Rischio che "salti" il sistema? E' già saltato, per tutti. Quel che è rimasto, per il momento, è una sorta di "ganasce" che uno Stato incapace di colpire i veri evasori, permeabile alla corruzione e governato da una casta di parassiti, ha agganciato a una serie di figure "sfortunate", tra cui , appunto, dipendenti, pensionati e vittime del sistema fiscale e bancario. Perchè tutti gli altri sindacati sono per la sostanziale abolizione del contante (proponendo soglie irrisorie, come i 50,100, 200 o 500 euro),pur sapendo che la limitazione toccherà fondamentalmente i più umili (altrimenti perchè soglie così basse)? Perchè, se analizzate bene, vi accorgerete che gli stessi vivono di una parte dei nostri stipendi e pensioni che arrivano loro sottoforma di contributi per Caf, Patronati, CCNL, Formazione Continua, Enti Bilaterali, di trattenute sindacali, di 5 per mille, di contributi per l'editoria, di stipendi per distacchi sindacali che, nello Stato vengono pagati non dai Sindacati ma dalla Amministrazione. E poichè con licenziamenti e inflazione determinate voci di reddito vanno scomparendo o riducendosi all'osso, da parte nostra non è più possibile, per loro, che noi si sgarri. Vorranno pure l'osso.Dobbiamo spiegarvi perchè chi lavora per la Rai (tra cui chi ha di recente proposto la totale abolizione del contante, Milena Gabanelli che, comunque, continuiamo a considerare una grande giornalista) ha interesse a che non si evada il canone (di cui, con l'occasione, proponiamo l'abolizione)e a che comunque lo Stato, anche accanendosi in maniera ineguale sulla categoria da cui è più facile ricavare entrate, non diminuisca di un euro le stesse?
Quindi, caro Monti, se Lei vuole che tutti concorrano a superare la crisi, faccia in modo che non esistano "figli di un dio minore" costretti a pagare al pari o (più spesso) di più dei più fortunati.Ci dia un pò di fiducia e respiro.Non è certo assegnandoci un mastino per controllarci che noi potremmo ricambiarLa con l'affidamento di cui ha bisogno.
(leggi qui: http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=10-09-2012&pdfIndex=72) ce ne dà occasione.
Vorremmo, da parte nostra, aggiungere che sarebbe ora di eliminare, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, trattenute dalle buste paga, la figura del sostituto d'imposta e l'obbligo di aprire un conto corrente.
Il motivo è semplice: la pari dignità di ogni cittadino. Non è possibile che per il lavoratore dipendente sussista una presunzione di evasione fiscale e contributiva rispetto a un lavoratore di altro tipo.
Rischio che "salti" il sistema? E' già saltato, per tutti. Quel che è rimasto, per il momento, è una sorta di "ganasce" che uno Stato incapace di colpire i veri evasori, permeabile alla corruzione e governato da una casta di parassiti, ha agganciato a una serie di figure "sfortunate", tra cui , appunto, dipendenti, pensionati e vittime del sistema fiscale e bancario. Perchè tutti gli altri sindacati sono per la sostanziale abolizione del contante (proponendo soglie irrisorie, come i 50,100, 200 o 500 euro),pur sapendo che la limitazione toccherà fondamentalmente i più umili (altrimenti perchè soglie così basse)? Perchè, se analizzate bene, vi accorgerete che gli stessi vivono di una parte dei nostri stipendi e pensioni che arrivano loro sottoforma di contributi per Caf, Patronati, CCNL, Formazione Continua, Enti Bilaterali, di trattenute sindacali, di 5 per mille, di contributi per l'editoria, di stipendi per distacchi sindacali che, nello Stato vengono pagati non dai Sindacati ma dalla Amministrazione. E poichè con licenziamenti e inflazione determinate voci di reddito vanno scomparendo o riducendosi all'osso, da parte nostra non è più possibile, per loro, che noi si sgarri. Vorranno pure l'osso.Dobbiamo spiegarvi perchè chi lavora per la Rai (tra cui chi ha di recente proposto la totale abolizione del contante, Milena Gabanelli che, comunque, continuiamo a considerare una grande giornalista) ha interesse a che non si evada il canone (di cui, con l'occasione, proponiamo l'abolizione)e a che comunque lo Stato, anche accanendosi in maniera ineguale sulla categoria da cui è più facile ricavare entrate, non diminuisca di un euro le stesse?
Quindi, caro Monti, se Lei vuole che tutti concorrano a superare la crisi, faccia in modo che non esistano "figli di un dio minore" costretti a pagare al pari o (più spesso) di più dei più fortunati.Ci dia un pò di fiducia e respiro.Non è certo assegnandoci un mastino per controllarci che noi potremmo ricambiarLa con l'affidamento di cui ha bisogno.
ROMA: PROSTITUTA ROMENA PICCHIATA E BRUCIATA VIVA. E' ORA DI AFFRONTARE LA QUESTIONE.
Riaffiora, di tanto in tanto, sulla base anche di questi orribili fatti di cronaca, il dibattito sul fenomeno della prostituzione. In questo nostro Paese si dibatte e si scrive molto ma raramente vengono varate leggi “giuste” ma che farebbero storcere il naso ad una fetta consistente dell'elettorato. La nostra Federazione dei Lavoratori Atipici ALASU-AGL ritiene che la prostituzione vada regolata , a beneficio delle lavoratrici stesse e dei cittadini. Noi siamo per la costruzione di villaggi dedicati, come, ad esempio, quelli di Amsterdam e di Amburgo, dove le lavoratrici del sesso possano esercitare in sicurezza , al riparo dai peggiori sfruttatori, maniaci e malintenzionati di ogni genere e con controlli sanitari periodici. Certo, anche loro dovrebbero pagare delle tasse “giuste” (sottolineo “giuste” perchè la pressione fiscale nel nostro Paese è a dir poco esagerata ma questo è un altro tema). Molti parlerebbero di “Stato-pappone” ma trattasi di persone intrise di ideologia e moralismo stantii alle quali interessa davvero nulla di queste donne.
La prostituzione rientra nell'ambito del lavoro atipico e come Federazione ALASU-AGL siamo pronti a difenderne i diritti e ad ascoltare suggerimenti e consigli.
Ivano Savioni
Segretario Generale ALASU-AGL
MONTI DICE: "CON STATUTO DEI LAVORATORI MENO POSTI DI LAVORO" . E' IL "PEGGIORE LIBERISMO"?
Ecco le dichiarazioni di Monti che stanno facendo tanto discutere:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/09/13/MONTI-IMPOSTI-COSTI-ALTI-EVITARE-TRACOLLO_7468267.html
Anche noi vogliamo dire qualcosa in proposito.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/09/13/MONTI-IMPOSTI-COSTI-ALTI-EVITARE-TRACOLLO_7468267.html
Anche noi vogliamo dire qualcosa in proposito.
Se a partire dagli anni Settanta gli italiani decisero di dotarsi di uno Statuto dei Lavoratori evidentemente ciò corrispondeva a delle esigenze di rilevanza storica. Occorreva dare uno sbocco democratico alle proteste del '69.In un epoca in cui opzioni antidemocratiche erano tutt'altro che improbabili.
Monti già allora era professore universitario a Torino quindi parte della classe dirigente di questo Paese. Di qualcuno sarà pure responsabilità se in più di 40 anni l'Italia, paese di punta dell'Occidente, non è riuscita a trovare un equilibrio tra norme di tutela della dignità dei lavoratori e esigenze di sano sviluppo economico.
Monti sa (esperienze di altri Paesi ce lo dicono) che è vero che rendendo insignificanti i diritti dei lavoratori gli imprenditori (certi tipi di imprenditore) potrebbero essere invogliati ad assumere con più facilità ma è evidente che dalla schiavitù l'essere umano non può che ribellarsi, prima o poi, distruggendo in un attimo quanto costruito sull'ingiustizia.
Quindi appare abbastanza sconcertante una affermazione di tal genere in un uomo da tutti ritenuto equilibrato e moderato.
Monti sa bene quali motivazioni hanno portato alla nascita di un certo tipo di Europa unita, all'euro e quale sia il ruolo del potere bancario in questi processi. Non dobbiamo certo spiegarglielo noi. Gli chiediamo solo di avere altrettanto rispetto per la nostra intelligenza di quanto noi ne abbiamo per la sua.
E prima di parlare dei vantaggi di prezzo del passaggio all'euro sarebbe stato opportuno che avesse chiesto scusa a tutti quegli italiani la cui vita fu rovinata dalla speculazione che seguì quel transito, quando di fatto la conversione dei prezzi fu “da mille lire a un euro” , a parità di retribuzioni, con sostanziale dimezzamento del potere d'acquisto. A meno che egli voglia negare la continuità di linea di pensiero tra Prodi e lui (passando per Ciampi, Dini, Amato, ecc.).
Stendiamo poi un velo pietoso sulle considerazioni in materia di sovranità. Anch'esse sono offensive per tutti i comuni cittadini, in particolare per gli elettori , oggi disorientati, di quei partiti di cui Monti vanta il sostegno.
Monti è uomo di idee e si considera uomo di fatti. Ebbene, di fatti per ora ci sono solo: aumento dei prezzi e disoccupazione. Ci dimostri, prima della fine del suo mandato, di riuscire a mettere le mani in almeno una delle crisi aperte. Quella sarda, per esempio. Recupererebbe senz'altro in credibilità.
Infine abbiamo la reazione della Sig.a Camusso la quale tira in ballo il “peggiore liberismo”. Monti non era e non è un socialista e, riteniamo, sia uno dei migliori liberisti in circolazione. Se sta steccando l'esecuzione dell'opera, forse, è perchè chi lo sostiene, tra cui qualcuno molto vicino, politicamente, alla Sig.a Camusso, non gli ha dato uno spartito ma un bigino di diritto del lavoro(quello che gli studenti usano quando non vogliono fare troppa fatica per sostenere un esame e cercano quindi una scorciatoia) . E lui, colpevolmente, si adatta. Ma forse non è neanche colpa degli amici della Camusso, bensì dei loro "genitori" ideologici degli anni settanta che non hanno saputo conservare e dare in eredità i testi completi ai loro discendenti politici i quali, più "terra terra", sono attenti solo alla tutela del “loro” di “lavoro”.
mercoledì 12 settembre 2012
ORDINANZA DELLA CASSAZIONE-EXTRACOMUNITARI-NON AUTOMATICA L'ESPULSIONE SE DOMANDA RINNOVO OLTRE I 60 GIORNI
Dal sito della DTL di Modena (che ringraziamo) www.dplmodena.it
""""""""""Con ordinanza n. 15129 del 10 settembre 2012, la Corte di Cassazione ha affermato che il ritardo nella presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno non fa scattare l'espulsione automatica del cittadino extracomunitario.
Secondo la Suprema Corte, "la spontanea presentazione ai sensi dell'articolo 13 del D.L.vo 25 luglio 1998 n. 286, della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di 60 giorni dalla sua decadenza non consente l’espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale". Era dunque "obbligo dell’amministrazione esaminarla" e se del caso respingerla ma non "semplicemente ignorarla".
La Sentenza n. 15129/2012
""""""""""
SENTENZA CASSAZIONE: QUANDO LAVORO AUTONOMO E QUANDO LAVORO SUBORDINATO?
Con la sentenza n. 14965 del 6 settembre 2012, la Corte di Cassazione è intervenuta sul caso di un lavoratore che, prestando servizio sistematicamente per 4 ore al giorno e sotto direttive presso un azienda, era considerato come collaboratore anche in virtù del fatto che svolgeva un’altra attività lavorativa presso un altro datore di lavoro.
La Corte, oltre a chiarire la possibilità della sussistenza di due diversi rapporti di lavoro dipendente in capo allo stesso soggetto, precisa che il lavoratore in questione deve essere considerato un dipendente a tutti gli effetti per via della costanza nell’apporto lavorativo e della presenza dell’elemento della subordinazione; tuttavia l’onere della prova della presenza di questo ultimo elemento spetta all’Inps.
La Corte, oltre a chiarire la possibilità della sussistenza di due diversi rapporti di lavoro dipendente in capo allo stesso soggetto, precisa che il lavoratore in questione deve essere considerato un dipendente a tutti gli effetti per via della costanza nell’apporto lavorativo e della presenza dell’elemento della subordinazione; tuttavia l’onere della prova della presenza di questo ultimo elemento spetta all’Inps.
Per il testo della sentenza, vai sul sito del CNAI, Coordinamento Nazionale Associazioni Imprenditori
(che ringraziamo). Clicca sul link:
http://www.cnai.it/allegati/novita/212_Sentenza_Cassazione_n.14965_06.09.2012_.pdf
REFERENDUM SULL'ART.18? MA CI FACCIA IL PIACERE!....
Parliamoci chiaro: questo referendum non consentiranno mai che venga fatto. E i promotori lo sanno. E' una iniziativa (legittima, per carità) per conquistare uno spazio politico da parte di un area che numericamente in Parlamento è minoritaria o assente per mancato raggiungimento del quorum. Il vero obbiettivo non è la Fornero ma quella parte della sinistra che ha ritenuto di sostenere Monti. Una guerra interna quindi allo schieramento politico, sulla testa dei lavoratori che hanno ben altro a cui pensare. A una parte di esso, quello di centro sinistra perchè l'altra metà della mela, il centro e la destra, su questa questione hanno sempre avuto le idee molto chiare (gliene va dato atto): per loro l'art. 18 e la contrattazione nazionale sono state, sono e saranno, seppur nell'attuale versione "ammaccata" una jattura.
Contemporaneamente, assistiamo, sul versante sindacale, alla allucinante ripresa della "concertazione" tra Governo (che già, separatamente, dalla parte datoriale ha ricevuto incoraggiamenti, anche perchè quelle Associazioni non sanno veramente più a che santo votarsi in un momento in cui per una specie di nemesi questa volta è l'imprenditore, in Italia, a cui si pone la sola alternativa tra estinguersi o emigrare) e CGIL, CISL,UIL, UGL.
Anche qui siamo alla pantomima.Si parla di "produttività" ma tutti si guardano bene dal fare esempi concreti di cosa si tratterebbe, in realtà. Tutti sappiamo che tra Monti e la CISL c'è stato un accordo sottobanco e la palla ora è tra gli altri tre sindacati i quali dovranno trovare il modo di cucinare un grande "accordo" (di quelli che in Italia si fanno ogni vent'anni) che consenta al governo Monti e al bis di inizio prossima legislatura di non essere fatto a pezzi dal conflitto sociale.Il tempo stringe perchè la paura di molti di loro è che in campo sindacale possa crescere un soggetto "destabilizzante" analogo a quello che, sul piano politico/partitico/elettorale sta agitando i sogni di molti (Grillo).
Presumibilmente le due blindature avverranno, sul piano politico, con la nuova legge elettorale e, su quello sindacale, con il perfezionamento e il crisma "istituzionale" dell'accordo del giugno 2011 tra le grandi Confederazioni sul tema della rappresentatività.
Stupisce che all'interno della CGIL e della UIL sia ancora così debole l'opposizione verso questo processo che le sta riducendo a spettatrici e comprimarie rispetto alla tela tessuta dalla CISL (con l'abile gioco di sponda dell'UGL), stupisce che coloro che stanno proponendo questo referendum senza destino non colgano l'occasione non solo per alzare la posta ma per portare la contesa all'interno dei maggiori sindacati su temi veramente innovativi e "spiazzanti". Perchè nessuno dice che la battaglia contro le sole modifiche all'art. 18 e di salvaguardia del CCNL vecchio tipo è di retroguardia? E che il vero obbiettivo su cui mobilitare le masse dei lavoratori sarebbe (cosa hanno più, infatti, da perdere?) l'estensione del vecchio art. 18 a tutti i lavoratori, anche a quelli che ne rimasero esclusi a partire dal 1970 (ricordiamoci che questa posizione allora venne accantonata in nome di un compromesso) e il superamento dei CCNL (divenuti ormai testi che non tutelano più il lavoratore su nulla) a favore di una contrattazione più prossima alla realtà dei luoghi di lavoro (regionale, territoriale, aziendale) in cui (questa è l'unica cosa da recuperare dell'art. 8 concepito da Sacconi) venga potenziato il ruolo e la ragion d'essere dei sindacati nella gestione della trattativa e di scelte anche critiche, ma necessarie in queste fasi per lo più inedite della vicenda produttiva.Ma non dei soli e soliti 3 (+1) sindacati "buoni" ma di tutti i sindacati , compresi quelli che da anni vengono istituzionalmente (da ultimo con Monti ieri) esclusi dalle riunioni che contano (e rimangono zitti e buoni perchè, pensano, tanto una razione di biada anche per loro, se faranno i bravi, ci scapperà). Quindi basta con questa finta "rappresentatività", nel privato ma anche e soprattutto nel Pubblico Impiego (con elezioni tanto simili a quelle che una volta venivano concesse dalle dittature, eleggendo per giunta RSU che non contano nulla), basta con le prerogative a beneficio di poche sigle (distacchi innanzitutto, nel pubblico, tra l'altro, pagati dal contribuente), pari dignità e diritto di tribuna per tutti i sindacati ovunque (sia a livello istituzionale che aziendale) e soprattutto vera riforma dell'art. 19 dello statuto dei lavoratori (quello sulle rappresentanze sindacali aziendali), altro che l'accordo di giugno scritto ad uso e consumo di Bonanni, Camusso, Angeletti e Landini (e Centrella). Attendiamo che la parte più accorta del mondo politico e sindacale ci aiuti nella battaglia su questi contenuti che forse potrebbero interessare i lavoratori molto più di referendum votati alla sparizione e di riunioni concertative simili al teatro dell'assurdo.
martedì 11 settembre 2012
L'ENIGMA DI FINE ESTATE
Matteo Renzi
Marina Calderone
La soluzione dell'enigma
http://www.consulentidellavoro.it/browse.php?mod=article&opt=view&id=11440
E va bene, Renzi non voleva dire "i consulenti" del lavoro.
Ma allora a chi si voleva riferire, dato per scontato che i consulenti assistono le aziende e sarebbero i più contenti se, a parità di parcella, avessero meno da faticare, tra un adempimento e l'altro? Cosa voleva scrivere al posto de "i consulenti"? Cosa cesserebbe di esistere o verrebbe ridotto a minime dimensioni se le norme di diritto del lavoro fossero chiare, semplici e non si prestassero a interpretazioni (teoriche e pratiche) difformi , a seconda delle occasioni, dei soggetti interessati e dei territori in cui debbano essere applicate?
Facciamo quel gioco che consiste nell'immaginare cosa accadrebbe se all'improvviso un elemento importante del nostro mondo (nel nostro caso, del lavoro) sparisse: se ciò (stante l'attuale situazione giuridica e normativa) provocherebbe un blocco della nostra esistenza o invece una liberazione di energie e possibilità.E un enorme risparmio, di soldi e di adempimenti inutili.
La caccia alla soluzione è partita.
LA REGIONE ABRUZZO INCENTIVA ECONOMICAMENTE LE COOPERATIVE CHE ASSUMANO. C'E' TEMPO FINO AL 31 DICEMBRE 2012.
La Regione Abruzzo ha pubblicato il Bando "Cooperare 2012". L'avviso prevede l'erogazione di incentivi economici a favore di imprese cooperative che assumono, con contratto a tempo indeterminato (anche part time, purché non inferiore a 24 ore settimanali), disoccupati/inoccupati che diventino soci della cooperativa stessa.
Il luogo di lavoro deve essere ubicato all'interno dei confini geografici della Regione Abruzzo (ad eccezione dei "cantieri mobili") e la cooperativa non può licenziare il socio lavoratore interessato prima dei 24 mesi successivi all'assunzione, pena il recupero dell'intero importo dell'incentivo erogato.
L'ammontare dell'aiuto per ogni singolo lavoratore è fino ad un massimo di 10.000,00 euro.
Si possono presentare le candidature dal 27 agosto al 31 dicembre 2012. I dossier di candidatura sono esaminati giornalmente mediante il procedimento "a sportello". La dotazione finanziaria ammonta a 2 milioni di euro.
Link al sito Regione Abruzzo:
http://www.regione.abruzzo.it/fil/index.asp?modello=notiziaSing&servizio=LEE&stileDiv=sequence&msv=notizia169499&tom=169499
Complimenti alla Regione Abruzzo. Senz'altro un esempio da seguire per le altre Regioni italiane.
Il luogo di lavoro deve essere ubicato all'interno dei confini geografici della Regione Abruzzo (ad eccezione dei "cantieri mobili") e la cooperativa non può licenziare il socio lavoratore interessato prima dei 24 mesi successivi all'assunzione, pena il recupero dell'intero importo dell'incentivo erogato.
L'ammontare dell'aiuto per ogni singolo lavoratore è fino ad un massimo di 10.000,00 euro.
Si possono presentare le candidature dal 27 agosto al 31 dicembre 2012. I dossier di candidatura sono esaminati giornalmente mediante il procedimento "a sportello". La dotazione finanziaria ammonta a 2 milioni di euro.
Link al sito Regione Abruzzo:
http://www.regione.abruzzo.it/fil/index.asp?modello=notiziaSing&servizio=LEE&stileDiv=sequence&msv=notizia169499&tom=169499
Complimenti alla Regione Abruzzo. Senz'altro un esempio da seguire per le altre Regioni italiane.
MEDITATE,GENTE, MEDITATE!...
(nella foto, il Presidente Ecuadoriano Rafael Correa)
(tratto da Wikipedia)
“”””””””””(...)Rafael Correa è stato ufficialmente dichiarato presidente dell'Ecuador il 4 dicembre 2006 e il successivo 15 gennaio si è insediato come 56º Presidente della Repubblica.Ha promesso di combattere la generale corruzione della classe politica ecuadoriana.
Politica economica
Sin dal discorso inaugurale della sua presidenza, Rafael Correa ha eccepito la legittimità del debito pubblico ecuadoriano, in quanto contratto da regimi militari e denunciato il cosiddetto "Washington Consensus", ossia il pacchetto di prescrizioni del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell'amministrazione federale degli Stati Uniti per la gestione delle crisi economico-finanziarie dei Paesi in via di sviluppo.
A febbraio 2007 Rafael Correa e il nuovo ministro dell'Economia Ricardo Patiño hanno dichiarato che il governo non avrebbe sottoscritto alcun accordo che permetta al Fondo Monetario Internazionale di controllare il proprio piano economico, ma che l'Ecuador, in quanto membro del FMI, avrebbe portato avanti il report annuale noto come "Articolo IV". Pochi mesi dopo, tuttavia, seguendo l'esempio del presidente argentino Kirchner, ha chiesto la rinegoziazione del debito pubblico dell'Ecuador, che ammontava a 10,2 miliardi di dollari, pari al 25% del PIL e minacciato di dichiarare bancarotta e di sospendere i controlli di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale sui conti pubblici del Paese.
Alcuni osservatori internazionali hanno supposto che le dichiarazioni sul rischio di bancarotta facessero parte di una strategia per manipolare il mercato, deprimendo le quotazioni di alcuni strumenti finanziari legati ai titoli di stato ecuadoriani. Ciò avrebbe infatti permesso al governo di acquistarli ad un prezzo favorevole grazie al sostegno delle banche venezuelane. Correa ha respinto questa ricostruzione sostenendo che essa fosse una cospirazione messa in atto da banchieri potenti. La strategia tuttavia non è riuscita in quanto le istituzioni finanziarie venezuelane hanno operato in modo da trarre profitto dall'oscillazione dei prezzi. Dopo la diffusione di un filmato nel quale compariva il ministro delle Finanze Patiño che sembrava avvalorare la teoria della manipolazione , il 26 luglio 2007 Rafael Correa lo ha rimosso e destinato ad altro incarico. Successivamente Patiño è stato nominato ministro degli Esteri.
Con il manifestarsi della crisi economica globale del 2008, dopo il susseguirsi di alcune indiscrezioni il 12 dicembre 2008 Correa ha dichiarato ufficialmente la bancarotta dell'Ecuador, descrivendo come immorale il debito contratto "a causa della corruzione" dai regimi militari precedenti e dichiarandosi "pronto ad accettare le conseguenze". Ha quindi proposto un piano per il riconoscimento dei diritti dei creditori in misura pari al 30% del valore dei loro crediti. L'11 giugno 2009 è stato annunciato che il governo ecuadoriano ha riacquistato il 91% dei propri titoli di stato ad un prezzo compreso tra il 30 e il 35%.(...)””””””””””
(tratto da Wikipedia)
“”””””””””(...)Rafael Correa è stato ufficialmente dichiarato presidente dell'Ecuador il 4 dicembre 2006 e il successivo 15 gennaio si è insediato come 56º Presidente della Repubblica.Ha promesso di combattere la generale corruzione della classe politica ecuadoriana.
Politica economica
Sin dal discorso inaugurale della sua presidenza, Rafael Correa ha eccepito la legittimità del debito pubblico ecuadoriano, in quanto contratto da regimi militari e denunciato il cosiddetto "Washington Consensus", ossia il pacchetto di prescrizioni del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell'amministrazione federale degli Stati Uniti per la gestione delle crisi economico-finanziarie dei Paesi in via di sviluppo.
A febbraio 2007 Rafael Correa e il nuovo ministro dell'Economia Ricardo Patiño hanno dichiarato che il governo non avrebbe sottoscritto alcun accordo che permetta al Fondo Monetario Internazionale di controllare il proprio piano economico, ma che l'Ecuador, in quanto membro del FMI, avrebbe portato avanti il report annuale noto come "Articolo IV". Pochi mesi dopo, tuttavia, seguendo l'esempio del presidente argentino Kirchner, ha chiesto la rinegoziazione del debito pubblico dell'Ecuador, che ammontava a 10,2 miliardi di dollari, pari al 25% del PIL e minacciato di dichiarare bancarotta e di sospendere i controlli di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale sui conti pubblici del Paese.
Alcuni osservatori internazionali hanno supposto che le dichiarazioni sul rischio di bancarotta facessero parte di una strategia per manipolare il mercato, deprimendo le quotazioni di alcuni strumenti finanziari legati ai titoli di stato ecuadoriani. Ciò avrebbe infatti permesso al governo di acquistarli ad un prezzo favorevole grazie al sostegno delle banche venezuelane. Correa ha respinto questa ricostruzione sostenendo che essa fosse una cospirazione messa in atto da banchieri potenti. La strategia tuttavia non è riuscita in quanto le istituzioni finanziarie venezuelane hanno operato in modo da trarre profitto dall'oscillazione dei prezzi. Dopo la diffusione di un filmato nel quale compariva il ministro delle Finanze Patiño che sembrava avvalorare la teoria della manipolazione , il 26 luglio 2007 Rafael Correa lo ha rimosso e destinato ad altro incarico. Successivamente Patiño è stato nominato ministro degli Esteri.
Con il manifestarsi della crisi economica globale del 2008, dopo il susseguirsi di alcune indiscrezioni il 12 dicembre 2008 Correa ha dichiarato ufficialmente la bancarotta dell'Ecuador, descrivendo come immorale il debito contratto "a causa della corruzione" dai regimi militari precedenti e dichiarandosi "pronto ad accettare le conseguenze". Ha quindi proposto un piano per il riconoscimento dei diritti dei creditori in misura pari al 30% del valore dei loro crediti. L'11 giugno 2009 è stato annunciato che il governo ecuadoriano ha riacquistato il 91% dei propri titoli di stato ad un prezzo compreso tra il 30 e il 35%.(...)””””””””””
CARI OPERAI DELL'ALCOA, PER EVITARE CHE VENGANO SPENTE LE PRIME CENTO CELLE DELLO STABILIMENTO..........
..........chiedete ai Partiti di gemellarne ognuna con una delle cento Province italiane, col patto che ogni cella potrà essere spenta solo dopo che venga soppressa la Provincia abbinata ad essa. Vedrete che le celle dell'ALCOA diverranno eterne e voi lavorerete per sempre...........
lunedì 10 settembre 2012
IL MINISTRO DEL LAVORO FORNERO ALLA PREMIAZIONE DEL GP F1 DI MONZA. QUALE E' STATO LO SCOPO DELLA SUA VISITA?
Gli osservatori formulano tre ipotesi:
1) per portare fortuna ad Alonso (interruzione prove libere per guasto in tutte le sessioni di prova, superato dal messicano Sergio Perez, per un calo delle prestazioni della sua Ferrari - anche la Fornero, guarda caso, ha una direttrice generale del personale che si chiama "Ferrari" ma corre meno veloce- quando era secondo dietro Hamilton a pochi giri dalla fine)
2) studiare il caso dell'"esodato" Schumacher che entra ed esce tranquillamente dal mondo del lavoro passando dalle reti che lei invano dispone
3) consolare l'ormai "precario" Massa a cui il datore di lavoro ha imposto il "demansionamento" dal secondo posto a favore del "garantito" Alonso a pochi giri dal traguardo ma, ahimè, a cui è sfuggito il podio in quanto scavalcato dall'"extracomunitario" Sergio Perez.
Quel che è certo è che i nostri Ministri, come faceva Lui, non smettono mai di lavorare, nè di notte nè di domenica. Come? Dite che era lì perchè il main sponsor del GP era una banca?Ma allora avete proprio un chiodo fisso!...
1) per portare fortuna ad Alonso (interruzione prove libere per guasto in tutte le sessioni di prova, superato dal messicano Sergio Perez, per un calo delle prestazioni della sua Ferrari - anche la Fornero, guarda caso, ha una direttrice generale del personale che si chiama "Ferrari" ma corre meno veloce- quando era secondo dietro Hamilton a pochi giri dalla fine)
2) studiare il caso dell'"esodato" Schumacher che entra ed esce tranquillamente dal mondo del lavoro passando dalle reti che lei invano dispone
3) consolare l'ormai "precario" Massa a cui il datore di lavoro ha imposto il "demansionamento" dal secondo posto a favore del "garantito" Alonso a pochi giri dal traguardo ma, ahimè, a cui è sfuggito il podio in quanto scavalcato dall'"extracomunitario" Sergio Perez.
Quel che è certo è che i nostri Ministri, come faceva Lui, non smettono mai di lavorare, nè di notte nè di domenica. Come? Dite che era lì perchè il main sponsor del GP era una banca?Ma allora avete proprio un chiodo fisso!...
venerdì 7 settembre 2012
SANATORIA IMMIGRATI: ECCO IL DECRETO ATTUATIVO (PUBBLICATO) E LA CIRCOLARE MINISTERIALE ESPLICATIVA
DECRETO 29 agosto 2012 Attuazione dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 109/2012, in
materia di emersione dal lavoro irregolare. (12A09682)
IL MINISTRO DELL'INTERNO
di concerto con
IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
IL MINISTRO PER LA COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE E L'INTEGRAZIONE
e
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, recante
"Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime
relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di
lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e'
irregolare";
Visto in particolare l'articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio
2012, n. 109, concernente la possibilita' di dichiarare la
sussistenza dei rapporti di lavoro irregolari, che demanda ad un
decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri del
lavoro e delle politiche sociali, per la cooperazione internazionale
e l'integrazione e dell'economia e delle finanze: la fissazione delle
modalita' di presentazione della dichiarazione di emersione del
rapporto di lavoro; la fissazione delle modalita' per la
regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo
retributivo, contributivo e fiscale; la fissazione dei limiti di
reddito del datore di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto
di lavoro;
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive
modificazioni ed integrazioni, recante "Testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme
sulla condizione giuridica dello straniero in Italia";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394 e successive modificazioni e integrazioni, recante il regolamento
di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero
ed in particolare l'articolo 30 bis;
Decreta:
Art. 1
Presentazione della dichiarazione di emersione
1. I datori di lavoro di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto
legislativo 16 luglio 2012 n. 109, nonche' i datori di lavoro
stranieri che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione in
conformita' alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, che, alla data di entrata in vigore
del medesimo decreto, occupano irregolarmente alle proprie dipendenze
da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di
presentazione della dichiarazione di emersione, lavoratori stranieri
presenti nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data
del 31 dicembre 2011 o precedentemente, possono dichiarare la
sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per
l'immigrazione.
2. Le dichiarazioni di emersione di cui al comma 1 sono presentate
esclusivamente con modalita' informatiche dal 15 settembre al 15
ottobre 2012.
3. L'accesso al sistema informatico avviene tramite connessione ad
internet e consente la compilazione e la spedizione telematica della
dichiarazione di emersione, previa registrazione dell'utente
sull'apposita pagina disponibile all'indirizzo www.interno.gov.it .
4. Le fasi della procedura e le modalita' di compilazione dei
moduli appositamente predisposti per la presentazione della
dichiarazione di emersione sono indicate nel "Manuale dell'utilizzo
del sistema" pubblicato a cura del Ministero dell'interno
all'indirizzo di cui al comma 3.
Art. 2
Pagamento del contributo forfetario
1. La dichiarazione di emersione e' presentata previo pagamento di
un contributo forfetario di 1.000,00 (mille) euro per ciascun
lavoratore. Tale importo non e' deducibile ai fini dell'imposta sul
reddito.
2. Il contributo forfetario e' versato esclusivamente tramite il
modello di pagamento "F24 Versamenti con elementi identificativi",
reso disponibile sui siti internet dell'Agenzia delle entrate, del
Ministero dell'interno, del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, del Ministero della cooperazione internazionale e
dell'integrazione e dell'INPS. Il modello di pagamento deve
contenere, oltre ai dati relativi al datore di lavoro, anche il
numero di passaporto o di altro documento equipollente del
lavoratore.
3. Con risoluzione dell'Agenzia delle entrate sono istituiti i
codici tributo per il versamento del contributo forfetario e sono
impartite le istruzioni per la compilazione del modello di pagamento.
4. Le somme riscosse a titolo di contributo forfetario sono
riversate all'INPS, a cura della Struttura di gestione di cui
all'art. 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per essere
destinate alle relative finalita' ai sensi del comma 14 dell'articolo
5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109.
5. In caso di irricevibilita', archiviazione o rigetto della
dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della
stessa, non si procedera' alla restituzione delle somme versate a
titolo di contributo forfetario.
Art. 3
Requisito reddituale del datore di lavoro
1. L'ammissione alla procedura di emersione e' condizionata
all'attestazione del possesso, da parte del datore di lavoro persona
fisica, ente o societa', di un reddito imponibile o di un fatturato
risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di
esercizio precedente non inferiore a 30.000,00 (trentamila) euro
annui, salvo quanto previsto al comma 2.
2. Per la dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero
addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, il
reddito imponibile del datore di lavoro non puo' essere inferiore a
20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo
soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27.000 euro
annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica
composta da piu' soggetti conviventi. Il coniuge ed i parenti entro
il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche
se non conviventi.
3. In caso di dichiarazione di emersione presentata dal medesimo
datore di lavoro per piu' lavoratori, ai fini della sussistenza del
requisito reddituale di cui ai commi 1 e 2, la congruita' della
capacita' economica del datore di lavoro in rapporto al numero delle
richieste presentate, e' valutata dalla direzione territoriale del
lavoro ai sensi del comma 8 dell'articolo 30 bis del D.P.R. 31 agosto
1999 n.394.
4. La verifica dei requisiti reddituali di cui al comma 2 non si
applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne
limitano l'autosufficienza, il quale effettua la dichiarazione di
emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
Art. 4
Contenuti della domanda di emersione
1. La dichiarazione di cui all'articolo 1 contiene, a pena di
inammissibilita':
a) i dati identificativi del datore di lavoro, compresi i dati
relativi al titolo di soggiorno nel caso di datore di lavoro
straniero;
b) l'indicazione delle generalita' e della nazionalita' del
lavoratore straniero occupato al quale si riferisce la dichiarazione
e l'indicazione degli estremi del passaporto o di un altro documento
equipollente valido per l'ingresso nel territorio dello Stato;
c) l'indicazione della tipologia e delle modalita' di impiego;
d) l'attestazione del possesso del requisito reddituale di cui
all'articolo 3;
e) l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per il periodo
previsto dall'articolo 1;
f) la dichiarazione che la retribuzione convenuta non e'
inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo
nazionale di lavoro di riferimento;
g) la proposta di contratto di soggiorno previsto dall'articolo
5-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998,
n. 286;
h) l'indicazione della data della ricevuta di pagamento del
contributo forfetario di 1000 euro di cui all'articolo 2;
i) l'obbligo di regolarizzare la posizione retributiva,
contributiva e fiscale secondo quanto previsto dall'art. 5 per un
periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro, o comunque
non inferiore a sei mesi, per rapporti di durata inferiori al
semestre;
l) l'indicazione del codice a barre telematico della marca da
bollo di 14,62 euro richiesta per la procedura di emersione.
2. Per tipologia e modalita' di impiego di cui alla lettera c) del
comma 1 si intende il lavoro subordinato a tempo determinato e
indeterminato con orario di lavoro a tempo pieno, fatta eccezione per
il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare per
il quale sono ammessi i rapporti di lavoro a tempo determinato e
indeterminato con orario di lavoro a tempo parziale non inferiore
alle 20 ore settimanali, con la retribuzione prevista dal CCNL e
comunque non inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
Art. 5
Regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo
retributivo, contributivo e fiscale
1. Il datore di lavoro deve dimostrare la regolarizzazione delle
somme dovute al lavoratore a titolo retributivo, per un periodo
commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non
inferiore a 6 mesi, mediante attestazione redatta congiuntamente al
lavoratore stesso, del pagamento degli emolumenti dovuti in base al
CCNL riferibile alle attivita' svolte. Tali somme arretrate devono
corrispondere alle retribuzioni minime giornaliere fissate
annualmente dall'INPS ai sensi della Legge n. 389 del 7 dicembre 1989
di conversione del D.L. n. 338/1989).
2. All'atto della stipula del contratto di soggiorno, il datore di
lavoro deve, altresi', dimostrare di aver provveduto ad adempiere,
nel rispetto delle disposizioni vigenti, a tutti gli obblighi in
materia contributiva maturati a decorrere dalla data di assunzione
del lavoratore come risulta dalla dichiarazione di cui all'articolo
1, fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque,
per un periodo non inferiore a sei mesi.
A tal fine, per la regolarizzazione di un rapporto di lavoro
dipendente non domestico il datore di lavoro dovra':
a) per un rapporto di lavoro non agricolo provvedere alla
regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare
copia delle denunce Uniemens prelevate dal rendiconto individuale del
lavoratore per tutti i mesi oggetto della regolarizzazione.
Lo sportello unico per l'immigrazione provvedera' a richiedere in
via telematica il documento unico di regolarita' contributiva (DURC)
al fine di accertare, a decorrere dalla data di assunzione del
lavoratore, la correttezza e la correntezza dei versamenti
contributivi e assicurativi del datore di lavoro nonche', se dovuti,
dei versamenti alla Cassa edile.
b) per un rapporto di lavoro agricolo provvedere alla
regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare la
copia del modello DMAG e/o DMAG di variazione trasmesso all'Inps.
Lo sportello unico provvedera' a richiedere, in via telematica
all'Inps, la certificazione di regolarita' contributiva dell'azienda
che attestera', a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore,
l'avvenuta denuncia del lavoratore stesso e la correttezza e
correntezza degli adempimenti contributivi del datore di lavoro.
Con specifico riferimento, invece, alla regolarizzazione di un
rapporto di lavoro domestico il datore di lavoro dovra' dimostrare di
aver effettuato il pagamento dei contributi dovuti mediante
esibizione di copia del bollettino MAV, pagabile, al riguardo,
esclusivamente presso gli sportelli bancari o postali.
3. Il datore di lavoro regolarizza, ai fini fiscali, le somme
dovute sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore, per un periodo
commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non
inferiore a sei mesi, mediante il versamento entro il 16 novembre
2012 delle ritenute operate ai sensi dell'articolo 23 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e delle
trattenute operate ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo 1 del decreto legislativo 28
settembre 1998, n. 360.
Con riferimento alle somme corrisposte a partire dal mese
successivo a quello di presentazione della dichiarazione di cui
all'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 109/2012, il versamento delle
ritenute e delle trattenute operate deve essere effettuato entro il
termine previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
In ogni caso, la regolarizzazione deve essere attestata all'atto
della stipula del contratto di soggiorno mediante apposita
autocertificazione.
Art. 6
Comunicazione obbligatoria di assunzione
1. Con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di
lavoro assolve agli obblighi di comunicazione di cui all'art. 9,
comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n.608. Tale comunicazione
e' messa a disposizione dei servizi competenti e delle direzioni
territoriali del lavoro secondo gli standard tecnici di cui al
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 ottobre
2007.
Art. 7
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni
interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto sara' trasmesso ai competenti organi di
controllo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 29 agosto 2012
Il Ministro dell'interno
Cancellieri
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Fornero
Il Ministro della cooperazione internazionale
e l'integrazione
Riccardi
Il Ministro dell'economia e della finanze
Grilli
Registrato alla Corte dei conti il 7 settembre 2012
Registro n. 6, Interno, foglio n. 248
LA CIRCOLARE ESPLICATIVA
clicca sul link
http://www.stranieriinitalia.it/images/circointerno7set2012.pdf
materia di emersione dal lavoro irregolare. (12A09682)
IL MINISTRO DELL'INTERNO
di concerto con
IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
IL MINISTRO PER LA COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE E L'INTEGRAZIONE
e
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, recante
"Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime
relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di
lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e'
irregolare";
Visto in particolare l'articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio
2012, n. 109, concernente la possibilita' di dichiarare la
sussistenza dei rapporti di lavoro irregolari, che demanda ad un
decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri del
lavoro e delle politiche sociali, per la cooperazione internazionale
e l'integrazione e dell'economia e delle finanze: la fissazione delle
modalita' di presentazione della dichiarazione di emersione del
rapporto di lavoro; la fissazione delle modalita' per la
regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo
retributivo, contributivo e fiscale; la fissazione dei limiti di
reddito del datore di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto
di lavoro;
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive
modificazioni ed integrazioni, recante "Testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme
sulla condizione giuridica dello straniero in Italia";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394 e successive modificazioni e integrazioni, recante il regolamento
di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero
ed in particolare l'articolo 30 bis;
Decreta:
Art. 1
Presentazione della dichiarazione di emersione
1. I datori di lavoro di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto
legislativo 16 luglio 2012 n. 109, nonche' i datori di lavoro
stranieri che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione in
conformita' alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, che, alla data di entrata in vigore
del medesimo decreto, occupano irregolarmente alle proprie dipendenze
da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di
presentazione della dichiarazione di emersione, lavoratori stranieri
presenti nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data
del 31 dicembre 2011 o precedentemente, possono dichiarare la
sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per
l'immigrazione.
2. Le dichiarazioni di emersione di cui al comma 1 sono presentate
esclusivamente con modalita' informatiche dal 15 settembre al 15
ottobre 2012.
3. L'accesso al sistema informatico avviene tramite connessione ad
internet e consente la compilazione e la spedizione telematica della
dichiarazione di emersione, previa registrazione dell'utente
sull'apposita pagina disponibile all'indirizzo www.interno.gov.it .
4. Le fasi della procedura e le modalita' di compilazione dei
moduli appositamente predisposti per la presentazione della
dichiarazione di emersione sono indicate nel "Manuale dell'utilizzo
del sistema" pubblicato a cura del Ministero dell'interno
all'indirizzo di cui al comma 3.
Art. 2
Pagamento del contributo forfetario
1. La dichiarazione di emersione e' presentata previo pagamento di
un contributo forfetario di 1.000,00 (mille) euro per ciascun
lavoratore. Tale importo non e' deducibile ai fini dell'imposta sul
reddito.
2. Il contributo forfetario e' versato esclusivamente tramite il
modello di pagamento "F24 Versamenti con elementi identificativi",
reso disponibile sui siti internet dell'Agenzia delle entrate, del
Ministero dell'interno, del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, del Ministero della cooperazione internazionale e
dell'integrazione e dell'INPS. Il modello di pagamento deve
contenere, oltre ai dati relativi al datore di lavoro, anche il
numero di passaporto o di altro documento equipollente del
lavoratore.
3. Con risoluzione dell'Agenzia delle entrate sono istituiti i
codici tributo per il versamento del contributo forfetario e sono
impartite le istruzioni per la compilazione del modello di pagamento.
4. Le somme riscosse a titolo di contributo forfetario sono
riversate all'INPS, a cura della Struttura di gestione di cui
all'art. 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per essere
destinate alle relative finalita' ai sensi del comma 14 dell'articolo
5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109.
5. In caso di irricevibilita', archiviazione o rigetto della
dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della
stessa, non si procedera' alla restituzione delle somme versate a
titolo di contributo forfetario.
Art. 3
Requisito reddituale del datore di lavoro
1. L'ammissione alla procedura di emersione e' condizionata
all'attestazione del possesso, da parte del datore di lavoro persona
fisica, ente o societa', di un reddito imponibile o di un fatturato
risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di
esercizio precedente non inferiore a 30.000,00 (trentamila) euro
annui, salvo quanto previsto al comma 2.
2. Per la dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero
addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, il
reddito imponibile del datore di lavoro non puo' essere inferiore a
20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo
soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27.000 euro
annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica
composta da piu' soggetti conviventi. Il coniuge ed i parenti entro
il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche
se non conviventi.
3. In caso di dichiarazione di emersione presentata dal medesimo
datore di lavoro per piu' lavoratori, ai fini della sussistenza del
requisito reddituale di cui ai commi 1 e 2, la congruita' della
capacita' economica del datore di lavoro in rapporto al numero delle
richieste presentate, e' valutata dalla direzione territoriale del
lavoro ai sensi del comma 8 dell'articolo 30 bis del D.P.R. 31 agosto
1999 n.394.
4. La verifica dei requisiti reddituali di cui al comma 2 non si
applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne
limitano l'autosufficienza, il quale effettua la dichiarazione di
emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
Art. 4
Contenuti della domanda di emersione
1. La dichiarazione di cui all'articolo 1 contiene, a pena di
inammissibilita':
a) i dati identificativi del datore di lavoro, compresi i dati
relativi al titolo di soggiorno nel caso di datore di lavoro
straniero;
b) l'indicazione delle generalita' e della nazionalita' del
lavoratore straniero occupato al quale si riferisce la dichiarazione
e l'indicazione degli estremi del passaporto o di un altro documento
equipollente valido per l'ingresso nel territorio dello Stato;
c) l'indicazione della tipologia e delle modalita' di impiego;
d) l'attestazione del possesso del requisito reddituale di cui
all'articolo 3;
e) l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per il periodo
previsto dall'articolo 1;
f) la dichiarazione che la retribuzione convenuta non e'
inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo
nazionale di lavoro di riferimento;
g) la proposta di contratto di soggiorno previsto dall'articolo
5-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998,
n. 286;
h) l'indicazione della data della ricevuta di pagamento del
contributo forfetario di 1000 euro di cui all'articolo 2;
i) l'obbligo di regolarizzare la posizione retributiva,
contributiva e fiscale secondo quanto previsto dall'art. 5 per un
periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro, o comunque
non inferiore a sei mesi, per rapporti di durata inferiori al
semestre;
l) l'indicazione del codice a barre telematico della marca da
bollo di 14,62 euro richiesta per la procedura di emersione.
2. Per tipologia e modalita' di impiego di cui alla lettera c) del
comma 1 si intende il lavoro subordinato a tempo determinato e
indeterminato con orario di lavoro a tempo pieno, fatta eccezione per
il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare per
il quale sono ammessi i rapporti di lavoro a tempo determinato e
indeterminato con orario di lavoro a tempo parziale non inferiore
alle 20 ore settimanali, con la retribuzione prevista dal CCNL e
comunque non inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
Art. 5
Regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo
retributivo, contributivo e fiscale
1. Il datore di lavoro deve dimostrare la regolarizzazione delle
somme dovute al lavoratore a titolo retributivo, per un periodo
commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non
inferiore a 6 mesi, mediante attestazione redatta congiuntamente al
lavoratore stesso, del pagamento degli emolumenti dovuti in base al
CCNL riferibile alle attivita' svolte. Tali somme arretrate devono
corrispondere alle retribuzioni minime giornaliere fissate
annualmente dall'INPS ai sensi della Legge n. 389 del 7 dicembre 1989
di conversione del D.L. n. 338/1989).
2. All'atto della stipula del contratto di soggiorno, il datore di
lavoro deve, altresi', dimostrare di aver provveduto ad adempiere,
nel rispetto delle disposizioni vigenti, a tutti gli obblighi in
materia contributiva maturati a decorrere dalla data di assunzione
del lavoratore come risulta dalla dichiarazione di cui all'articolo
1, fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque,
per un periodo non inferiore a sei mesi.
A tal fine, per la regolarizzazione di un rapporto di lavoro
dipendente non domestico il datore di lavoro dovra':
a) per un rapporto di lavoro non agricolo provvedere alla
regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare
copia delle denunce Uniemens prelevate dal rendiconto individuale del
lavoratore per tutti i mesi oggetto della regolarizzazione.
Lo sportello unico per l'immigrazione provvedera' a richiedere in
via telematica il documento unico di regolarita' contributiva (DURC)
al fine di accertare, a decorrere dalla data di assunzione del
lavoratore, la correttezza e la correntezza dei versamenti
contributivi e assicurativi del datore di lavoro nonche', se dovuti,
dei versamenti alla Cassa edile.
b) per un rapporto di lavoro agricolo provvedere alla
regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare la
copia del modello DMAG e/o DMAG di variazione trasmesso all'Inps.
Lo sportello unico provvedera' a richiedere, in via telematica
all'Inps, la certificazione di regolarita' contributiva dell'azienda
che attestera', a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore,
l'avvenuta denuncia del lavoratore stesso e la correttezza e
correntezza degli adempimenti contributivi del datore di lavoro.
Con specifico riferimento, invece, alla regolarizzazione di un
rapporto di lavoro domestico il datore di lavoro dovra' dimostrare di
aver effettuato il pagamento dei contributi dovuti mediante
esibizione di copia del bollettino MAV, pagabile, al riguardo,
esclusivamente presso gli sportelli bancari o postali.
3. Il datore di lavoro regolarizza, ai fini fiscali, le somme
dovute sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore, per un periodo
commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non
inferiore a sei mesi, mediante il versamento entro il 16 novembre
2012 delle ritenute operate ai sensi dell'articolo 23 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e delle
trattenute operate ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo 1 del decreto legislativo 28
settembre 1998, n. 360.
Con riferimento alle somme corrisposte a partire dal mese
successivo a quello di presentazione della dichiarazione di cui
all'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 109/2012, il versamento delle
ritenute e delle trattenute operate deve essere effettuato entro il
termine previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
In ogni caso, la regolarizzazione deve essere attestata all'atto
della stipula del contratto di soggiorno mediante apposita
autocertificazione.
Art. 6
Comunicazione obbligatoria di assunzione
1. Con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di
lavoro assolve agli obblighi di comunicazione di cui all'art. 9,
comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n.608. Tale comunicazione
e' messa a disposizione dei servizi competenti e delle direzioni
territoriali del lavoro secondo gli standard tecnici di cui al
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 ottobre
2007.
Art. 7
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni
interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto sara' trasmesso ai competenti organi di
controllo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 29 agosto 2012
Il Ministro dell'interno
Cancellieri
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Fornero
Il Ministro della cooperazione internazionale
e l'integrazione
Riccardi
Il Ministro dell'economia e della finanze
Grilli
Registrato alla Corte dei conti il 7 settembre 2012
Registro n. 6, Interno, foglio n. 248
LA CIRCOLARE ESPLICATIVA
clicca sul link
http://www.stranieriinitalia.it/images/circointerno7set2012.pdf
giovedì 6 settembre 2012
10.000 STRANIERI POTRANNO ENTRARE IN ITALIA NEL 2012 PER CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE E TIROCINI
Il Ministero del Lavoro ha determinato - per l’anno 2012 - il contingente annuale di cittadini stranieri autorizzati a soggiornare in Italia per partecipare a corsi di formazione professionale e tirocini formativi.Dal sito della DTL di Modena:
"Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Decreto Ministeriale del 12 luglio 2012 (di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), ha determinato - per l’anno 2012 - il contingente annuale di cittadini stranieri autorizzati a soggiornare in Italia per partecipare a corsi di formazione professionale e tirocini formativi.
"Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Decreto Ministeriale del 12 luglio 2012 (di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), ha determinato - per l’anno 2012 - il contingente annuale di cittadini stranieri autorizzati a soggiornare in Italia per partecipare a corsi di formazione professionale e tirocini formativi.
Il decreto, in particolare, stabilisce che il limite massimo di ingressi in Italia degli stranieri in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio è determinato, ai sensi dell’art. 44-bis, comma 6, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 31 agosto 1999, in 5 mila unità per la frequenza a corsi di formazione professionale e in ulteriori 5 mila unità per lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento."
Ecco il testo del decreto:
mercoledì 5 settembre 2012
TAV EUROPA: IL CORRIDOIO NON HA PIU' CAPO NE' CODA
Dopo il Portogallo, anche la Russia si tira indietro.
Leggi l'articolo:
http://petrolio.blogosfere.it/2012/09/tav-europa-il-corridoio-non-ha-piu-ne-capo-ne-coda.html
Osserviamo, sommessamente, che in Italia siamo ancora in attesa dal Ministro Passera di un Piano Nazionale dei Trasporti (e ciò sta mettendo in forse migliaia di posti di lavoro) e che di oggi è la notizia che uno dei motivi per i quali non si stanno trovando acquirenti stranieri per l'ALCOA è nell'insufficienza delle infrastrutture e dei trasporti in Sardegna..
Quei pochi italiani che questa estate hanno potuto permettersi di andare in ferie hanno avuto modo di rendersi conto in che stato sia la nostra rete ferroviaria ordinaria.
A buon intenditor, poche parole....
SENTENZA CASSAZIONE: ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO SE VI E' IL RIFIUTO AL CAMBIO DI ORARIO NEL PART-TIME
Sentenza n. 14833 del 4 settembre 2012 :la Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento imposto ad un dipendente che non aveva dato la sua disponibilità a cambiare turno.
Secondo la Corte, l’illegittimità del licenziamento per via del rifiuto da parte del lavoratore di cambiare orario deriva dal fatto che la scarsa flessibilità nell’accettare i nuovi orari non consiste in una causa di risoluzione contrattuale.
Secondo la Corte, l’illegittimità del licenziamento per via del rifiuto da parte del lavoratore di cambiare orario deriva dal fatto che la scarsa flessibilità nell’accettare i nuovi orari non consiste in una causa di risoluzione contrattuale.
IERI L'INCONTRO TRA I SINDACATI RAPPRESENTATIVI DEL PUBBLICO IMPIEGO E IL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PATRONI GRIFFI
martedì 4 settembre 2012
AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA NEL SETTORE PESCA
Riportiamo, per opportuna conoscenza dei lavoratori del settore, ampio stralcio del testo dell'accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro il 7 agosto scorso per l'accesso anche nel settore Pesca agli ammortizzatori sociali in deroga:
""""""""""(...)
""""""""""(...)
VISTO
I'accordo governativo del 17.07.12 con il quale si è disposta l'assegnazione della somma
complessiva di 30 milioni di euro finalizzati alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga per il
"Settore pesca".
VISTE
le successive istanze pervenute dalle Parti sociali presenti all'odiema riunione finalizzate alla
sottoscrizione del citato accordo.
VISTA
la legge del 12.11.2011, n.183,che all'art. 33, comma 21, prevede la concessione, per periodi non superiori a 12 mesi, in deroga alla normativa vigente, di trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilità e di disoccupazione speciale, anche con riferimento a settori produttivi ed aree regionali.
TUTTO CIO'VISTO,
le Parti raggiungono la seguente intesa.
1)Il presente accordo in sede governativa dispone l'assegnazione, a valere sulle risorse
destinate agli ammortizzatori sociali in deroga per l'annualità 2012, della somma
complessiva di 30 milioni di Euro finalizzati alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga per
il "Settore pesca", per l'anno 2012 e, comunque, sino ad esaurimento delle risorse assegnate,
anche tenuto conto delle istanze ad oggi giacenti e riferite alle annualità pregresse.
2)La CIG è erogata secondo le disposizioni in materia al personale imbarcato, dipendente e
socio lavoratore di cui alla L. 142/2001 delle Imprese di pesca interessate dallo stato di crisi
che ha investito il settore, e che benefici di un sistema retributivo con minimo monetario
garantito.
3)Il trattamento di integrazione salariale è riconosciuto in tutte le situazioni di crisi del settore,
anche collegate ai periodi di fermo biologico, in cui si renda necessario sospendere l'attività
lavorativa per cause non imputabili al datore di lavoro.
4)L'accesso alle misure di sostegno al reddito di cui al presente verbale potrà avvenire sulla
base di specifici accordi, comprensivi degli elenchi nominativi dei lavoratori beneficiari,
sottoscritti dalle Parti sociali presso le Istituzioni territoriali competenti a livello di una o più
marinerie e di successive istanze da presentare agli Uffici Inps competenti per territorio
entro e non oltre la data del I 5.01. 2013 .
5)L'INPS viene incaricato dell'ammissione ai trattamenti e dell'erogazione, nei limiti delle
risorse assegnate, delle prestazioni di CIG, sulla base del presente accordo, provvedendo,
inoltre al monitoraggio a livello centrale delle prestazioni erogate dalle Sedi periferiche.
6)Le Parti concordano, al fine di facilitare il monitoraggio di cui al punto precedente, di
ricorrere - per l'annualità 2012 - al pagamento diretto da parte dell'INPS dei trattamenti di
sostegno al reddito.(...)”””””””””
lunedì 3 settembre 2012
AUTORITARISMO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: SE LO CONOSCI , LO EVITI
E' con sincero disappunto che stamattina abbiamo letto la seguente notizia sul sito Internet di una organizzazione sindacale , nostra concorrente, rappresentativa nel pubblico impiego.
Tre dirigenti sindacali nazionali di quella Organizzazione Sindacale sono stati proposti per il licenziamento immediato senza preavviso per aver prodotto un comunicato sindacale indigesto all'amministrazione (l'INPS). Il 12 settembre sono chiamati a difendersi di fronte alla commissione di disciplina nazionale dell'Ente previdenziale . La colpa che si imputa loro, infatti, e' quella di aver costantemente denunciato i continui misfatti compiuti dalla dirigenza a danno del personale e/o della funzionalità della pubblica amministrazione.
Addirittura si imputa, oggi a quei tre dirigenti nazionali ma era già accaduto recentemente nei confronti di dirigenti di Federazioni territoriali di quello stesso Sindacato, "il fatto che anche i dirigenti sindacali, pur se in distacco e quindi non alle dipendenze dell' ente, devono esimersi dall'esprimere giudizi negativi sull'operato delle amministrazioni o di dirigenti dell'amministrazione pena l'accusa di 'rottura del rapporto fiduciario'".
Vogliamo sperare che la notizia possa essere ridimensionata nella sua gravità e, a tal proposito, attendiamo (e siamo disposti a pubblicare) da parte dell'INPS smentite, correzioni o esternazioni di punti di vista diversi.
Per la verità notizie del genere le sentiamo da qualche anno più che altro , però, in relazione a comportamenti di singoli, nelle varie Amministrazioni, che effettivamente arrivano un pò ai ferri corti con parte della dirigenza, nei rapporti interni. Addirittura vi sono stati casi di licenziamento in tronco (ad esempio all'Agenzia delle Entrate) in caso di interventi su blog (quindi di dominio pubblico) che denunciavano veri e propri illeciti, pur se genericamente.
Qui tuttavia c'è un salto di qualità. Ritorsioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni verso i propri dipendenti per atti compiuti nell'ambito della attività sindacale assomigliano troppo ad azioni compiute da governi passati nei confronti di politici e giornalisti sgraditi.
E'in pericolo la democrazia quindi ma, prima ancora, la convivenza civile e l'ordine pubblico. Reprimere chi, come i sindacalisti, in definitiva, a parole, non fanno altro che rappresentare i propri iscritti in battaglie civili ma pacifiche equivale a porre le premesse affinchè a chi soffre di un vero disagio sociale (e ciò accade oggi, senza ombra di dubbio, tra i lavoratori degli uffici pubblici) possa venire in mente di farsi giustizia da solo e al di fuori della legge. Quindi un triplice appello: agli altri sindacati, affinchè, come noi stiamo facendo in questo momento, manifestino la loro solidarietà a quelli che, prima ancora di essere dirigenti sindacali, sono lavoratori: chiara e forte, in modo che sia ascoltata da quelle Amministrazioni; ai vertici governativi (soprattutto al Ministro dell'Interno) affinchè spengano sul nascere qualsiasi tentazione autoritaria e antidemocratica nella P.A. (e nel mondo del lavoro) che porterebbe alla rovina questo Paese; ai vertici ministeriali, affinchè dislochino i dirigenti a loro disposizione in maniera più accorta, dando spazio a coloro con maggiore esperienza e buon senso, in modo da prevenire la nascita di questi conflitti impari , inutili e ridicoli.
Tre dirigenti sindacali nazionali di quella Organizzazione Sindacale sono stati proposti per il licenziamento immediato senza preavviso per aver prodotto un comunicato sindacale indigesto all'amministrazione (l'INPS). Il 12 settembre sono chiamati a difendersi di fronte alla commissione di disciplina nazionale dell'Ente previdenziale . La colpa che si imputa loro, infatti, e' quella di aver costantemente denunciato i continui misfatti compiuti dalla dirigenza a danno del personale e/o della funzionalità della pubblica amministrazione.
Addirittura si imputa, oggi a quei tre dirigenti nazionali ma era già accaduto recentemente nei confronti di dirigenti di Federazioni territoriali di quello stesso Sindacato, "il fatto che anche i dirigenti sindacali, pur se in distacco e quindi non alle dipendenze dell' ente, devono esimersi dall'esprimere giudizi negativi sull'operato delle amministrazioni o di dirigenti dell'amministrazione pena l'accusa di 'rottura del rapporto fiduciario'".
Vogliamo sperare che la notizia possa essere ridimensionata nella sua gravità e, a tal proposito, attendiamo (e siamo disposti a pubblicare) da parte dell'INPS smentite, correzioni o esternazioni di punti di vista diversi.
Per la verità notizie del genere le sentiamo da qualche anno più che altro , però, in relazione a comportamenti di singoli, nelle varie Amministrazioni, che effettivamente arrivano un pò ai ferri corti con parte della dirigenza, nei rapporti interni. Addirittura vi sono stati casi di licenziamento in tronco (ad esempio all'Agenzia delle Entrate) in caso di interventi su blog (quindi di dominio pubblico) che denunciavano veri e propri illeciti, pur se genericamente.
Qui tuttavia c'è un salto di qualità. Ritorsioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni verso i propri dipendenti per atti compiuti nell'ambito della attività sindacale assomigliano troppo ad azioni compiute da governi passati nei confronti di politici e giornalisti sgraditi.
E'in pericolo la democrazia quindi ma, prima ancora, la convivenza civile e l'ordine pubblico. Reprimere chi, come i sindacalisti, in definitiva, a parole, non fanno altro che rappresentare i propri iscritti in battaglie civili ma pacifiche equivale a porre le premesse affinchè a chi soffre di un vero disagio sociale (e ciò accade oggi, senza ombra di dubbio, tra i lavoratori degli uffici pubblici) possa venire in mente di farsi giustizia da solo e al di fuori della legge. Quindi un triplice appello: agli altri sindacati, affinchè, come noi stiamo facendo in questo momento, manifestino la loro solidarietà a quelli che, prima ancora di essere dirigenti sindacali, sono lavoratori: chiara e forte, in modo che sia ascoltata da quelle Amministrazioni; ai vertici governativi (soprattutto al Ministro dell'Interno) affinchè spengano sul nascere qualsiasi tentazione autoritaria e antidemocratica nella P.A. (e nel mondo del lavoro) che porterebbe alla rovina questo Paese; ai vertici ministeriali, affinchè dislochino i dirigenti a loro disposizione in maniera più accorta, dando spazio a coloro con maggiore esperienza e buon senso, in modo da prevenire la nascita di questi conflitti impari , inutili e ridicoli.
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